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Full text of "Discorso di M. Sebastiano Erizzo, sopra le medaglie antiche, con la particolar dichiaratione di molti riuersi, nuouamente mandato in luce"

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^ _ -l. V , . 






SOPRATE MEDAGLIE 

ANTICHE» 


Con la particolar dichiaratione di 
molti riuerfi. 


Nuouamentc mandato in luce . 


ConTmilegio deWlUuJlrifiimo Senato 


Veneto y^er anni X, 


Nella Bottega Valgrifiana% 

M.D. LIX. 




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AL SERENISSIMO, 

ÉT SEMPRE FELICISS. 

SIGISMONDO AVGVSTO 
RE DI POLONI A,&c. 

GIROLAMO RVSCfLLI. 

I T V T T E lemtìom di tutto 
il mondo quelle più fi veggono 
hauer fatte cofe gloriojeper ogni 
partCschepiù fino parimente fta 
te diligenti ì&foUecite in prò- 
curar di lafciame memoria per 
turni fecali , Diche pernon portarcene in lunghi 
difcorfi ci può farpienijfima fede il vederfi , che (la- 
fciando di pomi in conto il popolo Ebreo , de’ cuiglo- 
riofit fatti fi* femore autore Iddio )muna natione, ^ 
rÙMi Trincipe fi legge hauer fatte cofe più degne 
detema gloria , che quelle flejfe , le quali fi veggono 
hauer pofta tanta cura di tenerne viua la lor memo- 
ria con lejiatue , & molto più poi con le medaglie,co 
me quelle,chedefitparuero per molte ragioni moltQ 
più atte d perpetuarfi. Di che Cefierien^ fiejfa ci fa 
chiariiVedendofi che per vìia fiattea de’ tempi antichi 
che oggi shabbiatfono molte & molte medaglie per 
tutto il mondo. Et è degna cofa di confideratione»co- 
me in tanta lodeuolijpma ambitionedi quegli animi 

a X nobililftmi» 


é à 




nobili IÌmh& m tanto lor deftderh & fludio df perk 
fetuarfi nella memoria di tutti ipojleri,epi non ritro 
uaffero già mai le fiampe^potendo pur molto bene far 
comeficuro giudicio , che i libri delie loro ifiorie, à 
poefie conueiiendoft trafcriuer d*uno in altro , conue- 
niuano diftenderfi in pòchi t & coìfeguentemente cor 
rerfommo pericolo di perdeìft nel procejfo de" tem- 
piy& neU'alterathni delle cofe del mondo ; ^endo la 
carta così attaà patire per tante vie, & perfino àr 
éonfumarfì cJr dileguarfene la fcrittura in gran par-- 
te da Je medefima.Ma quefia grande , veramente 

nùracolofa imtention delle ftampe da poter cosi ac^^ 
conciamente far tanta copia di libri , ^ reiterargli « 
poi di tempo in tempo, in modo, che piu in vn mej^e 
ne diffondano per tutto il mondo , che di quei loro 
fcrittià penna non fe ne fa cena in niolt'anni , tengono 
alcuni di bel giudicio , che fi riferuaffe dall'infinita be 
Wgnità di Dio, per quefli noflri tempi migliori , quan 
do fi vedeeffer venuto nel colmo della perfettion fua, 
il fog getto vero della vera gloria. Tercioche in effeu 
io tutti quei gran I{e , & quelle potentifiime nationi, 
che fono fiate auanti Cincamationedel Signor no~ 
ftroysì come hanno mancato del vero lume della fede, 

'cosi è fiato parimente neceffario che mancaffero nou 
folamente de i frutti, ma ancora degli effetti della ve ’ 

ra gloria; vedendofi che effi peecauano ftrammente 
nella diffinitioné cr nella conofeen^ di queUa;pqi che 
la poneuano nel far cofe grandi , & nel foggogare ai 
trut , con qual fi voglia me^ ò via, che più loro ve- 

nife 


ntjfe in taglio . Ma perche otti forfè diranno alcuni, 
che quejlo defiderioy ^ quefo Jiudio di tener viua la 
memoria de i fitti glorio/} , & alti, potè comportar/} 
in efiiii qualiycome é detto, mancauano del lume della 
fède,eteran tutti dicontinuo impiegati neUe co/è ter 
rene;& che à noi Crijiiani que/lo penftero fia illecito» 
òft difconuegnajo per chi perauentura pote/fe da ciò 
fgomentarfhnon re/ìcrò di ricordar brieuemente,cke 
quefli tali così dicendo s'ingannereb bona grand tmen 
te •'Perdo che fe e/fi faranno vera di/fnithne qual 
fia , & fi debbia dir vera gloria, troueranno , che si 
come loperationiy&gli effetti, doniTelk nafce , fono 
ledtiy& debiti,& fanti, cosi parimente fia non fo 
iaptente lecitOjjna ancor conceduto per dono di Dio» 
eSr come per premio de* fuoi meriti il confeguirla . On 
de di bocca propria Iddio promette ad ^Àbramo neU 
le fiacre lettere dibenedirlo,& di fletidere cJr magnifi 
care ilfuo nome.Et la fanti/lima, & vmili/Jima ver- 
gine madre del Signor no/lro fi gode fantamente in fc 
/ie/fa,& col mondo dhauer* ad effer detta beata in 
ogni gener adone di ciafcun fecolo.Votendo noi dunq; 
confiderare, cì)€ la /omma bontà di Dio nel guidar 
tuttavia il mondo alljntera perfettìonfua , habbià 
voluto che pur fra noi refi con ti/iorie, con le flatue» 
con gli archi,& con le medaglie viua la memoria de* 
fatti illu/lri de’ tempi adietro , perche di quegli noi 
habbiamo l'e/fempio di che feguire come buono , che 
fuggir come cattino , er che migliorar noi come già 
Ulu/irati del lume delia fèdCi ^ della conofcerrga deU 

a $ U 


la ‘peraglorkipofìiamo parimente cottpderare , che 
habbia voluto oltre al modo delle ftatue, & delle me-' 
dagliematerialiycheècommune anco ànoi > conce- 
derci quefU bellijjimay& importantiffima via da far 
non folamenteviuer le memorie delle cofe noflre & 
degli antichi per quefta miracolofauia delle, flampe» 
ma ancora lemedaglie ftejfede quali non folamente io 
orOi& in argento per tinfatiabile ingordigie vmanei 
fi "veggono à tanto feempio tTeJfer disfatte,ma ancora 
in ramCiò in bronco per la difficoltà dipoterfene bat 
termoltCi fi veggono tanto ridutte à poche, che in 
tutto il mondo fi tengono incanta fiima , chevna 

(tejfe in tal metallo vile fi paghi da igran Trinàpi, ò 
da quei che fe ne dilettano, à molti doppi cC argentai 
Cir d'oro.Et con tutto ciò fivegganpurtuttauia uè-* 
nir mancando, ò jperdendofi di tempo in tempo,come 
auieneurduerfalmente à tutte le cofe materiali qui 
baffo , & principalmente à quelle , che effondo fatte 
una uolta , & in poco numero non fi uengon poi rifa, 
tendo,né rinouando^lchepenfando perauentura di 
uoler prouedere alcuni,ritrouarono in quefii fiefii no 
ftri tempi il bel modo di tragittarle. Et fi uedegià ^ 
fer arriuato tanf oltre, che alcuni di così tragittate 
ne fanno in tanta eccellenza, che ancora de* buoni an 
tiquarij fi ueggono con l’efierienza ingannare alcune 
uolteneluolerledifcernere dalle nere antiche. Mà 
perche poi finalmente quefiacosìfàttil cura di uoler 
tanto ambitiofamente far tanto conto del difeemere 
le proprie antiche da quelle così formate da loro, è 
- piu 




pià per una tetta gloria iìJòttiglieT^a étìn^e^no t 
dilungo fludiointalprofejsione, cheperbìfogno 
fié per utile alCintention principale di coloro > che le 
fuero già batteteti^ dì chi ora fi ttuol ualer ^effe tfo 
no fiati alcunipià nobili ingegni ti quali doppol^ha- 
net* ancof ejji fatto molto fiudio in quefia cognitio^ 
neja qual s è dettai& nel raunarne in quanta fnag* 
por copia lorfia pofiibile » & fapet giudicar delCec- 
eelleìtgadé^ maefiri che le fecero; de' metalli in che 
fon fatte; delle loruemici j & d'ogni altra tal circo- 
fianga di cotab nobilijfima proftfiione , hanno poi 
princìpalmeìtte attefo a quello s che dee tenerfi per 
propria intention fua^cioè à cauar da effe la cognitio- 
ne & t utilità delti fiorie ne i temphne i modi) & nel- 
le occafioni perche furon fatte, tlche fi trae principal 
mente da i lor riuerfi.Ma perche in si brieue Jpatio di 
luogoycome è quello del riuerfo ttuna medaglia) quei 
grandi huomini furon forcati di rifiringere in po* 
chifiime figure & lettere t intention lorofe ne è vedu 
tùfin quìfche la maggior parte di coloro y che hanno 
àttefo à quefia leggiadrifiirha profejfione deltanti- 
chità)& majfimamente delle medaglie) & n'han tol- 
to ancora con le fcritture à dar luce altrui) fi fon fer- 
mati nelle tefie foU)^ fi pur' alcuna cofa han tocca- 
to de* lor riuerfi y è fiato tanto brieuemente eif delle 
pià noteyzjr pià leggiere ad intenderfitche ne uengono 
ad hauer piu tofio finito dtaccendereyche jpentó òquie 
tato il defiderìo di coloro ) che n'hanno dilettatione 
bgufio 4 Là ondeioache lungo tempo fono fiato ua- 

a 4 ghijfimo 


I 


ghiffmodiqueflacost degna pròfèjjione da gU 

molfanni hauendo praticato /e non tutte,la maggior 
parte delle città & della perjone principali dell’Eu^ 
ropat hauendo quefli mefi adietro ueduto , che quel 
chiarifiimogentil’huomoiilqualeé tutore diquejh 
libroysicome nelPhauerne gran copia »& delle piìk 
eccellenti^ rare, che forfè s'habbiano molti altri yet 
antiquarijy&Trincipi infieme y così parimente nel- 
thauerd'effey&d’ognilor circonflanga una fomma 
eir per certo rarifiimacognitione, fi uede ejfere fiato 
non men fortunatoyche foUecìtifiimo & diligente; eSr 
hauendomi egli per fua molta cortefia mofirato un 
Difcorfo intorno à qttefia cofa dtlle medagUcy con un 
raccolto di molte interpretationi di riuerft > che egli 
nonper altro che per fuo ejfercitio & per fe medefi- 
tno sera uenuto faceìido nel procejfo de' fuoi fiudij di 
stolta in uoltayio trouando il Difcorfo , eJr le dette inr- 
terpretationi cosi belloy& di tanta eccellengay quan 
to aiifor cofa che da moltifiimi altri infieme io n'hah 
bia potuto ueder fin qui, gliene domandai la copia in 
donoy sì per hauerlo per me medefimoy sì ancor certa 
mente con animo di farlo trafcriuere in bella lettera^ 
^mandarlo poi à donare alla felici fihna Maefià Vo 
firayaUa quale mi rendeua ficuro , che douefj'e effer 
gratifiimoper ogni parte. Laqual gratta il detto gen 
tWhuomo mi fece così fubito , eìr così lietamentey co- 
me la baiignità della fua natura t ha fempre mojjoà 
farmene ognaltraych'io n'ho voluta.Et principalmen 
temi fece quefio dono così uolentieriy intendendo che 


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4 


io difegnaua di fame poi parimente dono èVofra 
Maejidyalla quale egli per infinite cagioni, & princi- 
palmente per conformarft con l'animo in uninerfale 
di tutta quefla felicìffìma fua l{epub, moflra di por- 
tar quella fomma riuerenga ^ deuotione,che le deb- 
bono portar tutti imrtuofh tutta buoni, parti- 
colarmente tutti i veri cr onorati nojiri Italiani . 
Ora eJTendo io in penfiero di far trafcriuer quel li- 
bro in bella lettera,& conuenendoci far dipingere It 
fgurfi de* riuerfi di quelle medaglie, che in effofon di- 
chiarate, traendole dalCejfempUr vero delle meda- 
glie antiche,fono da molti flato configliato,che io con 
yna fiejja fatica , ^con una fleffa intentione hauret 
potuto fodisfare,& far beneficio à tutto il mondo per 
quefla ^ ogfi altra età , col dar* in publico queflo //- 
bro ; & confeguentemente farne maggior Jèmigia 
alla Haeflà yoflra, come quella che tn ogni cofa fua 
facendo conofcere lagrandeg^ del fuo bell' animo» 

* donerà pienamente aggradire, che,flitto l’ombra fua,^ 
età fua contemplatione ipiu rari ingegni, et i più veri 
“Principi per ogni tempo habbiano da bauer commu- 
nè quel dono, che per degno per ^ eccellente io diflr . 
gnaua di far à lei fola • Le quai perfuafioni effèndomi 
fiate fatte eir replicate da molti miei onorati amici, 

Cr fignori,tutti di molto giudicio , & tutti deuotifii- 
mi del nome della Maeflà Pofira , han potuto in me 
tanto,che finga indugio ho dato il libro all’onorato 
Meffer yincegp Valgrifio ,ilquale conlefue bellifìì- 
me fiampe, & con l'opra de più diligenti djfegnatori 


ehepójfanohauerjlflafacejje'pfcir fuori con quella 
maggior perfettione anco inquefta parte,che fta pof- 
pbile» Il che vedendofi con la gratta di Dio già fatto 
feliceinente,io sì conte il libro fida principio deflnia 
to à Vofra Serenìfìima Maefià , così lof gj orav fciì^ 
in publico C otto Ponoratiffimo & ìaó^i parte glo^ 
riofifinio nome fuo . Tslel che uetigo à rendere ancor 
qualche parte di gratudineal gentil' huomo jlutor 
^epOyche me tha donato, TerciocheaUa fomma im- 
portcmxdi & alla nobiltà del foggetto del libro > at- 
Teccellenxa y & perfettione con che è trattato $ allo 
pflendor del fangucy& fopra tutto delle rarijfme tur 
tùde^tAutorfuóyparea pure icheyper farlo in ogni 
parte gratipimo al mondo i ft douejfe mandar fuori 
fitto Pombra di Signor tale, che adogn'una di dette 
parti aggiungejfe perfettione & felicità con lo filetta 
dor fuoXt in quefio io,chepur non debbo per l’altrui 
dimenticarmi Pinterefe di me medeftmd,conofco , & 
fiero fermamente tPhauer' ad acquiPar’ ancor molto 
nelPopimone, & nella betteuolenxa di ciafcuna per- 
fotta chiara in ogni luogo,&per ogni tempo* Ma con 
uenendomi fopr’ogn’ altro in quepa intentionmia d! ha 
Iter riguardo alPammo della Maepà uoPra,io mi ren 
do pienamente pcuro, che ella debba riceuer da me 
quePo dono , & quePa deuotifpma inclination d’ani- 
mo con tutta quella benignità , con che ella è folita 
^aggradir non folamentegli effetti, ma ancora il fo* 
lo dejiderio di feruirla in chiunq; pa. Et quantunq; la 
grande:^ dello ffato et del ualor fuo la facciano lon 

tanipima 


nìjUma dd ogni bijognò onot^/iédiglct^aynè dl/h' '' 
uigto altrui, tuttauia ejjendo i neri ^ottìM {{o uitut 
eJr animata imagine di Dio,mn ft dee fk non f^dere^ 
ched fuafmùgliatn^aggradifcan femore èon fom^ 
fna clementia la demtione & la fede, ehe ijhrui lorn 
fono sforati oer fodisfared fe jlefii di dithóflrare ò 
ton gualche Jèmplice offerta, ò almeno neìUiingua ò 
nelle fcritturè, lodando & magnificando il lór nome* 
%t ejjendo poi quejio libro in foggetto cosi nobile, che 
eontenga l'iftoria, &gti effempi di tanti gran T[e , & 
imperatori, & altre perfoke chiarifiime, io debbo fi 
curamente fferare,che*n tanto ^ , come dia Mae* 
fid yojira,cosi magnatùmo, &così amator dogni 
forte di Mirti*,& diprofefìione onorata, lo debbia ha 
uergratifiimo fopra ogn'altro dono, che qual fi uo* 
glia altro gran Principe delle più cafe gioie , ^ tefori 
fuoipoteffe farli, T^el chepoffo ancor definente 
tnetter'inconfideratióne che fia per farglielo molto 
p^giormente più caro l'effer quejio libro jlato cont 
pojio, & donatomi da un sì chiaro & uirtHófijiffno 
gentiPhuomo di quejla nobilijiima & glorioftfìima 
j{epubl.la quale feper la fomma fUagmflitia , fe per 
tmfinita benignitd con ciafcunoin uniuerfale,fe per 
tjJèreil fojÌ€gno,& lo jplenàotueró d^Italia,et coiffe 
guentémente , con lafanta libertd fua , comodifiima 
^ itgtéolijjima d ùttta la Crijiiariitd, feper la fomm€ 
xaritd;et bontd fua con tutti igiujli et ueri'Prineipt’f 
feper tant' altre altifiime cagioni è amata et tiuerita 
'4a tutti i buoni uniuetfilmente,ftfa doue/effer mol* 


topiàch^iU àgtfaltro dalla Sereni/ìima Maejlàuo 
fira in particolare:Jhpendofi parimente quanto que^- 
fiofantifmo Dominio le fta flato fempre ajfettiona- 
to & deuotifiimot& quanto habbia procurato di rno 
firarlene fempre ueri,& viui e f etti con ogni uia. Et 
cltra d tutto ciò , ejfendo queflo libro in lingua Ita^ 
lianaflofommamentegodo diquejU felicijflma deh 
tion mia d'bauerlo dedicato à f^oflra AUefldy^r fat^ 
t^ajdAfJjdU££jbtto ilgloriofifìimo nomefuo,Ver 
docheio pojfo ejfer comeficuro d'hauerne in ciò fatto, 
€ofa fommamente grata d tutta Ponoratiflima natio 
ne I T A'Li AK A,fowf quelkUaquale nella felicijfinut 
Maefldvoflra pretende di participare cr conferuar 
lo lplendore>&lagloria della digmtd regia» ejfendo 
leinata di fangue Italiano , ejr quello che più impor-r. 
ta» moflrandoft di continuo ajfetionattijfima , 
amantiffim della lin ^ , de i modi^ ^ delle perfoné 
^Italia in sì fatta guijhjche la nobiliflima & valoro 
fifiima nation di'P o l o s i a»sì per conformar^ 
anco in queflo con tammo dt Foflra Maefla , che efìi 
amanOì& adorano nonfolo come B^»ma come vero 
Dio loro in terra»sì ancora per naturai bontà & ut 
ra gentile^ di fangue di ejfa nation Tolacca,fi fa 
conofcereamatrìcefopr' ogn altra della noflra Ita- 
Ua.Ma perche di uoflra Seren^ttna Maefld»eì^^ anco- 
ra della detta getnHiflima nation Tolona d me è ae^ff 
àuto difcriuere d lungo in alcune mie opere»oue mol- 
to piu conuiene,che nel riflretto cCun’epiflola dedica- 
toriaìtni reflafolamente djbggiungere» che fe queflo 

helliflimo 


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btUiJ^imo libro farà così henigmmnté aggradito- 
dalia Maeflà yoflrar& cerìfeguentààente dal mon- 
dojcome noi fperiamotpotrtiefer forfey che in brieue 
thutor (tejfo fegua di dare in queflo [oggetto molt'al 
tre cofe fommamente defiderate da i begli ingegniti 
che io con molti altri ftamo per farci cardimi & 
chiaritimi al mondo con lo fludio & conl’intentione 
di produrfruttiy che dalle perfoneeccellenti,& giudi 
ciofe non fieno giudicati indegni di publicarfi [otto 
Inombra del nome d'un tanto i{ejnelquale per^comnm 
negudiciooggigloriofamenterijplende in colmo U. 
giuflitia , Upietàja clementiaì là dottrinatU yalore^ 
LahenignitàiU magnanimità, ^ la' bontà uera per 
ogni parte. Di FenetiaM dì 4,di Margg. ^ s S s» 


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tavola di tvtte 

T.,; LÉ M E P A C L I E C H E 

■ ' SONO dichiarate 
l IN <^ESTO lIBRO. \ v 


A 


" Vgpfto col rittcrfo rfcHafignradiLìuia.càr.Tit 
Augusto co i nusrfo della iua It a wafe d é te — rrr- 
A ugutt o reft it uitoda Nerua i-i-i- 

A t«r«M4^rv /*c%1 r«*«Ar 


ad vna p àì nv a-. 


-t*-t- 

Jt6 

..Q 


At igufto col rÌBcrfo dell a corona roftrata — 
Aug u fto co i r i uerfo d i d u e tor i & un a figur a 

A itran /*rv1 riiiprfo <Ip 1 I *9 

— W-, i-i-- -IL 'J«1 KaaiiKi 


^^ iignAg col r.^^rfo jd jj 

« n 1 1 


W VMJ% 


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A i!g » ito ce! riuerfo de lla vittori a có tre fgrpenti. — ì-^s- 


A *«rv**il/% /4<a))n Or Ci»l***«* V* . 

^ r mwm . ^ ■ W» i » UVRR^UIU^V * ^ 

A ugu l to col riuerfo della ftella crinita 

Augnilo col riuerfo delli due rami di Lauro i-jl- 

A iigutto co l rmcr l o de l la patera 



Augufto col riuerfo del Capricorno J4t 

Auguftocol riuerfo delle fpoglie , del roftro di Naue, 
vn’ancora , & vn temone 144 

Augufto col riuerfo di vno (cudocon letrero 14^ 


k 1 1 rr II 1 V /^ /* r\ I 

■E^»' 




I /*ti l^n 1 » A /C 

A ugnilo col riuerfo del la celta di M . Antonio 

Aug u ft o col nuerfodcl - cer u o& d el Leone 149 

^moijAq col r.ii-rfo (jc i con lino fcizclc in 

-maop . 

Ao gurto coi riu e rfo d e lla <olonnaj|Con l e l e tt e r e d e ntro 
fcolpite . i-ft- 


Augt 

figure. ijl 

Adriano col riuerfo della Bitinia,Sr dell'lmper. *4+ 

l’Iinperad . — 24? 


Adr ia no 


TAVOLA 

Adriano col riuerfo dcirArrica,& dell’lmpcradorc.347 
Adriano col riuerfo della reftitucione del mondo Se del- ' 
ITinperadore. 248 

Adriano c 5 la Prouincia della Spagna dcdelPlmp, lyo 

Adriano có la Prouincia dell’Africa co lo Scorpioc^a f c 

Adriano rnl riuerfo del ritorno Tuo à R om.T. a y; 

Adriano col riuerfo di vn’altro Tuo ritorno àPom.i.a T4 

Ad r ia. no col riuerfo del fuo r ito r no i n Tralia . 

A dnano c o l riu e if o de lla fua bgur a , che p rc o de gli au - 

fe;urij a 5:5 

A jM-ìno col riuerfo di vn Tempio con tre Deità aj7 

Adr. col riuerfo della vittoria co vii ramo di olmo. 2^8 

Ade. .col nuciib della celta di Gioue.Capitalino» 25^ 


Adriano col riuerfo della Dea Felicità 


-a 5 a- 


Adriano col riuerfo delia Dea Forcuiia giacente in vno 
letti fternio» — — . - — — i 6 z. 


Adriano col riuerfo di vna quadriga di caualli con due 
figUfC — ^ ^ 


Adriano col riuerfo del Dio Efculapio. 264 

Adriano col riuerfo dcLfiume Nilo col Cocodrilo Se 
l’Ippopotamo. x 6 f 

Adriano col riuerfo del medefìmo fiume col Cocodri-^ 
Ip» ; ^ a«r 

Adriano col riuer.deUa Liberalità có quattro figure! 0» 
Adriano col riuerfo della Prouincia dell’figitto con ua 
augello dauanti. a 7 S. 

Adriano col riuerfo della nauc tofirata* 37} 

Adriano.col riuerfo della Prouincia della Dacia. > 174 


Adriaiiu col riiierlQ c 


1 C.Z 74 



pta la mel l e l eoni na 


-W- 


Antinoo col riuerfo di Aotinoo àcauallo, col. cadu- 


ceo 


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Antonino 


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T A V O L 'A 

Aocooinò Pio col riuerfo del Dio Onore . xfd 

Antonino Pio col riuerfo di due corni di Douitia con 
. due tefte fopra. 291 

Antonino Pio col riuerfo della Dea Pieti. a»z 

Antonino Pio colriuerlb della Dea Pieti con certi fan 
ciulli. 

Antonino Pio col riuerfo di un carro trionfale tirato 
dacaualli. apr 

Antonino pio col riuer.di un’altro carro triófale. 29^ 

Antonino Pio col riuerlb della Liberalità con quattro 
figure. 197 

Antonino Pio col riuerfo di una teftadi Città . 398- 

Antonino Pio col riuer.d’un Tépio di Diana Efefia. joo 
Antonino Pio col riuerfo d’un altro Tépio con cene fi 
gnrine. )or 

Antonino Pro col riuerfo dei dodici fegni Celefti 8 c 
• li fene pianeti. 304 

Antonino Pio col riuerfo della fua fepolcuracon ceni 
-caualli fopra. 30^ 

Antonino Pioeoi riuerfo di uno Elefante . 308 

Antonino Pio col riuerfo della colonna. 309 

Antonino Piocolriueifode gli feudi Ancilii. zit 

Antonino Pio col riuerfo della figura di Enea con An- 
' chifi; padre & Afeanio figliuolo. 314 

Antonino Pio col riuer.di unGioUe có unfulgure. 3 ir* 
Antonio Caracallacol riuerfo d’un parlamento dell’Int 
. perad.à gli efi'erciti co.-f cinque figurine. tei • 

Antonino Caracallacol riuerlo di una corona con let- 
tere Greche. 39? 

Antonino Caracallacol rruer.delta Dea Securità. 394 

Antonino Caracalla col riuerfo di uno Elefante con 
lettere Greche. 39 f 

Antonino Caracalla col riuerfo della città di Adriano- 
poli. 39 ^ 

Antonino Caracalla col riuerfo di Tnadecurfione di ua 
CauaJlo con due altre figure. 397 

Aotouino Caracalla col riùetfo di un carro trionfa-'- 

‘le, • - - 19* 

‘ V.. Aato* 




il 


li^ 


À TAVOLA 

Anconino Gcta col riuerfo di tre figure,che facrificano. 
u 401 

Antonio Diadumeno col riuecfo della figura delie Ioh 
' peradore. 404 

Antonino Diadumeno col riuerfo di un Tempio con 
: due Vittorie. 40f 

Alefiarìdro Seuero col riuerfo di una quadriga con l’Ini 
perad.trionfante. 4X t 

AleyTandro Seuero col riuerfo di due tori cacciati da una 
•: figura. 415 

Alefl'andro Seuero col riuerfo di un cauallo & una figu-> 
con una Vittoria. 414 

Alefl'andro Seuero con riuerfo della liberalità con cin- 
' que figure. 41 f 

Alelfandro Seuero col riuerfo di una tetta di Gioue Am 

mone. 414 

( • . 

• •. t m. ,• I ^ t.‘. 

B 

Balbino col riuerfo della Dea Prouideotia* * -^1 
Balbino col riuerfo della liberalità con lèi filgitre. 4^4 

C 


Càio Calicula col riuerfo della Adlocutione. t sp 

Caio Caliculacolriuerfo della Dea Vetta. t 6 o 

Claudio col riuerfo dell’arco con la ttatua equeftre. 

i 6 t • ; 

Claudio reftituito da Tito. j 

Claudio col riuerfo di uno feudo con lettere Greche. 
1^4 

Claudio col riuerfo del toro. xCf 

Commodo col riuerfo della fua liberalità con quattro 
figure. ; » 3^4 

Commodo col riuerfo di una corona con una ciana nei 
mel^o. ) 3^4 

Commodocol riuerfo della fiia figura in abitodi Erco- 
kjche corona un trofeo. c . 

•-- - b • Con* 


ài 


# 


TAVOLA 

CotnmoJo co! riuerfo della Tua figura eoa la ciana 9 c la 
pelle leonina. 

Commodo col riuerfo dell'Imperadore,ehe riceue la fe 
de da gli eflerciti. 3C0 

Comnodo col riuerfo di Gioue 8c della Tua figura. }<c 
Commodo col riuerfo della Aia fieura,& un trofeo ,ì6t 
Commodo col riuerfo delle fpogliedc armi de'Germa 
ni. sai 

Commodo col riuerfo della Aia figura à cauallo,clie eira 
un dardo contra un leone. 1^4 

Comodo col riuerfo di una Victoria con una corona, 
& due feudi à* piedi, S«f 

Commodocol riuerfo di una uittoria,& di una Roma 
fedente fopra certe fpoglie^dt un trofeo. sdS 

Commodo col riuerfo di un trofeo,una figura d’una Pro 
uincia,& di un prigione. sa» 

Commodo col riuerfo di una figura d*unfagiteario. 

170 

Commodo col riuerfo d*un carro trionfale con quattro 
caualli. ^ 171 

Commodo col riuerfo della medefima tefta di Coro- 
modo. ira 

Commodo col riuerfo di una Diana Efefiaco i cernii 
canto. 17} 

ConAantinoMaflimo col riuerfo di un ponte & del Da 
nubio fiume,con tre figure. 4a r 

Conftanzo col riuerfo di una figura che ha il mondo in 
mano,con uno prigione. 4^S 

D 

Domitiano col riuerfo del giuramento de gli eflerciti 
all’Imperadore. 199 

Domitiano col riuerfo dellaVittoria & della Germania 
100 . 

Domitiano col riuedb d*una Vittoria & di un trofeo. 

Pomiciano col riuerfo della figure che fimifica fopra 

un’ara. 


TAVOLA, 

mi'arA» •, r r *** 

Lomiciano col riuerfo d*un cauallo con la ngura lopra. 

20| 

Domitiano col riucrTo deirarco con due quadrighe d'e- 
lefanci. 

Do^tiiciano col riuerfo della Dèa Bellona. ^ 206 

Domitiano col riueriò di un trofeo di uno prigione , 8c 
della Germauia. 207 

D.omitiano col riuerfo del tempio. 2ot 

Domitiano col riuerfo d'un cauallo corrente con una fi 
garafopra. ^ 

Domitiano col riuerfo'dcU'aquilafbpcaunfulgure, * 
210 

Domitiano col rilìierodelcaual Pegafeo. ai> 

Deciocol riuerfo di una figura d’una Vittoria* 

Decio col ri uerfo della Dea Felicità. 4S 7 


fi 


Elio col riuerfo della prouincia della Pannonia. 
Elio col riuerfo della concordia fedente. 
Eliogabalo col riuerlb della Dea Libertà. 
Bliogabalo col riuerfo della teda del Sole. 
Eliogabalo col riuerlb della figura del Sole. 


*94 

ata 

4oa 

40t 

410 


Filippo col riuerfo della Liberalità con cinque figure. 

Fil ippo col riuerfo di quattro figure» 444 

Filippo col riuerfo di due uittorie, che tengono nelle 
mani uno feudo. 44^ 

Filippo coi riuerlòdi una figura à cauallo. 44* 

Filippo col riuerfo di un leone. 4^* 

Filippo fuo figliuolo col riuerfo di una figura, che tiene 
il mondo in mano. 4^^ 

Filippo col riuerfo della Dea Ifide fedente fopra unico 
ne. . 4^4 

. { b a Filippo 


r' 


TAVOLA 

FìRppo eoLrìnerlb della Liberalità , c6 due figure fedé> 
ti 4Sf 

G. 

r 

GhiIiaCefarecoIriuerfo di Octauio. 

Giulio Cefare col rmerfo del conio di Douitia col ca- 
•dUceo,& il cemoné. 

Galba col riuerfo della Dea Pace fedente. ^ i8i 
Gordiano il uechciU col riuerfo della Dea Securità . 
•4J3 • 

Gordiano fecondo col riuerlo di un Marte. 43^ 

Gordiano il terao col riuerfo di una figura d*un Marte. 

« 4?7 

Gordiano il tento col riuerfo d'una figura di un’Èrcole 
• theftrigneconlemaniun toro. 4Ì9 

Gordiano il terzo col riuerfo di un carro trionfale con 
una figura lopra. 440 

Gordiano il terzo col riuerfo di un cauallo con una figu 
fa. . . y , 44ì • 

Galieno col riuerfo della Securità. ' 4*3 

Galieno fuo figliuolo col riuerfo di due celle Itina incó 
tro airahra.: ‘ 4^4 


O - 


L.Vero col riuerfo di una Vittoria con uno trofeo. 

34» ' „ 

L.Vero colriiierfòdf un Marte Gradiuo. 543 

L.Vero col riuerfo della Aia figura in tra le infegne mi- 
* Ikari. 344 

L.Vero col riuerfo delia Aia fepolcura con quattro ca« 
ualliincima. , 34 / 

L.Vero col rhierfò'di tre trofei con tre prigioni. 34 !? 

L.Vero col riuerfo del Re dato à gli Armeni co cinqui 
■figure. 34 V 

LiVero col riuerfo di una quadriga di elefanti. ^48 

L.Vero col riuerfo della Prouincia dell’Armenia con un 
trofeo. 3r> 

L.Vero 


TAVOLA 

L;Vero col ciuerfo d’un caual Pcgaléo.Sc una chimera. 

M 

M. Antonino col riuerfo delUmperadore che facrifica» 
ìic 

M. Antonino col riuerfo di una quadriga di elefanti. 

317 

M. Antonio col riuerfo della liberaliti con cinque fìgu* 
«c 318 

M> Antonino col riuerfo dell'Imperadore à cauallo con 
tre altre figure. 

M. Antonino col riuerfo di una uittoria con una corona 
■ & una palma. ^2 a 

M. Antonino col riuer fo delle Ipoglie & uarìe forti di 
armi de’ Germani . 524 

M.Antonino col riuerfo di un parlamento dell'Impera 
dorè con fei figure. . . jij • 

M. Antonino col riuelb di un Orfeo c6 quattordici ani 
mali intorno. 32 a 

M.Antonino col riuerfo della Concordia di Marco & 
L. Vero fratelli. 52^ 

M.Antonino col riuèrfo diunotrofeo^con unaprouin-^ 
jcia,& un cattino. 

M. Antonino col riuerfo di un ponte con fei figure', de 
un cauallo. 

M. Antonino c6 l'altra tefta di L. Vero col riuerfo d'una 
; vittoria, che tiene in mano una corona cinica.; ) 41. 
M.Antonino col riuerfo delle fpoglie & uarie armi de* 
SarmatL ' . 3^6 

M.Antonino con l'altra tefta di L.Vero col riuerfo di 
unMarte,che pone la mano fopraun trofeo. 3^8 
M.Antonino col riuerfo della liberalità con quattro fi- 
gure. 3 3» 

M. Antonino col riuerfo della Prouincia. dell'arme 
nia. 3^1 

Machao col riuerfo di una quadriga con una figura crift 
^ - • fante 


♦V 


TAVOLA 

fante & una vittoria. 40 » 

Macrino col riuerfo della Dea Securiti. 4oj 

Mafliminocolriuerro deirimperadorcon una uittoria 
che l'incorona. 4»o 

Mafsiinino col riuerfo di una quadriga con due figure 
fopra. 41 * 

Mafsiinocol riuerfo di quattro figure con due Prouin* 
eie. 41 > 

N 


•if 


US 

Itfi 

170 

171 
171 


Nerone col riuerfo del porto. 

Nerone col riuerfo del congiario. , 

Nerone col riuerfo dell’Adlocutione. 

Nerone col rtuerfo dell’arco trionfale. 

Nerone col riuerfo del ce.'npio di Giano. 

Nerone col riuerfo del carro della Dea Cibele tirato 
da due Leoni. 17) 

Nerone col riuerib del lectiftemio. 174 

Nerone col riuerfo della ftatua àcaualld. ijf 

Nerone col riuerfo del carro della Dea Cibele tirato da 
quattro leoni. 17 S 

Nerooe col riuerfo del certame quinquennale. 1 77 

Nerone col riuerfo di unauittoria,con lacorona&le 
palme,con littere Greche. I7t 

Nerone col riuerfo della fua figura in abito di Citare- 
do. 179 

Nerua col riuerfo delle due mani giunte^Sc i fegni mili- 
tari. ai) 

Nenia colriuerfo del congiario. aif 


Otone col riuerfo della Securiti. 

P 


sta 


Pertinace col riuerfo della Dea Pronidentia tt una (lei 
u, ■ , ift 

Pupieno 


TAVOLA 

Pvpieno col riuerfo della De« Concordia. 




Settimio Seuero col riuerfo di due uittorie con due Pro 
uincie. ' 

Settimio Seue^col riuerfo di una ftatua equeftre'del- ' 
rimpeador& una figura. J 7 r 

Settimio Seuero coi riuerfo di uno elefante. 9 * 

Settimio Seuero col riuerfo di uno ferpente. )8o 

Settimio Seuero col riuerfo di una uittoria con una co» ^ 
rona& una palma. jti 

Setciroio Seuero col riuerfo di un Marte con lo feudo. ' 

Settimio Seuero col rinerfo di cinque figure che fanno 
unfacrificio. ‘ 

Settimio Seuero col riuerfo di una galea, & il corfo del 
le quadrighe de*caualli,& con altri uarii animali. 


Tiberio col riuerfo della patera con la imagine della 
Clementia. iff 

Tiberio cóTriuerfo del tempio, con due uittorie. it < ' 

Tiberio col riuerfo della Dea Salute fedente. ifS 

Tito col riuerfo Della Giudea. I 90 - 

Tito col riuerfo della iua ftatua equeftre. . i*t 

Tito coi riuerfo dei corni di douicia. xaa 

Tito col riuerfo della quadriga. ip) 

Tito col riuerfo della Italia. 194 

Tito col riuerfo delia figura à cauallo & Roma. X9 f 
Tito col riuerfo di Domitiano & Tito con la Dea Pie- 
tà. 19 X 

Tito col riuerfo dell’Elefaote. 19 S’ 

Traiano col riuerfo delia fua ftatua equeftre. > 

Traiano coi riuerfo del trofeo & della prouincia della 
Dacia. 117 

Traiano 


TAVOLA 

Tri^o col riuerfo dalla Pace con unatcila fótte i pie* 

. • ■ xift 

Traiano col riuerfo della <raadn>a de eli elefanti. 119 
Traiano col riuerfo d*una biga di caualli con una uitto ^ 
riafopra. ixV 

Traiano col riuerfo del coneiario. 2 ax 

Traiano £ol riuerfo (ielllai|era:dore)edéte, Se della lu * 
lià. 221 

Trai ano col ri uerfo deU* Armenia & Mefopotamia.2 1 j 
Traiano col riuerfo del ponce. x } f 

Traiartò-éól riuerfo di unaProuincia & di due Cateiui. 
^227 

Traiano col riuefo del Re dato à i Parti. 228 

Traiano col riuerfo d'unabgura in piedi & di uno ftmz 
IO. 2)0 

Tiraiano col riuerfo della colonna Troiana. 1 ) x 

■Traiano col riuerfo del Rè di Dacia fedéce fopra le fpo-^ 

2 - 3 ^ 

Traiano Col riuerfo del parlamento di Traiano àgli ef- 
fercici. 2jg 

Treboniano Gallo col riuerlb di unaDea Pace. 4S7 
Treboniano Gallo col riuerfo di due figure à cauallp, 
una ùiccoriaj& altre figure di-foldaci. 4^ 


Vicdlio col riuerfo del Mane Gradiuo. x8 } 

Vefpafiano col riuerfo delia Giudea. 184 

Vefpafiano col riuerfo della Roma refiirgente. i8a 
Vefpafiano col riuerfo del cacciatore & del porco. 287 
Vefpafiano col riuerfo delle dne figure di Tito & Do- 
miciano. jS8 

. Vefpafiaho cól riuerfo dei due rami conia colonna. - 
t 79 - 

Volufiano col riuerfo della Dea Pace. 4^r 

Valeriano cól riuerfo di un’aquila. ; 4^2 

• Pine della Muoia» 


A. 

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: 
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‘ DI M, SEBASTIANO ERIZZO 
SOPRA LE MEDAGLIE 
ANTICHE. 

O STIMO veramente, che 
fiaà ciafcuno afiài chiaro, 
quanto vtile la iftoria ap- 
porti alla vmana vita. Là 
onde giudico fouerchio il 
troppo diftenderfi,perciò 
prouare,in parole .'Conciofia colà, che noi 
per certa elpericnza conolciamo, che di tut 
^ gli ftudijjà i quali fuole l’huomo dar’ ope- 
ra, di laper va^o, la iftoria ha il più neceflà- 
rio-&-il più lodeuole . Et, come che ad ogni 
perlòna,per molte ragioni li richieda di leg- 
gere & riconolcere le iftorie , quelle noncS- 
meno molto più à i Principi ft conuengono, 

& à quei tutti , che ne i gouemi publichi fo- 
no impiegati . Percioche noi il aude gouer- 
no dalle iftorie apprendiamo; proponendo-* 

A ci 




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:-r?=2?a5r 


X T> 1 S C O S O 

dttnrinòteuoli efTempineccflàrijà regge- 
re gli ftati 5 & le Republiche , i quali hanno, 
forza 5 più che eiafcuna ragione , ò dottrina 
politica, di accendere i Principi alle virtù; & 
di dar parimente gran lume a gli ingegni di 
quei , che gouernano , di Icorgere la l&ada, 
perlaquale caminando pollano nelle città 
introdurre, & conferuare vna.vita beata. 
Ma, sì come di molte & varie colè, per le 
iftorié hàbbiamo noi conolcÌmeto,che ogni 
dilettò di tutti gli altri fpettacoli & dilcipli- 
neauanzano, così gl’iftorici, che di quelle 
Icriuono , Ipclfe fiate con molti errori , opi- 
nioni diuerlè,& fauole, la verace iftoriaci 
tengono afcofa. Di maniera,che agdungen 
do , ò togliendo Ipclfo al vero , mente cole 
adietro lafciano, onero di quelle ofcuraiHen 
te parlano , fenza defcriuerle , ò dichiararle 
altriméti,che habbiano dai loro prédecellb 
ri vdito dire ; dalla informatione , ò fcrittu- 
re de i quali elfi hanno le loro iftorie telTute 
Senza che molte fono quelle colè particola 
ricche noi leggiamo ne’ librije quali,non ha 
uendole dauahti à gli occhi efpreirc^nó mai, 
onero malageuolmételàrebbe alcuno capa 
ce d’iritèderc. A rimedio di ciò,per auilò mio 
. . prò- 


I 


SOPRA 1;E MEDAGLIE 3 
•prouidéro gli antichi , lalciandoci tanta' co- 

I )ia di marmi,parte interi , & parte rotti dal- 
’antichità, difcritture & di bella iftoria illu^ 
(brande ftatue tante & sì varie de i loro Dei, 
& de gli huomini illuftriù fuperbi edifici;,gli 
archi notabili, le infcrittioni (opra quelli , la 
tanta quantità di antiche medaglie in oro^o 
argento,' & in vari) metalli formate,! carnei, 
& le gemme piene di artifìciofi intagli . Le 

3 ualicofe della iftoria,& della grandezza 
e gli antichi ci danno rifcontro & teftimo- 
iiianza vera . Et quelle elfi antichi ci lafcia- 
rono,accioche in eflc,come in publici anna- 
lid loro tempi, & i loro chiari fatti conofcel^ 
(imo noijche dalle loro età lìamo tanto lon*- 
cani . Onde egli è affai verifimile, che gli an- 
tichi à quello delfero opera , & tutto lo ftut- 
dio loro ponellèro di lalciare a’pofteri le 
tnemone delle vinù, grandezze , & colè lo^ 
ro , non hauendo elfi nel corfo della vita al- 
tro fine,nè altro riguardo , che la gloria . Et, 
come che varij fieno Itati i principati nel 
mondo di tempo in tempo, i quali lopra mo 
do fiorirono di degnità & di ^oria , nóndi^* 
meno quelli alla radezza & eccellenza d? 
Eomani no fi pollono paragonare , nè d jnj^ 
V. A 2 peno. 


4 . n r s c o n s o 

perio,nè di fatti , nè di ricchezze , nè di glo- 
ria . De i quali Romani, fcriuédo tanti iftori- 
ei antichi & moderni, Greci & Latini, & nar 
tandoci colè tanto marauigliolè, delle im- 
prelè, delle guerre,delle vittorie, de i trionfi, 
delle ineftimabili Ipefe , & grandezze loro, 
lène potrebbe lènza alcun fallo dubitare, 
fi; i fatti di quegli , le forze, & le ricchezze à 
quelle de tempi noftri , & de moderni prin- 
cipi cóparar volelfimo . Ma le colè antiche 
ne’ marmi , ne i metalli , negli edificij , neL 
le rouine,nelle varie lcolturc,& nelle meda- 
glie lafciate a pofteri, per tutto il mondo ce 
ne fanno ampia chiarezza . Il che è Rato ca- 
gione , che SI come gli huomini vaghi natu- 
ralmente di làpere Jeggono i hbri delle ifto^ 
rie,così Ipellè fiate i medefimi , con gran di- 
letto, quelle colè , come antichi teftimonij, 
& veri di dette iftorie raccogliédo,quelle tir 
guardano & cófiderano . Il quale lludio ve- 
ramente non meno , che quello de libri à i 
defidcrolì delle lettere s’appartiene. Et quà- 
tunquegli huomini volgari alle volte, per 
vna cotale curiofità d’ingegno , ne fieno va- 
ghi , lènza hauere alcuna cognitione di let- 
tere hauuta giamai , nondimeno quello Rur 


SOPKK LE MEDAGLIE 5 
dio più a i letterati & à i nobili ingegni , che 
ad altri huomini fi conuiene . Di cotali anti- 
chità dilettatomi io lèmpre , fino dalla mia 
primaetà 5 & ricercando parimente tutte le 
iftorie greche & latine , incominciai à voler 
intèndere iriuerfi lati delle medaglie anti- 
che, per gli molti & vari) libri delle iftoric, 
intàl maniera drizzando il coribditali ftu- 
dij,che eflè med^lie mi lèruillèro in vece di 
ìmagini, & rapprelèntationi di tante cole 
belle, che nelle iìlorie Iparfe fi leggono . Pe- 
rò , molte bellifiìme colè ritrouando , come 
in publici annali in dette medaglie elprefiè, 
& per memoria mia Icriuendole di giorno 
in giomojio finalmente con molta fatica, & 
riuolgimenti.de’ libri compofte quelle po- 
che cuchiarationi di più medaglie antiche, 
non ad altro fine principalmente Icritte, che. 
per intendimento mio . Et confiderando io, 
che quella mia fatica , qual che fi fia , cosi à 
coloro , che di antichità fon vaghi , come à 
quelli , che di leggere i libri dell’illorie fi di- 
lettano , & à gli nuomini curiofi ancora, po- 
teife perauentura giouare, mi fon contenta- 
to di lalciarla vlcire in luce ; lèguendo in ciò 
il debito vfficio dell’huomo , ch’è di appor- 
- ^ ‘ A s tare 


6 ^ I D I s“ C' a R s o' 'i 

tare fempre giòuamento ad akrui. Ondò 
acdoche quefte mie brieui efpofitioni halw 
biano qualche capo ò prindpio,diremo pri-^ 
mieramente ouel tanto , che in quello no« 
ftro difcorlb liamo per trattare > che all* 
propolla materia li conuenga. Adunqj auan 
ti ad ognialtra colà parleremo della nobil-» 
tà & vSlità delle antiche medaglie,& dichi* 
reremo quello , che in ellè li contenga ; &> 
quai cofe per quelle à noi li dimollrino . Poi 
rilponderemo alle ragioni di coloro,che ten 
gono 5 che tutte le medaglie fieno fiate mo-* * 
nete,& che quelle anticamente follerò bat- 
tute all’iilb dello Ipendere, Apprefiò noi 
porremo la difierenza , & la difiintione delw 
le medaglie dalle monete antidie > facendo, 
di elle monete mentione^Ancora noi ande-^ • 
remo dilcórrendo , con quali vod , ò voca-« 
boli, gli antichi Latini nominafièro le meda 
glie . Et vltimamcnte proucremo & mofire-* * 
remo , che gli antichi cercarono di lafciaro 
in più modi, con le loro effigie, ò altrimenti^ 
di iè ftelfi la memoria à i pofieri , per fine & 
dcfideiio di gloria. 

' Ora,come noi haueremo mollrato, qualf 
cofe fi cótegano nelle parti riuerfe delle me-i 

daghe 


SO^KA LI MEDAGLIE 7 
daghe antiche, fubito ne apparirà la dignità 
loro,& la vtilità , che da quelle fi trae . Dico 
adunque, generalmente parlando, che pelle 
parti riueriè delle medaglie Romane de gli 
Imperadoxi fi Icuopre vmbilmente tutta la 
iftoria di efliImperadori,da tati autori (parla 
& fciitta,& molte coè apprefib , delle quali 
non hanno griftorici fatta mentione j & che 
dfi riucrfi ci (èruono in vece di memoriali di 
tutte le colè notabili , che riuolgendo i libri 
delle iftorie alla giornata apprendiamo . Et 
dalla religione incominciando,ne i riucrli di 
dette medaglie fi veggono levarie inlè^ne 
della religione, la patera ylàta ne' làcrifici, 
con altri vali antichi , le imagini de i loro Id- 
dij,&.Dee , & idoli che adorauano, i Tempi . 
variamente edificati,gli altari , gli rpcttacoli 
Circenfi, quei giuocm Secolari, che in capo 
di tantianni fi cdebrauano,con la varietà de 
gli animali,che in quelli fi moftrauano,& aT 
tre colè , che fi faceuimo ; i làcrificij , l’abito 
delpótifice & làcrificante,il modo del làcri- 
ficarede anni (acre ancilie di Marteje conlc 
crationi de gli huomini ò donne illiiTtri in 
più modi, & molte altre colè alla religione 
appartenéti . Si veggono poi le forme delle 
. . A4 infe^ 


8 ' DISCORSO, 

inicgne militari, i giuramenti de i capi dc^ 
cflcrciti à dlmperadori, la fede de gli efler- 
citi 5 la fede de ifoldati pretoriani, il caftro 
pretorio, la diuerfità delle corone ciuiche, 
obfidionali,trionfali,ouàti , murali, roftrate, 
& altre ; le figure delle vittorie , di Marte in 
più maniere , della Dea Bellona , di Ercole, 
tutte le imprelè de gllmperadori , i trionfi,! 
loro carri trionfali , tirati da quattro caualli, 
da due caualli, da cerni , da elefanti, & da al- 
tri animali,! trofei, gli archi diuerfi trionfali, 
le prouincie foggiogate , i caprini legati , le 
Ipoglie de gli inimici,& le loro armi deferir- 
te,il modo del caualcare antico, & le varie 
fortidellearme antiche, le ftatue equeftri, 
per memoria drizzate, i viaggi de gllmpera 
dori alle imprefe , co i principi medefimi , & 
con le compagnie de’ lòldari, quafi pofte da 
uanri à gliocchi,i parlamenti de gl’fmpera- 
dori à detti fbldati , i donariui , i congbrij al 
popolo,con la forma anco del congio,mifii- 
ra antica , le colonie de’ Romani defcritteje 
^uali tutte non hanno làpute gl’ifi:orici,lc 
imagini , che dauano gli antichi à i fiumi ce- 
lebri , le. colonne roftiate & d’altra forte , le 
piramidi, la Dea Pietà , la Dea GiuRiria , la 

Dea 


SOPRA LE MEDAGLIE p 
Dea Salute in medaglie formate , le carret- 
te con due mule, i circi , gli anfiteatri , i por» 
dyi fcpolcrÌ5& i poti 5 le madc,gli aquedott^ 
k naui roftrate , le nauigatiom de i principi^ 
&le battaglie naualijle varie forti di ani»* 
mali>i letti&emi antichi, i tripodi ;4 vafi, le fo- 
die,&molti altri varij inftrumenti ; le cac- 
ce^ combattimenti co le fiere nel Circo, & 
le moffein effo Circo delle bighe, qua^- 
ghe , & fingolari , cioè di vn cauallo iblo ; il 
certame quinquennale,rara della Salute , le 
imagini di tutte le Deità , il fimolacro della 
cquità,di Efoolapio, il tipo della Eternità Ja 
cfngie di Cerere , & di tutti gli altri Iddij ; il 
fimolacro della Clemenria,deUa CÓcordia, 
delia Cófbntia,della Felic ità publica, della 
felicità augufta , della felicita del fècole, 
ouer del tempo,il tipo della Fede , il fimola- 
cro della Fortuna in varij modi,ifimolacri 
dell’Onore,della Virtù , della Libertà, della 
Dea Moneta , il fimolacro della Pace , della 
Prouidétiaja imagine di Roma in varie for- 
me, il fimolacro della Sanità, della Securità, 
della Speranza^l tipo dell’Abondantia, dél- 
l’Annona ; le mogli con tutti i parenti de gli 
lmpcradori,tutti i nomi,prenomi,cognomi, 

&ti- 


IO - D I ^ « O 3K S O : 
titoli di dii Impcradorijle dignitàjgli ono 
TÌ5& magiftratijcheil fenato & il popolo 
Kom. loro attribuironojcó le infègne etiànr 
dio di elfi magiftrati 5 gii abiti differenti de 
^li huominÌ5& delle donne.Ma perche vò io 
cercando di cómemorarc ad una ad una tut- 
te le colè, che nelle antiche medaglie uediar 
mo,& apprendiamo ? conofcendo, che tan-r 
ta è la quantità, ehe di effe medaglie fi truo^ 
ua,& così varie le colè, che ne i riuerfi lati di 
ijuellefi veggono, che impolfibil farebbe, 
annouerandole, dirle tutte . Là onde polfia- 
mo noi comprendercela cognitiorte delle 
antichità , che dalle :medaglic fi trae j cfièrc 
tanta & sì varia , & di tutte le colè , che mai 
non lè ne può venire à capo,dilettando lèmr 
pre quella, infcgnando, & giouandocL . 

Incominciàdo adunque dall’uno di quei 
capi, fopia i quali noi ci proponiamo in que 
fio noftro dilcorlb di ragionare,che à quella 
materia s’appartiene,dico , che Ibno alcuni, 
che hanno opinione , & che s’ingegnano co 
ragioni di prouare,che tutte le medaglie, 
così di metallo , còme di argento ,, & d'oro, 
fieno apprellb gli antichi Hate monete. Alle 
quali ragioni iilpondcrcmo J^duiique hanè 

no 


S OPXA T Lt >M'B1>AG tlB ' ìr\ 
ho* quelli alcune loro ragióni , per fonda-^ 
mento di tale qpinionejeqgali moftrercmo; 
chiàramente euèr falfe& che n^a conchiu, 
dono . Et dalla prima incomincmdo, diep^t 
no queftijche appreflb i Romani la Dea Pe^ 
ctBua era il medefimo nume, che Monetajfi^ 
che era adorata fotte due generali no^ s di[ 
Pectiniàjet di Monetajet lòtto due altri Elcu • 
kno & Argentino .Si rilponde à quefta ra-l 
gione,che per dire,che la Dea Pccunia 5 & 1ij • 
Dea Moneta erano il medelìmo siutneàp^ 
prelTo iRomani , non fi pruoua per ciò, nè fi 
conchiude , che le medaglie non lòlo d’orojf • 
' ò d’argento, ma etiandio quelle di rame fofe 
lèro monete • Et fi dice , che i detti Romàni 
haueuano le lor monete , & che parimente 
haueuano le medaglie di oro , di argento, di 
metaUo grandi,mezane , & piccole, le quali’ 
non erano fatte ò battute à quello fine dii 
fpenderle,come monete,ma àlèmplice glo^ 
na, onore, veneratione, & memork de l 
Principi, come fi mollrerà nel progrefiò del 
nollro ragionamento. ^ 

Producono poi vn’altra ragione , diceiv» 
do,che vi erano fra le medaglie , Tallè , il di*-’i 
pendio, il Icftertio il danaio nummo ,lei 

Tilique, 


ft D I SCO H S O . 

fiHqucJ’oboloJa dramma^ menti , i (cftatfe 
le quali monete.valeuanopiù & menojlè^ 
condo il lor pelo . Si rilponde , che l’andare 
anhouerando le monete antiche , & Schia- 
rando quel che valeuano , non fa à propoli»» 
tO>ne pruouajchc le medaglie di qualunque 
ihetallo 5 di oro , ò di argento , fieno antica- 
mente fiate monete^perche non fi dilHnguc 
la moneta antica, da quelle che fono vera- 
mente ftate medaglie, anzi fi confondono 
infiemc,ch’è ^ande errore di chi lo dice, 
non hauendo di ciò autore alcuno per tefti- 
monioi&il parlare fenza diftinguere l’una 
colà dall’altra,come forine Ariftotele,è pro- 
prio della moltitudine, & non di pedona in- 
tendentejconcio fia colà , che douendofi da 
quelli prouare, chele medaglie fieno fiate 
monete da lpédere,in vece della pruoua/an 
no la fuppolitione,che così fia, & no è altro, 
che il voler pruouare vna colà no conofoiu- 
ta , per vn’aftra che men nota fia. 

• L’altra r^ione,ouer congettura che chia 
mar la vogliamo, è , che molte medaglie ^ 
no talmente confumate dall’ufo,& non dal- 
la rugine, & dal cótinuo hauerle in que’ tem 
pi maneggiate , che hanno perdute tutte le 
. • para 


SOPRA LE MEDAGLIE IJ 
parti più rileuate>& fono con tale lifoczza 
fpianate, che , come dicono , non fe ne può 
incolpar la rugine^ nè l’antichità > ma l’ufo 
folamente ; vedendofene altre molto ben 
«onferuate . Si rifponde , che ouefta non fi 
può chiamare ragione , che adduconb que- 
Iti ,‘per prouar la loro opinion vera , ma più 
tofto congettura >& quella ancora molto 
-falìà,percioche la ragion naturale , & il fen- 
io ci infogna , che quelle medaglie di rame^ 
■che hanno fortito di ftaré in ten-eni forti , fi 


•iranno guaite malamente , & piu ò meno^ 
iecondo la qualità ò forza de i terreni, douc 
fono Hate fopolte . Et altre , che haueranno 
cótratto rubini divari) colori, ò vernici, del- 
le quali chile hauerà conforuate, & chi cor- 
role&gualte. ^ ^ ^ 

Quelle li truouano parte ne gli antichi fe 
polcri, ò ne i vali funerali , parte fotto terra, 
parte doppo 1 diluuij dell’acque , in terre la- 
uorate,poi così lanate, parte lafoiate fopra i 
letti de i fiumi Je quali poLcol tépo,per vari) 
accidéti fono rimafo feoperte , & fi tronco 
ctiandio ne i fondamenti,ouer nelle rouine. 
Onde io giudico , che quelle medaglie , che 
fono fiate ne letti de fiumi, ouer fopra le ri- 
tte. 


14 : DISCORSO 

• uè , 6 che l’acqua per lungo tempo fia loro 
<coifelbpra,pol!àno elfer rimale con quella 
lilcezza {pianate, come dicono quelli ; oltre 
che vi è vna forte di terreno, tenue,molle 5 & 
giarofojda cui le meda^e coperte, può co^ 
sì lilciare la loro fuperncie;& cofomandole, 
lalciarle di quella maniera. Ilche il lènfo me 
delìmo ci puòperlìiadere . Et di quelle così 
iilciate, non pur le ne veggono di rame,co^ 
ine quelli dicono,ma anco di argento , & di 
oro . Però non vale la congettura à proua^ 
re , che quelle fieno Hate clall’ufo continuo 
del maneggiarle così Iilciate , & che perciò 
fie fegua,che fieno Hate monete da Ipéderè.'* 
Creila r^ione non ha luogo , & è falla, 
^r làquale fi dice , che di quali tutte le me- 
daglie de gllmperadori Romani , nominan 
do tutta la lcrie,ven’erano molte di rame 
grandi , & mezane , battute dalle principali 
città della Grecia , & dell’ Alia, ò d’altre re» 
moni , con la imaginc de’ Celàri da vn lato, 
dall’altro il fegno della lor città, alcuno 
Dio^a imagine di qualche prouincia , ò fiiK 
me,ò tempio,ouer altro fogno , per lo quale 
volelforo lèparare le loro monete da quelle 
‘ delle alare città, col nome di dù. città , & 

lettere. 


SOPRA LB MEDAGLIE I5 
lettere tali , cheièguiuano.. moneta nova* 
A cjuefta ragione n rifponde , che delle nie- 
da^ie battute di vari] Imperadori da diuer- 
{è città della Grecia 5 odile città dcU’Ma, 
nó ho ió/ra tante,ch’io ne ho hauute,nè ere 
do che n ’habbia altri mai ^veduta medaglia 
co la effigie de’ Cefari, ^uo che con lettere 
greche 5 nè in eflè lettere grechejmai queft^ 
parole , Moneta noua , che fono parole lati- 
ne j & il ffire, che nelle medaglie grecffie anr 
tiche^vi smtcrponeflTero voci latine, è tropr 
po euidente errore . Ma io giudico , che per 
. non intendere la lingua greca,fi fieno quelli 
ingannati intorno al fignificamenw delle 
parole greche , che fi leggono in tali meda- 
glie. Perdoche dette medaglie greche fi 
leggono con lettere greche,in varij dialetti, 
ouer lingue elpreflè, Ionica, Dorica, Eoli^ 
ouer Attica , lecondo la proprietà della lin- 
gua greca vfata dal paelè,ò città, x’hauea 
battuta la medaglia , Ben ne ho vedute col 
numero de gli anni delle metropoli, cioè 
delle città prindpali delle prouinde,ne’qi« 
li dette medaglie furono battute^comein 
vna medaglia di Fauftina , & in molte dorè, 
& etiandio con ranno dell’imperio de i pria 

cipi> 


ì6 DISCORSO 

dpijComeiti Domitianoinramc,&in ar- 
gento , & in altre medaglie . Erano tali me- 
daglie battute dalle citta Greche , ò di AÌfìa, 
per onorare gli impcradori Romani loro fi- 
gnori^per teftimonio della diuotion loro, 
per gradiìcarfi quegli ,ouero per adulatio- 
ne; vedendofène molte di dette greche me- 
daglie de’ Cefàri coi loro trionfi 5 vittorie, 
prouincie Aggiogate , trofei, dal riuerfo la- 
to 5 non fblo. oattute dalle fòpradette città 
ad onore de* Cefàri,ma etiàdio à veneratio- 
ne delle donne ,& mogli loro, col nome 
della città , che le hauea battute dal riuerfo, 
& alni fègm di onore , che dauano al nome 
loroj& con la teda dall’altro lato di efiè don 
ne; & no batteuano le medaglie, come que- 
lli affermano,con le tefte de gl’Imperadori, 
per lèruirfone per monete nelle città loro. 

■ Et non vale la ragione, di cui quelli fi fèr- 
uono, della Dea Moneta, che in alcune me- 
daglie antiche figurata lì vede, con lettere 
tah , MONETA A vGvsT. à prouare,che quella 
medaglia follè perciò moneta. La hgura 
della Dea Moneta li truoua ne i riuerlì m al- 
cune medaglie, come bene quelli dicono, 
CO vn Comocopia nellaiinillra, che lìgnifi-; 
t . esL 


SOPRA LE MEDAGLIE IJ 
caqtidUa minifhareabondeuolmcnte ogni 
cofa necdlkria allavitàj& ha nella defha ma 
no vna bilancia, che (ignifica,che andcamen 
te il denaro fì daua à pefb , & non à conto ; 
&il pagamento medefimamentede*lbldati 
fi dimibuiua à pelò , come (crine Plinio. Gli 
antichi in uli medaglie fìgurauano la detta 
Dea Moneta, alle volte con vna (bla figura, 
& altre volte con tre figure limili , ciò è attri 
buite tutte e tre ad vna illelTa Deità , co vna 
medelima infcritrione . Et mi piace la efpo- 
fitione di quelli , che dicono , che quelle tre 
figure (ìmui fono le tre (orti di moneta,cio è 
di rame, di argento,& d’oro . Et fi vede , che 
quelle trefigure fono vno iftellò nume,per- 
àe fono (imigliantiirime l’una all’altra, & 
• tutte e tre hanno icomocopij,& le bilan- 
ce in mano , ma non (ègue perciò, che quel^ 
le medaglie fieno fiate monete . Pcrcioche, 
sì come in tutte le altre medaglie fi truoua- 
no tutte le altre Deità , che erano molte ap- 
prefib gli antichi , con lettere tali . Felicitas 
Augufi. Virtuti Augufii. Fortunas Ai^ufiù 
Concordia Augulh. Annona Aug. Ccres 
^ug.Pax Augufi. & altre afiài/fime , che tut 
te erano Deicà,co$iparim^efi miouaquc- 

. B fta 


r8 D I S c o R S O 
Ila Dea moneta . che era Nuiiie & Deità» 
come raltrejne i riuerfi dellemedaglieiquà- 
do fbttQ vna,& quando fotto tre figure, con 
letteretali . moneta avjdvsti. Et hojò ap- 
preflò di me vn medaglione in rame , di 
Crifoo, nobile Imperadore,bcUiifimo3& bc 
conleruato, non battuto ih Roma,ma da al- 
tra città , con le tre figure della ifteiià Dc^i 
dal riuerib lato , con lettere tali . m o n e t a» 
vRBis. VESTE AE.quaìì diccflèla Dca Moi 
neta della voftra città. & non che: quella 
medaglia folTe in quel tempo monéta. Sica 
me ho etiandio appreflò di me vn’altra me- 
daglia di Malfimianolmperadore: degli, yl-? 
timi, in rame,di afiài buona grandezza , coq, 
lettere tali dalla parte della tella . maximi a- 
Nvs . NOE. cAEs.Et dall’altra vi è ia figura 
della Dea Moneta, con la bilancia , & il cor■^ 
no di douitia , & con lettere tali . s a c r a^ 

MONETA. AYGO. ET. CAESS. NOSTR. CÌoè. Sa- 
cra. Moneta . Augùflorum . Et . Ciefài'um . 
Noftrorum..die ci raòftra chLnro,che no era 
quella moneta da Ipendere, perche non l’ha 
ueria chiamata iàcra, ma la Dea làcm Mono 
tadella città, alla quale i Romani, sì come A 
molte altre loroDcicà, haueuaap j^oniàcrar 


SOPUA X* MEDAGLIE ip 
to vn tempio 1 Et ho ancora vn l3ìel me- 
rdagliohe antidiiffimo di Probo, cHè tiene il 
. mondo nella delira mano ron vna Vittoriii 
ibpra,che ha nelle mani vna corona, con let 
tcre tali intorno . i m p. c. p r o b v s. p. f, 
V o. & ha dal riiièiib tré figure con certi 
monicelli à piedi , con le bilance , & corno 
copia in mano , & con lettere tali intorno. 
•MONETA. A V G. & etianclio la medaglia 
intame di Claudio Imperatore de gli viri- 
mi 5 col cerchio del rame medefimo , che 
ba dai riùerfo le medefime tre figure deUa 
Dea Moneta, & le medefime lettere . Ma no 
debbòno certaméte coloro, che hanno in tà 
ìè mateiia opinione contraria alla nofti a, ha 
ucce à Idegno le ragióni vere , che qui fi fon 
dette contra le lue ; percioche altri non fen- 
ile per contradir loro, ma in materia di lette 
rea ciafounoè conceffo di difenderei! pa- 
rer lìio (òpra alcuna còfà,& tanto più ciò no 
fi difdice, quanto che orafi tratta di mate- 
ria nuoua, difficile, & non conofeiuta per 
l’antichitàjla quale più tofìo per congettura 
dalle iftorie inueftighiamo,che fermameni^ 
noi poflìam dire , che cosìiia . 

Óra venemo al ragionamenfO déllè 
li- B 2 monete 


t 


2,0 D I S C O/R S O 

-monete antiche 5 diftinguendo quelle daHe 
medaglie (ègnatc con la effioe.deTrihcipi> . 
le qu^ erano veramente adaltro fine fatte, 
che per viàrie come monete ,lècondo che 
noi procedendo nel ragionare moltreremo. 
:Le monete antiche de Romani furono già 
da Seruio loro Re in prima battute & fegmi- 
tci il quale Icriuono gli autori , elfere fiato il 
primo, che fegnaflè 11 rame in Roma. Et fo- 
no alcunijche dicono, i Romani per adietro 
fenza fegno hauere vèto il rame . Adunque 
le monete erano da prima da Seruio legnate 
conlanotadel bue,&della pecora,come 
lèiiue Plinio , le quali monete con tal legno 
io non ho mai vedute a’ tempi nofiri ; & tale 
monetali chiamaua Pecunia, che fu il prif 
mici o nome del denaio , & il rame fu il pri-.- 
mo,che fu legnato da gli antichi. Sono 
etiandio autori,che IcriuoiK) , che in alcune 
antichilfime monete era Icolpito il legno 
del porco, & chea tempo de 1 Re Romani 
furono etiandio in vlò denari di legno , & di 
corame fatti,& che anticametc Numa Pom 
pillo Re diede al popolo Romano per con- 
giai io Affi di legno & di corame.Fu appret 
iovn'altra moneta pur di rame legnata da’ 

Romani 


I 


SOVÌlA tE MEDAGLIE 21 
Romani da vna parte c6 la effigie di lano bi- 
ftonte,& dyi’altra parte con vna prua di na- 
ne . Et quella fu la prima monetajche fi bat- 
teilè nel Latio . Percioche gran tempo in- 
nanzi Roma edificata 5 regnando lano con 
Saturno nel Latio , fu la moneta legnata da 
èlio lano co tal legno,* & fi Icriuejche egli fu 
il primo 5 che lègnallc la moneta di rame. Et 
altri dicono, che Saturno fu il primo , che la 
moneta inllituillè . Onde noi dobbiamo ere 
dere , che doppo il primo battere di tal mo*- 
nera in Italia da Iano,ò da Saturno, i polleri 
cioè i Romani , feguendó Tinllituto de* loro 
irtaggiori& autori, battefièro la medefima 
moneta di rame , come è verilfimo . Et però 
eravlànzain Roma 5 che i fanCiulli,fino in 
tempo di Adriano Imperadore , che regnò 
anni 857. doppo l’edihcatione À Roma , co 
tah monete giuocando inficine , le ti*aeuano 
in alto,& gridauano tella,ò naue;il che ci da 
iègno, che quelle monete di rame , che dal- 
funde’lati hanno la telladilano bifronte^ 
& dall'altro la prua della naue,filpendeua- 
no ancora fino in tempo di Adriano in Ro- ' 
ma. Et in vero di tali monete di rame più 
grandijò più piecole,lc ne veggono, & le ne 
' • B 3 fono 


21 DISCORSO ^ 

fono trouate à quefti noftri tempi vtia grafi 
quantità > & fecondo il minore & maggior 
pefò di quelle , noi dobbiam giudicare , che 
le dette monete riceueflèro diuetfì nomijco 
me furono le monete di rame, chiamate Af- 
fi , & molte altre ; & quefta era moneta lèn- 
za fallo . Del fign^camento di tali legni ia 
quefta moneta gli autori variamente Icriuo' 
no, & non fa al propolìto noftro al prelènte 
ragionarne fopra . Et accioche in parte del- 
le cofc,che noi liam per dire, habbiamo 
qualche teftimonianza de gli Icrittori , dire- ' 
mo quello che fcriue Leonardo Portio ia 
' quel trattato de lèftertio , pecunij s , ponde-, 
ribus , & menfuris aiitiquis j parlando della 
yy inuentionc delle monete. antiche. Rudibus * 
mctallis primo tcretibus vt virgulis , vel in . “ 
n latitudinemdiftulìsjpofteaadreprimendas 
n adulterantiumfraudes lìgnatisin commer- 
„ cijsvfos fuilTe mortalesdàtis conftat,qui- 
5 , bus diuerlis imaginibus imprelfis hominu, 

„ & animalium , vt làgittarij,no<àua , & aliarif 
,5 rerum diueiià nomina impolìta funt, vt Da-, 

„ rici,Philippei à Regibus, à pondere , nume-: 

„ ro,&rebusimprems,Gra!CÌsdrachm95te-. 

„ tracini,oboli^nina? , Latinis denari) , bigati> 

. . . - qua- 


L. 


S01TR.A tB IHEDÀGXIE 
5, quadrigati 5 feftertia 5 & generali vocabolo 
3, nummi , leu pecunia appellati funt . Quoru 
3, nomina & precia adeo iamvoluentibusfe- 
3, culis in defuetudiné abierant , vt pauci quid ^ 
33 deriarijjmin^jtalentajpauciflìmi quid fèftcr-^ 
33 tia^vel forte nulli(abfit verbo inuidia)no- 
53 ftro aeuo intelligerentjita vt feirent pecu* 
33 nijsnoftritemporis conferre. Il Porno per’ 
giudicio de gli huomini intendentijnella ma 
teria delle monete antiche, peli , & altre co- 
lè fimili ha (critto aliai veramente, & fra mo 
demi fu il primo , che di tal materia ha dato 
à gli altri lume . Et tanto più no ellèndo Ha- 
ta colà per molti anni apprdfo i moderni 
piu olcura,& men conolciuta, che tal mate- 
ria delle monete antiche, peli, & mifurc. 
Là onde io non prendo ammiratione , le al- 
. cun modemo,ragionando di tal materia fen 

za fondamento, lia in vari) errori incoHò, 
come di colè , che pochilfimi dotti huomini 
hanno intelè à tempi noftri. Alfermando an 
cord il dortillimo Budeo ne’ fuoi libri de 
Alfe& partibus eius il medelimo , mentre 
che fa mentione di Plinio , con tali parole* 

»> Alioquin piaculiinflar elTe nonputem Pli- 
» nio in hoc no àlfentiri , qui de re nummai ia, 

B 4 & 


n 


'^4 D I S C O R s o • 
&auriargenti4; temperatura pàrum ’accu- 
35 rate (criput , nec prò eo quanta eius eflcib- 
33 let c^teris in rebus tradendis diligentia. 

>5 Quod no magnopere mirandù èft . Quotus . 
>5 cnim quifqi hodie eorumjquiliteras didìce- 
3> 'runtjdifertus in ea re inuenitur,vt vcl nume- 
33 rum nummorù in libram noftrà ftatuere cer- 
53 tòjpoifit, nc dum rationé indicatur^ tenere? 
i Dice adunque3 tornando al noftro propofi- 
«10 il Pondo 5 che gli huomini da principio 
hanno vlàto ne* cómercij5 per monete pezzi 
tdi metalli rozi^ritondijouer larghi , & dapoi 
per ouuiarc alle fraudi de* iàlfì monetali) ha 
uer legnate dette monetejalle quali di diucr 
-fe figurelègnatc d’huomini>& di animali, 
xom’è di vno fagittario ,di vna ciuetta5& 
•d’altre varie cofe, fono flati polli diueiri no- 
mi . Et alcune da i Re5 che fecero batter mo 
netC5hanno forato il nomejalcune dal pelo, 
dal numero 3 & dalle cole impreflè . L’auto- 
re fa mentione delle monete Greche3dram- * 
me3teaacini, oboli, mine , & de i LatinÌ3no- 
mina i Denar i) , che erano fegnati co quella 
nota X. perche il denario Romano valeua 
diece aflijnomina i bigapjquadiigati, fcflerr 
ti) . I bigati & quadrigati erano legnati con 


SOPK.A lE medaglie 2f 
bighe & quadrighe, donde traflèro il nome. 
Onde mi marauiglio, che fe le medaglie an- 
tiche co i ritratti de i piincipi de metalli , 
oro,& argento , erano monete , in colà così 
cfpofta à gli occhi di ogn’uno , l’autore , fra 
gli altri legniò note dei denari,© monete 
antiche, non fi haueflè ricordato del legno 
delle tefte de i Principi Romani, con le qua- 
li vogliono coRorOjquelle eficre anticamen 
te Rate legnate. Molti fono i fogni & diuerli 
delle monete antiche, non folo de’ Romani, 
ma eriàdio di tutte le città greche, dell’ Alia, 
delle Ifole , & altre città da mondo , i quali 
tutti andare annoueràndo , non è al prefon- 
te il mio propofito , fo non tanto, quanto in 
generale alla materia, che noi trattiamo, lì 
conuiene. Dei quali fogni altri hanno fat- 
to mentione, interponendo tra le antiche 
monete, così Greche,come Romaneje me- 
daglie de grimperadori,& de i Principi, 
che non per monete, ma ad altro vfo, & nne 
fono fiate in que’ tempi battute . De i fogni 
delle monete antiche altri autori ancora 
hanno fitto mentione , Gellio al lib. xx. di- 
cendo cosi. 

V rgcnte bello, vnciales cu nota lani bifron- 

tis,& 


7^6 DISCORSO 

3> xis,8c roftri nauis, & alij effigie pecudum,yn 
33 de pecunia? didxjignm fuerunt,cuius note 
33 & ponderis antiquiflìmos vidi,& appendi. 
Oue Gelilo, facendo mcndone delle mone- 
te antiche di rame , pone quella di lano, dd 
pelò di vna oncia , & quella antica della pe- 
cora;ma io ne ho vedute di maggiore & mi- 
nor pelò & grandezza. Quelle nó è dubbio, 
che erano monete da (pendere, & le telle di 
lano bifronte non erano (colpite à ritratto 
di edò lanOjma di arbitrio, & quali tutte era 
no di mal maeftro , lenza alcuno artificio di 
fcoltura,come habbiamo à peniate, che fo(^ 
fero fatti i conij da battere le monete , che 
ordinariamente fi (pendeuano . Et (e uogiia 
mo fopra ciò andare ricercando il teftimo- 
nio de gli antichi fcrittori , di quante forti dì 
monete fi (pendeuano in Roma,generalmé- 
te parlando , fino in tempo de’ Celàri , pro- 
duiTemo Suetonio, nella vita di Celare Au- 
gnilo , il quale facendo mentione de i doni, 
che Augnilo nei giorni Saturnali manda- 
,, uà facendo àgli amici, dice così. Fellos& 
5 , Iblemnes dies profufiffimè , nonnunquàm 
3 , ioculariter tantum celebrabat . Saturnali* 
M bus,& fi quando alias libuilIèt,raodòmune- 

ra 


SOPRA LE MEDAGLIE I7 
fa diuidebat j veftem , & aurum , & argen- 
tunijmodò nummos omnis nòto?, etiam ve- 
teresrcgiosjacperegrinos. Senoi cófide-. 
riamo queito luogo di Suetonio , egli ci di-?; 
ccjche Cefare Augufto, ne i giorni feftiui di 
Saturno, ne i quali giorni fpetialmente llin 
peradoreera lolito di far dei donatiui,di^. 
llribuiuajdonàdo varie colè , cioè velli, oro, 
& argento , & altre volte monete di ogni 
ftampa,& ancora vecchie regali, & forclSe-? 
re.Veggiamo adunque, che in tali giorni 
Augnilo vfando di donare varie cole, fra 
quelle faceua anco donatiui di denari . 
Percioche,lècondo che Icriue Gellio^n tali, 
giorni felliui,& folenni,rimperadore dona- 
ua maggior Ibmma di denari , che non face-^ 
ua ne gli altri giorni . Dico , che conlìderan- 
do noi quello luogo , feorgeremo , che Au- 
gullo,quando faceua donatiui di denari,do- 
nana , lecondp Suetonio , nummi di tre ma- 
niere , nummi ordinari) de’ fuoi tempi , cioè 
che al tempo fuo lì batteuano in Roma , & 
che donaua monete antiche , & vecchie re- . 
gali , & etiandio monete forelliere . Le mo- 
nete vecchie regali doueuano elTere le mo- 
nete, che haueuano fcolpita la pecora , oue-. 
' ro il 


t9 ì> t $ c o ti s o ' 
ro il buCjOuero il porco,ò altre , battute da f 
primi (ignori di Roma in quelle prime età. 
Leforcltierejquellc di altri popoli llranieri, 
come erano i nummi de’ Germani ,i quali, 
fecondo che (criue Cornelio Tacito , haue- 
ttanoi nummi (errati, dal (ègno della (èga 
così detti , & ancora altri nummi bigati ; & 
così poteuano quelle monete edere di altre 
nationi foreftiere . I nummi ordinarij doue- 
uano edere le monete col (ègno di lano bi- 
fronte, le quali già noi habbiarti moftrato,^ 
che fino in tempo di Adriano ancora (i (peti 
deuano,ouero i bigati, quadri^ti , & vitto- 
riati,battute (òtto i ten^i de’ Confoli , i no- 
mi dei quali fono in ede monete efpredL 
Onde mi darei marauiglia, (è le tante meda- 
' glie di Augufto di rame, di argento, & di 
oro , fodero al tempo fuo (late monete da 
(pendere j che parlandod qui di tutte le mo- 
nete d ogni (lampa, & antiche,della Tua pria 
cipale, come quella edcr doueua con la effi- 
gie del Principe, non li fodè fatta efpredà 
mentione . Et tanto più,quanto che tal mo- 
neta col ritratto dell’Imperadoie , donàdofì 
ò à gli amici,ouero al popolo , farebbe (lata 
lènza dubbio riceuuta più caia j & per con- 

(eguente 


SOPRA lE MÈDA GLIE 
lèguentc nelle iftorie,sìcome dèlie alt^e^ 
così di quelle fi farebbe fatta mentiqne. 
Ancora il Portiojdoue parla del denario Ro 
tnano antico, volendolo aeuagliare al j)C- 
55 (b della dramma Ateniefejdice così.Deniq; 
55 crefcéte auaritia, ad imitationem Graecoru, 
55 pendere dràchm? denari) fignari coepCTunt, 
55 &ij frequentiores apud authores , & in rui- 
55 nis,& in thefauris palfim reperiuntur , & ta- 
55 4ento,& min^, & (eftertio m^is cóueniuntv 
55 Ex qiiibus plurimos antÌquimmos 5 & diuer- 
55 iìs notis fignatos , diuerfimmilq; in regioni-^ 
55 bus repertos vidi , & appenfbs onines poli** 
55 deli drachm^ conuenire deprehendi. ■ » 
^ Qui fa mentione il Portio di quelle mo- 
nete Romane,che denari)' fi chiamauano,vo 
lendo quelli aguagliare al pelò della dran^ 
ma Greca ; & Sce , che in diueriè regioni fi 
fono trouati di quelli denari) , & di fegni di- 
uerfi . Quelle monete fono i Bigad & Q^- 
drigatÌ 5 & li Vittoriati RomanÌ 5 & le monete 
eciandio d’argento con le telle di lano , con 
carrette co’ caualli da riuerfo , con la prud 
della naue,che fimilmente erano monetej&J 
filpondonó al pelò del denario d'argepco 
Romanojchc peiàua diece Alfi, ouero à po- 


«. ’ D 'I-S •€ O 4 O* ' 

CO pili di Vno Giulio Roinànojche fàrianoà 
punto foldi tredici &vn quattrino de’ n(^ 
ibri 5 il qual pefo in argento rilponde à car- 
iati diciotto .11 Budeo ancora parlando del 
tenario Romano, & dicédo,che la dramma r 
^^vl^UpvAttica ha il medefimo pelò che ha eflb dena ^ 
riodcriuecosì.ExquointelligimuSjdena- - 
rium fuilTeargenteumj&denis allìbusva- ^ 
f luiflè . Alfis auté à Plutarclio prò ^eo niu^ et 

moponitui'jnam Latini alTemnunquamjgrr 
genteum nomiima ^pcUauerunt.Fubatr ^ 
^ * luto l’argento apprelloi Romani tardi 3 co^ tc 
me Icriuono Liuio & Plinio , & fu legnato^ -t 
per moneta cinque anni innanzi la prima « 
guena Cartàginelè j dlendo Conlblo . 

Fabio Mallimo, anni 585. doppo Roma edi 
ficatai & altri inorici dicono , che al tempo 
di Seruio Cepiohe, & di Sempronio Coniò 
li , doppo Attilio Regulo à Roma fu la pri- 
ma volta coniato il danaio d’argentojcon la 
tella mèdrfma di Iano,con due facce da vn ^ 

lato 5 dall’altro con la^tta prua di naue. 

Pi quelle moneterd’argento si fatte, & con 
bighe & quadrighe da riùerlò ancora , né fi> 
nopcruenute tempi nollrivna gi-^: 

. . V ‘ quantità; 



» 

5 ) 

» 

» 


SOPRA LI MEDAGLIA 5I 
quantità. Et veramente noi habbiamo la 
certezza de gli autori , che quelle erano roo 
nete^chelìfpendeuano , & u veggono quali 
tutte di mal maeftro , & fatte fenza arte ver 
runa,& pefauano à pefo del detiario Roma- 
no . Vi erano etianìo altre monete d’argcn 
to fatte in tempo di tutti i ConlblijlècondQ 
la loro lèric 5 che poteuano dferc del pelo 
del denario. Qaelte erano fegnàte da y n lar 
to coala tefta di Roma armacai & dali’altrg 
haueuano \ria biga di caualhs ouero vn^ 
quadriga , con lettere dalla parte della telU 
tali . R o M A. dall’altra con lettere del rtouji^ 
di quel Confolo/ottpil cuircggimcnto eia ^ 
Rata battuta detta moneta. Ondefiyedcf^ 
quanto s’ingannalfe il JBiondOjncl libro lag ’ 
di Roma trionfante^che credette, quelle tCs 
Re armate di Roma , che ne Rigati ò 
drigati regnate fi veggono, elTere le effigie 
de Conlolijcon tali parole . Videmus emm 
multos ex Confulibus prifqis fui vjultus cu- 
fifiè nummos femper menfura & pCHidere : 
variatos , quodmaiore poRea Rudio princi: 
cipesfadtitarunt. Vietano fimilmétei Vii 
toriati , che haueuano daH’una parte bighe 
ò quadrighcjdall’altra vna Vùtoria.Di 


j% D I s e ORSO 

‘ fte ne fono peruenute 3 l tempi notà infima 
to numero, & G chiamauano in Roma Biga-^ 
ti, & Q^drigati.Et che quefti fofforodi 
certezza monete, oltre à Plinio, che nel lib* 
XXXIII. al Gap. in. lo aflfèrma, ci rende tetti 
monio Liuio , nella Deca quarta , & lib.vi» 
doue parla del trionfo di Publio Cornelio 
Scipione de i popoli Boij,che ora fono i po- 
poli del Bolognefc,& dèi Ferrarefo, doue di 
ce Iiuio,chc ocipione in quel trionifo portò 
nella pompa, oltre alle altre colè, 1 470. ca- 
tene & collane d’oro , & oltre à ciò 245. li- 
bre d’oro, & libre 2 ^40. d’argento, parte fo- 
do,& parte lauorato in vali Gallici, non (èn- 
^ za grande arte fatti , fecondo la loro vfànza» 
Se ai nummi Bigati 244. libre .11 medefimo 
ancora nella Deca, iii.al libr. ii. facendo 
menrione della grande & crudele ttrage de' 
Romani nella rotta di Canne,dicc, che i,Ro 
mani,efIèndo ftanchi,per la fatica, per le vi- 

f ilie , & per le ferite , li renderono ad Anni- 
ale molto più tolto, ch’ci non fperaua,con 
patto, che dii lafciailèro Tarme , & i cauàlli> 
&pagaflèro trecento Quadngati,pcr cia- 
founa tetta de’ cittadini Romani, dugento 
per tetta de’ compagni, & cento per ogni 

feruo* 


SOPHA LE MEDAGLIE 55 
^ fenio . Et poco più oltre dice l’iftdfo Liuio, 

^ 55 parlando de i Venufini . A tutti coftoro ha- 
’jjj 53 uéndoiVenulini diftribuito benignamente 
^ 53 gli alloggiamenti per le calè , & fattoli go* 
Ijj 53 uemarej&hauédodatoàicaualierivnato^ 
53 ga,&vna tunica, & venticinque Quadrigati 
53 per cialcuno , & à i fanti diece , & Tarme à 
^ 53 qualunque elle mancauano , & quel che lè- 
53 gue. Ancora in vn’altro luogo, poco dapoi 
^ Liuio, doppo la vittoria c’hebbero Cartagi-. 

^ nell córra Romani nella giornata di Canne, 

dice , che volendo Annibaie dar facoltà à i 
^ Romani di ricomperare i prigioni,!! conten- 

^ tò,che il prezzo folle per tefta cinquecento 

Q^adrigati,quanto à i caualieri, & trecento 
J per cialcuno de’ fanti à piede , Se cento per 
^ ogni lèruo. Nel lib.iii.medefimament^có 

j memorando Liuio la virtù, & gli egregi] fac 
ti militari di Lucio Bando Nolano Ibldato 
nella batt^lia di Canne,& dicendo, che da 
Marcello spirano Romano fu,come duo- 
mo valorolb,onorato, & premiato, foggiu- 
^ gne quelle parole. 

^ ^3 Et al giouane fatto lieto, per le gran pro- 
» mellè, donò Marcello vnbelliflìmocau^o, 

! 9) & feceli contare dai QueRore cinquecento : 
' i, C BigatL 


^4 ' D I S C O R S,.0 

Bigati . Doue fi vede , che quefti nummi Bi- 
gati erano monete d’argento legnate con 
vna canetta à due caualli . QueftiBigati & ' 
Quadrigati erano monete di mal maeftro - 
tutte/enza artificio di Icoltura. Di quefie ta 
li monete, io ne ho ancora vedute di fin oro 
di mal macftro,il quale oro fu legnato in Ro ■' 
ma, come Icriiiono gli autori , più tardi del- 
l’argento aitni 62 , Da che parrebbe, che • 
anco le monete d’oro follerò di tal legno, coi 
niate , con la tefta di Roma armata , hauen^ 
doneio ancora vedute conle teftedi lano 
bifronte, medefimamente in oro . Et perche: 
quefti,che tengono opinione , che le meda- 
glie tutte di qualunque metallo , d’argentQy 
& d’oro, apprellb gli antichi fieno fiate mo-; 
Mete , nominano molti nomi di monete an-- 
fiche , cómemorate ancora da altri fcrittori». 
le quali lbno,rAlIc,il Dipondio^i Sefiertioy 
il Denario , le Silique , i Trienti , i Sefianti,' 
l’Obolo , lii Dramma , & altre monete , che 
appo gli antichi valeuano più & meno, fè-r 
condo il lor pclb;vojrei dico , che quelli mi 
difiingueirtTO,pQÌ che pongono tutte le me . . -, 
daghe per monete , qual legno hauefiè da- ■ r-; 
feuna di quelle monete, & che val^-'ua , &.fei 
. . V quella 


SOPRA LE MEDAGLIE 
quefta ouer quella di elle era fègnatà con la 
tetta del Principe di quel tempo , ò con la te 
tta di Roma , di lano , di qualche Iddio , ò 
Dea , oueraiuente con altra tetta , di Pom- 
peojdi M. Antonio , di Lepido , ò d’altri j & 
poivedere,leilpefodi tutte quette meda- 
glie à quanto che valeuano quelle monete 
in quel tempo corrilpondettè. Perciochc co 
tal dimottratione., apprettò l’autorità de i 
buoni (crittori ^ io mi rimarrei fodisfatto, & 
approuerei la loro opinione per buona . Ma 
•il parlare di tal materia ad arbitrio , lenza 
prouar le ragioni loro, (òpra quello doue tta 
il nottro dubbiò ^ & lènza la tettimonianza 
de gli autori j non fa fede à coloro , che cer- 
cano la verità . Ora perche il Denario d’ar- 
gento, Romano , era variamente , & in varie 
moncte fegnatojcon la tetta di lano bifron- 
te , di vna Roma , con \ma carretta à due ca- 
ualli ne i Rigati, & à quattro caualli ne i Qiu 
drigati,ò con la Vittoria ne i Vittoriati,oue- 
ro con altre note, delle quaU col tempo hab 
biamo perdutala cognitione,& tanto più 
non hauendo noi Icrittori antichi , che di sì 
fatta materia particolarmente fcriuano, & à 
pienojhaucndo io tali monetc,le quali fono 

C 2 del 


D I S C O H S O ^ 
del pefb di vn Denario Romano , compara^ 
tedi pefoconle medaglie di' argento, che 
hanno fcolpite le refte de i Principi Roma- 
ni 5 le ho ritrouate differenti non poco del 
pelò 5 sì che quelle medaglie pelano quali 
tutte meno del Denario,&hauendo ancora 
pelate quelle medaglie , che hanno Icolpita 
la effigie de i Cefari , le ho lèmpre ritrouate 
differenti fra loro nel pelo . Óltre che le ne 
truouano etiandio di grandi in argento, con 
le tefte de i Principi, d’Augi^o, ^ Adrianot, 
& d’altri, & fino delle donne loro , che pelài- 
no tre & quattro volte tanto, quanto il De- 
nario Romano . Et etiandio ho vedute di 
quelle tanto piccole, che non haueuano del 
pclbproportioneconle ordinarie. Da che 
li conchiude, che tali medaglie non erano il 
Denario, & meno altre monete Romane^ 
che allài più , ò meno , del Denario valeua^ 
no . Apprefiò, il nummo d’oro Romano era 
del pelò di due drame auree ,:&valciia due 
di quelli nollri ducati d’oro Venetiani . On- 
de hauendo io pelate alquante delle meda- 
glie d’oro antichiffime,& di Ausilo, & d’al 
tri Principi Romani, che fi truouano tutte 
ancora in oro, le ho trouate molto varie de} 

- . pelò. 


SOPRA LE MHDAGLIl 
pe(b 5 ma tutte di aflài. maggior pelo del 
Nummo Romano . Di maniera, che quelle 
medaglie no erano il Nummo d’oro. Et pur 
habbiamo noi detto, che li truouano le mo- 
nete Rigati & Quadrigati con la tella di Ro 
ma , & 2tre ancora in oro . Nè meno erano 
il Sellertio grolle , che era moneta ouer pe- 
lo grande di oro, lègnata,come Icriuono gli 
autori, che valeua da ducati venticinque ; & 
meno altra moneta Romana . Donde per di 
mollratione , & infallibil verità lì trae , che 
tali medaglie d’argento, & d’oro non erano 
battute à quello fine di fpenderle per mo- 
nete. Et fé noi vogliamo vedere lòpra ciò, 
q^uelloche fcriuonogli autori, troueremo, 
cne gli antichi haueuanoil legno da cono- 
feere la moneta del Denario dalle altre, che 
follèro ò monete, ò medaglie , il che ci infe- 
gna mirabilmente il Portio di Ibpra allcga- 
,, tocon tali parole . Denari) ctiam ipfi adeo 
„ iam vulgares, & noti fiint , vt nuUam purem 
„ • nuc eflè prouinciam,in qua aliqui ex nijs no 
„ reperiantur,redvtabalijs numis argenteis 
„ ‘ antiauis dignolcantur , qui fortaflè non lìnt 
„ ponaerc drachma? , admonere conuenit,ve- 
,, ris denari) s hanc notam * Fere pafiìm im- 

C ^ prellàm 


58 DISCORSO" 

35 prcflàm fuifTe 5 qua antiqui hunc.Jiumum 
33 numerum denariuminfe haberc,vidclicet 
33 decem alics demonftrabant , & ad difFeren- 
33 tiam lirene x. linea tranfùcrlà fècabant, vt in 
33 figura fuperius polita apparct.Etil Budeo 
ancora parlando di quefto legno del dena- 
33 rio, ferine il medefimo . lam apud Valerium 
33 Probum x. litera qua? tertia eft à fine alpha- 
33 beri noftri,nota eli denari] numeri,addita ta 
33 men à dextro latere virgiila tranfuerlà - 
Adunque quella nota fa , che noi polfiamo 
couolcere in più monete d’argento antiche, 
che fieno del pelò della drammajquelle che 
erano il Denario . Et quefto legno ho io ve^ 
dutoin molte di tali monete, in Bigati,iii 
quelle con la tefta di lano bifronte,& penlb 
che lìa ancora in altre legnata , benché non 
in tutte. Percioche Icriue ancora il Budeo> 
parlando del denario Romano , così . 

„ Afl'es deni in denario fuerùt,& leftertij qua- 
„ terni. Et così noi dobbiamo Icparare le mo- 
nete , da quelle che per medaglie fono ftate 
battute , & non conron dcre il tutto . Molte 
erano le monete d’argento Romane , che 
del pelò del denario fi trouauano , & varia- 
mente fognate. La qual colà giudicò il Re 

Tapro- 


SOPRA LB MEDAGLIE JP 
Taprobane eficre ftata una gran congettura 
della Romana giuftitia 5 come ferine Plinio 
5, allib. vi.cap.xxn. con tali parole . Poflea 
55 enarrauitjKomanos,& Ciefarem , mirum in 
55 modum in auditis iuftitia ille fufpexit,quod 
55 pares pondere Denari) efiènt in caprina pe- 
55 cuniajcum diuerfàs imagines indicarent à 
55 pluribusfados.Quiperilteflimonio di Pii 
nio ueggiamo , che molte monete Romane 
di argento erano il DenariOjUariamente fé- 
enate;& cheli trouauanoetiandio del me- 
defimopefb.Étquelle5chenon rifJx)ndono 
al pefbjnon fòno Denarìjjnè monetCjCome 
di (opra moftrato habbìamo . Liuio ancora 
infieme con Plutarco fi accordano inuncer 
toìuogojche i Rigati Romani fullero nel nu 
mero di quelle monete, che erano il Dena- 
rio5ÌquaIi luoghi fono pur à tal ptopofito 
55 allegati dal Portio con tai parole. Idem Li- 
^ uiuSjli cum Plutarcho confcratur, cóproba^ 
55 bit5denarios,& drachmas , eiufdem jeftimà- 
55 tionis fuiffoj cùm alter ipforum drachmas, 
55 alter totidem Bigatos Badio Nolano à Mac 
5, cello donatos referàt.Il Portio,mentre che 
vuole aguagliare il pefo della dramma Atti- 
ca al Denari© Romano jmoftra per quefti 

C 4 luoghi 


40 DISCORSO 

luoghi comparati di Liuio &di Plutarco, 
che i Bìgati Romani erano Denarij.Ora per 
terminar quello ragionamento noftro delle 
monete antichci& per ueniro alle altre par- 
ti propofte del noflro dilcorfb^io uorrei im- 
parare da Quelli , che tengono , che tutte le 
medaglie d ’orojd’argento, & di metalliafie- 
no appo gli antichi fiate monete , qual me- 
daglia d oro con le effigie de’ Principi folle 
la dramma aurea à que’ tempi,che tanto ua- 
leuala drammajquanto un ducato d oro de’ 
nollri tempi , non trouandofi alcuna meda- 
' gliaRomana in oro di così poco pelò. Anco 
railNumoRomanOjChepelàuadue dram- 
me, & ualeua due ducati d’oro, à qual meda 
glia d'oro de gli Imperadori corrilpondellè 
del pelò . I Denari; Romani , che ualeua- 
nodiecc Affi, dei quali habbiamo di lòpra 
parlato , guai follèro , che ualeuanoper- 
cialcuno Ioidi dodici in tredici de’noftri, 
qual medaglia era de i Principi legnata . Co 
ciolia colà , che di tali medaglie di argento 
de Cclàri ne ueggiamo di uarij peli,& alcu- 
ne picciolc, alti e grandi, & altre di meza- 
na grandczza.Gli Affi Romani,iquali erano 
di tal lega,clie diece ualeuauo un Denario, 

& 


SOPRA LE MEDAGLIE 4I 
&cia{cundi quefti ualeua come un Baioc- 
co 5 cioè quattro quattiini,à qual medaglia 
di rame 5 oucr di altro metallo de’ Cefari ri- 
Ipódeuano di pe(b , trouàdofi parimente di 
quelle dc'meaaglionijmedaelie col cerchio 
medaglie piccole , & di quelle che mezane 
erano di grandezza . Il medelìmo quelli mi 
dicano delle Silique, Dipondio, Sellanti, 
Triénti , & Quadranti , i quali Trienti & 
Quadranti , Icriue Plinio nel lib.xxxiii, 
al cap. III. che haueuano il legno di una for 
ma efi nane, sì che altro legno no haueuano 
deU’cffigie del Piincipe.il Sellertio mino- 
re, onero il fellertio nummo pronunciato 
così da Romani nel genere del mafchiojcra 
moneta picciola d argento,& ualeua due af 
fi & mczo,cioè diecc de’ nollri quattiini , & 
era pollo per la quarta parte d’un denario,à 
qual medaglia de grimpcradori,d’argento 
il potrà tal moncta^uagliare . Del qual lè- 
^ ftertio così parla il Bubeo . Seftertius enim 
5, nunqua aereus fuit,fed ab initio llatim duos 
„ allès & lèmillèm ualuit . Aflìs uerò aereus 
„ erat. L’altro lèllertio grollò , ouer maggio- 
re, pronunciato da’ Latini nel genere del 
neutro , Sellerùum', à diderenza del Ibpra- 

detto 


42 DISCORSO 

detto minorcjualcua dugento & cinquanta 
denari) , cioè intorno à ucnticinque ducati 
d’oro,& era fègnatojquefta quale medaglia 
de’ Celàri diranno che folte. Quello medc- 

• fimo dubbio ouero queftione farà in altre 
monete, delle quali dillintamente fauellare 
. non è noftro proponimento . Percioche fra 
■quellijche hanno kritto delle monete Ro- 
: manc,& delle Greche,niuno ne truouo,che 

• dicajqueftc Romane monete doro, di ar- 

• gcnto,ouerdi metallo, ellère Rate legnate 
‘ con le effigie de Principi , ma ben con altre 
- note ouer lègni.Et meno ancora quelle mo 

nete eltère Rate pezzi di rame , ouer di altro 
metallo mcfcolato, grandi & ctoRì, delle te - 
' Re dei Principi legnate, delle quii chine 
. hauellè à que’ tempi portata una lomma ad 
. doRò, farebbe ritornato Ranco à cafà, ouero 
che gli harebbe fatto bilbgno di alcuno , 
che gliele haueRè tirate dietro. Et non è ue- 
rifimile punto,che quei Principi gloriolì ha 
ueRcro ratto di queRe Icolpire il conio, co- 
sì macRreuolmente lauorato, per farle poi. 
correre per le mani della infima plebe in 
monete da lpédere,in uece di donatiui ono 
rati , che cilcre doueuono à dii le riceueua. 


SOPRA LE MEDÀGLIE 4^ 
pet vcnerarione & memoria di effi Principi. 
Percioche lufò de i metalli appo gli anti- 
chi 5 (ècódo che Icriue Plinio allib. xxxiiii. 
cap. IX. fu già molto tempo trafportato alla; 
eternità delle memorie ,& non iblamente 
feruiua loro al battere delle monete ; per lo 
commercio del vendere de del comperare. . 
Et noi ancora polliamo dilcorrere, che la ca 
gione in ogni tempo, & apprellò ogni Prin- 
cipe,© Republica , di batter monete in rame 
da (pendere 5 non fia Ihta mai altra, (è non 
d’haucr vna moneta di tanto vii prezzo, che 
d’oro , ò d’argento folTe (lata tanto piccola, 
ouer minuta, che non fi folle potuta adope- 
rare , come ne’ tempi noftri polliamo confi- 
dcrarc,di tutte le monete di rame , di qual fi 
voglia Principe ò fiato , che facendole d’ar- 
geto,(àrebbono come quafi vn grano di mi- 
glio . Percioche veggianio in Italia , in Ale- 
magna^n Francia,& per tutto, non farli mo 
neta di rame, che ecceda il valore di due 
quattrini. Onde volendo pigliare il fuo vaio 
re di puro argéto,verrebbe(comc s’è detto) 
di vna minuoilima quantità, aliai (concia da 
batterli in alcuna forma , & da maneggiarli. 
Et perciò voglio dire, che delle medaglie di 

rame 




.1 




44 ’ ^ ^ y t^'O Tt s*o 

rame antichejvedendofì così groflè di pdbj» 
con tanto arrificio^di tanto rileuo, & di così 
bei metalli , fi può far giudicio, che non pò-, 
tefièro collare , fe non prezzo afiài alto . Et 
non è ^cun dubbio, che (blamente la fattu- 
ra de i conij,del tirare , fondere , tagliare, & 
aggiuftar le piaftre,& del batterle con tanto 
rueuo, veniuano à collar tanto prezzo , che 
d’argéto haurebbon fatto moneta afiài gran 
de . Là onde fi vede,che troppo fcioccamen 
te haurebbono que’ grandi huomini voluto 
batter le monete in rame , poi che , com’ho 
detto,ciò non fi deue fare , fe non per hauer 
moneta <h minor prezzo di quello , à che fi 
potefie ridur l’argento . Da che fi fa chiaro, 
che quelle medaglie con l’efiìgie de’ Piinci-. 
pi non follerò battute per monete, ma per 
memorie , come s’c detto . Et , le fi dicefici 
che noi adietro habbiam pur detto , ritro- 
uarfi rnonete antiche di rame, fi rilponde ef- 
lerverifiimo,ma che quelle erano ò tanto 
antiche, che ancora non s’era pollo in vfo il 
batterle d’oro,ò d’argeto, come pur s’c det- 
to . Onero , le pur de’ tempi più vicini le ne 
truouano , che fien monete , quelle tali non 
cficrc in alcun modo quelle có le effigie de 

* Principi, 


SOPRA LB MEDAGLIE 45 

Princìpi, fopra le quali noi ragioniamo. Et c 
ancora di confideratione,il vedcrfi,chc qua*- 
lunque fi fieno le monete antiche, elle fono 
veramente di più baili rileui, di minore aitir 
fido 5 & qudle che fono di rame , eflèr tutte 
dtviliifimo rame , le quali cofe tutte fanno 
chiarilTima l’opinion noftra, che quelle mer 
daghe di rame,ò de metalli Corinthij & me 
icolati,grollè,di^an rilcuo,& 06 tanta arte 
lauorate,non follerò in que tempi monete, 
vedendoli, che delle monete conuienfi hm 
tere di continuo, & in grandiifima quantitàs 
che non dobbiamo ci:edcre,che vi fi adopcr 
rafie tanta fattura . Et per certo , sì come in 
molte altre cofe fi vede , che i tempi noùài 
hanno molto migliorata quella cola delle 
monete,facendole di ballilumi rileui, & C 04 
modilfime no folo al farfi,ma ancora al por-» 
tarle, al tenerle , & al numerarle , ancor che 
fia opinione de gli forittori , che gli antichi 
più tollo le pefafiero , che le annouerafièro; 
Si truouano criandio altre medaghc d’ar- 
gento antiche , che non fono lèmate con la 
effigie del Principe, ma hanno Icolpite altre 
telle di molte Deità, come di Apollo, di Ce 
rere, della Dea Salute,della Dea Pietà,della 

Dea 


c 


4^ p r s c o s p 
Dea ConcordiajMercurio , gli Iddi; Caftò- 
re & Polluce con le due fl:elle5Diana5Cibe- 
leja Dea Vefta,!! Dio Buon’euéto , & altre 
Deità, che adorauano i Romani , che erano 
molte. Quelle tali medaglie,quantunque al 
cuno potelTe dire , per no ellcr legnate del- 
' la effigie de’ Principi , che follerò fiate pari- 
mete, coméiBigati, Quadrigatijòaltremo 
nete da Ipendere , nondimeno io non olèrei 
alfemiarlo di certo . Prima perche hauendo 
io quelle tali medaglie delle Deità pelate al 
p^o di quelle 5 che erano appo gli antichi 
Denarijjlehoritrouate digerenti allài del 
pelò 5 & meno altra moneta poteuano ellè- 
re . Poi percioche Ibpra q^uelle più volte ho 
vedute le due lettere. S. C. lignificanti , che 
per fenato coniulto , cioè , che per decreto 
del fenato follerò Ilare battute , il che ci dà 
fègnOjche ad altro finc,che di Ipcnderle per 
monete folle llatuitodal fenato di battere 
tah medaglie,& perauentura per veneratio- 
nc de i loro Iddij , ò Dee , che adorauano, ò 
per adomare di quelle gli apparati nelle fe- 
lle, ò per riponerle ne i Tempi loro per diuo 
rione, & forfè in quei tempi confacrati al 
nomedi quella Deità, di cui era lameda- 

elia% 


SOPRA IB MEDAGLIE 47 
^ia , ò per qualche memoria . Et quefte per 
la maggior parte fi veggono di ailài buon 
maeftro , & no ve ne fono in tanto numero, 
come dellq altre. Ma perciò io no fon certo, 
che quefte non fbftèro monete. Ora,ch’egli 
fia neceflàrio , à chi vuol dimoftrare , che le 
medaglie tutte fieno ftate monete da Iperp 
dcre,ciò prouare per via del pero,aguaglian 
dole alle monetc,(il che noihabbiamo chia 
ramente moftrato,)per tal via procedendo, 
dicre ih tutto lontano dal vero , & etiandio 
ch’egli così fia,cioè,che gli antichi oltre alle 
monete haueuano ancora le medaglie, pro- 
duciamo vn bel luogo del Pomo , che tori- 
datamente delle antiche monete ha fcritto, 
il quale ciò moftra chiaro i, mentre eh 'egli 
vuoleaguagliare di pelò il denario Romano 
yy alla dramma Attica con quefte parole. Ex 
n tribushis gcneribus denariorum , primum 
si in aliud nomen tranfifle , vel in defiictudinG 
3, abijlfe reor . Ex duobus fequentibus aut 
3, vtrunque in tertio mutatum,aut retcnta efti 
„ matione pondus imminutum , & in tòtum 
„ drachmae adarq uatum,vt talento & leftc rtio 
5, examufiim conueniret . Et fi aliqui minoris, 
„ aut maioris ponderis . numi antiqui argen-H 


48^ DISCORSO 

3> tei rcperiunturjnon Denarij , (èd cxtnordi-» 
33 narijcxiftìmandi fimt,(vtetiam noftroanio 
33 {ignari fcimus.) Qm il Pomo fi lafcia chiaro 
intendere,che anticaméte vi fofièro di que- 
lli nummi di argento , di maggiore, ò di mi- 
nor pelò del denario,& dice , che quelli nu^ 
mi non erano denarij, nè monete da Ipende-» 
rc,ma che gli habbiamo da giudicare ellra- 
ordinarij, i quali noi chiamiamo al prelente 
medaglie . Il qual loco chiaramente ci fa co 
nofcere,che gli antichi haueuano le lor mo- 
nete , & etiandio le medaglie feparate, bat- 
tute ad altro fine, come mollreremo Je qua- 
li non bifogna confondere , & riputare che 
fodero vna medefima colà con quelle , che 
per monete erano Hate battute, ben fi po^ 
tria dire , che ancora quelle , in calò di bilò^ 
gno,fi potdlèro in quei tempi {pendere, ma 
pon erano Hate già à tal fine & à quello vlb 
battute, come noi ancora al prefente vedia- 
pio farli delle medaglie di argento, & di oro 
grandi di moderni Principi , della loro effi- 
gie fcgnate . Et chi no vede con la efperien- 
za, che molte delle monete antiche sì Ro- 
mane,come ellerne no fono peruenute alle 
noRre manÌ3nè edere quelle aiDuate a tem- 
L; pinollri? 


X 


SOl^HA LE MEDAGLIE 49 
pi noftri? Òperefière fiate fulè da gli anti- 
chi, & fattene altre monete nel tépo auue- 
nire,ouer altra cofà,& parte per efferfì per- 
dute, parte ancora nafcofe nelle fègrete ui- 
fcere della terra,rouine/ondamenti, fiumi, 
& ne’ tefbri fèpoltc,doue in un luogo, & do 
ue in un’altro , come ancora a* tempi noflri 
k monete fono da i Principi fatte fondere, 
affine di fare di quelle uecchie altre nuouc 
moncte,fecondo l’arbitrio loro ; & le parti- 
colari perfonecóuertonofpeflè fiate lama 
tcria delle monete in altri lauori.Si truoua- 
no etiandio a tempi noflri molti peli anti- 
chi di rame,piccoli,mezani,& groffiffimi,& 
cjuefli uariamente fognati, nondimeno mol 
ti fo ne fono perduti,che non fono peruenu 
ti alle iioflre età sì come di molte& uarie al 
tre colè antiche , per la ingiuria del tempo, 
ueggiamo effof auenuto. Perche non dob- 
biamo il medefÌHio noi credere di quelle 
monete,d’oro,d argento,& di rame, che no 
fono mai a’ tempi noflri Hate uedute?Et no 
andar dicendo,che quelle memorie, che gli 
antichi Principi Romani ne’metalli , ò nefic 
medaglie lafoiarono uiue à i pofleri,con ta- 
te inforitioni,riuei-fì,imprcfo, alti lìgnifica- 
. D mentii 


I 


50 DISCORSO 

mentÌ5trionfÌ5UÌttorie5& tanti teftimonij de 
gli onori & grandezze loro , oltre i maraui- 
gliofi artifici] di (coltura , fieno pafiàtep le 
mani della infima plcbejper monctC5& non 
per ueneratione & memoria de i loro Prin- 
cipi ? Adunque per quanto io ftimOjfi ha da 
tenere & approuare quefta opinione per ue 
rajche le medaglie fieno tutte quelle di me- 
tailojd ’oro5& d’argento^che fi ueggono le- 
gnate & figurate con la effigie5& nero ritrae 
to de i Principi Romani, & có tanta uarietà 
di riuerfi coniate 5 & da diuerfi artefici così 
maertreuolmcnte lauorate , & quefte furo- 
no battute (blo ad onore,mcmoria5& gran-, 
dezza de i Principi.Ondc io giudico , che le 
medaglie folfero donationi di efiìPrincipi à 
i Capitani de gli eficrciti , à i parenti , à gli 
amici,à i Senatori,à caualieriRomani,à i lol 
dati,& al popolo . Et che elle medaglie an- 
cora fi fpargefl'ero perauentura da gU Impe 
radori in tépo della elettioiie fua all’impe- 
riojouero ne i trionfi,p onore5& grandezza 
loro,ouero perche reftafièro le memorie ui . 
ue delle impre(è5& delle uittorie . Et etian- . 
dio che delle medaglie ne adomalfero gli 
apparati nelle fede > & che fi mettefièro 



per 


/ 


SOPRA LI MEDAGLIE 5I 
per memoria ne* ièj^Icri di effi Impcra- 
dori , onero ne i vafi funerei , come fàppia- 
mo à tempi noftri in quelli eflèrfène troua- 
te,& parimente ne i fondamenti de i tanti & 
così varij edifici)’ de’ Romani,nó folo in Ro- 
ma 5 ma per tutto il mondo fatti , acciochc 
doppo le rouinejchc fbgliono co lungo tem 
po gli vmani accidenti variamente apporta 
rcjtoffero ritrouate da i pofterÌ5& cosi le me 
morie de i Principi fi fèrbaflero . Il che pare, 
che confermi Ateneo Icrittor Greco, il qua- 
le parlando di vn Capitano Greco finilce in 
yy quella forma . Et hauendo fatto Ipargere le 
yy medaglie à perpetua memoria perii campi 
yy delle rouine di Corinto , fe ne morL 

Sono alcuni altri, che hanno opinione, 
che le medaglie piccole di argento, fegnate 
delle effigie de i Celati, delle quali fi truoua 
tanta auantità,fi portauano ogni anno à Ro 
ma dalle città tributarie, per pagare il tribù* 
to . Onde per non portar l’argento , che pa- 
gauano,rozo , & per gratificarli i Princ^i di 
quel tempo , le lègnauano co le loro effigie. 
Percioche il popolo Romano , nelle vitto- 
rie , lèmpre comandaua alle nationi & alle 
genti fuperate rargentOsSe non l’oro , come 
, . D 2 fa 


V 


* 


» 

35 

33 


33 

33 

33 

33 

33 


52, DISCOR.'SO‘: 

fa fede Plinio , & Liqio nell ottauo likdd- 
la VI 1 1. decade fcriuendo , che nelle condi- 
tioni della pace fu cóceflò da’ Romani à gli 
Etolijche potcilèro per vn ducato d’oro, 
pacar diece monete d’argéto . Sopra di che, 
difeonendo ancora il JSudeo , dice così. • 
PoUuxlib.nono dcvocabulis ad Comoda 
Cselàrem, aurum ad argentù decuplam pro- 
portionem habuiflè his verbis affirmat . Il 
medefimo patto noi habbiamo à credere, 
che folfe fatto da’ Romani à tutte le altre 
genti & città tributarie , così d’Italia , come 
di altri luoghi . Quella opinione, che le me- 
. daghe piccole di argento, legnate delle effi- 
gie de i Celàri , fi portallèro à Roma ne i tri- 
buti dalle città Ibggctte , penlò che lia per- 
auentura fondata lopra quel detto dell’uan 
gclio di Matteo al cap.xxii. Doue volcdo i 
Farilèi tentai' Gesù Grillo, lignor nollro, 
• per pigliarlo in parola , lo admmandarono 
del tributo di Cefare . Et dice rEuangelilla 
così .,Tunc abeuntes pharifei, conliliù inie- 
runt , vt caperent cum in fermone . Et mit- 
tunt ei dilcipulos fuos cum herodianis di- 
ccntes,Magiller Icimus quòd verax es,& 
viam Dd in veritate doces, &nó eli tibi cu- 

radc 


SOI^KX LÈ S!E'DAGLI1 5^ 

1* 5> fa de aliàuo,non enirrt refpicis perfbnam ho 

55 minum,aic ergo nobis , quid tibi videturji- 
li 55 cet cenfum dare Ca?iàri,an non ? cognita au 
S 55 tem lefìismalicia eorunijait, quid me tenta- 
55 tis hypocrit^ ? Oftendite mihi numilina cen 
55 fus,at illi obtulerunt ei denarium. Et ait il Uà 
fi 55 lefus 5 cuius eft imago ha?c,& fuperfcriptió? 
h 55 DicunteijCsBlàris.Tuncaitillis.redditeer 
[1 55 go qu^ iìint C^fàriSjCsefari, & qu;r funt dei, 

, 55 Deo . Il tefto gr^co à quel palio dice così. 

t 55 fMt to' VÓfJLtfffXA T«* K^VrOU. ol cTg' ^OTltJUty^ 

[C 55 J^lwtìCpiop.Ks^ KtyndvToltt r/rof » «;C3»V aut» xì 

H i-rtypA^tìj^youAiv av tu , p^TApo t . ro tì, Ae>« duTolf, 

>5 ATTÓJ'oTt OVVrÀxsfjTApofyHSf^AÀpt -XJ rd'n $tOV 7^ 9tu. 

i- Da (juefto detto deirEuangelio lì vede , 

\r che i Giudei erano tributari) del popolo Ro 

r- mano,& che douedo elli portare ogni anno 

fl . il cenfoouero il tributo à Cefarejhaueuano 
)i la medaglia ouero il Danaio , che chiamar 
), lo vogliamo, ch’era fatto per pagare il tribù 
lO to,che qui vien chiamato Numiima cen- 
\i fus.Et perche, come habbiamo di Ibpra det 

-to, il popolo Romano comandaua alle città 
tributarie lèmpre largento,& no l’oro, cioè 
i. che lì pagaUè diece monete d’argento , per 
^ vna d oro , cbnuenendo l’argento etiandio 
y con Toro in decupla proportione,lì deue te- 
le • Di nere 



54 DISCORSO 

nere per fermojche quella mediglia del cen 
io folfe d’argento . Oltre à dò vcdiamojchc 
quelb era legnata della imagine di Celare, 
& era intitolata al nome di eflb Celare 5 pe- 
rò altro no polfiamo noi dire , làluo che foC- 
lèro le medaglie piccole di argento^lcgnate 
con la effigie del Principe di quel tempo* 
Da che fi conchiude ancora,che quelle me- 
daglie fi portalTero à Roma da i Giudei , per 
pagare orni anno il lor tributo à Celare; 
che quando fi volellè prefuporre , che il tii- 
buto fi pagalTe có ogni forte di moneta cor- 
rente , lana Hata come vana, ò fallace la di- 
manda di Grillo , che gli folle mollrata la 
moneta , che s’hauca da pagare per il cenfo. 
Percioche i Giudei , ò à calo , ò per malitia, 
eh hauerebbono potuto molhare vn’altra 
forte di moneta,oue n6 follè foolpita la effi- 
gie di Celare ; lenza che , quando il cenfo fi 
lolle 5 com e detto , p^to di ogni forte di 
moneta , come per ellempio faremmo noi 
adefib , quando li hauellc à pagare vn tribu- 
to, faria limilmcnte fiata fouerchia la diman 
da di Crifio , che glieriiauellcro mollrata, 
potendo da Icficlfo imaginarfi , che conue- 
-iiiuano ellère molte forti di monete . Di ma 

niera^ 


SOFRA LE MEDAGLIE 55 
nìera><ihe noi pollìam giudicare, che tali me 
. daghe di argento, non fi battcuano perle 
città della Giudea , per monete proprie del 
paeiè, che ne haueuano delle altre altrimen 
ti fègnate , & con lettere Ebree,come ne ho 

10 vedute j& meno li batteuano in Roma 
medefimamente per monete , ma che erano 
medaglie fatte à pofta, per pagare il tributo 
àCefàre. Et erano fognate con la imagine 
del Principe, per onorar detto Principe, & 
per gratincarièlo . Et fe, facendoli di ta- 
li medaglie mentione,fono nominate , to' vo- 
fjuTfjut SiLì'ujJApm 3 cioè Numifina,& Denarius 
è perche la lingua Greca,& la Latina nó'ha- 
ueuano altre voci da fignificare, onero elpri 
mere quella tal mcdagUa,che portavano i 
Giudei nel tributo à Celare. Et propriamen 
te vópjii<r(jLtt in Greco lignifica vn fragmento,ò 
pezzo di metallo legnato , onero coniato. 

11 che fi può riferire così al metallo conia- 
to per moneta ordinaria da Ipcndere, come 
al metallo, regnato ad altro fine cllraordina- 
riamete, come c’inlègna Suida có tai parole 

yyìfjLeuvH ro Ko\u>jLst7v 7t tu 

Et è chiamata qui tal medaglia Denarium 
dalla fua forma rotonda , à guilà di vn da- 

D 4 nato 


I 


> » 


D r"s c o li s.o 
naio&fègnata. Et ancora per non haucrc 
hauuto altre voci la lingua da efprimere vna 
colà tale, che Numtni , Numilmata , Dena- 
rium,che medefimamente fono acttibuite 
alla moneta ordinaria da (pendere, ò forfè 
anco la faceuano del pelo di vn denario , ri- 
trouandofi alcune di tali medaglie legnate 
con rimaglile de’ Celàri del medelìmo pe- 
lo 5 & perauentura chiamauano così quella 
•Dcnariu, come fanno anco molti altri Icrit-^ 
tori,i quali , hauendo à nominare qual lì vo- 
glia numero di Icudi ouer denari , che li fie- 
no (peli Ji dicono tante drame d'oro . Adun 
que noi non diremo, che fia fuor di ragione 
la opinion di coftoro , che le medaglie d’ar- 
gento piccole , con le effigie de’ Cefari , le 
qualifitruouanoin tanto numero , follèro 
ogni anno portate à Roma ne i tributi dalle 
molte città tributarie al popolo Romano. 
Nè perciò negherei , che in Roma parimétc 
.‘battclfero medaglie di argento di ogni gran 
dezza con le dette effigie de i Principi à ve- 
neratione, onore , & memoria di quegli, tro 
uandolene etiandio di puro oro à tal fine in 
Roma coniate, & di bei riuerfi illultrate. Le 
quali medaglie di argento non dobbiamo 

per 


SOPRA LE MEDAGLIE ^7 
perciò negare, che fi potellèro ancora fpen-. 
dere , per il pelo.toro,ma non già dire , che 
fofiero in Roma battute à quéfto fine , nè 
per monete, come habbiamo detto di (òpra. 
Ora noi habbiamo meglio à cófiderare, con 
qual voce,nome,ò vocabolo gli antichi La-» 
tini chiamaficro le medaglie , concedendo 
quelli, che pur fieno medaglie quelle di me-» 
tallo grancu,che eccedano la comune gram» 
dezza quelle che hanno li cerchi , & cha • 
fono chiamate medaglioni, & che quelle 
folTero del Principe donatiui à gli amici, 
onero ad altri. Adunque noi le chiamiamo 
Medaglie, corotto il vocabolo,ouer mutata 
la lettera T. in D. per più dolce Tuono, quali 
Metaglie , onero deriuando in nollra lingua 
quello vocabolo dal verbo greco che 
lignifica imperare, quali imperatorie, perche 
la più parte di qlle , che medaglie chiamare 
fi debbono, fono Tegnate con le telle & ima 
gini de gli Imperatori , & in lingua Greca 
Jtt <r«wy, lignifica Re , & Impcradorc, come al- 
cun dtro,bene,per quàto à me pare, ha fcrit 
to . Et Te noi ancora vorremo Teguire la opL 
nione del S. Girolamo Rufcelli , huomo di 
molta dottrina,& di perfetto giudicio,dire^ 

mo, 


y8 : D I' s c o R s o . 
monche quefta voce Medaglia nella corrot- 
rione delle linguejdoppo la inclination del- 
la Latina in Italia, fi facefiè dal verbo Greco 
ouer (onde ancor voglio- 
no , che fien detti i metalli ) il qual verbo fi- 
gniiìca propriamente , cauare di lòtto ten*a, 
& cercare. Còciofia colà, che tutte le meda- 
glie antiche fi trouiiio ò per fe lòie , ò in vali 
di lòtto terra, sì come non quella lòia voce, 
• ma ancora molte dell’altre la lingua noltia 
ritiene così alterate dalla Greca . Ma i Lati- 
ni non credo, che di taicolè hauelTero no- 
me particolare allègnato loro , ma giudico, 
cheperlalòmiglianza le chiamalfero tutte 
con quella voce Numus , & Numifina , ha- 
uendo dette medaglie lòmiglianza,per la 
materia , & per la forma di monete,lòno Ic- 
gnate,come le monete , & così rotonde per 
la più parte, come ellè monete. Et quella 
voce Latina Numus alle volte era vn nome 
generale , di cialcun danaio , ò moneta d’o- 
ro, d’argento, ò di rame , ò di altra colà , che 
hauefiè forma di moneta . Perdoche i Lati- 
ni haueuano quelli vocaboli, Signa,& Tabu 
lae. I legni appo loro erano le llatue,& tutte 
le cofe Icolpite , ouero fondure , & alla effi- 
gie 


V 


SOPRA LH MEDAGLIE Jp 
gie de gli animali fabricate. Le Tabule oltre 
altro fignificamentOjerano le dipinture.Ha- 
ueuano ancora qfta voce Imagines , la egua- 
le, béche fia voce generale di ogni imagine, 
figui'a>& fimolaci o, nódimeno tì può etian- 
dio prendere per la imagine delle medaglie, 
come pare , che la vfalLe Cicerone nell’ora- 
tore . Demofthenis ima^em ex sere vidi> 
benché potefife ancora eflcreò fèatua ò figu 
ra,nódimeno appreflb gli fcrittori quali lem 
pre 5 facendoli da quelli mentione di meda- 
glie antichejvedremo vfarli quelle vocijNu 
mi, & Numilmata . Et per proua di ciò le ne 
può allegar Suetonio nella vita di Nerone, 
a quel luogo, doue egli parla del diletto,che 
hauea Nerone della mimca,& del fonar del- 
la cererà, & del gareggiamento,che vlàua in 
I cotale ellèrcitio fra i mulici , & i cantori , & 
altri citaredi . Onde iui dice, che il detto Ne 
ronefecefabricare Ibtuein fuo onore, or- 
nate,& veftite à guilà di mulìco,& citaredo, 
& ch’egli fece ancor battere vna medaglia 
fognata della fua llatua in abito di citaredo, 
la quale li truoua anco à tempi noftri. Et di- 
„ ce Suetonio q^uelle parole. Itéllatuas liias 
,, citharoedico nabitu, qua nota edam nu- 

mum 


6a D I s c OH* s o " ^ 
mum pcrcuffit. Intende qui Suetonio per 
quefta voce Numum tal Medaglia , la qua-- 
le fi vede oggi di , & ne ho io di bel metallo 
Corinthio,& non s’intende per moneta . Et 
che quefto fia vero , che ad onor fiio Nero- 
ne facefiè battere tal Medaglia jveggiamo- 
il medefimo Suetonio poco auantijche dice 
35 à quefto propofito . Ac ne cuius alterius hie 
>5 ronicarum memoria 5 autveftigium extaret 
35 vlquàmjfubuerti & vnco trahi , abijciq; in la 
35 trinas omnium ftatuas & imagines impera- 
uit.cioè . Et perche di niun :utro vincitore 
ne i facri certami fi trouafte vcftigio , ò me- 
moria alcuna , comandò Nerone , che tutte 
le ftatue,& le imagini, pofte in onor di altri, 
che di luijper la vittoria riceuuta in tali con- 
tefejcheinquel tempo in piedi fi trouaua- 
no, fodero gittate à terra ,& con Tuncino 
ftrafeinate nelle latrine publiche. Qmfivc 
de , che tal medaglia fu fatta per fuo onore 
della vittoria nella mufica , & che fece pari- 
mente drizzarli ftatue , & imagini , cioè tai 
medaglie , ch’egli à fuo onore fece battere* 
Il medefimo Suetonio ancora nella vita 
d’AuguftOjparlando de i prelàgij,perli qua- 
li la gran felicità di Augufto fi potè indoui^ 

nare, 


SOPRA tn MRI>AOLIE 
• narc, p^nienuto alla (uà natiuità ^ & narran- 
do, come dfo Augufto fece vedere la fua na 
tiuità à Teògene matematico in Appolq- 
nia, doue da Fanciullo egli andò à dare ope- 
rai gli ftudij,dice , che hauendola Teogene 
veduta , & che era nato lòtto la coftellatióe 
del Capricorno , gli prediflè Timperio . On- 
de ferine Sueto.che li confidò dapoi Augn- 
ilo, & prefe tanto animo nel Tuo delfino , & 
buona fortuna , che la detta lua natiuita ad 
ogn’uno fece palefe , & che egli perciò fece 
battere una medaglia d’areento , col legno 
del Capricorno , nelqual le^o egli era na- 
to .Et quelle lono le parole di Suetonio . 
Tantammox fiducia fati Augullus habuit, 
vt thema fuum vulgauerit,numumqj argen- 
teum,notafideris Capricorni,quo natus eft, 
percullèrit.Laqual medaglia in argento li 
truoua à tempi nollri con la effigie , & tella 
d’Augullo.Et ne fu poi ancora battuta vn’al 
tra del medefimo legno, quando Ott^ano 
hauea già preio Tlmpcrio , gràde & di buon 
pefo in più matura età, per ellère fiata la pri- 
ma in età quali puerile , & piccola . Perdo 
che quando egli fece battere la minore , era- 
ancora fanduilo viueua il padre.Cefarc, 

&non 


6z f>'i s c ox s o • 

& non potcua allora haucr i’autorità di bat- 
ter monete , per non elTere ancora Impera- 
dore^viuendo il padre Celare. Et però quel- 
k voce Numum in tal luogo lignifica la 
medaglia , & non moneta , perche ho io ap- 
préflbdime quella tal medaglia grande in 
argento di buon pefo, con tale riuerlb del 
Capricorno 5 che non è in età di fanciullo, 
ma di più di anni xxx. la quale molto tempo 
doppola prima fu battuta da Augullo per 
memoria , cioè quando molti anni era flato 
nelllmperio.Etviè ancora vna medaglia 
grande di bel metallojbattuta da Tiberio ad 
onore di dio Augullojbellilfima, fatta dop- 
po la fua morte , che ha dal riuerfo due Ca- 

E ricomi col mondo lotto ,& intorno vna 
ella corona ciuica,che è fegno della felici- 
tà di Augullo , per la liia coftellatione , con 
lèttere tali. DIVO, avcvsto. s.p. r. ob. 
CI VIS . sER. che ci fa chiarezza, che non per 
moncta,come quelli dicono, ma per meda- 
glia ad onore di dio Augullo folle doppo 
morte da Tiberio fuo figliuolo battuta . Il 
che d può etiandio far fede, che ancor qud- 
le d’argento col fegno del Capricorno fie- 
no Hate battute per medaglie à fuo onore, 

&non 


SOPRA EE MEDAGLIE 6^ 

& non per monete da (pendere . Lampridio 
ancora nella uita di AlelEndro Scucro , do- 
ue racconta le uaric opere^parte inftaurate, 
& parte di nuouo conftituite da Alellàndro, 
„ dice quelle parole.Hoc genere marmoran- 
5, di llatuas coloflas in urbe malta^^-locauit^ 
35 tificibus undiq; conquifitis . Alexandri ha- 
55 bitu numos plurimos fìgurauit . Et quidem 
55 eledros aliquantos, (èd plurimos tamen au 
55 rcos.Pare in quello luogo , che eflèndo fla- 
to in tutte le cofe Aleflàndro Seuero imita- 
tore del Magno AlefTandro, come fcriuono 
le ifloricjchc fi facefiè ancora battere molte 
medaglie co Tabito di Aleflàndro, così d’o- 
rojcome ancora di elettro , il quale dalla fb- 
miglianza che ha con Tambro , che i Latini 
dicono Elcttro,era una certa forte di metal- 
lojchc conteneua mefcolamento di oro , & 
di argent05& così era chiamato . Onde fcri- 
55 uePSnio.Aurù 5 in quo quinta argenti por- 
55 do efl, ele< 5 lrum uocatur . Hoc auté , modo 
5, naturale efl , modo cura efficitur . Quod fi 
55 quintam argenti portionem cxcedatjincu- 
55 dìbus no reliflit. Oltre alle medaglie d’oro,- 
& di elettro,& d’argento con l’abito del Ma 
gno Aleflàndro ) fi trouano alcune altre di 

rame^ 


^4 ' ^ I s c o li s o 

rame. Et ho io un medaglione apprellb <fi 
mejantichiflimo di metafio, che ha una bel- 
liffima teftasueftita d*un abito di pelle di leo 
ne 5 & lettere tali intorno'^ alexandbr, 
Haper riuerfb un bellillìmo fimolacro del 
Circo MailimOjche ha di fbpra & di lòtto il 
corfò delle quadrighe ,& aelcauallo fòlo, 
che fi fbleua appreìlò Romani rapprelènta- 
rc nel Circo , con alquante figurine . Et per 
che il Magno Aleflandro era figurato da’ 
Greci in medaglia d'argento glande , con la 
tetta di pelle leonina ueftita, come quetta 
medagliaja cagione del qual’abito dichia- 
reremo altroue,& perche le lettere intorno 
alla tetta lo dimottrano,che dicono, Alexan 
der,&etiandio,perciochecon alcuni dotti 
& intendenti antiquari] io ne ho ragionato, 
dubito , che tal medaglia fia più totto di 
Alettàndro Mammeo , che di Comodo, co- 
me quali è la uniuerÉde opinione di tutti. 
Onde ancora in quello luogo io giudico, 
che ki uoce Numos , fia intela per le meda- 
glie,chc ad onore di Alettàndro Impcrado- 
ref’uron battute có l’abito del Magno Alel^ 
fendro. Però intendendoli à i fuoi luoghi 
quetta uoce Numus,come bifogna, tro- 

ueremo. 


35 

35 

35 

35 

35 


35 

35 

35 


35 

35 

35 


SOPRA LE MEDAGLIE 6^ 
ueremo^piu fiate farli da glilcrittori men- 
zione delle medaglie. 

•_ Ora 5 che gli antichi cercallèro di lalciarc 
doppo le manoria à i pofteri con le loro ef- 
figie in più modi 5 ne habbiamo teftimonij 
affai 5 de i quali tanti, ne addurrò alcuni po- 
nili . Plinio al lib.. XXXI 1 1 1 . cap.i 1 1 1 . doue fa 
métione de i metalli, & del rame, & del prin 
cipio,ouer dell’origine delle ftatue, & delle 
imagini in Roma , dice così . Romae fimula- 
crumexafre faéìum Cereris primumrepe- 
. rio,ex peculio Sp. Calfij , quem regnu affe- 
(^antem pater ipfius interemerat . Tranfijt 
^ ab Dijs ad hominum ftatuas atqj imagi- 
nes multis modis . Et Ib^iugnenao anco- 
ra la cagione,perche le effigie de gli huomi- 
ni fi elprimeuano à perpetua memoria, dice 
COsL Effigies hominum non Iblebant expri- 
mi, nifi aJiqua illuftri caulà perpetuitatem 
merentium. Oltre à Plinio,Suetonio anco- 
ra nella vita di Auguftò, parlando de i nomi 
& cognomi di ellb Aug. & dicendo ch’egli 
fu cognominato Turino,lcriue in quella ror 
ma . Thurinù cognominatù fatis certa pro- 
. battone tradiderim,naólus puerile imagun- 
culameius aeream veterem , ferrugineis , ac 
: . * ' E ‘ pene 


I 


I 


t s c o K - 2 

penèiitti exoldcentibus Htérishoc fiomiJ 
3> neinrcripta,quaedonoà me Principi data, 
» inter cubiculares colitur.Cioè;Ch*eeli foflc 
cognominato Turino, io ne poflò dare vnr 
riTcontro affai manlfcfto , effendoim yenutà 
alle mani vna picciola imagine del fub riti ac 
to, quando era fanciullo , di rame vecchia, 
con certe lettere rofe dalla rugine per anti- 
chità, & quali confumate, intitolata del pre-> 
detto nome ; la quale hauendo io donata al 
Principe, fé la tiene in camera tra le colè Tue 
più care. Imagines cubiculares erano chià 
mate queUe,che gli Imperadori Romani te- 
neuano in vn luogo, come in vno Oratorio, 
doue haucuano in veneratone quefti fimo- 
lacri , & imagini . Et però Tranquillo donò 
quefta imagine ad Adriano,che Fu il Princi- 
pe al fuo tempo . Da quelle delcrittioni di 
tale imagine elei ritratto di Aug.di rame,an- 
tica,& con le lettere dalla rugine cortole , li 
può far congettura , che quella fbllè Hata 
vna medaglia di Augulloinetà puerile, di- 
rame . Dondeli vede quanto gli antichi cei;^ 
callèro di lalciàr tali memorie doppoloro à 
rpollerijin medaglie,ò llatue di marmo,ò di 
bronzo, in pitture ,oucroin' altro modo.. 

Della 


SOPRA LE MEDAGLIE '6j 
- Delia nobiltà & onore delle quali ftatue, & 
de gli huomini illuftrijin quelle eiprellì, lar- 
go teftimonio ci rende Plinio al lib.xxxi 1 1 r. 

XXXV. doue Icriue , che le imagini de eli 
huomini illuftri accompagnauano nc i m- 
• nerali , in luogo di gloria & onore grandiflì- 
mo , con tali parole, 

yy Expreflà ca?ra vultus fingulis dilponeban 

tur armarijSjVt ellèntimagines,qu9 comitar- 
' 55 rentur géolicia funcra . Semperq; defungo 
55 aliquOjtotus aderat familiae eius, qui vnqua 
55 fuerat populus . Stémata vero lineis dilcur- 
55 rebant ad imagines pidas . Appreflb , par- 
lando Plinio de i luoghi, doue u foleuano ri- 
ponere le imagini de gli huomini celebri, di 
ce ancor così, 

55 • Si quidèm no Iblùm ex auro , argcntóuc, 

55 aut certè ex «aere in bibliothecis dicantur il- 
55 li,quoruimmortales anim^inijldem locis 
55 ibi loquuntur, &c. Et à propolito di tali 
imagini , dice apprellò Lampridio nella vita 
di Aellàndro Mammeo Imperadore,che 
egli haueua i vn Tuo oratorio le imagini de i 
Diui P» incipi Romani, ma di quegli ottimi, 
& che erano Rati più fanti, intendendo per- 
auentura,chequeO:o Imperodore haueUè in 

£ 2 Ratuc> 


1 


"éS D I S C O “R. ,S O 

•ftatuc , ò di marmo,© di bronzo, ò in meda-- 
•glie,ouer’in pittura i ritratti di quei Diui 
Principiali, che erano ftati dop^ morte 
confacrati cM popolo Romano,per la fanti- 
tà della vita., & per .effer quegli flati ottimi 
(òpra tutti gli altri.Et dice Lampridio,ch ’ef- 
ib Impera(fore alle effigie di quelli fàcrifica- 
'ua . Et tali imagini erano in vho oratorio • 
- maggiore • Haueua poi vn’alrro oratorio fè- • 
condo,nel quale erano ripofle le imagini,& - 
le effigie di Virgilio , Cicerone , Platone, & 

• altri,del Magno Aleflàndro, & di Achilleilé 
quali effigie, hauendole confacratc , teneua 
in veneratione . Di maniera che non pur i 
moderni veggiamo hauer hauuto in onore 
quelle tali imagini , ma gli antichi Impera- 
tori Romani ancora . Et fè Aleflàndro ado- - 
ràua & facrificaua alle imagini de i Diui 
Principi|)& Imperatori Romani , qual erro- 
re diremo che fia di coloro , che tengono, 
che quel che fi adoraua difeorrefTe per le vii 
mani della infima & minuta plebe per mo- 
neta? Et fe vogliamo di ciò ancora hauer al 
tri rifeontri verilfimi,diremo quello,che nar 
~ ra Suetonk) nella vita di Tiberio , di quelle 
; cofe, che offimdeuano la maeflà del Princi- 
pe, 


SOPRA LE MEDAGLIE 6 ^ 
pc,& di coloro , che nc erano caftigati , con 
.quelle parole. 

5 » Statua^ quidaAugufti caput dg>rellèrar, 
vtalteriusimponeret.A(ftaresinfenatu.Et. 
35 quia ambigebatur,per tormenta quaefita eft. 
35 Damnatoreojpaidatimhoc gcnus calum- 
35 niic eò prbceflìt , vt h?c quoque capitalia eù 
35 lènt, circa Augufti fimulacrum fèruum ceci- 
35 dillèjvèftem mutafle,numo , vel annulo efli- 
35 giemimpreflàm latrinìej aut lupanari intu- 
35 Me . cioè ; Leuò vn certo il capo da vna fta^ 
tua di AuguftOjper poruene vn’altro, venne 
la colà in fenat05& perche fè nc ftaua in dub 
biojS’egli era vero,o nò/u co tormenti efla- 
minato, & condennato il reo . A poco à po- 
co quella forte di calunnie venne à tanto, 
che àncora quelle colè diuentarono capita- 
li, cioè, rhauer battuto vn lèruo vicino alla 
imagine di Augullo , lo hauerli dinanzi à 
■queHalcambiatalavclle,lo hauer portato 
la Tua effigie foolpitain anello,© in meda- 
glia in luogo di publiche meretrici,© nelle 
Latrine . Quella voce Nummo, in quello 
luogo ancora ci dinota la medaglia del Prin 
cipe,lègnata della Tua cffigie,la quale,lè fot* 
lè Hata moneta, non làrebbe llato polTibile, 

** E 5 che 


1 


. ÌT 1 S C O^R S' O 

chtglihnomininon rhaucflèro fòco hauO“ 
ta fempr^ in quefti luoghij& altrouc . Onde 
farebbe (tata vna troppa gran vanità , che il 
Senato hauellè coniàdato quefto, come co 
fa quafi impoffibile ad efTequirfi . Ma fi vie- 
tana il portar feco à quefti luoghi immondi 
laimiiginc del Principe in medaglia, in gem 
tna,ò in altro fcolpita,sì come ancor’ oggi fi 
vede, che la maggior parte de’ cortigiani ft>- 
gliono portare la imagine de i loro Principi 
attaccata al collo. Onde (è con eflà imagine 
andauano nei detti luoghi immondi , pote- 
•uano facilmente eflet veduti , & acculati , U 
che delle monete non auerria . Et da queftò 
luogo ancora di Suetonio fi trae la riuercn- 
tia gràde,che à quei tempi fi hauea alla ima- 
•gine del Principe , douuiique foftè Colpita. 
Da che non dobbiamo noi credere, che tale 
imagine reuerita , & adorata , & rilpettata 
■per legge,paftàftè per le mani volgari in mo 
neta da Ipendere. Percioche alla moneta no 
il hauria potuto à verun modo hauerc,ò por 
tar quel rilpetto , & quella riuerentia per la 
effigie del Principe, che ad altra colà,che no 
. foUè fiata moneta , legnata co detta effigie. 
Et ch’egli fia vero, che gli antichi lèrbaflero 

per 


SOPRA ?L« .MEDAGLIE 7I 

per<ptemà memoriale imagini de’ Principi, 
& che le hauelTero in veneratione tato piu, 
c[uando cjuegli erano Itati deificati , Sueto- 
nio medelimo nel fine della vita di Celare, 
parlando di quella cometa, che apparuc 
doppo la morte di Celare , dice così, 

Pcrijt lètto & quinquagefimo aetatis anno, 
atq,in Deorum numerum relatuseft,non 
55 ore modo decernentium, lèd & perfuafione 
vulgi . Si quidem ludis , quos primo confe- 
cratos ei h jires Augultus edebat , Itella cri- 
’a nita per lèpre dies continuos fulfit,exoriens 
aa circa vndecimam horam, crcditumq; elt ani 
a? mam ellè Caslàris in c^lum recepti . Et hac 
aa de cauta, fimulacro eius in veitice additur 
ftella.Cioè, 

. Mori Cefare di cinquantafei anni , & fu 
mellb nel numero de gl lddij, no folamentc 
per bocca di coloro,che (òpra ciò erano de- 
putati,ma ancora lècódo che il volgo fi per- 
liialè. Conciofia cofa,che in que’ giomi,chc 
Augulto. fuo crede faceua celebrar le fette 
in onor Ilio , per lètte dì cótinui apparlè vna 
Cometa, che nafceua intorno alle ventitré 
bore , & fi credette , che ella folle l’anima di 
Celare , che folTe (tata riceuuta in cielo . Et 
V.. > E 4 per 


72 ST 1> l's c o-s * 

perqùeftà cagione intera della fùaimaj^^ 
ne fi pone vna ftella. 

Si nruouaho oggidì molte medaglie di* 
Ceiàrc dt argento, cne hanno da dietro la tc-^ 
fta vna ftella, & ancora delle' medaglie di Aii 
gufto filò erede,che per riuerfo hanno la ftel 
fa crinita,ouero la Cometa,che verifica, che 
quella ap^nie doppo la Tua morte , haueii- 
do Ottauiano fatto battere tali rnedaglie 
per memoria del padre Celàre.La qual’ effi- 
gie con la ftella lì vede ancora (colpita in 
gioie , come io ne ho vna antiquiffima , con 
tale ftella dauanti . Il medefimo ancora nel- 
la vita di Celare > dice , che la ftatua di ellb 
Cefare fu polla tra quellede i Re . Et poi an 
corala medefima tra quelle de gridmj.Et 
dice apprellò,che la plebe Romana, per ha- 
uer viua la memoria d’un sì gloriolò Princi-* 
pe, doppo la morte di eifo Celare polè iq 
piazza vna colonna di porfido tutta di vii 
pezzo,alta da venti piedi, & Icrillèui dentro 
AL PADRE DELLA PATRIA. TranquUlomc 
defimo ancora nella vita di Augnilo, dice 
che ellb Aug.doppo gl’Iddij immortaii,ono 
rò, & hebbe in riuerenza Ibpra ogni altra co 
fa la memoiià di quei Capitani, per le cui 

opere 


SOPRA IH MEDAGLIE 7J 
Opere & virtù rimperio Romano di piccolo 
era diuenuto grandiirimo . Et così rinouò le 
memorie di cotali huomini in tutti que’ luo 
ghi,doue fi ritrouauano ì lor titoli , & pofe à 
cia^n di loro vna ftatua in abito trionfale, 
in ambedue i portici della piazza da lui edi- 
ficata . Et fece intendere per vn bando , co- 
me egli hauea fatto quefto , accio che men- 
tre ch’egli viueua , ancora gli altri Principi, 
che doppo lui verrebbono, follerò coftretti 
ad imitarli, & ne hauellèro à render conto à 
i cittadini, che da loro erano gouemati. Po- 
fè ancora la toua di Pompeo dirimpetto 
alla loggia del Teatro di quello, lotto la fta- 
tua marmorea di Giano,haucndola fatta le- 
uar della Curia, nella quale C. Celare era 
ftato vccilb . Si vede adunque il coftume de 
gli antichi in voler , che folle conlèruata la 
memoria de gli huomini illuftri , per le loro 
imagini,in ftatue, ouero in altri modi à i po- 
fteri lalciate , & che per accender gli animi 
altrui per rnezo delle virtù, al defidcrio del- 
la gloria,poneuano quelle imagini,& ftatue 
inpublico,lequalipoila ingiuria del tem- 
po,& le rouine non hanno potuto fare, che 
almeno in parte non fieno peruenuté an- 


I 


74 ' DISCORSO** 

córa à i tempi noftri. Il che preuedédo mdf-*. 
to bene elfi medefimi,fi vede ancora,che at- 
tefféroconoM diligentiaà battere molti-* 
tudine di medaglie,in oro, in argento , in ra- 
me, in tante forme , di tanti riuerfi , da tanti 
macftri fatte , & con tanta aite . Onde fi ve- 
de, che elfi ne hanno conlcguito la inten- 
tion loro di perpetuarli . Donde fi può co- 
nolcereò giudicare , che non per monete, 
ma à tal fine di tali memorie folTero le me- 
daglie battute . L’iftelfo Suctonio nella vita 
di Caligula, parlando deivitij & difettici 
dTo Caligula , & dicendo , eh egli era inui- 
diolò,& maligno , fuperbo , &* crudele, log- 
giugne , che le ftatue de gli huomini illuftri, 
che per la llr ertezza del luogo erano fiate 
Icuateda Augnilo dalla piazza del Campi- 
doglio , & polle nel campo Martio , furono 
da Caligula rouinate,& guade, in modo, 
che chile hauellè volute rifare,non haureb- 
be,non che altro , potuto ritrouame i titoli. 
Qui fi vede parimente , come per onorar la 
memoria de gli huomini illudri , i Romani,, 
quando in Campidoglio, & quando in cam 
po Martio haueuanole loro datueripode. 

, Giuho Capitolino nella vita di Antonino, 

Pio, 


SOPRA LI MEDAGLIE 
Pio i fcriue 5 dio Antonino hauer riccuùto: 
vna (tatua d’oro, che gli fu dal Senato diriz- 
zata y & dice,*chc edèndogli la moglie Fau- 
ltina morta , quella fu dal Senato confàcra- 
ta,& fattole Tempi, & dedicatole (btuc 
d’oro , & d’argento . Della confàcratione di 
Fauftina Augufta veggiamo noi la memoria 
in più modi nelle antiche medaglie,che han 
no ne i riuerfi lati i Tempi, la fua fepoltura^' 
Circenfi con gli elefanti , il pauone, l’anima 
di ellà Faultina (òpra il pauone portata in 
cielo, & altri onori, fatti à lei da’ Romani 
doppo morte. Il medefimo Capitolino an- 
cora nella vita di M. Antonino nlo(òfo,di- 
ce,che in molte calclì trouauano antica- 
mente le (tatue di M. Antonino fra gllddi; 
penati . Il che non (òlo ci dinota, che gli an- 
tichi tendlerolclbtue dei chiari huomini 
per memoria,ma per veneratione & per ado 
rade . Cociofia colà, che ci affermino ctian- 
dio gi’iltorici, che le effigie de i Diui Princi- 
pi Romani,nó (blamente da gli eflèrciti fra i 
legni militari, ma da i Re ancora erano ado- 
rate . DeU’onore,che fi faceua à quelle ima- 
gini de i Principi Cornei. Tacito nel lib.x v. 
d rende tdlimonianza-, parlando di Tirida- 
r. te Re 


i 


I 


9 T 


7^ . D I s e OR s o . 

te Re de’ PartÌ5& facendo ancora mentioric 

della imagine di Nerone. 

» • Medio tribunal fèdem curulem , & fèdcs 
35 eSigiem Neronisjfuftincbat. Ad quam pro- 
55 grernis Tyridatesjcaefis ex more vidimis, 
55 mblatum capite diadema imagini fubiecir, 
55 magnis apud cunAos animorum motibus, 
55 quos augebatinfita adhuc oculis exercituu 
55 Romanoru casdes, aut obfidio . Da che pof- 
riamo noi fcorgere parimente, & conofeere 
la dignità delle medaglie antiche,per le ima 
gini loro, che vi erano imprefle . Lampridio 
nella vita di M. Commodo Imperad.parlai» 
do della vanità di elio Commodo nel vole- 
re cflèrc chiamato Ercole Romano , Icriue, 
che detto Commodo riceuettele ftatuein 
abito di Ercole , & che gli fu làcrificato co- 
me à Dio.Nel qual’ abito di Ercole co le let. 
tere elprdlè dio Commodo ri vede ancor, 
nelle fue medaglie di rame,piccole,& gran-' 
di , che furono dal popolo Romano a Tuo 
Ipeciar onore, & ambitione battute . Il me- 
derimo nella vita di Alellàndro Seucro , de-. 
Icriuendo le piarti , & le qualità del fuo cor-, 
pojdice.' 

55 Et crac corporis venuftate decoruSjVtho-^ 

die 


I 


SOPRA LE MEDAGLIE ^ 

» • die ih piduris & flatuis videmus .Et fcriue 
appreflò , che Alellàndro volle , che le ila- 
tue de gli huomini illuftri dbgni luogo tra- 
.{portate , foffero collocate , & poftc nel fo- 
ro di Traiano . Della qual collocatiohe di 
Alellàndro fa il medclimo mentione con 
tai parole. 

^5 Statuas cololiàs , vel pedeftres , nudas , vel . 
35 cqueftres D. Imperatoribus in foro D.Ncr t c 
55 use 5 quod tranfitorium dicitur , locauit ont- « 
55 nibus cum titulis,& columnis ^reis, quae gc cr 
55 ' ftorum órdinem continerent, exemplo Au- 
55 gufti 5 qui fummorum virorum ftatuas inib 
55 ro fuo è marmore collocauk, additis geftis. 
Là onde vegliamo chiaro, quanto haueflc- 
ro cura quegli Imperadori Romani di fare, 
che fi lèroaflero viue le memorie de i pafià- 
ti Principi illuftri, conferuando le loro effi- 
gie nelle ft^tuein più modi,accioche de- 
ftandofi per quelle la ricordatione di tali 
huomini , fi haueflèro etiandio dauanti à gli 
occhi le loro virtù , & gloriofi fatti . Et , le , . 
noi pure vogliamo valerci del teftimonio 
degliiftorici,nel dimoftrare, che il fenato 
& popolo Romano per onorare , ouero per 
adulare i lor Principi, in più modi formaua^ 

no 




7^ : ' 0 r 5 c s or 

• no le effigie loro , attribuendo à barticolar 
-gloria 5 &venerationc dei detti Principila 
dedicatione di tali imaginÌ3& colà onoreuo 
lejà doue fi trouauano^riputahdolajVegM 
mo in Cornelio Tacito^nellc lue iftorie Ai- 
gullali>nel libro terzo/accndo mentione di 
Tiberio Imperadorcjquello ch’egli ne dica. 
sy PerceperantanimisorationemPatreSj-quo 
yy quaditior adulatio fuit 5 nec tamen rcpertu, 
yy nifi vt effigies Principum,aras Deu, tempia 
» de arcus^^q; lolita ccnlèrent . Cioè. 

I padri alcoltarono la oratione del Princi 
pe attétij là onde la adulation loro fu più no 
^bile^nódimeno no fi truoua, che faceifero 
altro 3 le non che deliberarono della effigie 
del Principejde gli altari de’ Deijdc’ Tempi 
de de gli archi, & di colè altre lolite à farfi. 

Et nel medefimo lib. ancora, parlando 
Cornelio Tacito di vn cauolig: Romano , 
dicecosì, ' 

„ L.Ennium cquitemRomanumaiefiatis 
„ pqfiulatum,qu^ effigiem Principis pro- 
„ milcuum ad vfum argenti vertilTet,recipi 
„ C^làr inter rcosvétuit. Cioè. 

- L. Ennio caualier Romano fu acculato 
di delitco contra 4 MacRà delPrincipe,per 

che 




SOPìLk Ifi* WfiDACSLIfi 7^ 
titìèhàtìéua disfattó la effìgie di Ce&i'e,& r: 
mefTo l’argento di quella infieme con Tal- - 
tre yper fuo vfo , Celare non volle , che per ? : 
Iquéftoegli folle fatto reo. &c. Quella ef- cc 
iigie di Tiberio Celare poteua ellère in 
medaglia d’argento^la qudè , per éllère Ila- - 
ta disfatta da Ennio caualier Romano , & cc 
mclcolato l’argento di quella con altro ar^ 
gento,fii acculato di graue delitto , per non re 
hauer-hauutorilpettoallamacllàdel Prilli c 
cipe . Onde li Icorge in quanta venerationc cc 
folTero le imagini de Principi. Il médelv» tc 
mo nel lib. xix. dice così, 
j, - Deliderata diu res interpretatione glo- cc 
„ rkeinmaiusaccipiturjpollquàmGalb^ima c 
55 gines dilcordia temporum lubuerlàs, in om 
55 nibus municipi) s recoli iullìt Antonius , dcr 
55 coru prò caula ratus^i placeret Galbae piin- 
^ cipatus . Dal qual luogo lì vede chiaro^ à 
quanto onore folTe tenuto dei Principi il 
vedere le loro imaginijdouunque imprellc, 
ò formate follèro.Nel medeumo lib. par- 
landoli della guerra nata fra Vitellio&Ve- 
Ipaliano per rimperio,dice così. 

55 Trierarchi magno tumultu VitcMij imagi 

55 nc$inuadunc5&paucisrelilkntiumobtrun ^ 

V . catis. 


V 


. 8« DISCORSO’ 

3, catis 5 c^eterum vulgus rerunj nouarutil Ito- 
3, diOjinVefpafianum inclinabat. 

5, Etaltroue.SìmulVitellijimaginesdirc- 
35 ptse 5 & miflì (jui Antonio nunciarent . Sed 
35 vbi totis caftris in fama proditio 5 recucrens 
35 in principia miles prsefcriptù Vefoàfiani no 
33 menjproiedas Vitelli) efngies alpexit . &c* 
Et poco più oltre dice. 

35 H^c lìnguiijhajc vniuerfi 5 vt quemq; do- 

35 lor impulerat 5 vociferantes 3 initio à quinta 
35 legione orto 5 repofitisVitellij imaginil^us, 
33 vinclaCaecinnxinijciunt. 

Et nell’iftéfTo Ub.più auanti 5 dice tali pa- 
35 role . Primores caftforumjnomen atq; ima- 
33 gines Vitellij amoliuntur . Da i quali luo- 
ghijfi vede chiarOjdi quanta dignità & ono- 
re folTero le imagini de i Principi ncUlmpe 
rio loro 5 che cadendo elfi dal principato, 
erano le loro imagini leuatejquàdo di quel-r 
lo con altri facean guerra 3 benché morti 
etiandio i Principi 3 rolTero ancora le loro 
imagini onorate da i pofieri , come habbia- 
mo già dimollrato, & come Cornelio Taci- 
to apprello nel lib. vigclìmo ci fa con qucr 
ite parole teftimonianza. 

'33 Vitellij tamcn imagines in caftris , & per 

pioximas 


SOPRA LB^ MEDAGLIE 9l 
proximas Bclganm duitates rcpofit^, cùm 
iam Vitdlius corruiflèt. 

Et fè; il Senato 5 & popolo Romano ad 
onore^Sc memoria eterna de i loro Prindpi, 
Capitani, &huomini illuftri , faceuano con 
molta Ipelà , & artificio di {coltura far le lo- 
ro imagini in (lame di marmOj& di bronzo, 
& in dipinture,& ancora intagliare diè ima 
gini in gioie , & carnei bellifiimi , & di gran 
pregio, hauedole etiadio dauati ne gli dlcr 
citi,qiiale errore è di quelli, che non voglio 
no, che il medefimo riabbiano gli antichi 
Romani potuto fare nelle medaglie d’oro, 
d’argento, & d’altri metalli , doue fi veggo- 
no le loro effigie ^ ritratti impreffi , ad vno 
ftellb fine riguaidando , il quale è di conià- 
crare alla pofterità , & farc,inquanto pote- 
uano , perpetue le memorie loro ^ Tali fii- 
tue , come noi vediamo,in marmi., in bron-^ 
zi , ét in bei metalli Corinthij , tali imagini 
nelle intagliate gemme, ne i carnei, & in vna 
quali infimta quantità di .medaglie ,ibno in 
gran parte à i poderi peruenuté , eccetto le 
pitture,che la ingiuria del tempo ci ha leua- 
te . Da che noi polliamo conlidcrare,che le 
monete ordinariamente fi lògliono rifon- 

F ■ dcre. 


c. . 


'82 DISCORSO ' 

derc 5 ’ per far di qucUejaltre nuoue monete. 
Onde vano faria flato il proponimento de 
gli antichi nel volerli perpetuare il nome& 
la effigie loro per mezodi quelle j&mala- 
geuolmente fi trouerebbero le imagini tut- 
te di tutti i Principi Romani,come veramen 
te fi truouano,& in tanta quàtità, vedendoli 
airincontro , che da cinquecento j ò quat- 
troccnto,ò ancor di^ento,non che mille de 
più anni adietro,nó 11 truouano monete vlà- 
te da i Principi d'italiajouer d'altróde , le n6 
rariffime. Et sì come ^prelTo gli antichi era ‘ 
no le llatuc in grandillimo pregio, che haue 
nano le effigie , & le imagini de gli huomini 
illullri , & erano hauute in veneratione per 
le virtù di coloro, le cui effigie rapprelenta- 
uano,così dobbiamo noi credere, che le me 
daghe folTero à quello ftelfo fine batture,& 
da gli antichi apprezzate & hauute care, per 
rilpetto di tali imagini. H che ci dimollra 
chiaro Erodiano iflorico Greco in fine del 
fecondo Hbro , doue dice , che Seuero lèco 
diuifando in che modo egli potelle aggiu- 
gnere alle fue forze l’aiuto, & il fauore di 
Albino in quel tempo, ch’ellò hauea prepa- 
rata la guerra centra Felcennio.Nigro, pen^ 

so 


SOP%A Ifi MEDAGLIE Sj 
- Sò iòftò mà certa fpecie d’onore, d’inganiia 
re il detto Albino , parte icriuendogli lette- 

• rc piene di vmanità , & chiamandolo Ceià- 
re,parte allettandolo con la fperanza di do- 
ùér efler partecipe con lui dell’Imperio , fa- 
cendoli intendere , & pregandolo , eh cflb 
principalmente fi prendefiè.la cura dell’Im- 

■ périò, dicendogli , ch'egli oggimai era vec- 
chio , & della perfòna indifpofto , & haue- 

■ uà ancor fanciulli i Tuoi figliuoIi.Doue Ero- 
diano fbggiunge quelle parole à tal pro- 

• polito. . - . . 

yy Cxtcvà Seuerus, quo omnia credibiliora 

yy forentjijldem illis ad lènatù relatis, numilq; 
yy imagine eius perenti iullìs , ftatuifq; eredlis, 
yy fimul alijs coliatis horioribus , fidem grana: 
>5 -fila: fecit . Oue il tefto Greco dice così, 

yy 4 S'è nj ^pifrhtJ jvyx^tiTiy 'ri eCvrÀ dvinyruif, 

ùtiy (i£?)^ovÀuT9yH(TÌTt¥ V TTtiyiCyoi'n ,yofjda’ixAiÀ 7t 
dvTOu kotSivou iirtTpi civS'f^idvjoiy dvasd’TtJi , 7oue 
yy r^hoiTrtufTiuauf y tLm ì'oShtav ydpty 

Dal qual luogo noi chiaramente veggia- 
mo, che le medaglie fi batteuano in que' té- 
-piper onordei Principi, sì cornea quello 
lleflb finefidrizzauano loro ancorale lla- 
tue, & altri onori erano loro dal Senato con 
celli . Del mcdefimoci fa fede ancora Dio- 

F a ne 


f 

84 D I S C O R S O ' 

ne iftorìco Greco nel lib.44.douefo men- 
tione della potenza di Giulio Gelare nella 
Romana Republica . Et dice , che hauendo 
il Senato alzato, & fatto gonfio il detto Ce- 
fare con molti onori & dignità, gli concefIè> 
chefo{]fe portato veftito di vefte trionfale 
ancora dentro la città, & che fedeflè nella 
{èdia Imperiale,& che potelfe efler prelèntc 
à gli {pettacoli nella {èdiaTribunitia, & con 
quelli, che follerò tribuni,& che potellc por 
re alcune fpoglie opime nel Tempio di Gio 
ue Feretrio , & che egli potellè vlare littori, 
i quali Tempre portaflèro il lauro . Et oltre à 
quelle cole, le quali erano tali,lo chiamaro- 
no Padre della patria, & lo Icolpirono nelle 
medàglie,& determinarono,che nel giorno 
filo natale fi facelfe làcrificio publico,& che 
nelle città , & in tutti i Tempi publici , che 
erano dentro di Roma, folTe qualche fua Ila 
tua , & nel tribunale ne mifero due , vna c 6 - 
nie di colui , il quale hauellè conlcruato la 
patria,raltra come di colui , che Thaudle li^ 
bel ata dall’alTedio ; & quelle con le corone 
aggiuntele quali fono confiiete in colè limi 
li . Fra i quali onori dati & concelfi per dea- 
ererò del Senato Romano a Cefare, fi vede 

chiaro. 


SOPKA Ll^ MEDAGLIE 8j 
chiarojche il farlo (colpire anco nelle medi 
glie era in que’ tempi attribuito à luo ono- 
re grandiflìmo . Et il tefto Greco à quel paf* 
fo ( per chi pur voleflfe vederlo ) dice così. 

•ìrpoeTt TOVrOKTOIOVTOtf Ot^rt yTATtpArilivTOf'TVeTA- 
rpiS'os ÌTra»vofiATAr jXjifTci vofjuvfjutrA ùe;^f>A^Ay. 

Chi dirà dun^ejche le medaglie antica- 
mente non foflèro legni di onore à i Princi- 
pij,con tanti teftimonij delle iftorie> C^o, 
ch’io creda , ninno lo potrà dire^ che voglia 
hauerriguardoallaverità. / ' 

Ora,per prouare, che di antichi hauelle- 
ro le medaglie , sì come haueuano le,'ftatue 
ancora , battute à fine di onorar’ i loro Prin- 
cipi con quelle , & per lalciar perpetua me- 
moria de gli huomini illuftri , hauendo noi 
fin qui dette molte ragionÌ3& prodotte le 
autorità de gli Icrittori , quantunque potria 
parere Ibuerchio lo aggiungerui altre ragio 
ni 5 nondimeno non ci pare di mancare in 
parte 5 per ftabilire quella noftra opinione 
per vera ne gli intelletti altrui . Però noi di- 
remo, che in quei tépi haueuano i Romani 
in coftume di adulare con tutti quei modi, 
che poteuano,al Principe loro, come paria- 
dò ai Tiberio cifa fede ConiehQ Tacito co 

F ^ quelle 


Ì6 D I S COR $ O ^ 

quefte parole. . > 

>5 - Cscterù tempora illa adeo infe<fh, & adu . 
35 latione Ibrdida fuere, vt no inodò primores 
53 duitatis^quibus claritudo fua obfèquijs prò ‘ 
33 tegendacratjfedomneaconfuhireS) magna . 
33 pars eomm qui praeturaf undi , multiq; etia 
33 pcdarij (ènatorcs certatira exurgerent , foe- 
53 , daque & nimia cenlèrent. ' 

• Ora die diremo , che in alcune medaglie 
di metallo de gli Imparadori Romani , & di 
altri ancora, veggiamo oltra le altre ordina-j 
rie, quefte lettere legnate. n. c. a. p. r. che 
figniheano , per quanto clpongono i piùin-j 
tendenti, Nobis c ScdRim à popolo Ronu-i - 
no , faliK) che li dimoftra quella tale meda- • 
gliaelTere ftataconceftà ad onore partico-^ 
lare di quel Principe, ò d’altri dal popolo 
Romano; che le quella folle Hata moneta, 
come credono coftoro,già li haueria prelìip 
pollo, fenza porre altre note di lettere Ibpra 
la medaglia , che il Principe poteflt batter 
moneta, come tutti da le poteuano,eflen- 
do Principi . Ma quefte note ci dimoftrano 
altra colà eftraordinaria.Io ho vedute tai 
lettere in alquante medaglie , & fra le altre 
nella medaglia di Augufto bellillima , di bel 

metallo 


SOPRA LI MEDAGLIE 
liietallo Corinthioj In quella bella meda- 
glia di Claudiojche ha l’arco trionfale dalla 
parte riuerfà ; & in vn’altra medaglia etian- 
dio del padre di elio Claudio in vn bel me- 
tallo Corinthio , che par di fin’ oro, il quale 
pur fi fa , che non fu Imperadore , & perciò 
non haueria hauuto l’autorità di far batter 
monete . Et di più in vna medaglia di Corin 
thio di Agrippina, che ha dal riuerfb lato (b- 
pra le due lettere s. c. legnate le medefime 
note. La qual medaglia tanto ma^giormete 
noi polliamo vedere, che non forfè moneta, 
quanto che era di donna.Ma la verità è, che, 
fecondo cheliconcedeua dal popolo Ro- 
mano di poter battere vna me^glia à par- 
ticolar’ onore di alcuno, onero à gloria, & 
venerationedci loro Principi,ouerdialtri 
parenti del Principe, così in alcune meda- 
glie di quelli fi coniauano quelle note dilec 
-tcre N. c. A. p. R. Di tale licenza in Roma, 
-di publicarfi le imagini , Dione illorico nél 
lib.5 8. in Claudio fa mentione con tai pa- 
iole, parlando di elio Claudio, 

Et perche la Città era piena di molte ima- 
gini,ellendo licito à cialcuno di publicarfi ò 
in pittura, ò in.lcoltura di metallo , ò di pie-^ 

F 4 tra. 


S8 i> t S C O R 5*^0^ ^ 

» trajCgli ne fece trasferire molte'di qucfte in 
5 >- altro luogo. Et dapoi fecevno interdetto, 
"che niun nuomó priuato lenza licenza del 
Senato poteflè far quello , eccetto , le vno 
. » non edificane qualche opera, ò la rinouallè, 
>5 perche à tali , & à fuoi parenti era licito di 
mettere le fue llatue in quei luoghi . Onde 
noi veggiamo , che non era così concdlò à 
tutti il publicare le loro ima^ini in pittura, ò 
in llatue,ouer’ in medaglie,lenza emreflà li- 
I cenza del Senato ; &che al meno fu proui- 
floda Claudio da quello tempo innanzi à 
• cotale dilbrdine & hcéza,di poterli cialche- 
duno publicare nelle fue imagini . Et le tut- 
te le medaglie erano monete battute, re- 
gnante il Principe,ond’è adunque, che per- 
metteuano elfi Principi, che viuendo loro 
non Iblo lì potellèro battere le medaglie di 
quegli,che erano ancora Celàri, non Im- 
peradori,ouer che non furono mai Impera- 
- dori,malbIo Cèlàri ,ma ancora di molte 
donne,& quali tutte, di mólti altri lùoipa- 
renti,ouero di alcuneperlbne particolari il- 
lullri , ò Capitani , ò fauoriti di elfi Principi, 
come noi vediamo in tante medaglie di ar- 
gento, & di metallo? Et per qual cagione 

gli 


SOPRA LB MEDAGLIE 8p 
gliliriperadori cii quei tempi faceuano rc- 
ftituire le medaglie in rame de gli Impera- 
dori dauanri 5 ftati già molti anm , per (pen- 
derle per monete ? come (ì vede nelle me-r 
daglie grandi di Augufto in rame reftìtuitc 
- da Nerua,& in altre ancora j conciolia cola, 
chetai licenza farebbe più tofto (lata vno 
(corno 5 che onore del Principe j che viuenr 
do lui 5 poteflèro gli altri hauer moneta del- 
la loro effigie battuta,non potendoli , nè do 
uendofi concedere quella autorità ad altri, 
che al Principe (òlo del paclè . Il che no pur 
gli Imperadori RomanijChe furono monar- 
chi del mondo, non haurcbbono permeffo, 
ma ninno picciolo Principe della età nofka 
nel filo (lato . Però (i veggono le opinioni 
diqucftilòpra deboliffime congetture fon- 
date *Appre(Io noi dimanderemo à ceffio- 
ro , (c tutte le medaglie d’argento con le ef- 
figie de i Principi erano monete, fatte à que 
fio fine , per lo commercio dello (pendere,’ 
che diranno poi delle medaglie d'argento 
de’poftcriori Imperadori, le quali (bno di 
argento molto badò, &dimen valore aliai 
dell’argento fino,che alcune (bno , chenon 
yagliono la metà del buono argento? come 
. ■ fi potè- 


5X0 i> I SCO R s o " 
fi potcuàno quefte (pendere , fecondo il va- 
lore delle altre medaglicde’primi Impera- • 
dori di fino argento ? Et io ne ho vedute & 
hauute di quefte di così baftà lega, che di ra ' 
me pareuano ; & di tali medaglie (bno alcii- 
ne di migliore, & alcune di peggiore argen-? 
to, le quali veramépe era impolnbile in quei 
tempi potere (pendere per monete,& tanto 
più per la diflerenza della lega . Et pur di 
qudti virimi Imperadori (è ne veggono di 
rame in buon numero . Che rilponderanno 
adunque quefti,che le prime medaglie di ar 
gemo fino de gli Imperadori fieno ftate fat- 
te per monete , & che quefte più vltime di 
baffa lega fodero battute ad onore del Prin 
cipe,& non per monete ? ouero che fune & 
ritte fodero monete,& che le di fino ai gen 
to potelfero (penderli per vn denario, & poi 
quefte altre vltime ba(k,quantunque fode- 
ro del medefimo pelò con le prime, valcde- 
ro nódimcno la metà meno ? così quefti fa- 
ranno in ogni modo sforzati à contrariarfi à 
fè ftedi , ouero dir colè fuor di ragione . Ma 
la verità è,che , sì come per le gran ricchez- 
ze del Romano Imperio, poteuanoi primi 
Imperadori battere medaglie di fino aigen^ 

to. 


SOPRA MEDAGLIE 9 ^^ 
tOi,con le loro cffi^é impreflè , ad onore , & 
riuercntiafuajcosi gli virimi j perla men pof 
. fibilità ,ò pouenà dello erario publico i 8 c . 
per eflère declinato llmperio Romano » fe- 
condo le forze loro batteuano quefte meda 
glie, sì come quelle di ranie ancora de gli vi 
timi Imperadori erano di mal macftrò,ò pie 
cole 5 ò di brutto metallo , & non di quella; 
grandezza,arrificio,difegno , & bei metalli^ 
che erano le prime de gli Imperadori dauan 
ti . Et per moftrare ancora , die le medaglie 
con le effigie de i Prindpi , battute per ono- 
re & memoria loro , erano olrre à ciò dona^' 
tini di dfi Principi à i Capitani,ò à gli amidy 
parmi di produrne vn teftimonio chiaro. 
Treuellio Pollione nella vita del Diuo Clan 
dio Imperatore de gli virimi , parlando dei 
giudici), che da diuerfi Imperadori erano fat 
ti della virtù , & dd valore di effo Claudio, 
i quali dauano fegno , che à qualche tempo- 
egli douelle effere creato Imperadore,ponc 
vna lettera di Valeriano, la quale è quella. 

,, EpiftolaValerianiadZoumionemprocu. 
„ ratorem Syrise.Claudiumlllyriciaiiae gen- 
„ risvirum,itribunummartÌ2e quinta? legioni 
„ forrilfima? dedimus, virum deuorilfimis qtù- 
- bulq;. 


pa LISCOSO 

5, bufq; ) ac fortiffimis veterum prasferendum. 
yy Huic iàlariù de noftro piiuato aerano dabis, 
yy armuosfnimendmodipstriamÙliayhordei 
55 fcx millia 5 laridi libras duo millia, vini vcte- 
yy rh fextarios tria millia quingentos, olei bo- 
55 ni fextarios centum quinquagintajolei fc- 
55 cundi fextarios fèxcentos 5 fkus modios vir 
55 ginti 5 caerje pondo centum quinquaginta, 
55 roeni , paleae,aceti , oleris5herbarum quanta 
55 fàtiseft,pellium tentoriarum decurias tri- 
55 gintajmuJlos annuos fexj^quos annuos tres, 
yy eamellas aimuas deceni 5 mulas annuas no- 
5> uem 5 argenti in opere annuo pondo quin- 
yy quaginta 5 Piùlippeos nofh i vultus annuos 
>5 centum quinquaginta 5 & in fhenis quadra- 
55 ginta feptem, & tricntes centum fexaginta, 
5> item Sicophondas \mdecim.&c. 

Quefto è vn luogo 5 che pone Treuellio 
Pollionc nella vita qel Diuo Claudio Impe. 

' radore 5 che rende teftimonio del giudicio5 
. & dell’onorata ftima 5 che di coftui, quando, 
craTribuno & Capitano delle legionijfece- 
ro grimperadori predeceflòrL II qual luc^o 
mi parchiariflìmo à diinofharejche vi fofìe- 
ro le medaglie legnate della effigie del Pria 
eipe 5 & che eflè medaglie folTero. donate 


SOPRA LE MEDAGLIE S3 . 
Ogni aniio da cflò Principe à [Capitani > c<> 
me medaglie,pcr onore , memoria5& gloria 
del Principe . Dice adunque Pollione , che 
Valeriario Imperatore fcriireadvnfuoPre- 
fetto,ò Procuratore della Siria, che à Clau- 
dio, fortiffimo Capitano de’ fuoi tempi d(> 
uelTe dare di (ìio ordine il fàlario , & così di- 
ftinguendo cofa per colà ; parte che voleua 
che per conto di falario gli foflfè data , che 
dono molte, appreflTo quelle, che di fòpra 
• habbiamo fcritte , & parte per contadi do- 
natiui, dice oltre alle libre cinquanta di arr- 
gento , che voleua gli follerò date , gli darai 
ancora ogni anno di Filippei della noftra 
effigie al numci'ò di cl. Et ne’ giorni felÙui 
di mancia,© ftrcfta, ò buona mano xlv 1 1. Et 
Trienti clx. &c. Qui fi vede fatta menùonc 
di argento , di denari di rame , & di Filippei 
del volto del Principe , che ogni anno u ^ 
nauano ne’ giorni feftiui,ò per mancia,© p^ 
donatili© dal Principe à i luoi tribuni nulir 
tari,ouer Capitani , come fu Claudio a luoi 
tempi. Et il nomedi quelH Filippei credo 
folle prefo dalle medaglie di Fifippo Redi 
Macedonia , che haueuano la fua imagiiie, 
perccru fimilitudinc.Ondefilcorge chia- 
ro» 


l 


'$4 © T S:c o:r:s 0 

• ró 5 che auéfti Filippei erano medaglie cor 
ritratto aeUlmperadore, che in certi giorni 
ogn’annofi donauanoà i Capitani ;& tali 
FUippei credo che/oflfèro d oro . Et , come 
dicoj dauano per prerente,dono,ò manda 
à i Capitani de gli elTerciti, onero à i tribuni 
militari per onore j & quelli non ei ano mo- 
nete Ordinarie, ma colà ellraordinaria ad al- 
tro fine fatta . Perche gli haurebbe Valeria- 
no in quella fua lettera chiamati numi,dram 
me auree, ouer con altra voce , sì come no- 
mina i menti . Et ch’egli fia vero, che quelli - 
Filippei follèro medaglie d’oro, col ritratto 
- del Principe,& che lì dilpenlàllèro da gli Im 
peradorijper donatiui ellraordinariamente, 
io addurrò rdfempio di vn’altro Imperado- 
re.Ilmedefimo PoUionc nella vita del Dir 
uo Claudio verlb il fine , pone vna lettera di 
Oaliertò figliuolo di Valeriane , in onore^ 

' tellimònió della virtù di dio Claudio Capi 
„ tànojdicendo. EpillolaGalieni.*Cumnun- 
„ -tiatum ellèt per frumentarios Claudiu ira- 
5, fd,quòdiUe moUius viiieret,nihil me gra- 
5, uius accepit,quàmquòd notoria tua inti- 
5, malli Ciaudiumparenrcm , amicumq; no- 
M Itrùm mfinuatis ubi Mis plerliq;. ^auicer 

iralci. 


f 


SOPÙA lE MEDAGLIE Pf 

35 iraìei^QuièfbigiturmiVenuftejfimihifidé ? 
35 èxhibeSjVt eum facias à Grato, & Herennia 
33 no piacari nefcientibus hoc militibus Dad- 
35 fianis 5 qui iam (seuiunt , ne grauiter ferant. 

35 Ipfèadeumdonamifi,quxvtlibenteracd-» 

35 biat,tu facias . Curandù prjcterea eft, ne me 
35 noe feirè intcUigat , vt vifìis cenfère & iudi-r 
35 cet,& prò neceffitate vltimum confilium ca 
35 piar . Mifi autem ad eum pateras gemma-? 

35 tastrilibresduasjlcyphos aureos gemma- 
35 tos trilibres duos,di(cum corimbiatum ar- 
55 gcnteum librarumviginti,lanceam argen-t 
35 team pampinatam libraruni triginta , Paté* 

55 nam argenteam hederariam librarum vigin-* 

55 ti & tres , Bolitera halieticuin argenteum li-* 

35 brarumvigintijviceos duos auro inclufos 
35 argenteos libraru lèx , & in vafìs minoiibus 
55 argenti libras vigintiquinque, calyces 2egy>- 
35 ptios, operilq; diuerli decem, chlamydes 
35 veri luminis limbatas duas^veftes diuerlàs 
3, lèxdecimjAlbam fublèricam paragaudem 
35 triuncem vnam, laneas de noftris partitis pa 
55 ria tria 5 Singiliones dalmatcnfes x.Chlamy 
35 dem dardanicam mantucUem vnam , penu-* 

35 lam Illiricianam vnam5Bardocucullum vnÙ5 
35 cucutia viilo^àduo3hraria^àrabadenaqua- 

t^or• 


f 


f.' 

f 

96 D I S C QR S O ^ 

yy tuor^Aureos ValerianoscuTrientesfilcHt . 

nianos c c c. Qm fi vede ancora^che Tln^ 
radore Galieno , figliuolo di Valeriane , fti- 
mando aflàila virtù di Claudio >fortillimo 
Capitano 5 gli manda à prelèntare var^j , de ; 
ricchÌ5& pretiofi doniji quali per fole onore 
& dignità di eflò Claudio ogn’un(H)UÒ Icor 
gere , che gli fofièro mandati da elio Galie- 
no. Noi apprefib vediamojche quegli aurei 
Valeriani erano i medefiini Filippei , con la 
imagine di Valeriane padre di quello Galle 
no 3 & al medefimo numero di cl. fecondo 
che ordinò & volle Valeriane ancora, che 
gli fofièro donati, come habbiamo già det- 
to . I quali fi dee ftimar veramente, che fofi- .. 
lèro medaglie , & donationi del Principe al 
Capitano , per onorare il valore , & la virtù 
fua di tal prelcnte . Galieno figliuolo di Va- 
leriane flette ndllmperio anni xv. de’ qua- . 
li fette anni regnò coi padre . Noi polTiamo 
ctiandio prouare,che le medaglie follerò 
doni, per teflimonio delle flellc medaglie» 
le quali io giudico, che in pia modi,& in va- . 
rie occafioni potelfèro efler donate . In vna 
medaglia grande di Traiano in rame Greca, 
che ha per riuerfo vna.tefU di Gioue,di affai 

buon 


SOPRA-. LE MEDAGLIE 
buon maeflro , fono lettere tali , dalla parte 
della tefta del Traiano .attok. kaic. nep. 
TPA|IA'N0C. CEB. FEPMAN. cioè. IMF. 

CAES. NER. TRAIANVS, AVO. GERMAN. 

Dal riuerfo lato è vna tefta di Gioue con let 
teretalirrpoc AnPiEPAC yaayton 
N A Y A p. le quali lettere non fi poftòno così 
diftintamente leggere per rantichità^nondi 
meno quelle prime lettere , n p o c. a n P. 
I E P A c. che luOnano in lingua noftra , Per 
fare vn (acro dono, ci moftrano chiariflìmo, 
che tal medaglia, in qualunque modo fi for- 
fè , fia ftata vn dono: Delle altre lettere, che 
fèguono,per cflere framentate daH’antichi- 
tà,mal fi può trarre fèntiméto alcuno. Oraà 
che dobbiamo noi con tante ragioni mo- 
ftrare , che le medaglie ^prelfo gli antichi 
non foflèro battute ad vfo di monete, ma ad 
altro fine,potendofi ciò chiaro prouare per 
le ifteflè medaglie ? Dalle quali foorgere- 
mo , quelle eftère ftate battute in que* tem- 
pi non folo per onore & dignità de i Prin- 
cipi,& per farne poi di efiè donationi in più 
modi^ ma etiancuo eftère ftate fatfe per la- 
Iciar perpetua memoria à i pofteri de i nomi 
di coloro,di cui erano le medaglie . Noi ve- 
' • G diamo 


P8 DISCORSO 

diamo la bella medaglia con le mule di Dor 
miciUa,che fu figliuola di Vefpafiano,la 
quale fece battere Tito per memoria fua c5 
letteretali . memoriae. domitillae. 
s. p. R. Apprdlò 5 qiiell’altra bella meda- 

glia con le mule di Giulia Auguiia^la quale 
fu Liuia , madredi Tiberio , con lettere tali* 
s. p. R. I V L I xe. X V o V s t. chefu batta 
ta da Tiberio Imperadore filo figliuolo à 

{ >articolare onore della madre . Parimente 
a medagba con la tefta di Agrippina madre, 
di C. Ciigula 5 col riuerfo delle mttlc},'& let 
tere tali . s. p, <^ r . m è m o r i ab. h ì p- 

P I N AE. che dà euidente legno , chetai me- 
daglia foflè per decreto dcT Senato bàttuea 
per memoria di Agrippinà^Viè ralcra me=^ 
daglia con le mule,di Giuliajdi Tito figlino^ 
la, battutale da Domitianojper fiio partico- 
laf onore , & memoria , con lettere tali. 

D I V AE. I V L I AE. A V G, D I V I, T I T I. F I— 

L I AB. 5. p. q. R. Vediamo medefiìnamente 
la medaglia con i quattro elefanti , che tira- 
no vn carro , che ha (òpra la ftatua del Diuo 
Àugufto d’orOjbattuta da Tiberio , per me- 
moria del padie^ qual carro fi)leua eoa ta- 
li ftatue auree nei Circenfi cllèr tirato da. 

quattro 


SOPRA LI ;mbdaglii PP 
quattro elefanti ; nella qual medaglia fi leg- 
gono lettere tali 

Dtvo, AvovsTó. $. Vnalmule 
medaglia fi vede di Velpafiano battuta da 
Tito 5 Tuo figliuolo 5 per onore & memoria 
del padre^che ha parimente i quattro elefan 
lijcne tirano il carro, con la ftatua del padre 
Velpafiano , con lettere tali. divo, a V gì 
V E s p. s. p. et; R. Vn’altra medaglia io ho 
apprefibdi me antichilfima in rame,& di 
buona grandezza di Coftantìo Imperadorc 
de gli virimi , che fu figliuolo di Collantino 
Mammo Augufto , la quale da vna parte ha 
la teda di Coftantio vdata , con lettere tali 
DI vo. CONSTA NT IO. A V G. Et ha per lì 
uerlb vn bellilfimo tempio, che ha vn’augel» 
lo lòpra,có lettere tali intorno, memoria 
DIVI. CONSTANTI. Quclla mcdagliafi 
vede,chc fii battuta doppo raortc,ad onore 
Ipeciale di Coftantio Imperadore,& princi- 
palmente per memoria lua; & quel tempio, 
che nel riuerlb di tal medaglia u vede , ci di- 
moftra, che quefto Principe lìa ftato doppo 
la morte conlàcrato. 

Quefte medaglie ci danno pruoua,qbc 
&per onore & per memoria de iPrincipi, 

' • G a fin ' 


100 D I SCORDO- - ^ 
fin doppo la morte loro , tutte le medaglie 
follerò da gli antichi battute , & che à que- 
llo fine & non ad altro^follèro, fatte . Et ve- 
ramente il terzo calo, che i Grama^ici dico- 
no il Datiuo,che noi vediamo nelle lettere 
delle medaglie 5 ci fa afiài elùdente légno, 
che quelle folléró battute à particolare ono 
re di quel tale , di cui fonò dfe medaglie. . 

Et ciò noi Icorger ^tremo dalle lettere 
di molte medaglie; Et prima dalla medaglia 
di Ottauiano Augulto in oro, & in argentò* 
che dal lato della tefta lua ha lettere tali. 

IMP. CAESAKI. Avb. C O S. XI. TR.‘r. 

p o T. V I. s. p. R. la qual medaglia ha per 

riuerlb vn’arco trionfale co quattro caualli 
& altre figure,battuta doppo la vittoria Par 
tica,come dimoftrano le lettere.Dalle qua- 
li fi vede chiaro , che tal medagliafia fiata 
fatta dal Scnato,& popolo Romano ad Au- 
guftojcioè à particolare onor fuo;,per la.vit- 
toria Partica , che fu quado i Parti rendero- 
no i prigioni 5 & le infégne militari ad efib 
Augufiojche à Crafib & à M. Antonio tolte 
haueano . In nfolte etiandio delle medaglie 
di^Traiano Imperadore vediamo quefio ter 
zo calò • Delle quali in vna di mewo , che 
. . * ' ? badai 


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SOPRA Lfc MlDAGLIl lOI 
badai riuerfblatola figura di cflb Traiano 
armato infra due bellimmi trofei carichi di 
fpoglie/ono lettere tali, i m p. c ae s. n e a, 

TRAIANO. OPTIMO. AVO. GER. DAC; 
P A k T H I C O. P. M. T R. P. C O S. V I. P. P. 

Etdalfiueriblato. s bnat v s.pop v lv s. 
q_v B, ROMANvs. che dimoftrano a i po- 
fieri 5 che tal medaglia à proprio & fpeaale 
onore 5 ò memoria di Traiano ,& delle lue 
gloriole vittorie fia Hata dal Senato & po- 
polo Romano battuta . Vn’altra di Traiano 
ve n èjcheha le lettere nel terzo calò , di ra- 
me^ha per riuerlo vna Vittoria con vna pal- 
ma nelti finillra rnanója quale con la delira 
coronavo trofeo carico di Ipoglie con letr 
terc. Vn’altra medefimamente di Traiano, 
con le lettere illdlè , che ha dall’altra . parte 
vn bel carro trionfale con Traiano trionfan 
te,tirato da quattro caualli. Vn’altra di que- 
fto Principe di metallo grande & bella con 
le lettere parimente nelterzo calò j che ha . 
per riuerlo vh bellilTìmo cauallO'Correntè 
con Traiano armato fopra, che có vna 'arme 
in mano fi Ipicca con impeto addollò a’ fuoi 
nimici . Et vn’altra ancora, che ha per riuer 
fò vn cauallo con Traiano lòpra , fedente in 

G 3 guilà 


101 'DISCORSO 

guifa di Capitano, con vna figurina nella fi- 
hiftra di vna Vittoria . Vn’altra appreflb con 
le medcfime lencr<; nel terzo calo , che ha 
per riuerlò vna figura lèdente , con vna ma- 
no fiotto le guance, in mefto lèmbiante,con 
alcune fipoglic lbtto,& con vn trofeo dauan 
ti detta figura , battuta doppo lelpeditionc 
della Dacia , fiatta da Traiano. Vn’altra me- 
daglia di Traiano medcfimo , có lettere tali. 

DIVO. TRAIANO. AVGVSTO. chc ha dol 

riuciTo lato quattro caualli , con la figura di 
Traiano armato Ibpra vn carro in abito trio 
fiale, che ncll’una mano ha vna sfieaa,nell’al 
tra vna palma vittoriolà,& con alcune figu- 
re lotto i piedi de’ caualli abbattute . Vn’al- 
tra medaglia di metallo del medefimo , con 
le lettere pur nel terzo calò , che ha per ri- 
nerfio vna gran figura armata , chc calca con 
l’uno de* piedi,vn’altra figura , & dall’una & 
i’altt^ parte di detta figura vi Ibno due fiu- 
mi,con lettere tali intorno. Armenia, et 

MBS O P O TAMIA. IN POTESTATEM.P, 

R. R E D A c T AE . Voaltta vc n’è di metallo 
con le lettere iftellè, che ha per riuerfiovn 
bellilfimo tempio . Apprellò vn’altra, con 
alquante figure dall’altro lato con lettere. 


SOPRA LE MEDAGLIE IO5 
^ 8 T H I s. D A X V s . Et finalmente; 
yo’altr^ med^liadi eflò Traiano di metal- 
lo 5 con le meqefime lettere nel terzo calo, 
chehaperriuerlbvoa figiura d’una Vittoria 
alata , con l una delle mani tenente yna pal- 
ma, & con l’altra coronante vn’altra figura, 
eh' è l’Imperadore . Et che altro vogliam 
noi dire , che lignifichino quelli tei*zi cali in 
tali medaglie , che hanno li fatti riuerfi ? le 
non , che il Senato & p^olo Romano , par 
publico decreto facellero battere quelle 
medaglie à Traiano, cioè ad onor fuo, & me 
moria à i polteri di tante imprelè felicemen 
te fornite, di tante vittorie acquillate,3c prò 
uiheie ouer regni Ibggiogatì. Perciochc nel 
le riuerlè parti delle antiche medaglie noi 
trouiaqiP viue le memorie di tutte le cofe 
fatte di fuori , & dentro della città di Roma 
da tutti gli Imperadori , per le quali il Sena- 
"to concedeua l’onore ài detti Principi, per 
le medaglie . Le quali le io volèlfi ora an- 
dare cómemorando di vna in yna, per via di 
cllèmpio , troppo lungo ragionameto farci, 
tanto piu riferuandomià i lochi Tuoi nelle 
elpofiuotùdimollrarlp. Quelli terzi cali nei 
le lettere, delle meduse non iblo vediam 
. G 4 noi ^ 


I 


104 DISCORSO" 

’ noine grimperadori Romani, ma in altre 
medaglie ^cora di Donne , ò ^ Capitani.' 
Fra le quali noi vediamo nella medaglia di 
Lucilla tai lettere in terzo ca(b,L v c i l l ab 

A V G. ANTONINI. A V O. F. COn VaiÌj lÌ-«i 

uei-fi.nella medaglia di Mariniana, battutale 
dòppo morte in argento de in metallo , che 
ha tali lettere in terzo cafb. d i v ae. m a RI- 
N i a n ae. con riuerlò del pauorie , augello 
di Giunone facro', & lettere tali, conse- 
c R A T r o. & in FaulHiia ancoraja giouane, 
in rame, có lettere tali, favstinae avo. 
p 1' I. A V ò. F I L. cheha per riiierfò vna Ve- 
nefc;& in altre medaglie ancóra di donne lì 
veggono i terzi cali nelle lettere, le quali fa- 
rebbe lungo andare annouerado tutte.De x 
Capitani , lì vede il terzo calò , nella meda- 
glia di rame j & di argento di Calcno Capi- 
tano illuftre di Giulio Celare. Et parimente 
in vn'altra medaglia di rame, battuta , sì co-, 
me io pen(b,à particolare onore^ & memo-, 
ria del détto Caleno , che ha da vna parte la 
tetta di vna Vittoria con lettere tali . c a l e- 
N o. sì còme ha etiandio la lua medaglia , & 
per riuerfo ha vn toro con faccia vmana , & 
le meddìme lettere di lotto .caie n o. Le . 

quali 


som A? LB ' Mfitf AÌGLIB lOf 

quali medaglie non fìa alcuno che dubiti, 
cnc à tali pedone, cioè à proprio & fpecialC' 
onot loro fieno , fiate battute"^ de non ad al- 
tro fine . Et perche chiaramente fi cotìolca 
quefia nofira opinione per vera , che le me- 
aaglie furono battute ad altro fine, che di 
lèruii e per monete, dicò , che noi Porgere- 
mo in alcune medaglie ^tiche,cioè ne i lo- 
ro riuerfijla elione, perche era fiata battiti 
ta alcuna meoadia ; che era per onor di al- 
cune cofe fatte da quel Principe , di cui era 
la medaglia , ouer perche di tal colà ne re- 
ftallè memoria .Nella medaglia di Ottauia- 
no Augufio in argento , lì vede dalla parte 
auuerla vTià corona , con lettere tali abbre- 

uiate.I. o. M. S. P, R. V. Si PR. S. I M P. O AE« 
<^V O i), P E R. 1, V. R, P. I N. A M. P. A T Q. 

TRA N. *s. E. la qual dimofira , che il Senato 
& popolo Rom. gli facefic ad onor fuo bat— ' 
ter detta medaglia, per alcun merito, che 
dio Aug. haueua con la republica.In vn’al- 
tra medaglia di Ottauiano in argento dal ri- 
uerlb fi leggono lettere tali. l. v i n i c i v s. 
L. f. III. V I R. con altre tali lettere in vna^ 
colonna Pritte. s. p. q. r. i m p. c ae. 

V. M. S. E X. B A. P.(^ B s. AD. AB O. fi. Due 

altre 


« 


|q 5 pi'seonst) 

^tre medaglie vi fonò in arguto di Augu- 
fto , con aleuti archi fopra vn poj^te ^ onero 
altro edificio pòfe ^ foura detti archi fono 
carrette tirate da elefanti , onero da quat-' 
^ro candii j con lettere tali intorno, q^v o d, 
V I AE. M V. N. s V H T. ch<e ci dinotano tali 
medaghe elftre fiate battnte , per memoria 
delle vie pnbliche da Angnfto reparate & 
munite . Nella medaglia di Doniitiaiio ii\ 
argento , che ha per riiierlb vna fignra , con 
vn certo ifirnmento fàcro dananti,& vna co 
lóna^nefia quale fono tai lettere, cos. xim. 
L y D. s AE c. F E c. chc fu battuta ùj qucl 
tépo, nel quale eflèndo Domitiano la quar-r 
tadecima volta Confolo , celebrò i giuochi 
Secolari . Et non folp noi poifiamo dircjche 
per onore & memoria di aTcune cofe parti- 
colari fatte da i Romani Principi, fieno loro 
fiate le medaglie battute, con le lettere, che 
la cagione elprimono , ma etiandip leggia- 
mo in quelle , lettele , che ci mofirano vna 
generai cagione del battere detta meda- 
glia, & che non fi può dir’ altro,(àluo che ad 
onor filo fia fiata battuta la medaglia , & no 
ad alcun altro fine. Si vede la medagliain 
ilietaUodi AugullQ)bellilfima,cheha due 

Capricorni, 


SOPRA LI MEDAGLIE IO7 
Capricomijiègno della Tua felicitàjCon vna 
corona , & lettere divo, a v o v s t o, 

S.P.Q^R» OB. G I V I s. S B R V A'TO S. La 

qual medaglia fu battuta da Tiberio ad ono 
re, & memori del padre doppo la fua mor- 
te . Et del m^efimo in al gente vna meda- 
glia, che ha dal riuerfo lato vna corona ciui- 
ca,có lettere tali abbreuiate.s. p. r. cl. v. 

& altre lettere, che dicono, o b c i v i s 
s E R V A T o s , & del mpdefimo in oro con 
lettere tali da riuerfo entro ad vna corona 
foritte.Nella maglia di metallo.di C. Car 
ligula,fi vede ii riuerfo della corpna,con ta- 
li lettere. S. P. Q. R. P. p. o B GIVI S S E A- 

V A T o s . Nella medaglia di Claudio in ra-. 
me, vediamo il riuerfo della corona,con let- 
tere tali . E X. S. C. P. P. o B C I V I S SER- 
VA T O S. Et in vn altra di rame del medeli-, 
mo , la corona con quelle lettere, s. p. r. 
p. p. o B. c. s. Nella medaglia di Galba in 
rame dal riuerfo lato li vede la medelìma co 
rona con le iftelTe lettere , & in quella d’ar- 
gento ancora . Nella medaglia di VitcUio 
parimente in rame , & etiandio in argento. 
In quella di Velpaliano in rame . Le quali . 
inlcriitioni dimoftrano generalmente la ca- 


X ó8 • b t Y^c o r' s 'o ' 

• t • • . ■ 

gione del far battere dette medaglie, & ché 
al padre delia patria della Republica bene- 
merito fieno fratefatte, per decreto del Sc- 
nato,cioè ad onor fuo^ (^efto onore vede^ 
remo efière flato fatto à Nerone Claudio 
ancora giouanetto dall’ordine équeflre in 
vna medaglia battutagli di fin'òrb . Lacua- 
le da vna parte ha la emgie di detto Nerone 
impreflà in età gióuenile,con lettere tali nel 
terzo calo . n e r ò n i . c l a v d i o . d r v- 
SO.GERM. CÓS. D E S I G N A T O, Etdal- 

l’altra parte ha qucfle lettere, e <^v e s te r. 

ORt>0. PRINCIPI. IVVENTVTIS. 

Ma per principale & importantillìma ragio- 
ne , che quelle medaglie di òro , di argento^ 
& fpecialmente di rame non foffèro in quei 
tempi monete, potrebbono coloro , che fo- 
no di parer contrario, haucr cófiderato , che 
di quante ne vanno à torno , fè ne truouano 
rariffime & quafi niuna, che fieno d Vno flcf 
lo conio . Onde fi può vedere. Come fià cre- 
dibile,che facendoli battere quelle per mo- 
nete , ne haueflèro di ciafcun Conio battute 
sì poche . Et oltre à ciò, che trouandofi mol 
te medaglie,ciafcunai da per fe óì vn medefi- 
mo riucrio, quelle nondiméno da vari/ arte- 


SOPItA l» MIOAGLIE ÌÒ^ 

fìci fempre fieno fiate lauorate ; & ancora di , 

efiuerfi pcfil^raa daU'altraiChe chiaro efimò- . 
ftrano> quanta confufione intorno al valor 
diqueUeikrebbenata nella plebe. 

Adunclue dalle cofe detterei pare à loffia 
cienza hauer prouato,che le mc^glie di ra^ 
ine > di argento, & di oro ,,con le effigie dei 
Principi Romani non fieno apprefib glian^ 
richi fiate monetejma ad altro vfo , & ad al- 
tro fine bàttotc. Et quantunque molte altre 
ragioni potrianfi dire , pcriconfcrmare que-? 
fta opirUone;&afrai altri ^empi d^e ftefie 
medaglie produrre , per li quali piu chiaro 
ciò fi potefic vedere , nohduneno di quello 
tato parinijChè ogni buon giùdicio , & ogni 
perfbna , che no na ofiinata pofià appag^rfi* 
Et tanto più j'ragionando noi di materia & 
di coiède quali iblo per congettura , & nor^ 
per dimoftratióe inuefiigai’ polTiamo , Ora 
in quello noftro dilcorlb habbiamo parlato 
dcUa nobiltà & ytilità delle antiche meda- 
glie, & dichiarato quello, che in elle fi con-* 
tenga. Poi noi habbiamo rifpofio alle ra^ 
gioni di quelli, che tengono,che tutte le me 
daghe fieno fiate monete , & che quelle an- 
ricamente lèruiflèro all’ufo dello, (pendere* 

Apprdfo 


1X0 D I S C cr i < 5 ’ i( ; - 

Appreso fi è pofto la difFerenza,& la diftin- 
rione delle medaglie dalle monett j & hab- 
biam fatto ancora delle antiche monete 
mentionc ; oltre à dò, noi habbiamò conÀ- 
derato^pcrle iftorie , con quai voci, ò voca- 
boli gli antichi Latim* nominaflèro le meda 
glie . Et vlrimamente fi è prouato , che gli 
antichi cercarono in più modi ,di lafciar, 
con le loro effigie, di fe ftefli memoria à i po 
fteri,per fine di gloria .-Et fi è fimilmente 
con molte ragioni moftrato , con Tautorità 
de gli fcrittori,& per le ftdle medaglie , che 
quelle fi batteuano folamentc per onore, & 
per memoria. Adunquedatntte quelle co 
ìè mollrate , cialcuno potrà da fe compren- 
dere la grande vtilità, che dallo lludio delle 
medaglie fi traci percioche lafeiando noi da 
parte la varia cognitione , che per quelle 
ihuomo acquilladell‘antichità,perle effi- 
gie de gli huomini illullri fi conolce la fifio- 
nomia, la quale ci infegna , &feuopre la na- 
tura & i collumi altrui . Percioche la fifiono 
mia, come feriuono Palemone, & Adaman- 
rio,è vna rilpofta di colè tacenti, perla qua- 
le eflà Natura , come per certi legni parla^ 
predicendo ) & aufiàndo i coftumi di cia- 
; fcheduno, 

m 

y • 

l ' 


sopita I-fi M^I^AfGXIE tiT 
rchedunò . Onde pare fmpoflìbile , che co^ 
lui, il quale afna così di ved^e, & riconofcc 
re le effigie de gli huomini antichi illuftrij 
per paragonare la fifiohomiaailoro coftur 
mi, guardando quelle non fi vergogni delle 
opere b»tutte,vili,ò che malua^c ficnp ; (en-* 
za che fi polToho rifuegliare gli animi altrui^ 
onero gli addormentati ingegni , à bene & 
vitTuoramettte operare , per lo viuo eficmt 
pio,diedauahti hanno Arile effigie de gli 
huomini grandi . Ma quello,chc vtile appoc 
ta à gli ftudiofi delle lettere, è, che per la va- 
rietà delle parti liuerfe delle meda^ie anti- 
che , vengono elfi in conofcimento di tutte 
le iftorie, onero che fono dette medaglie ri- 
membnmzc d’infinite colè , che per le ifto- 
ric Iparlè fi leggono , & come quafi vna cer- 
ta memoria focale . Diljx)nganfi adunque 
i letterati huomini & i nobili ingegni ad 
amar quefto onefto & tfilctteuole Ifodio > 
sì per omamento,come etiandio per la mol 
ta vtilftà, che da quello fi trac . Del volgo, o 
de gli altri huomini ignoranti, che fogliono 
^alle volte Ichemir coloro , che attendono a 
tale ftudio , non fi può altro dire, làluo , che 

loiUidio delle meiiglic , fi come quello de‘ 

libri» 


Ili D I S coi » O 

libri, non è il loro cibo , dTehdo eflì da ogr3 
Icienriadi lettere lontani. Et fi cóme ile t- 
terati & dotti huomini , da quei chéVolgali 
lbno,& ignorantijdi tanto fon difièrend, 
quanto è ihuomo viuente dall’huomo di*- 
pinto, così la foiocchezza di quefii fia mifii- 
rata col poco fapa loro j& lcorta da quei 
che fono intendati . Li quali io ammo- 
ni(co,che lafoiando da parte fiate quello 
che non è lor cibo , penfino di attendere ad 
altre colè. 


IL FINE DEL DISCO B^SO SO,P R. A 
LE MEDAGLIE. . . 




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La medaglia di Giulio Ce&rcjiii 
rame, grande, con lettere, che dicono, 
Divos. ivLivs. Ha per riuerlb vn'altra 
tefta,con lettere tali, c ae s a r. d i v i, p; 
Vogliono alcuni i che habbiadalriuerfola 
effigie di Cefàrc Tuo figliuolo, nato di Cleo- 
patra Reina di Egitto Ja quale,fciiue Sueto- 

H nio. 



Il4 dichiarationb 
pio 5 che Celare amò lòpra tutte le altre ^ 
che perciò egli volle, chea quello fijo fi- 
gliuolo,che di lei hauea hauuto^ fqlfe pollo 
nome Celare • Ma quella opinione nò deuc 
eflere approuata, prima , perche Celare non 
volle 5 che lì làpcllè , che quello folle luo ff» 
gliuolo f & findicio è, che gli anuci di Cela- 
re di conlentimento fuo lo negauano ; fra 
i quali fu Gaio Oppio , il quale compolè vn 
libro 5 & publicollo , come quel fanciullo, 
ch’era nato di Cleopatra , non era figliuolo 
di Celare . Onde meno fi deue credere , che 
Cefare pmettelTe , che la tella del figliuolo 
folle pofta in medaglia all’incótro della lùa. 
Ma tengo per fermo, che l’altra tella Ira 
^ quella cu Ottauio nepote , & figliuolo adot- 
tino di Celare . Percioche elTendofi per M. 
Antonio fatto aprire, & recitare nel oenato 
il tellamento di Celàredn quello fu trouato 
Ottauio adottato da lui in luogo di figliuo- 
lo, nepote fuo di lòrcUa , Et à quel tempo a* 
figliuoli adottiui era confueto porre u i\Or 
me di quegli, che adottauanoJlqual co^. 
gnome Ottauio accettò volentieri, Giudi- 
^ co , che quella medaglia non fia ihta battUf 
t a in vita di Giulio Cefare , ^melòno 

battute 


DI MtDAGLlE AKirncKl tlj 
battute di quelle dargeutò, ruddoppóiiior 
te^prima^perche le lettere dicono j d i v o s, 
! V L I V s. poi perche la tefta di Ottauio, Tuo 
figliuolo adottiuo , moftra di eilère di mag- 
giore età^ quel che fi trouaua,viuendo 
Giulio, ma Credo fofiè battuta dal medcfi- 
mo Ottauio doppo la morte del padre . Per 
cioche allora inftituitodal padre crede & 
adottiuo figliuolo , fi fece chiamare ancora 
egli Celare j& hauendo prclb il gouerno 
della Repub.Romana , per onorare il padre 
con eccelfiuo titolo & venCTatione, coman- 
dò ch’egli fofiè deificato , & fatto pari & li- 
mile à gli Iddi; immortali j tahtopiù, che in 
quella medaglia vi fi truoua co effigie già in 
uecchiata,percfie morì egli di anni & pa 

re 5 che fia in età della fua morte anco nella 
medaglia. Et tanto è lungi dal vero, che 
^eiritra tefta dal riuedò di Giulio fià di 
Celkrionefuo figliuqlo,che Icriue Sueto^ 
nio,cheOttauianò^fatto pigliare Celàrio- 
ne per camino , il quale fi wggiua da lui 5 lo 
vccilè , perche coltili andaua dicendo , che 
era figliuolo di Celare , & di Cleopatra . Il 
che fece Ottauiano , non volendo che fi la- 
peflèjche quelli folTe figliuolo del padre 

H 2 Tuo 

/ 

\ 




DICHIAltATIONE-r 

Ciò , hauendo anco per auanti in ciò cono-f 
(cinta la intcntionedi Celare fuo padre.. i 
Onde noi non potremmo dire , che Cefarc 
volefìe ) che no pur fi conofcelfe al Ino tem-. 
pocoftui per fiio figliuolo, ma che anco- 
ra in medaglia foflè'per tale tenuto, & onCK 
ratodaipofteri. . • 

DI GIVLTO CES'AVìE. 

• . ■ 

C>; 


■ La me p a glia di Giulio Celàrejn ar 
cento , in età fenile , con la corona in tetta, 
lenza lettere dalla parte di eflà teftaj Ha per 
riuerfò vn temone , vn corno di douitia fo* 
pra il mondo , vn caduceo , & vn*altra colà, 
che mal fi può cònofeere, quello che fia . co. 
lettere tali intorno. L. mvssidivj. longys^. 

Ometta medaglia fu battuta in vita di Gin* 

i ‘ lio 


DI MEDAGLIB 'ANTÌCHH I l'jT 

lio Cefàre , à (peciale ònor fuo , & fi (corge, 
che gli folle fatta per adulatiòne, attribuen 
dogli la fignoria del mondo . Quel corno di 
douitia qui è fegno di felicità j il caduceo 
della pace , il temone con il mondo , fignifi- 
cano il goucmo & la fignoria dellVniuerlbf 
colè tutte pér gloria di quello Principe in 
tale medaglia elprelfe , & polle infieme . 
Quali che cidimofirino, che à Giulio Cela^ 
re felice fignore del mondo , & introdutto- 
re della pace , fia fiata quella medaglia bat- 
tUta^cioe ad onor fuo. 


.c- V V I a tOno:ilbt>;b4 * j! ik>v ■ k[oì .. 

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^‘h Jilwfiil èoinem :.b ’ 

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La medaglia .di Ottauiano Augu-r 
fto di metallo corinthiojcon s. c. dalla tcfta, 
& di (opra con letterejche dicono, divvs- 
A V G V s T V i. Ha per riuerfb vna figura fe- 
dente, con fpichcdi frumento in mano, in 
effigie di Cerere, con lettere tali, d i va, 
A V G V 8 T A. Qedo , che quella figura fia il 
(ìmolacro di Liuia moglie di Ottauio Ja qua 
le fòmmamente gli piacque più che tutte le 
altre fuc mogli , & perfèuerò di amarla lem-. 
pre fino airultimo della lua vita ; percioche 
Icriue Sueron. che Augufto morendo , diflè 
ad efià Liuia quelle vltime parole . Liuia no 
„ (bri coniugij memor viue,ac vale . Vi è la me 
defima medaglia ancora córillellò riuerlb. 


con 


DI >*fibAGÙfi AKTlfcME II^ 
CO letteli^ irhpreflè dalla tefta tali, n.c.a.p.r* 
che dicono. Nobis concelTum ^ópulo Ro 
mano. fignifìcSa, che il p^olo Romano gli 
banca conceiro5& permeflo^di poter far bat 
tcre (jucRadiedaglia ad onore & gloria fua* 



La MÉfiAGLiA di Ottauio, di metallo 
gìàllo5Ìn giouenile età > con s. c. dalla tefta, 
& di (òpra Divvs. avgvstvs. Ha per 
riuerfbvna figura fedente Ibpra vna fedia, 
con lettere tali intorno, consensv. senat; 
Et. Ec^ oRDiN, E.ci^R. cióè.GonfènfuSe- 
nàtus & Equeftris ordinis populique Ro- 
mani. Quefta figura dal riuerìb è la ftatua di 
Augufto d’oro, che gli fu dedicata dal Sena- 
to, & dall’ordine equeftre,& popolo Roma- 
no in Tuo onore, eflendo Augufto ancor gió 
ucne , & penfo nel tempo , quando' anco fu 

H 4 ftatuito 


120 ^XCHIAR,ATI9Nf! . .. 
(tatuito in ^natOjche al detto Ausilio foC 
{p lecito mtèruenire ne* fuffragi/ a rèndere if 
parato, come.Senatore , &permellc ^.5 che. 
poteflè chiedereil Confblato die(;c an^ pri; 
macche non fra conceflb daUa legge ^ come 
icriuè Appiano Alellandrino .*Et ciò fi cóm 
prende o^a medaglia, per eflcre in quella 
moltogiouane, , x 

fe ior i 




ibcOÌuj±iO iij A I a 0 A a f wf^ a S , 
^felrjiKlkb .D .2 noo^ciosiinoDolgnJ^obYf^' 

"iO': T'M v T 2 7 0 Y A ve Y V I a ?L 

linv irrqól !33noh"3i ! 

•TÀ;^.i2 .V2i4«é;<03 ^«oi io3niitu*j?f'3:jvIno!i 
►0 ' rrrrJUiv'J .ér i:i ,)!./>.«• ..:itiAo .r i 
-ÓH jupiluqoq 2Ìnibrj sS ?!,>3:.h 

ib n dó ohriHi jmjfi 

*-:ìu >c Icb £iBOÌbtb jfì b: : •■'o‘b ofi-j v i' 

-riaoJi olocoq ^^-ri ‘)ntly:orllEh jC^cj 
•C' -rirorrn iiA rà Ofi 

i:' ti jiin cLiu.:;p , oa oìn^ff ,:x'*0ii 

■ fi f ,H* / * 


O; 




PI ^MEDAGLIE ANTICHE IZI 



%La. MBDAILGIA 

bel metallo corinthio, yi lemie età , di belici 
& venerabUc a(petto,.cpn lettere intorno la 

DI WS. AydY5TYs.Hapcn 
riuerfo: Ic^rc t#. imi». .?<erya. cabsaiu 
A vcv sTvs, jRisT. cioè . Impcrator . Nerua.? 
Cxiàr . Auguftus . Reftituit ♦ Q^eRa meda*^ 
glia fu battuta à particolare onore di Augu-* 
^ Pi^ftOppo la fua morte, & fu per memoria^ 
qiluircltituitada>leruà.iEtnon pare, che. 
molto fi afibmigli ad^uguRo> ma quali piiij 
àNcrpa./ * . 

.jri^rjpid . 03>^, ' , /q 

oqqui oii; 6 Ì;S) 

i .i uiicptlcOifioiriA.M fi<3D 
0in07fiA»M obi lO. «risani >5 fei M:b «rR 
Hg on cilonrù o-»-: :-t n; V'- :xrizh 
t;: Lo 62 ìì.L ::u;' < i.;::;qooD i;: norri; 


«.vj IfiJ w: ua.) I 

y i‘^fi 


I 





i'. L a u e o a^g l i a di Augufèo di metal- 
lo giallo i Se in ftim'(55 di riiezaiia grandezza, 
cón due tefte, l*Urìa riaolta Con le (pillecon 
tnaraltra,có lettere che dicono, imp.'- di vi. 
S.J». p. Ha-per riuerfo Vnp cócodrilo iheater 
nato ad vna pàlit)ù, co lettere tali. col. nem. 
fe da ella paldia^ j^tide vna còrona- vitto- 
noia vQuertra n^edàglia fu battuta fuori di’ 
Róma da qualche colònia, pel* glorià & onò 
rediOttauiano Aug. doppp lavitrotia AtÀ 
tiacp? contra MwAhiofliò, & dóppo ch*egl^ 
prefè lo Egitto . Et quello auenne , qùand5 
cflo Auguifto ruppe fìnalmenteramicitia & 
lega con M. Antonio, la quale era lèmpre 
Ikta dubbia & incerta. Onde M. Antonia 
ritroi^dofi in Egitto , tutto inuolto ne gU 

combattè có battagli 


121 


VléìiYA K ATI 


DI MEDAGLIE' ANTICHI 

vicino ad Attiacó'Augufto vèflèndó 
M. Agrippa Capitano dell’armata, & fu eflb 
Antonio vinto da lui . Però Augufìx>,doppo 
la vittoria c’hebbe di Antonio, agdò iti' 
to , & oflediata Aleflàndria , doue Antóniò 
iofieme-con Cleopatra s’erafuggitcsin-bre^ 
ue tempo (è ne infignorì.Da che iiidiiflc 
Ctonio ad ammazzarli da le ftellò . Et mc- 
delimaméte Cleopatra à morire dalli morii 
di vno afpide . Le due telle,che dall’una par 
tedi quella medaglia li veggono , fono di 
AugiiHo runa , & faltra di M. Agrippa, con 
la corona rolhata^l quale, come noi dicem- 
mo, fu Capitano dell'armata à quella im- 
prefo . Il Cocodrilo , che dal riuerfo li vede, 
ci dinota lo Egitto , & quella corona ap- 
pefa alla palma,dimollra quella vittoria . Et 
così noi diremo, che tale medaglia lia Hata 
da vna Colonia battuta, ad onore di Aug. 
per quella memorabile vittoria dello Egit- 
to.Tanto piùjchcjaccioche la memoria del- 
la riceuuta vittoria in quelle parti rellalfo 
nel futuro più celebrata, Augullo edificò 
vicino ad Atrio vna città,falla quale pofo no 
me Nicopoh*,quafi città della vittoria.Ondc 
dobbhuno noi credere^ che anco per memo 


^ J ^ 1 > I c HI A K A T I o N E 

di do ) foflc allora qucfta ineda<>Iia bar- 
Wada alcuna delle (Jolonie conSotre'da 
Augnilo in Italia. Perdochetrouali etian- 
.^o la mc^gUa d’argento, col liuerfo del 
Ai:ocodriló,conlettere, che dicono, aegt- 
j>To. CAPTA. Onde il Cocodrilo in qudlà 
medaglia, di cui bora parliamo , è incatena-^ 
to ad vna palma, che d dinota la prcfura 
lua , doè dello Egitto. 


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DI.MWAGtIl 'ANTICHI II5 



• La mèoaglia di Ottauio grande di 
metallo »con lettere tali* A vGvsTvs. Ha per 
riuerfo vna bella corona toftrata ,che ha 
vno feudo in mezo , & lettere tali dentro 
cfTo feudo fcritte. c. a. chefignifieano. cae*» 
SAR. AVGvstva. Giudico^che tale medaglia 
fofTe battuta doppo là vittoria, c’hebbe Oih 
tauiano in mare eontrà M. Antonio al prò-» 
montorio Attio,per quei roftri di nane, che 
fi veggono nella corona interpofti , la quale 
corona roftrata era da’ Romani attribuita à 
coloro, che haueano acquiftate vittorie na:^ 
uali,pcr ciò io credo,chc per memoria di tal 
vittoria fofTe quefta mectàgUa battuta* 



Il6 © r CH l A R A T I O N:b 



La ^{eDaglia di Ottauio in rame di 
mezana grandezza, ma in matura età, con 
lettere ftdi. . , , , avo. germ. iMP.Ha 
pcrriueifc due tori, cacciati davna figura, 
che iègue diètro à loro, con lettere tali, col. 
ivL. AVO. Quefta medaglia fu battuta da 
qualche Colonia,fignificata in tutte quafilc 
medaglie , per qucfti due tori . Percioche il 
boue animale nato al prouento delle biade, 
& al còmodo della agricoltura, ci dichiara 
lo fhidio dell*arare,& i còmodi de i frumen- 
ti, procacciati dalle colonie nel coltiuarei 
loro terreni . Concio fia coià, che il boue an 
col a fia legno della terra • Ora che Augufto 
conducefle al fuo tempo in Italia molte co- 
lonie, Suetonio Tranquillo con tali parole 
cc nc rende teilimonianza» 




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DI MEpAOLIjB ANTICHE 11 ^ 

55 Ad hunc modumvrbejvrbanilq; rebus 
55 adminiftratisjltaliam duo de xxx. coloniaru 
55 numero deduéèarum ab fè refrequentauit: 
55 operibufq; ac ve< 5 bgallbus publicis plurifa- 
55 riam inftru^’^ ; eriam iure, ac dignatione vr- 
55 biquodaminodo prò parte aliqua adajqua- 
55 uit 5 cogitato genere luffra^iorum , qua? de 
55 magiftratibus vrbids decuriones colonici 
55 in uiam quilque coloniam ferrent : & fub 
55 diem comidoru obfigoata Roma mitteri nt. 
Adunque da Colonie condotte in 
ItaRa da Ottauio5cono^mo qiicfla meda^ 
gba el%c (lata Attuta ^alcuna ^eflccòt 
fonie ad qnofc di Augufto 5 ftcQinc in altee 
med^e di dTo Aug. vediamo ancora 4 te 
lettere dal riuerfo dicono. Colonia. Iitliai 
Augufta . Vi è vn’altra medaglia , che cbl> 
runa parte ha la tefta di Aogolto5Ìn aflài mi 
tura ctàj& lettere intorno^ . . 
fit dalla pwe riuerlà ha dge tori Meme 
giunti al giog05^ dietro loro fegue vnà fìgu 
ra 5 con la verga m mano 5 che eli caccia , & 
lettere tali, eoe, lyi, cioè Colonia. lulia*^ 


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128 DICHIARATI OHI" ^ 

• 1. 



La medaglia di Auguflojgrandcj 
in rame^di mal maeftrojcon letterejche rofe 
ch'antichità mal fi pofibno leggere.Ha per 
riuerfb ranimal della Sfinge,con lettere tali 
fiammentate. soc. • • cast. Delle quali 
no fi può trarre lèntimento alcuno . Quefta 
medaglia fu battuta à particolar onore di 
Ottauianoj & quell'animal della Sfinge è 
l'imprelà di Augufto , con la quale egli fiig- 
gellaua le lettcre,& le fue (critture^cu che Fa 
mentione Suctonio nella vita Tua > con tali 
» parole. Nel fiiggellare le boUe>i memoriali, 
9> & le lettere nelprinc^io vlàua la impronta 
della Sfinge, apprdlo cominciò ad vlàrc 
» quelle di Aleflàndro Magno , vltimamentc 
» la fila intagliata di mano mDiofcoride, con 
9 > la quale dapoi i Principi^ che gli fuccedcua- 


no. 



DI MEDÀGLIE ANTICHE Tip 
33 no 5 di mano in mano contmiiarono di fug- 
gdlarc le loro . Dione ancd?ancl lib. 5 1 . in 
33 ÀuguftOjdice così.Impei'oche fece due figil 
33 li di quelli , i quali allora vlàud molto , ne’ 
33 quali era Icolpito vn fimile animale , chia- 
33 mato Sfìngejma dapoi , haucndo 1 atro Icol- 
35 pire la fua imagine 3 vlàua quello in ogni 
55 colà* 


/ IJO .p IC H I A R AT I O N R : 

• l.. 

> , ^ ri 


D’AVGVSTO, 

INARGENTO. 

La medaglia di Augufto piccola in 
argentOjin giouenilc età, con vna corona in 
telta5& con lettere tali, caesari. avgvsto. 
Ha per riuerlb vn belliilìmo tempio , che ha 
le inlègne della militia dentro in qucUojCon 
lettere tali, MAR. vlt. cioè marti. yltori. 
Qiuefta medaglia fu battuta in Roma per 
onore di Ottauiano Augufto , eftcndo eftb 
ancora eiouinetto , in quel tempo , ch’egli 
vinie in battaglia Bruto & Cailìo interfct- 
tori di Celare , & in tempo etiandio, ch’egli 
edificò vn tempio in Roma à Marte vendi- 
catofe,il quale fu da lui confecrato à Marte, 
per la vendetta fatta del padre, come nel ri- 
uerlò di quella medaglia fi vede, che ha il 

tempio 




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III. 


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Fet- 


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pio 


DI medaglie antiche IJI 
tempio di Marre , co Je infegne dentro della 
militia . Del c^ual tempio cofì fcriue Sueto- 

niojnella fila vira. Aedcm Marti bello Phi- 

35 lippenfi prò vltione paterna rulcepto,voue- 
3> rat . Et altroue • Publica opera plurima ex- 
35 truxitjex quibus prarcipua , forum cum cede 

35 MartisvltoriSjtemplumApollinisin pala- 
35 tio ) cedem tonantis louis in Capitolio . Fu 
adunque tale medaglia battuta con il tem- 
pio di Marte in quello tempo , che Ottauio 
fece la vendetta contra Bruto & CalTio del- 
la morte del padre. 





2 



DI GHIA RAT IONE 



I.A MEDAGLiA di OttEuio d’aTgcnto 
piccola, in giouenile età, con lettcre,chc di- 
cono, caesar. IMF, vii.Haperriucrfbvna 
vittoria alata , fopra vn loco alto in piedi, có 
vna palma neirunamano,& neiraltra vna 
corona , & con due lerpenti dall’uno & l’al- 
tro lato,& con vn altro ferpentejche giacen 
do, s’intrica intorno alli due altri, có lettere. 
ASIA. RECEPTA. Quefta medaglia fu battu- 
ta in tempo della vittoria Afiatica , ouero di 
Egitto,cioè quando Ottauio hebbe vittoria 
contra Antonio & Cleopatra;percioche al- 
cuni per quelli tre lerpenti vogliono , che 
s’intenda la prouincia dell’ Alia . Ma io giu- 
dicherei piu tofto , che per gli tre lerpenti 
noi douelììmo intendere, che l’imperio Ro- 
mano s’hauellc inlìgnorito oggimai delle 
tre parti del mondo, della Europa , che pol- 

lèdeuano^ 


' V 


DI MEDAGIIfi ANTICGE ISÌ 
fedeuano , dell’ Africa , che p9CO auanti ha- 
ueano {bggiogata5& vltimamente dell’Afia, 
che acquiftata haucuano ; & coli alle altre 
due parti la terza fi era aggiunta . Nel qual 
tempo la prelente medaglia fu battuta . pe- 
rò che per gli ferpentijoltraaltri fignifìca- 
mentijnoi incendiamo le prouincicj & le re- 
gioni, & in tale medaglia i tre lèrpenti ci di- 
moftrano le tre prouincie & parti del mon- 
do tutto , Europa', Africa , & Alia. 






154 DICHIARATIONE 



L A M E D A GLA di’ Augufto Ìli argcn" 
tojgrande, di età giouenile jcon lettere talL 

IMF. CAESAR. DIVI. P. COS. VI. LIBERTA- 

Tis. p. R. viNDEx. Haperriucrfovnafìgu 
ra in piedi)Con il caduceo in mano , con let- 
tere lotto 5 che dicono, pax. Et ha dietro la 
figura vn ara, con vna lèrpc , & intorno vna 
bella corona. Quella medaglia fu battuta 
in tempo , che Ottauiano hebbe vinti li fuoi 
nimici Bruto & Calfio , & tutte le guerre ci- 
uili ; & che fermò in Roma rimperiojquan- 
do rellituì al popolo Romano la pace vni- 
uerlàle. Etgiudicojche folle battuta in quel 
tempo 3 che Ibpra vna colonna marmorea il 
popolo Romano gli drizzò in piazza vn tro 
feo d oro con l’infralcritto epitafìo. Il Sena:- 
to & popolo Romano ha conftituito quefto 
trofeo à Celare Ottauianojperchehamtro- 

dotta, 


DI MEbACÌLIÉ AKTICHÉ 1^5 
dotta,& ftabilita la pace vniuerfàle, per ma* 
re,& per terra , efièndo prima sbandeggiata 
per tutto il mondo 4 Era allora Ottauiano di 
età di ventiotto anni, & di tale età pare, che 
fia ancora nella medaglia; il quale tutte le 
città deificarono , fcriuendolo nel catalogo 
& numero de i loro Dei » Quel caduceo od 
riucrfb in manO di quella figura è legno del* 
la pace , il che dinotano le lettere, p a x. Il 
qual caduceo gli antichi cófècrarono à Mer 
curio 5 & da i pofteri fu prefo in fegno della 
pace 5 come ci dimoftrano molte medaglie 
in rame fegnate di cflb caduceo , con le let* 
terc efprelfe » Et perche il caduceo ha due 
ferpenti infieme giunti,io giudicherei, che il 
fignificaméto , per qudlOjdella pace & del- 
la concordia da ciò foflè prefo, percioche la 
figura del fèrpente in molti luoghi fu pofla 
& intefà, per la guen a & l’odio , & per ogni 
altro fegno d’inimicitia . Onde il baiCio,chc 
in queftì due leipenti fi fcorge nel Caduceo, 
dà lembianza di pace & di cócordia 4 Quél- 
Tara poi convna ferpe,èl‘ara della làlutej 
fignificantejchehauendo Ottauiano fupe* 
tati i Tuoi nimici , & impollo fine alle fèdi* 
rioni ciuili,f€rmato allora Tlmperio, lafciaf- 

1 4 feal 


D I C H I AR A T I O N E 
le al popolo Romano pace vniucrlàle, & fa- 
iute 5 per la liberta . Il che ci dimoftrano an- 
cora le lettere intorno alla teda, liberta- 
Tis. p. R. viNDEx. PercìochefctiueAppia- 
no Aleflandrino , che in tal tempo OttauLir 
no affermò hauere al tutto deliberato , fìibir 
to 5 che M. Antonio foffe ritornato diU’im- 
prefade’Parti^relHmire la Republica Ro- 
mana alla ftia prima libertà j perche haueua 
fperanzajcbe Antonio volentieri deponc- 
rebbe il principato ancora egli , effcndo cor 
poRe & pijite le guerre Ciudi ,* però tal me- 
d^lia fuifciittuta nel tempo ancora del fuo 


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DI MEDAGLIE ANTICHE I jy 



La medaglia di Ottauio d’argento, 
in età giouenile 5 con lettere 5 che dicono. 
CAESAR. AVGvsTvs.Haperriuerfbvnagran 
della in forma di cometa , con lettere , che 
dicono. Divvs. ivLivs. Q^eftaftellaè 
quella della crinita , onero cometaja quale 
fu creduta elTere l’anima di Ce fare , doppo 
la fua morte. Percioche fcriue Suetonio, 
che morto Cefare , egli fu rneHò nel nume- 
ro de gli Iddi) 5 non {blamente per bocca di 
colorojchc fopra ciò erano dcputati,ma an- 
cora 5 fecondo che il volgo fi perfuafè ; con- 
ciofia cofà, che in quei giórni , che Augudo 
fuo crede fàceua celebrare le fede in fuo 
onore , per fette di continui appai fè vna co- 
meta 5 che nafceua intorno al tramontar del 
Soleva quale fi credettc,chc foffe l’anima di 
Ce^e > che fbUSb dauixeeuuta in Ciclo ; 6 c 
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DICHIARATIONE f 
per qucfta cagione in tefta della 
nc li pone vna ftella. Adunque fi deue cre^e 
re , cne ad Ottauio in quefto tempo , & per 
memoria del padre Deificato folTe battuta 
cuicfia medaglia. 


- , L a m e d Àrc i i.A di Ottauio d’atgentò^' 
in età giouenile, lènza lettere intorno la te- 
dia. Ha per riuerfo due rami, con lettere, che 
.diconOi CABSAit. AVGvsTvs. Quelli due ra— 
ani, che dal riufcrlò di qudb medaglia fi ve«> 
-gono , vogliono alcuni , che fieno due ranu 
,di laui'ò i che gli Imperadori dietro al trion^- 
fó feguiteliano . La qual medaglia fu battUr 

•ta à paiticolar’ onore di Augufto. ^ 


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DI -'MEDAGLIE ANTICHE 1$9 


La medaglia di Ottauio d*argetìtOj 
in età giouenile 5 fenza lettere intorno alla 
tefta.Ha per riuerlb vna colà rotonda & co- 
caua,con lettere talL imp. caesak. divi. p. 
Quella colà rotonda , per quanto à me pa^- 
re,è vna patera, la quale vlàu^o gli antichi 
ne’ làcrincij .Et di quelle patere Ìi trouano 
in rame5& ancora fatte di marmo. Giudico^ 
che quella medaglia lìa Hata battuta ad ono 
re di Augullo^n quel tempo chellb prele il 
Pontificato MalTimOjpcr quella patera, ch’è 
vno inllrumento della religione , vlàto ne i 
làcrificij. 



14^ I>I C H I AR ATI O NE l 



La midaglia di Ottauio d’argento 
molto giouenc , con auefte lettere, c. c a e- - 
s AR. . . Ha per riuerlb vna Ibtua equeftre, 
contai lettere fotto. popvl. ivssv. Q^cfta 
fu vna ftatua equefti e,'la quale per coman- 
'damento del popolo tu ad Augufto diriz- 
zata ; & à tal tempo ancora fu la prclcnte 
medaglia battuta. • : 




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DI MEDAGLIE ANTICHE I4I 



La mbdaglia di Ottauio d’argento, 
in età fimilmente giouenilc, con lettere talii 
CAESAR. Haperriucrfo^^ltoro,con lette- 
re difopra* AVGvsTvs. Quefta mcdagliaru 
battuta per onorare Ottauiano,in tempo 
dei giuochi Taurilij ,cioè de tori, fatti 
iiiftituiti da Augufto. 

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14^» BICHI AR ATIONl . 



La medaglia di Ottauio grade d*ar 
gente in età giouenile , con lettere, i m p. 
CAESAR. Ha per riuerlb vna corona , col le- 
gno del Capricorno in mezo, che tiene fra i 
piedi il mondo, & vn corno di douitia di lò^ 
pra , con lettere tali di lòtto, avgvstvs. 
Quella medaglia fu battuta dapoi che fri 
predetto ad Ottauio llmperio, per la fua na 
tiuità . Percioche Icriue Suetonio,che ellèn 
do andato Augnilo à dar opera à gli lludi in 
Apollonia, andò à trouare in compagnia 
d’Aerippa,Teogene matematico nella Icuo 
la , doue egli inlegnaua . Dal quale ellèndo 
predette cole grandi , & eguali incredibili ad 
Agrippa , che fu il primo a dimadargli della 
fua natiuità. Augnilo lì llaua cheto, & per 
modo alcuno nonvolea manifellarli la fua 
natiuitàjhauendola nondimeno doppo mol 


DI.MEPAGLIB At^TICHE 14^ 
ti conforti , & prieghi manifeftata , & mo- 
ftrata à Teogene,, yilb eh ci Thebbc, fi leuò 
fulb 5 & adorò Au^ufto , Confidoffi dapoi 
Aug. & prefe tanto animo nel Tuo defilino, 
& buona fortuna , ch’egli diuolgò , & fece . 
palefe ad ognuno detta fiia natiuità,& fece 
battere vna medaglia d'argento col legno 
del Capricorno , nel qual legno era nato. 
Onde col teftimonio di Suetonio quella 
medaglia à gloria di Augullo fu battuta. 



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144 D I C H r A A À T 1 o N 1 ■ ' 



Vn'altra medagliainargentOjdelIa 
foniM piccola di Ottauio,ch e la medcfima, 
ma in piu giouenil’ età di quella di fopra, 
lenza lettere intorno alla tefta. Ha per riuer 
fo il medefimo Capricorno, col corno di do 
uitia di Ibpra , & ha fra i piedi il mondo col 
temone,con lettere tali difotto. avgvstvs. 
Quella medaglia fu battuta per memoria 
della lìia natiuità,& perauentura auanti del- 
la lbj>radetta,^i che io giudico, per eflère in 
più giouenili anni , che fia ftata delle due la 
pnmiera battuta . Il Como^pia fignifìca 
I abondantia ; & il mondo col temone ci di- 
nota la prouidentia, onero il gouemo & 
1 Imperio del mondo . Le quali due colè in 
quefta medaglia fono à quello Prindpe,per 
luo onore attribuite. 


DI. PEPAGLI E ANTIGRE I45 



La Medaglia di Ottauio d’argento 
in gioùenil’ età, & di buon maeftro , fcnza 
lettere intorno alla tefta . Ha per riuerlb cer 
tc lpoglie,con vn roftro di nane, vn’ ancorar 
& vn temone di fotto . con lettere . i m p. 
CAESAR. Quefta medaglia fu battuta dop- 
po la vittoria,che hebbe. Ottauiano in mare 
contra M/ Antonio & Cleopatra al promon 
tprio Attio ; & quelle Ipoglie fono del det- 
to M. Antonio & Cleopatra , & il temone 
con l’ancora , e’I roftro della nane , fono fo- 
gno della vittoria naualedi quelli riceuuta 
da eftb Augufto. 


D I C H I A H A T I O N E 



A MED ALO I A di Ottauio d'argcnto. 
In età giouenile,con lettere, caesar. av- 
Gv ST vs. Ha per riuerfo vno fcudojcon que- 
lle lettere, i. p. q. r. cl. v. in mezo del det- 
to feudo. Quello feudo nel ripcrlò di tal me 
daglia è vno di quegli feudi inilitari , che à i 
eaualieri Romani u donauano in legno ,ò 
premio , & onore della lor virtù . Et fu que- 
lla medaglia battuta per onorare Au^ulla 


p 4 1 «A *. • ^ 






Dlj MEDAG|.ip. ANTIOPE ^147 



. La m e d a g l I a di Qttauio (J’^Tgento 
in età quafi pueri)e^on lettere tali, caesar. 

ixpR. . . Haperriuer 
fo le infere della religione ♦ cioè la patera, 
. il valbj ilTituo , Se altre iniegne , con lettere 
di iqpra t^i. eos. iter* et. ter. desio. 
Io giudicojche quella medaglia folle hattu- 
. ta in tempo , ehe Ottauio prelè il Pontifica- 
to Malfimp , ^ particolare onor Tuo, perche 
quelle infegne della religio^ie lo dimo- 
ftrano, ^ ‘ ' 



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' ì, A in I c A G l’ i A di Ottauiò in 'argen- 
w,belliflima,in età moltógiouénilé,còn kt 
terctali. caesar. imp* pònt, hi. vìr. 
p, c. cioè.Csfar. Irni^eràtot. Potìtìfex. 
Triumuir.Reipublics.Góftitùende. Ha die- 
trolefpalleii lituo , fcgnO della réligionC. 
Dalla parte tiuerik è la tetta di M. Antonio, 
con vn vafo da dietro, Indegna della religft^ 
nc • con tdi lettere, m. ant. imp. avg. lit. 
viR»' K. p. c. L. gell. ' •'* •' cioè . MarcuS* 

Antortius.Impcr.Aueur.Triumuir.Reìpub. 
Cóftitucnd 2 e.&c. Quella medaglia fu batta 
ta per onore di Aug.nel tepo del Ilio trium- 
uirato • Quando Lepido^Àntònio, & Otta- 
ilio diuifero infra loro llmperio de Roma- 
ni ;& die fi fecero f.gnori 6c monarchi di 

Roma. 


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DI MEDAGLIE ANTICHE 1^9 



La mìdaglia diOttauio,piccoIain 
argent05belMìma3Ìn matura età, con lette- 
re tali» CAESAR. AVGvsTvs. Haper riuerfb 
vn foitiltìrqo leone , che fta (òpra la fchiena 
ad yn ceruo,& co’ denti, & con le vnghie lo 
afferra,sì,che lo fa cadere, con quefte lettc- 
reintorno. m. DVRAjrvs. ,iii. vir.. Quella 
medaglia ad onore di Aùgulio fu battuta,& 
perauentura in tempo della vittoria Attiaca 
<:Qntra M. Antonio, percioche il leone fi 
attribuilce alla fortezza , & alla ferocità , sì 
come il ceruoal timore, & alla debolezza 
fi riferilcc . Potremmo noi ancor dire , che 
quelb animali dal riuerfb di tal medaglia 
foffero il combatdmento di vn leone , & 
di vn ccruo neigiugcW Secolari Kauen- 
^ , celebrato Augnilo in tempb.uiQ quelle 
felle & giuochi Secolari , Ibliti di farli ogni 
cento diece anni in onore di alcuni Iddi]. 


IJO DI C H I A r'ÀT ì O 



L A M È D A G L I A dì Ottauio d’argento, 
di buoii ìnacftro , con lettere tali. cAESAi(.r 
AVGvstvs. Ha per riuerfb vno feudo, con 
tai lettere in mezo d elio feudo, cl. v. & 
s. p. R. ìntomOj&siGNis. RECEPTis. con 
le infegrié militari dall ’utio & dall'altro can 
to dello feudo , Fu battuta quella medàglia 
in tempo della guerra pàitica,doppo quella 
vittoria. Perche, come fcriue Suetonio, 
mentre che Augufló andana ripigliando 
l’Armenia , i Parti ancora lenza molto con- 
trailo , fi rìdulTèró alla vbidienza di Cdàre^ 
&gli renderono le inlègne militari, chea 
M. Crallb , & à M. Antonio haueanó tolte* 
Et oltre à ciò gli ofFcrlòno flatichi * D che di 
mollrano le lettere, s i g n i s. r i c e pt i s* 
Ónde per irtemoria di quella imprelà,& pejf 
onore di Aug.fu tal medaglia battuta* 


DI MBDAGLIfi ANTICHfi 


La Medaglia di Ottaulo , irt a^eiV 
tOjin affai matura età, con vna corona in te-» 
tb,& con lettere tali, caes, avgvstvs. tr* 
poT. Ha per riuerfo vna colonna , con lette-- 
re dentro in quella fcolpitejche dicono. 

IMP. CAE8. AVO. LVD. SAEC.Etpoi XV. 8. F* 

Scaltre lettere intorno, l. mescinivs. rv^ 
Fvs. III. viR. Quefta medaglia io giudico, 
chefìaftata battuta per memoria de i giuo- 
chi Secolari, celebrati da Augufto, & in 
■quel tempo ancora* Percioche Suetonio 
nella Tua vita afferma, che Augufto in fu<^ 
tempo fece celebrare detti giuochi Seco ^ 
ri , oltre ad alcune altre cerimonie 6c f èfk, 
contai parole. 

^ Nonnulla etìafn ex antiquis C(3erìft*iom)s 
yy paulatim aboli^a relHtuit,vtSalutÌ:saugu- 
„ rium, Diale fiaj,ninium,bcrum ):upercalej 



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I 5 1 D I C H I ARA tì b'fi ’É ‘ ^ 
ludos fsECulare^ compk^litios . Lupcr- 
calibus vetuit currcre imbcrbips . Item &cu 
laribus ludis iiìue^es prohi- 

buit vlliim rio(^,umuib /pci^acjulu frequen- 
tare, nifi cupi aliqiuo maibrc’^ìiajtu prqpin- 
quorum. L'^ktterc nella colonna defcrit- 
tejdicono. im'p^ratori^. c^^^aris. avgv- 
sTi. LVDi. saecvìajies^ Ilclieci dimoftra, 

' che in tcmpdjxdie furono celebrati da Aug. 

• tai giuochi, per memoriafoirequeftamc& 
glia battuta . Quella colonna, nella quale fi 
veggono tai lettere fcolpite> ha non lo che 
- nermo fignificamento,cne appartiene al pu 
blico ile quali colonne non lenza miftico 
intendimento vfàuano gli antichi, perciò- 
che non lòlo fighificauano perla colónna il 
termino , ma erano alle voltele colonne le- 
gni & inicij di fermezza, alcune erdhò,co- 
me memorie di qualche chiaro fattó',&di 
‘vnafama jdaefière Iburalacondìtione de‘ 
^•wibrtali léuata infino al cielo, alciihe Ì cat- 
tiuità,alcune di dcftruttione àrouina j ^ al- 
’ tre di qpprobrio . Di maniera,che la coloa- 
na ci inoltra cola al publicó appartenente* 


DI .M^EDAGLIfrf ANTICHE 15 ^ 


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;L A m’ E IX A G L r A di Ottai|io li? ord, bel 
lilTima y & di buon maeftrb , con lettere tali. 

IMF. CAESARI. AVG. COS. XI. TRI. FOT. VI. 

s. F. R. Ha per riuerfbvn bellilllmo arco 
trionfale,con quattro caualli in cima5& vna 
figura (òpra i cauaUi,& due altre figure , vna 
per parte dei caualli, che portano in mano 
le inlègne militari j con lettere tali intorno. 

CIVIB. ET. SIGN. MILir. A. PART. RECVP. 

’ cioè. Giuibus &fignis militaribus à Parthis 
recuperatis . Quefta medaglia fu battuta, sì 
come la prima d’argento , doppo la vittoria 
Partica,cioè, quando i Parti renderono i pri 
gioni , & le infegne .militari ad Augu. che à 
Crallb , & à M. Antonio tolte haueano . Et 




154 dichiaràtionb 
Augufto. Ve ne fono ancora in argento,bat 
tute per memoria di tal vittoria, con quefto 
arco trionfale per riiierfo , con lettere , che 

dicono. CIVIB. ET. SIGM. A. PARTHIS. RE- 
STI TV T I S . Et vn’altra pur d’argento, con vna 
porta trionfale da riuerfo, con quattro ca- 
ualli in cima,& lettere tali. iMP. x. tr. pot- 
V. s.p. R. siGNis. RECEPT. PcrcHe coo il ri- 
uerfo di yna impreià fola 5 variamente de- 


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DI MEDAGLIE ANTICHE I55 



TIBERIO CESARE, 


I N R A M E • 

La medaglia di Tiberio grande di 
bel rfietallojCon lettere, che dicono, ti, 

CASSAR. DtVI. AVO. V, AVGVST. IMPERATA 

V 1 1. Ha per riuerib vno feudo, onero vna pa 
tera che lìa , con la iniagine della dementia 
nelmezo ilTipretìà,&ai fbpra 'lettere tali* 
MODERATioNi . Et alcuna ha clementiae. 
Et s. c. Quefta medaglia fu battuta, per firn 
plice gloria oueradulatione<li quello Prin* 
cipe I Perciochc ferine Suetonio , che Tibc-* 
rio, beiiche da fe foffe di afpra & ruuida'na- 
tura,nóndimeno in appaienza fi dimoftraua 
molto benigno & vmano ; & di vna fingo-» 
lare moderatione d’ajnimo . Et di tale vma^ 
hità Tua mollrò con parole in Senato pht 

volte 


1^6 01 CHIAR ATIO NF 

volte molti fegui , quantunque poi Tiberio 
in fatti hauelTevna.natura contraria. 



La m e d a g‘l I A di Tiberio in rame , 
grande’, & di mezana grandezza, con lette- 
re, che dicono, ti. CAESAR. AVGVST. F. IM- 

pERAT. VII. Ha per riueribvù tempio, con 
due vittorie di l'opra , ciaicuria delle quali 
tiene in manovna cproira'v?ttori0(à , & vi 
fono lettere lotto la baie dèi d^tfo tempio, 
tali.RQM. RT, AVO. Qi^elfo^Fvw «empio da 
ipoppli dcH’Alia à Tiberio- dèdic'atb , & le 
lettere dicono, romar. et. "avo v sto-. Per- 
doebe faine Suetonio,cKfe Tiberio quanto 
ailieprouincienon diede rriailogo lòuueni- 
jTicto,nè foccorlb alcuno j fuor che all’Afia, 
doiie i tr.emuo.ti haueuano fatto danni allài, 
& rouinate aldine città , le’quali.dJò Tiber 
rioreftituì,facendolereedificàrei Ondei po 


DI 'MÈùXgÌIM ANTK^rffi 157 

poli dcH’Afia ^^1 riceuììta benefìcio grati, 
a gloria del}Imperarlore*& di Roma, que- 
llo tempio fecero j & ne fu poi per memo- 
ria la medaglia tattuia col jdetto tempio. 
Et in tertifaonio di ciò vi è la bella meda- 
glia diTibètìo,cli metallo Còfìhthio , gran- 
dibattuta in Roma, con lettere dal riuerfb, 
& s. c. & dall' altm. parte con la figura di cf- 
*fo Tiberio' fcdeW Yiù'àttà di' riafur'alf,& 
“Ietterb",'éhé'dieÓhO . CI vtTArièvs. AsrXfi. 

nr '• f ':7r.b7 ^ j-Jnoh A j:nv <j 1 . .. r-‘ • v 
-A?.' .-^iT^oq .ornoariii'. . /j.j 

CTgrl.rJl'^ijP .iiY': r 

jìi;ugr.bam l/:j ih ( L o jt 

-*y/ roG i.ILb ‘v 7 

7Ì?30fTi fJlfjgiiA T rii j 'jjiìl': cir'h 
tJfUgiani f.ì * >ik'ì j,: 5 Dri:;b Jirp -óflr;!?u/ bò 
jyjr. -i anoiniqo 'fiuip jd j e::j{n? i/bb 

.*Ìn..qe£3unr4f/l/:ii;/.h‘>fvi r.flar»i> . ^ 

, . ’ . . ‘n‘Jcin'ibioiio:v:L:j:> 


158 DICHIARATtONE, , 



’Xa medaglia diTibério, inramcjdi 
. inczana grandezza , co lettere t^ ti. cab- 

8AR. DIVI. AVO. F. AVGVSTVS. XMp, VII, Ha 

perriuerfovna figura fedente, velata, con 
». c. & con lettere tali incorno, ponti f. ma- 
RiM. TRiBVN. poTEST. XVII. Quclla fi<nini 
lèdente, che dal riuerfo di tal medagSafì 
vede,è la imagine della Dea Salute, che vo- 
gliono alcuni, che fia Liuia Augufta moglie 
di Augufto, 041 deificata fiotto la imagjne 
della Dea Salute ila qual’ opinione io non 
rifiuto . Quella medaglia fu battuta à parti- 
colare onor di Tiberio, 




/ 


di’ medaglie ' ANTLCOB ^ 



L a MED A o 1 i ' a* (fi GX Calicula ) ^ tnc 
tallo Corìnthio,grandc , belliilìmaj con let- 
tere tali. C. CAESAR.* ‘ÀVG.' OERMANlCVWj 

poN, M. TR. poT. Ha pCT riuerfo llmpek»- 
dore fbpra vn palco'j doueè vna lediayiii 
piedi,& à baffo fono cincjue fipure di folda- 
(i armati,& con le infegne militari 9 con let- 
terej ebe dicono, adlocvt. coh. cioè, ad- 
LocvTio. cpHORTis. Q^cfta medaglia fu 
battuta per onorare Calicula , & quefto è 
vn parlamento , che fa rimperadofc a’ fol* 
dati. 


pi^»IAkATION» X 



La MBDAGLiA diC.CalicuIa5Ìnra- 
mejdimczana grandezza 5 & di buon mac- 
ftro . con lettere tali. c. caesar. avo. gbr- 


MANicvs.'poN. M* yr. poT. Ha pet riuerfò 
vna bella figura lèdente , & velata^ con s..c. 
flettere di Ibpra tali, vesta, (^eftafigura 
è il fimolacro della Dea Vefta ledente, & ta 
Jcfiòruoua ancora in altre medàglie. ’ 


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TIBERIO CLAVDIO. 


I N K A M E . 

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La medaglia di Tiberio Claudio j 
di metallo Corinthio^con lettere, che dico- 

/ no TI, CLAVDIVS. CEASAR. AVG. P. M, TR. ?• 

iMP. con vna bolla, con lettere tali dietro 
alla tefta. n. c. a. p. r. cioè . Nobis , conceT 
fum . à popula Romano . Ha per riuerfo \ti 
belliffimo arco,che ha fopra vna ftatua eque 
fhe in mezo di due trofei carichi di Ipoglie, 
con s. c. & con altre lettere intorno t3i.- 

NERO. CLAVDIVS. DRVSVS, GERMAN. IMP. 

Quella medaglia fu battuta à perpetua me- ' 
moria & onore del trionfo Britannico. Per- 
cioche quella loia imprelà Icriue Tranquil- 
lo , che fece Claudio a* fuoi giorni , che fu 
Timprclà della Inghilterra . Conciona colà 

L che 


ì. 


1.6.H: D I C H I A R A T I O N E l d 

che hauédo ordinato il Senato , per (uo 

onore ^li folfero cócdii gli ornamenti n ion 
falijdelidcrando Claudio di trionfare , eleg- 
ie, per mandar ad effetto queflio ìlio defide- 
rio, Timprefà della Inghilterra. Onde parti- 
tofida Oftia,&andandofène alla volta di 
quefta Ifola , per mare , & hauehdola lènza 
alcuna battaglia5& fenza fàngue , ridotta in 
brieue in fuo-potercjtornò à Roma, & trion 
fò con grandifiìmo apparato . Et quello è 
vn arco , con la ftatua equeftre di Claudio, 
& quelle fono le fpoglie de’ Britanni. Ma 
perauentura noi potremo dire, che queft’ar- 
CQ, pollo dal riucrfo nella medaglia di Clau 
diq,f!pt,ire quell’arco di marmo tnonfale,che 
il Senato tra molte altre colè, ordinò che 
nel mezo della via Appia fi edificallè in ono 
re del padre di Claudio, che fu Nerone Dm 
fo, che enti'ò in Roma , trionfante , & vitto- 
riofo contra i Gerrnani j nel qual arco volle 
il Senato, che folfero Icolpiti i fuoi trofei, & 
le fuc vittorie, & volle, che i fuoi delcendcn 
ti fodero cognominati Germanici ; come 
forine Sueton. Il che le lettere dal riuerlb di 
detta medagha par che dimollrino. 


PnMBPAGLIB ANTieflB idjj 



La medaglia di Claudio 5 di metal- 
lo giallo 3 grande 5 con lettere , che dicono^ 

TI. CLAVDIVS. CASSAR. AVG. P. M. TR. P. 

iMP, p. p. Ha per riucrlb vna figura in pied^ 
con vn fiore in mano , & con lettere tali. 
iMP, T. vEsp. AVG. REST. cioè . Impctator, 
Titus. Velpafianus. Auguft. reftituit &. s. c. 
Quefta medaglia fu battuta da Tito ad onó 
re & memoria di Claudio doppo la fu4 
morte. 





* La me dagli 
giouenile età,& fcnza corona in tcfta , Gré-^ 
ca>dimezana grandezza , con lettere tali; 
TI. kaayaios. kaicap. Haperriuerfo 
vna cofa rotonda,come vno feudo, con let- 
tere intorno , che dicono. M a K e a o n aN; 
2EB AST02. Le lettere di (opra dicono. 
Tiberius . Claudius . Ccefàr. Et quelle altre. 
Macedonum. Auguftus . Q^fta medagliaf 
fu battuta da i Macedoni ad onore di Clau- 
dio Imperadorc. I quali in quella medaslia, 
lo chiamauano il loro Augullo,o 
cipe,per gratificarlèlo. 


1^4 T >1 


I 





DI medaglie ANTICHE iSf 


La MEpAOLiA di ClaudiOjdf piccola 
forma , con bella vernice verde , Greca , in 
rame , che ha vna ftella dauanti la tefta, con 
lettere tali. ti. k a A Y. K A i c a P. cioè . Ti- 
berius. Claudius . CjEfàr . Ha per riucrfb vn 
feroce toro , che alza l’vno de’ piedi , & ab- 
bafl&ndo il capo fta in atto di cozzar con le 
coma, con lettere tali.ArTOKpA)T. cioè 
Imperator. Quella medaglia fu battuta da 
^cuna città della Grecia, il nome della qua- 
le non fi legge nella medaglia elpre(lò,ad 
onordi Claudio. Et il Toro qui è legnato, 
per dimoftrare ferocità & fortezza, & tanto 
piu nellatto , che vi fi truoua Icolpito . Per- 
cioche per quello animale gli antichi figni- 
ficauano alle volte forza & ferocità, & va- 
lore, si come ancora in altre varie medaglie 
Greche vediamo 




i PÀ 


/ 



l66 DICHl AR ATtOrf* 

radoriRomani. La qual fortezza ^auen- 
tura fu per adulatione attribuita a quello 
Principe da quella città,che gli f^e battere 
quella medaglia. 

DI NERONE CLAVpIO. 


La medaglia diNetonc Claudio 
grande , di metallo Cotinthio , con lettere 

y ?llL Np.RQ. CLAVDIVS* CAESAR. AVO. CSR.M« 

p,M. TR. p. iMP. P.p.Haperriuerlòvnpor ' 
tòjCÓn alquante naiiijìn diuerfè forme, & di 
minutillìnia figura (coIpite,& vna figura nel 
porto ledentCjdi Nettuno,chc con la deftr^ 
appoggia vn temone in terra , & con la fini- 
ftra abbraccia vn delfino con lettere,che di- 

cono. AVGVSTI, POR. OST. & S. C. ClOC AV-" 
CVSTI. PORTVS. OSTIENSIS.&C. Quello por 



IN RAME. 


toc 


V 


di: medaglie antiche i6j 
to è il porto di Oftia da Claudio edificato, il 
qual Giulio Celare s’era mellc) più volte 
per edificare, & dapoi elfendoli paruta la im 
prcfa difficiled’haueua abbandonata. Clau- 
dio edificòil detto porto d’Oftia . Per Net- 
tuno fopra il porto lèdente , Intendiamo la 
quiete del mare. Et il temone cacciato à ter 
ra ci dà legno della nauigatione nel porto. 
Il Delfino abbracciato con l’altra mano, di- 
moftralati-anquillità del mare; &■ .tutto il 
commouimento' dell’onde acquetato. 



La medaglia di Nerone, grandcjdi 
metallo giallo, con lettere, che dicono. 


NERO. CLAVDIVS. CAESAR, AVO.. GER. P. M. 

TR. p. iMP. p.p.Hidal riuerfò rimperator 
Nerone fopravn palco, con quattro figure 
àbafib, co lettere tali. gong. i. dat. pop. 
cioè.Congiarium primumdatum popula. 
&vi èvnaltro riuerlòdella medefima me- 
daglia,che dice. gong. ii. cioè Congiarium 
fecundum . Quelli erano i Congiarij, ò do- 
natiui, i quali tutti gli Imperadori dauano al 
popolo per gratificarfelo con la liberalità. 
Pcrcioche Icriue Suetonio , che Nerone,ef^ 
fèndo giouanetto,quando condotto in piaz 
za prefc la toga virile,diede la mancia alpo- 
polo , & fece il donatiuo à i lòldati . Et che 
limigliantcmcnte ordinò, che à i foldati pre 
toriani, eh erano quegli della lua guardia» 

folle 




Dr MEDAGLIE^ ANTICHE 

foflèdato gratuitamente il grano, che lor 
bifognaua,me{è per mele . Et , fecondo dìe 
faceuano gli Imperadori quefti donatiui , fi 
poneuafopra le medaglie. CONO. i. & ii. 
CON. III. Et Quando donauano milure di 
grano al popolo, quando ancora danari, à 
tanti per cialcono , come recitano le ifiorie. 
Onde per gloria della liberalità del Princi- 
pe fi batteuano le medaglie con tali riùerfi. 
Et fono queftedue me<wgliedi Nerone ili 
etàgiouenile. . . - 


'I 



La medaglia di Nerone grande, di 
bel metallo, con lettere , che dicono, nero. 

CLAVD. CAESAR. AVG. GER. P. M. TR. P. IMP. 

p. p. è in età giouenile . Ha per riuerfo ITm- 
perador fopra vn palco , con vn certo edifi- 
cio di dietro, il qual parla ad alquante figu- 
re di foldati, che hanno nelle mani le infe- 
gne delle legioni ; con s. c. & quefte lette- 
re lotto. ADLOeVT. COH. CÌoè ADLOCVTIO. 
coHORTis. ò , cohorti , che lignifica vn par- 
lamento di Nerone à Ibldati . Quella meda 
glia fu battuta per onorare quello Prin- 
cipe. 


DI MEDAGLIE ÀNTtCHS X7I 



W La medaglia di Nerone, grandcjdi 
metallo bellilfimojcon lettere , che dicono. 

.1* NERO. CLAVD. CAESAR. AVO. GER. P. M. TR. 

It- p. iMP. p. p. Ha per riuerfo vn'arco trionft- 
é le molto beUo 3 con quattro caualli in ernia, 

con alcune figure dall Vna & dall’altra par- 
ie te de’ caualli, con s. c. Quello arco trionfa- 

leif le credo che folle à Nerone drizzato per la 
n» vittoria de’ Parti , fecondo che feriue Cor- 

ipf nelio Tacito , & dtri illorici . Et in tal tem- 
aci po fu ad onor di Nerone quella medaglia 
pi» battuta. Credefi, che quei caualli, i quali li 

veggono lòpra la chiela di S. Marco m Ve-*- 
nctia , opera rara , & di eccellente artefice, 
fieno li medefimi, con quei che lòno nella 
medaglia,lbpra l’arco di Nerone, i quali fu- 
ron portati di Oriente à Venetia,forfe in 
quelle parti da prima tralportati da Roma, 

doppo 


I 


172» DreHIAR ATIONB r . 
doppo la declinatione del Romano im- 
perio. 



. La MEDAGLIA di Ncron c^di bcl mc- . 
tallo 5 grande , & di mezana grandezza, con 
lettere tali . NERO, clavd. caesar. avo. 
CER. p.M. TR. p. iMP. p. p.Haperriuerlbil 
tempio di Giano , chiufo , con s. c. & altre 
lettere tali. pace, p, r. terra, mari. q. 
PARTA. lANVM. cLvsiT . Qucfta medaglia 
fu battuta in quel ten^o ad onor di Nero- 
ne 5 quando eflb chiufe quello tempio . Per 
cicche dice Suetonio , che Nerone chiulè il 
tempio di Giano Gemino , cioè che hauea 
due facce, perciochej allora lìon era piu 
guerra in alcun luogo , anzi tutte erano ter- 
minate , nè alcuna reliquia ne era rimala, c 


DI • WEDAGtIE ANTIGHB 



La MEDAGLIA di Nerone, df bel me 
tallojgfande , con lettere tali. nero^. clav-. 
r>ivs.convn legno dauaiittitvóko di Nero 
ne tale J .rimdlò d’argento. Hà'per riuerlo' 
vn carrojcon vna Dea lopra,'laqual con vna: 
mano li tien la corona in tefta,& ha vna fìgir 
rina dauanti con le mani giuhte.Il carro è ti-* 
rato da due Leoni,& ha dauanti i Leoni due 
figure, con certe lettere efterne oucro barba; 
reietto, che cortole dall’antichità [non li 
polTono dilcemere . Quello carro è à carro 
della Dea Cibele, che i gentili chiamauano 
madre degli Dei,il quale era menato da’Leo 


l 174 DI CHI ARATI ONTli 



ftrojcon lettere tali. imp. nero, cassar. 
AVG.p.MAx.Ha per riiierfo, come vn lettOjCo 
vna figura di donna ftelàui jfbpra , credo che 
fia vn lettiftemio fènza.s. c.Haueuano i Ro- 
mani in vfi) 5 per fupplicare glilddij di fare 
quelli lettiftemi, che erano alcuni letd,iquà 
lilèendeuano ne i Tempi quando voleua- 
no pregarejche gli Iddij lor tbflèro propicij. 



LAMEDAGLiAdi NcronCjdì bel metal 
lo,con vna palma intagliata ydauanti il voi-, 
to Tuo , con lettere , cne dicono . imp . ne- 
Ro.cAESAR.AVG.p.MAx . Ha perriuerlo vna fi. 
gura à Cauallojcon vn’afta in mano , che fai' 
ta addoflò à due figure diftefè per terra. . 
Quella medaglia non fu battuta in Roma, 
& f u fatta ad onore di Nerone . La figura à 
cauallo èNerone,che vna & abbatte i nemi , 
ci,&èlènza.s.c. 

Vr •.vno'i 



Di G H r A CATIONE ^ ^ 



La medaglia diNerone5gràhde,&, 
dibuonrileuojinramejconqucfte lettere. 

KERO.CLAVD.CAESAU.AVG.GER.P.M.TR.P.IMP. 

p . p . Ha per riuerfò vn belliflimo carro con 
vna donna fopra , & vn*altra figura d’un au 
riga dauanti’', ilqual carro è tirato da quat- 
tro ferociflìmi leoni , C^efta medaglia , per 
quanto io credo , non fu battuta in Roma , 
ma fuori di Roma , à particolare onore di 
Nerone il carro coi leoni è della Dea 
Cibelejla quale come se detto poco auanti 
era tirata in vn corroda quattro leoni, & 
nonha.s.c. 


DI m^daclie antiche iq’ji 



La m e d a q l I a di Nerone^pÌGcoIa^di 
buon macftrOiin ramejin età giouenile, con > 
letteretali.^NEB.o. cAEs. AVO. ime* Ha per- 
riuerfo vna tauola , in forma di vn tripode, 
fbpra ilqiiale è vn vaiò , & vna corona , con ? 
certi animali lotto ,& lettere tali intorno.'' 
CER. qyiNq. ROMi CO.& s. c . Quefta meda*> 
glia fu battuta in tempo, & per memoria , 
del giuoco quinquennale , ordinato da Ne- 
rone in Romani! quale fu il primo, che inlH- 
tuì,che ogni cinque anni tal giuoco fi cele- 
brallc 5 lècódo che Tranquillo nella vita fua 
5, contai parole ci fa teftimonio .Inftituit & ^ 
„ quinquennale certamen primus omnium r 
,5 Romee, more gr^co triplex , muficumjgym 
3, nicum 5 equeftrejquod appcUauit Neronia. 
Le lettere dal riuerlò di quefta medaglia , fi 
hanno da intendere così,per quanto io giu- 
dico.Certamem Qumquénale.Romx^Con 
ditum. i 


M 


\ 


I’7 8 D I C H T A R A T I O N B ^ 



La me d AG ^ di Nerone ^ Greca , 
grande, in ràme,in giduenile età^co n la teda 
coronata, & con lettere tali . .^.^aP/ AY- 
TOKPATxi P^ N&P; ^ -cio è Caefer.Impera*- 
tor . Nero .Ha per rìucrfo vna figura di vna 
Vittoria, che cònladeftramano tiene vna 
corona •> & nella fimftra ha alcune palme> 
cOn lettere tali dauanti . POAiyN., Quefta 
medaglia fti battuta ad onor di Nerone an- 
cora giouinetto dai Rodij,i quali furono a 
Nerone molto affettionati, perche Nerone 
dfendo Imperadore , andò à Rodi, come 
Suetonio nella vita fua fa mentione ,ò ve 
ramente fi può giudicare y che a gloria fiw 
quefta medaglia bateftèro , in gratitudi^- 
ne del fauore riceuuto da eftb Nerone, qua- 
do egli in Senato dinanzi al padre fece vna 
oratione in greco à fauore de' Rodiotti, co- 
me il medefimo Suetonio con tai parole ci 


rende teftimonio. 


Apud 


> 


DI , MEDAGLIE ANTICHE I7P 
fy 'Apud eundem Gos.pro Bonopiciìfibus 
5, Latinè^ro Rhodij Sj atquc Ilienfibus Grecè 
verbafeat. Si vede ancóra in tal medaglia 
eflb Nerone moIcQ gioiiinetto , quale era à 
quello tempo^ché egli orò à fauorc di' quc- 
fiiin Senato. 


55 


53 


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La MiDAGLiA di Nerone piccokjdi 
buon maeftrojdi metallo corrinthio ^molto 
giouinetto , con lettere tali . nero . clav- 
Divs. CAESAR. AVO. GERMANic. Haperiìuer 
fbfopravnpalchetto vna belliflìma figura 
d’vn Apollo 5 che ha vna cetara in mano , & 
lettere tali intorno, pontifex.max. , .imp. 
p. p. & . s. c. Quefta medaglia fu battuta à 
gloria di Nerone, à tempo, che egli cantan- 
do fbnaua di cetera,&andaua comparendo 
{òpra i palchi , & per le leene dinanzi al po- 
polo, quando gli fu da i giudici donatala 

M 2 corona 



„ btoidiehte j;fofeau(qaàn<iààni eri 

” gu? vocis & fufc?)pro<Ure m 

pii t , fubinde inter familiares Gr?cnm pi^ 
uerbium iaaans,ocultj muficae nuUum eflc 
refpe(5tum. JEtaltioue. ^ ^ 

Sacras coronas in cubicul.s circum letos 
pofuit.Item ftatuas fcas cithatadico tmbi- 
tu,qua nota etiam numu ^ 

dalrluerfo'con la cetcfae di Nerone fopra 
quel palchetto, fono la fqnna diApoUine 
?! ^nPp-nnrole di Suctonio an- 


» 

33 

33 

3> 

33 

33 

33 

33 



tal cagiopc5& à quello tempo battuta^ 
Roma. , , -, j ^r.}yA ileo 

^ .',C ' ’ .KAZaAP .^>.7ia 

; Efiir’HVd r.rrv oaitifÌe;iv4;:-.'j:*Lqt>ì''óì 
.:rv i iirirn n; r.o f;r,-£^l3fbcrUcriA rrv’b 

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DI J^EDAGLIE ANTICHE l2l 



DI SERGIO GALEA, 

• » • r A 

J N R A M E . 

• , ^ 

La medaglia di Sergio Galba agrari 
de, di bel metallo , & di eccellente maeftro, 
con lettere tali. ser. galea, imp. caes. avg, 
TR. p. Ha per riuerfb vna bellilfima figura fè 
dente, che nella delira tiene vn ramo di oli- 
uo,& nella finiftra vna mazza.con lettere ta 
li, PAX. AVGYST. &.S. c. Quefta medaglia 
non fu battuta ad altro fine , che per fimpli- 
ce onore di Galbai& quella figura col ra- 
mo di oliuo in mano è la Dea Pace.Concio 
fia cofa, chela oliua ancora fiafegno della 
pace,sì come noi in altre medaglie veggia- 
mo,che làrebbe lungo particolarmente an- 
darle commemorando. 


iSz DICHIARATIONB 



I N ARGENTO. 


‘ La medaglia di Otone, in argento 
piccola, con lettere tali. imp. otho. caesar. 
avg. tr. p. Haperriuerfovna figura in pie- 
di,che nella delira tiene vna corona , & nel^ 
lafinillravnalla,& ha lettere tali intorno. 
SECVRITAS. p. R. QucHa medaglia non fii 
battuta per altra occafione à quello Princi- 
pc,che per onore,& gloria fua j & quella fi- 
gura dal riuerlb di quella medaglia, e laDea 
Securità,la quale nelle altre medaglie è va- 
riamente dilcgnata,& figurata . La medefi- 
ma medaglia li truoua ancora in oro con 1’:* 
‘ftelfo riuerlb ; ma in rame, che Ila antica , io 
non la ho ancora veduta • 


DI^MEi;>AGlIE ANTICGl l8^ 



; DI AVLO VITELLIO, 

IN RAME, 

V La medaglia di AuIoVitelliOjbellif 
fima5grandcj& di buon rileuo,in bel metal- 
lo 5 col petto 5 & con lettere tali. a. v i t el- 

LIVS. GERMAN. IMF. AVG. P. M. TR. P. Ha pCf 

riuerfò vna belliilìma figura in piedi divn 
Marte Gradiuo , che nella deftra tiene vn' 
afta,& con la finiftra porta vn trofeo in Ipal 
la carico di Ipoglie, con. s,c. Quefta meda 
glia fu battuta in Roma ad onore & gloria 
di Vitellio, il quale, benché foflè crudele,«Sc 
pieno di molti vitij , nondimeno adulando- 
li il popolo Romano , per onorarlo gli fece 
battere quella medaglia , 

M 4 




DI VESPASIANO AVG. 

■ IN kAME. 

r 

' La m e d a g l I a di Vefpafìano Augu- 
^ ftojdi bel metallo, con lettere , che dicono. 
* IMF. CAES. VESPASIAN.AVg. P. M. TR. P. P. P. 
cos. III. Ha per riuerfo due figure, &vn ar- 
bore di vno Dattero in mezo delle due figu 
re . Luna delle quali è d’una donna con la 
; mano Torto le guance mefta in vifta , & dal- 
laltra parte è vr^rigione con le mani lega- 
te di dietro le (pale . Quella medaglia fu 
; battuta quando Vefpafiano fu eletto capi- 
■ tano alla imprefà della Giudea , nella quale 
' Ve^afiano elefiè ancora per vno de’ fuoi le 
gati Tito Tuo figliuolo maggiore . Onde,co 
me prinia egli véne in quella prouincia , tut 
te le città di quella venero à Tua deuotione. 
Le lettere del riuerfo dicono, ivdaea. 



Dr medaglie' anttchh 
CAPTA, con. s. c. La figura della donna me- 
tta è la prouincia della Giudea fbggiogata • 
il cattiuo è vn giudeo. Per Tarborc della pai 
ma cifi dimoftra il fimolacro dellaGiudeajp 
cicche dall ’abondatia che naicono in quef- 
la prouincia delle palme per il legno di quel 
l’arbore è lignificata la Giudea , come veg- 
ciamo ancora nelle medaglie di Tito , che 
han per riuerlb la detta palma co la infcrit- 
tione. ivD. CAP. Viòla ftelTà mcdagliajche 
ha dal riuerlb vna figura in piedijche pone 
l’uno de’ piedi Ibpra vn elmo , laqual figura 
fi può credere che fia vn Malte , & l’arbore 
del dattero in mezo, & la prouincia foggio- 
gara, ch’c la medefima . 





-I8,5 Die H J A R A TI O E 



. L.A, medaglia di Vefpafiano di bel 
metallo grandejcon lettere tali. imp. caes. 

VESPASAN. AVO. P. M. TR, P. P. P. CON. III. Ha 

per riuerio tre figure,dùe in piedijòc vna in- 
ginocchiatajcon lettere tali. roma. resvr 
. GEs . La figura inginocchiata è Roma, laltra 
figura in piedi è rimperadoreja figura arma 
ta potria dlcre Marte . (^elta medaglia fu 
battuta, per gloria del Principc,qiiafi che Ro 
ma fiotto Vefipafiano doueflc riluficitare,& 
relpirare nel fiuo imperio. 


DI MEDAGLIB ANTICHE 187 


La medaglia di Vefpafiano , di bel 
metallo', grande , di non molto buon mae- 
ftrOjCon lettere tali. imp. caes. ves^asian. 
AVO. cos. III. Ha per riuerfb vna figura in 
piedi, in fomia di cacciatore , con vno Ipie- 
do in mano,& con vn arbore di dietro , che 
affronta vn porco. Quefta medaglia non fu 
battuta in Roma, & è lenza, s.c. La figura 
dal riuerfb potria effère vn Meleagro , one- 
ro la figura di Velpafiano cacciatore . 




s 


I 


' •’l 8 8 UT C H I^A ^ A T I g N 1 : - 


1- ' INARGENTO. 

-- La medàglia diVefpafianadi argé 
tOjin età fenile, co lettere tali . imp.c aesar. 
vESPAsiANvs. AVG. TR.p. Ha pcr riucrlo 
■due figure lèdentijcon due rami nelle mani, 
&con lettere tali intorno, titvs. et. do- 

•MITIANVS; CAESARE9. PRIN.IVVEN . CÌÒ è 

pRiNciPEs . IV vENTVTis . Qucfia medaglia 
-fu battuta per onorare Velpafiano padre, 
& i figliuoli,Tito & Domitiano Cefali in- 
fieme. 



1)1 .MEDAGLIE ANTICH» iSp 

•wX ^ ^ i 



La MEDfOLiA diV^f^anoinargc 
to 5 con lettere tati. "Dfvvs: av^vstvs. ves- 


PAsiANvs.Haper fiuerló dliè ramÌ5& nel me 
20 di ^a coJóbnajCon vno icudo > & 
lettele tali. ex^s.c. Qiiefti fono due ran^ 
di lauro,i quali gli Imperadori doppo il.tria 
fo(èguitauano;&; fu battuta quella medaq : 
glia d’argento per decreto del Seaito ad 
cmore di VclpauanOj&vna tal’elLtruoua ad 
cora in oro, ^ r jr I ò: n i - , . i ltì 




^ iJ *.v >' /b . /U .;:6. qA;>.avi . j 7 v jjI 
< 7 . >7 /ii.f d ift £Ìi:.i;LD/n ‘ 
ccrrr q57£i ijl Oli . [ì>rju,i;‘jbL*i^ r:. \h 
-07 T j ' :hr;iO ni _ no -ifi 7 oll^fiolo*; .5 • 
“iTìb.'ijjoq 'juh on: hqb « eUsiL’^.ì tl- 

ij :0 .pAi. 

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ì po hìc H r A R A f t O N E 



■ IrH KAMB* 


^ La mi da gii a di TitOjdi bel metallo 
grande co quelle lettere, imp.t. caes, vesp< 
AVO. p. M. TR* p; p, p. cos. vili. Ha perriuer 
fb due figurcjvna di donna lèdente à piè di 
vna palmajcon le mani lòtto k guance , me 
fta in vifta,dairaltra parte della palma vn ai 
tra figura co le mani legate di dieoro^in for-, 
ma di càttiuojcon alcune fpoglie a piedijCÓ 
lettere, ivd.cap . & . s. c. di lòtto . Quella 
medaglia fu battuta in tempo della prelà 
della GiudeajpercheTito fu latto capitano, 
& colonello m vna legione in Giudea , pre- 
iè in quella , & efpugnò due città potcntilfi- 
me5Tarichea,& Gamala,prefe etiandio ualo 
rolamente Hierolblima.Onde ridulTè la Giu 

deafotto l’ubidienza de’ RomaniXa figlia 

della 


DI .^ÉDAGLTH ANTICHE 
della donna mefh fèdente> è la Giudea pre- 
(a>il catduo legato è vii Giudeo. 

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. La MBDAòi ki Aj. di Jit^^grande,di M- 
mctallojcó lettere talL l'wp^.'n Cabs. ve^^as,^ 
AVO. p. M. TU. p. p, p. : Ha per* duerlb unca-< 
uallo eleuato in duepiedi, con yna figura io, 
pra,che ha vnó dardo in m w &‘il ^au^o^ 
ha (otto a piedi vna figura fteia in terr;i5COrt; 
vn’armein mano, con. s. c. Queftà credo 
io che fìa vna imagine equcftre di Tito, che 
vaaddoflò à grinimici. 



La medaglia <ii Tito grande di bel 
metallo , con quelle lettere » ìmp. t. caes. 

VESP. AVG, P.M. TR. P.P. P. COS. Vili, HapCt 

lìuerfo due corni di dquitia legati Mente, 
& nel mezo di quegli vh caduceo, con.s, c. 

I coitó di douitia fonò fogni di abondantia, 
&ìl caduceo della pace , cofe attribuite à' 
quello Principe,per onore del quale fu bat- 
tuta quella medaglia» , 

. ./i -ij ■ li'/ 

- - cKobbji r/ 


DI ÌTEDaVlÌe’ AT^TTCHfi 



^ Vk u £ D A G L I À di Tito di bef métallo 
grande,iii ttà'gibuenOr con lettere che 

Cono, if. C'ÀeS. VESP. ÌMpV PdN.‘TR. POT, COsJ: 

il. cEuV. ^àj)er liuerlb quattro bei cauallT 
che ufànq.yn carro trior^alejnelqualé è vrtaj 
lìgui'àcbn'Vn'a.vergairi niano . Quefta me- 
daglia fu battuti à glòria* di Tito , in tempo 
ch’egli triòrilfò della Giudea . La fìgurajche 
monfa è di Tit05& il triófo è della Giudea, 

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X) I C H I A R.A T I p N.E » ^ 



La mei>a 9 jha, di TitOjdi bd, metallo 
grandejCon Iqttcre tali . imp;^j^jcaes . a vg . 
p. TR. p. p/p. cos.viii.Haj^f 
bellillìma figura incoronata j'ft^entc lopm 
£1 mondojché ha nella deftràVn afta*, & nel- 
la manca mano vn corno, di dpwtiajcph'lèt-. 
te,re intorno /che dìiponò . itaha . &. s . c 
Qucfta medaglia fu; battuta, per onorare 
quefto Principè,^ la figura dal riucrfo è .la. 
Italia , che nel rélice Imperio RómariÒ ci‘fì‘ 
dimoftra fignora del Mondo. 


Dir MEDAGLIE ANTICHE 1^5 



La m e i a gli a di Tito grande, di bel 
metallo , rariffima , con lettere tali . imp. t. 

CAES. VESP.AVG. P, M. TR. P . P . P . COS . Vili . 

Ha per riuerlb vn belliffimo cauallo, co vna 
figura armata (bpra,che nella mano finiftra 
porta vna mazza ,& con la dcftra riceue il 
mondo da vn’altra figura,che ha vn elmo in 
tefta,che le fta dauanti,à piedi , la qual figu- 
ra tiene il deftro piede Ibpra vn’ elmo , & co 
la mano deftra parimente , come habbiam 
detto, porge il mondo in mano à quell’altra 
che fta à cauallo . Et ha di (otto . s. c. lèn- 
za altre lettere intorno . Quella medaglia, 
per quanto lì vede fu battuta in Roma , non 
ad altra occafionc , che per gloria & onore 
di Tito Impcradore. La figurai cauallo è 
Tito , & la ngura à piedi è la città di Roma, 
che porge il mondo in mano al Principe; 
quali che ci dinoti, che Roma habbia dato il 

N 2 gouerno 


ì -b i (i H I A R'a T i Ò N fi ' ^ 
gouemo del mondo à TitOj& la prouidétia. 
Et veramente tali medaglie non fi batteua- 
no ad altro fine ^ che per pura adulationc di 
dfi Principi. 



Là medaglia di Tito, grande, di 
bel metallo, & di eccellente artefice, con 
lettere tali. imp. t.caes. ves. avg. p. m. tr i 

. . .Ha per riuerfò tre belliflìme figure in 
piedi , due che fi toccano la mano fra loro , 
& vn’altra di donna uelata,che pare , che fia 
conciliatrice di ambedue quelle figure, con 
quelle lettere, pibtas. avgvst. Quella 
medaglia fu battuta ad onore di Tito, & ijje 
cialmentc per lignificare la pietà fua verlo 
il fratello Dominano . Percioche Icriue, 
Tranquillo nella fua vita, che Domitianó" 
fuo fratello non rellaua di tendere infidie à' 
Tito , anzi palelèmente cercò di lòlleuarc 


DI i^^DAGLIB ANTICHfl 
gli animi de’ foldati centra lui . Dapoi cer- 
cando di fuggire 5 non fbfferfc Tanimo à Ti- 
to,nè di vcciderlt) , nè di confinarlo , nè an- 
cora di haueflp in minor grado & riputatio- 
ne,ma lèmpre affermò ^ che dal primo gior- 
no infino à quel tempo lo haue.ua hauuto 
per compagno , & fucccfibre neirimpcrio ; 
& cofi voleua ch’egli perfèucrafiè . Et alcu- 
na volta in fegreto con preghiere , & lagri- 
me gli chiedeua in grada > che finalmente 
gli piaceflè vna volta d’hauere il medefimo, 
animo vedo di fèjche egli haueua uerfò di 
lui. Le due figure 5 che fi toccano la mano,, 
fono di Tito & di Dominano fratelli . La 
figura velata di donnajchc gli riconcilia in- • 
(kme è la Dea Pictàjin quello modo figli- . 
rata ancora ncllealtiemedagliejilchedi- 
moftrano le lettere .PIETAS. 


1^8 


Di C H i ÀR ATI O N t 



IN ARGENTO. 

La medaglia diTito^piccoIaiinar- 
gentOjCon tai lettere, imp. titvs. caes. ve- 
sPAsiAN. AVG. p. M. Ha pet liuerfò VD belili^ 
(imo elefantejcon lettere talL tr. p. ix. imp. 
XV. cos. viii.p. p. Quella medaglia fu bat- 
tuta per onorarla grandézza , & la munifi- 
centia di Tito , nel rapprelentare tali Ipetta 
Coli al popolo 3 come era il fblito de eli Im- 
peradori Romani, che varij animali faceua- 
no moftràre al popolo . Tanto più , che (cri 
ue Tranquillojche Tito trattò il popolo (èm ' 
pre con molta piaceuolezza & vmanità , & 
fece fare il giuoco de’ gladiatori , & altri 
giuochi al popolo ; & fi dee credere , che , fi 
come gli altri Imperadori fecero, cofi me - 
defimamente cflò dclfe di quelli fpettacoli 
di elefanti al popolo , ne i giuochi Secolaii, 
come noi veggiamo in altre medaglie anco 


va 


DI-MBDAGLIE ANTICHE ipp 

ra d’aJtri Imperadori, fòpra le quali ragione 
remo àilor luoghi. 

DI DOMITIANO. 



IN RAME. 


La medaglia di Dominano 5 di bel 
mctailo5grande5Con lettere tali . imp. caes. 
DOMiTiAN. AVG.GERM. cos. XI. Hapetriuef 
fb quattro figure 5 tre che fono dauanti vn 
ara, & vn’altra dall’altra parte deH’ara , che 
porge la delira mano à dette figure.con.s.c. 
Ve n’è vn’altra limile, che ha quattro figure, 
con qucU’altra, che porge loro la mano da- 
uanti l’ara con. s. c. Le figure hanno le inlc 
gne militari in mano. Quella figuia,che por 
ge la delira è Dominano Imperadore , che 
riceue la fede,ouero il giuramento da quel • 
l’altre figure , che fono i capi de gli elTerciti, 
‘&qucU’ara col fuoco è l’ara làcra,doueil 
giuramento fi conferma . 

N 4 


200 ~I>rCH lAR-ATIONBy : . 



La medaglia di Domitiano , di bel 
metallo , grande , con lettere , che dicono . 

IMP. CAES. DOMIT . AVG, GER.M, COS. XI. GENS. 


poT. p. ciò è. Imperator . Csefàr. Do- 
>)iManus . Auguftus. Gcrmanicus* Confili, 
jji . Cenfbriae . Poteftatis . Perpetuum% 
è in età giouenile * Ha per riuerfb vna 
'gran figura d’unaVittoria alata che tiene vii 
^liede (òpra un’elmo, & ferine entro ad vno» 
icudo appefb ad vn arbore quelle lettere. 
4) E *ger. do è De Germanis . Et dall’altra 
parte dcllaibore ornato d’un ti'ofeo , cuui 
.una donna fedente , che ha vna mano (òtto 


le guance, meda in villa , con . s.c. Quella 
medaglia fu battuta in tempo della vittoria 
della Germania, quando Domitiano era an 
cor giouene , & la figura lèdente & mella è 
ja. ptouincia lòggiogata della Germania. 


tD I C H l'A TCX T I O N B 20 f 


- -La MEDAGLIA di Domitiano ìn"ra- 
ine^di mezana gràdczza5& di buon maeftrò 
in giouenile età,che ha vna corona in tcfta> 
co lettere che dicono, imp. caes.domitianì 
AVO. GERM. C08. XI. Ha pcr riucrfbvna bel- 
la figura di vna Vittoria alata , con vna pal- 
ma in mano , che attacca alcuni feudi, & al-^ 
•tre fpoglie ad vn arbore,ciò è un trofeo, co 
•s.c. & altre lettere,che dicono .victori ae. 
AVGvsTi . Quefta medaglia fu battuta in te 
po della vittoria Germanica di Dominano, 
& quel trofeo appiccato all’arbore è delle 
ipoglie de i Germani. 





• ’ 1 




JKOa DICHIARATI 0)N £ 



LÀ ME Dv GLIA di Domìtìano gran- 
de^dibelliflìmo metallo , con lettere, imp. 

CAES. DOMITIAN. AVO. GERM. COS. XI. Ha 

per riuerfòvna figura veftita in abito fàcer- 
dotalcjche fàcrifica fòpra vn ara , che le da- 
uanti, & ha ancora innanzi vn Tempio con 
vno idolo dentro , con. s. c. Quella figura, 
che fàcrifica èDomitiano in abito di fàcrifi- 
càte,& quel fàcrificio è ne i giuochi Secola- 
ri,percioche,comc fcriueSuetonio nella fiia 
vita, Dominano fece celebrare i giuochi Se 
colari,che ogni cento anni erano fòliti di ce 
lebrarfi,facendo il conto de gli anni, non da 
quelli , che Claudio hauea fatti celebrare, 
ma da quelli,che già anticamente erano fta 
ti celebrati da Augufto. 



La mi d agli a diDomimnOjdime- 
2 ana grandezza,!!! ramcjin gioucnile età,c5 
quefte lettere, caesar.avg. f. domitian, 
cos. II. Haperriuerfbvncauallo corrente 
con vna figura fopra ^che porta vna mazza- 
in mano,& lettere tali, princip. iwent. & 
s. c. Quella medaglia fu in quel medefimo 
tempo battuta', che) vn altra d’argento con 
lo ftellb riuerlb,& credo etiandio per la ftef 
là cagione. Conciofia cofa,che Suetonio 
nella lua vita Icriua in quella forma. 

„ Volle il carico della’ guerra contra a Galli, 
„ & contra all’una,& all’altra Germania , an- 
„ cor che tale imprelà non folfe necellària ; & 
„ che gli amici del padre ne lo Iconfortallcro, 
» Iblo per aguagliarlìcon l’opere al luo fratei 
„ lo,& acquillanì il medefimo grado,& la me 
„ defima riputatione. Dominano andò mol 
to giouene à tale imprcla , come Icriue ef 


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^C4 'PichI'Ar AT i'QjMii re 
io Suet.& in tale età fi truoua in quella me- 
daglia,battutali à particolare onor fiio , co- 
me moftrano le lettere nel riuerlb . Princi- 
pi luuentutisjciò è ad honoredel Principe 
della giouentù Domitiano. 



, La MEDAGLIA di Domitiano di bel 
metallo grande, con lettere tali. imp. caes, 

DOMIT.AVG.GERM. COS. XVII. GENS. PERPP. . 

ha la teda di buon rileuo,con tutto il petto. 
Ha per riuerlb vn bell’arco,con due quadri- 
ghe di elefanti di lopra5Con. s. c. Quella 
medaglia credo,che fia llata battuta in tcin 
po,che Domitiano fabricò quell’arco in 
Roma .Perche Icriue Suctonio , che molti 
furono & grandi i Giani;gli archi, & le qua- 
drighe , & le infegne de’ triófi,ch’egli per le 
regioni di Roma edificò. Oltre à ciò rifece 
Domitiano molti grandi, & begli.edificij, 

ch’erano 


DI^MÉDAGtlE AI^TÌClfE Ì05 

ch’erano flati guafti , & confumati dal fuo- 
co, come fu il Canipidoglio, ch’era arfo& à 
tiitti pofè il fuo4iome, lènza foìimentione,ò 
ricordanza idcuna dijquei primi , che gli ha 
ueuanoedificatì.Fece Tetlipi, piazze, & al- 
tri edificij. Qnde io giudico, che quella me 
daglialia fiata batata per nj^moria di tale 
^difìcio. Et la detta ntedaglia fu fatta in té 
DO, ch’egli ei*a flato diccfetté vòlte' Cònfb- 
10 ; il che niuno auari di lui haucà ottenuto/ 
Iquali archi fcriue Dione ifloricó,tit41a vità^ 
di Nenia, che doppo la mcArè dèi detto 
mitiano Rironó pòi rouinatii & gettati à ter 
ra,con quelle parole. 

„ * Arcus-pr^terea in éiufHeiti vnius titu* 

„ Iam,&nomenfuflr,udicucrtunmri . - ^ 



ao5 DICHIARATIONB 


l . 



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. ■ >'S -> 

9 

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La m e d a g l f a di Domitiano di bel 
ipetallo grande>in giouenjle età , co la tefta 
volta al contrario dell’altrejcon lettere tali. 

GAES . . i VESE."f. POMITIAWVS. COS, VII*. 

Ha per riuerlò vna bclla figura veftita in pie 
dijcon vn elmo itìlEeftaVcon vn d^do nella 
delira , & vno tóndo n8la ifiniftra , &.s. c . 
Quella figura. èia Dea Bellona . Et fu la me 
daglia battuta à particolar onore di que- 
llo Principe. 




• ♦ 



La medaglia di Domitiano gran- 
dcjin ramcjdi età giouenilcjcon lettere tali. 

IMF. CAES. DOM1TIAJ4. AV<3. GERM. COS. XI. 

Ha per ri^f;r^b yn t^rofqo^ <;rp:ico di fppglie 
di niinrci,x;on vno prigionpjn piedi , con;lc, 
mani legate, & con yn^tra figura fedente 
fopra certi feudi , che fta con le mani fotta 
le guance, in mefto femiSante , con lettcrp, 
taU. GERMANIA. cApTA* ^.Si, c. Qucflamc. 
daglia fu battuta ad onore di Domitianoj: 
doppo la vittoria contra i GermanijCflèndo; 

^ ancora ellb Domitiano di età giouenile, co, 

^ me fi feorge, ctiandio da queffa medaglia, 

j Della quale imprefà fa métione Suetonio , 
j » nella fua vita. Expeditionem quoque in 
! 55 Gallianj^Gcrmaniafque, ncqj necefiarianb 

55 &difTuadétibus paternisamicisinchoauit, ^ 
i 55 tantum vt fratti fe&operibus5&dignatio- 
, 35 neadsequaret. Lafiguraddcactiuoinpie"' 

f ' di 

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4o8 t> I C H fvi r’a f ì Ò N E ‘ ^ 
dièdivn Germano la figura (cdétcèla 
prouincia foggiogata della Germania . 

\ ^ ‘ 



“ La m e d a gì- i^a. dìDòmitiafidjgradc 
di bel metallo , icoh lettere tali . imp.’ ca e s. 

DOMiT. AVO. germ; còs. ’xvii. gens, pertp. 

Ha per riuerfb vn tempio , co vna figura nel; 
mczojledente Ibpra vna (cdia , con céite fi-‘ 
gurine dall’una & l’altra, parte di detto tetti-' 
pio, &. s.. c. ^efta médadia fu battuta in 
Roma à f)omitiano 5 &: ^ù^b’6 in'ten^po,&* 
per memoria di vn tempio edificato da lui* 
nel Campidoglio in onói’e di Gioiiè 
dciouero perauentura quando edificò il ré- 
pio della gente Flauia , che fu laTua fami- 
gliajdeiquali edifici) ferine così Tranquillo 
nella fila vita . Edificò ancora di nuouo 
nel Campidogli vn tempio in onore di 
Gioue Guftodc;fece ancora cgK farJa piaz- 


DI MEDAGLIE ANTICHE lop 
za la quale oggi è chiamata la piazza chNcr 
ua; & così il tempio, della gente Flauia. La 
figura fedente nelmezodel Tempio penfo 
che fia vn Gioue,al cui onore fabricò Domi 
ciano il tempio. > 



: INARGENTO. y 

La medaglia .di Domitiano in ar- 
gento,con lettere tali, caes.avo. f. domit. 
cos. II. Ha per riuerlb vn cauallo corrente 
con vna figura (opra , che porta vna mazza 
in mano,. Quefta medaglia io credo , che 
folTe battuta in tempo di qualche efpeditio 
ne commella à Domitiano; & pare che fia 
unadecurfione ad alcuna imprefà. Etpo-^ 
irebbe edere , che folle fatta , quando eflb 
Domitiano andò aUa guerra contrai Galli, 
oucro contra i Germani . Percioche. quella 
dama equeftre da in guifa di capitano , con 
la mazza in mano. Vn’altra medaglia in ra- 

O me 


me fi troua di mezana grandezza 5 che ha il 
medefimoriuerlò. 

♦ t 



La medaglia di Dominano in argé 
to 5 di età giouenile,con lettere tali. imp. 

CAES. DOMITIANVS. AVG. P. M. Ha pCt tiuCr- 

fo un’aquila fopra un fulgure^con lettere ta 
li intorno, ivppiter^conservator. Que- 
lla medaglia fu battuta ad onor di Domitia 
no ancor giouane,& per memoria di un grà 
pericplo fcorlb della ulta da eflb Domina- 
no. Percioche combattendo gli efièrciti Vi 
telliani con i fautori della parte di Velpafia- 
no fuo padrCjelTendo quelli da i detti Vitel- 
liani àflàltati,Domitiano in tale afiàlto fi oc 
culto apprefiò i cófèruatori de’ Tempi. On 
de 5 hauendo efiò f uggito quello pericolo, 
fu pollo un tempio , con un’altai*e làcrato à 

Gioue Cóferuaiore,lècódo cheicriue Cor- 
• • • * 



tinello 





Dt MEDAGLIE ANTICHE 21 I 
), nelio Tacito. Domitiano nel primo aliai 
5, to 5 occultato apprellb i conlcruatori de* 
3, Tempi 3 per ingegno di un liberto con una 
3, ueftc di lino , melcolato tra ì làcerdoti 3 & 
33 non conolciuto , (lette naicolb appreflb il 
33 Velabro in cala i Cornelio Primo 3 cliente 
3, di fuo padre. Dapoi il pach e diuenuto fupc 
35 riore , rouinato il luogo de i guardiani de 
33 TempÌ3ui polè uno TempiettOjCon un alta- 
33 re làcrato à Gioue Conlèruatore , & in un 
marmo fe fcolpire il fuo calb.Dapoi acqui- 
ftato rimperio , edificò un gran tempio à 
• Gioue Cuftode . L’aquila lopra il fulgu 
re3che dal riuerfb di tal medaglia li uede , è 
. l’augello 3 che gli antichi attribuiuano al 
Ibmm'o Gioue . 



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an DICHIARATIONl 





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L A M 1 D A G L I A di Domitlano in ar- 
gentOodigiouenileetàjCÓ lettere tali, cae- 
sAR.AVG. F. domitianvs. Ha pet tiuei'fo lUl 
belcauallo pegafeojcon lettere tali difo- 
pra. cos, 1 1 1 1. Quella medaglia non fu bat 
tuta per altra occafione,cheper femplicc 
onore di Domitiahoipercioche il caual pe^. 
gafeo uiene attribuito alla fama. Concio- 
na cofàjche il pegaleo nafea dalla uccifionc 
di Medulàiperche la uirtù, hauendo (caccia 
to il timore, genera la fama . Il capo di Me- 
dufà è fegnojcome gli fcrittori ci dimollra- 
no,di terrore & ammiratione , & il pegalco 
nato dalla morte di ella Medufà, della fama. 
Però il popolo Romano , per onorare il fuo 
Principe Dominano, fe battere emefta me- 
daglia col riuerfo del caual pegalco,fignifi 
cante la fama , che per il mondo di lui s’era 
iparfa. 


DI , medaglie antichi 11} 


La medaglia di Nenia» grande, di 
bel metallojcon quefte lettere, imp. nerva. 

CAES. AVO. P. M. TR. P. COS. III. P, P. Ha pet 

riuerfo due mani inficme giunte , nel mezo 
delle quali fono le infogne militari, & ui fo-. 
no lettere tali intorno, concordia, exer- 
ciTvvM.&.s.c. Le due mani giunte infie- 
me ci dimoftrano la concordia,& quc41e itv- 
fogne militari fi riferifoono à gli euerciri. 
C^fta medaglia fu battuta per gloria 8r 
onor di Nerua,Scn6.ad altra occauone,pej: 
quanto fi vede. . * 



I 


DI NERVA 


IN RAME 


1».'. i’VTOi itUÌf'. 
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O 3 


I 


ir4 d:i c H r A R A 1 1 o n i' 



LamedagliacIì Nerua,grade 5 di bel 
metallo, & di eccellete maeltro, co tai lette 
re. IMP. nerva. caes. avo. p. m. tr. p. cos, 
II. p. p. Ha per riuerlb quattro bellifTimè fi 
^tire Ibpra un palco, una delle quali ,'ch’è‘ 
rimperadore,fta fopra una (celia, & cuui poi- 
un’altra figura,che a(cende una (cala, & por - 
gè la dcfti*a mano per riceuere altuna co(à * 
da un altra figura , che (h fopra il palco , & ì 
ha lettere tali intorno . conciar . pr . ciò è 
congiarium Principis . Quella medaglia f 
fu battuta in Roma ad onore di quello Pria ^ 
\ cipe,il quale fu eletto all’imperio molto- 
^ ^ iiecckio,8é gli fu fatta in tempo del fuo con > 
giai io.Conciofia colà , che tutti gflmpera-: - 
dori dapoi che erano (lati eletti dauano , 
per gratificarli il popolo,li Tuoi congiarij,de 
iqu.^i altroue noi habbiamo parlato . One- 
ro noi potremmo dire , che tal medaglia 



DI MEDAGLin ANTICHE 
gli folle battuta in quel tempOjche cfToNer 
ua diuifè à i cittadini Romani , per Ibftcnta- 
mento della lor uita, quella tanta lomma di 
denari 5 ellèndo quegli Torto Tlmperio di 
Domitiano-ftati poco auati Ipogliati di tut- 
• ti i loro beni & delle facoltà. Di che fa men 
rione Dione Greco in Nerua, con tali paro 
55 le. Permultos Domitianus, dum impera- 
55 ret5bonis5 atque fortunis iniufte fpoliaue- 
55 rat5quibusper uim ablata reftitui dutaxat ca 
55 voluitjque in aula reperta fuilTent. Ad fufté 
55 tandam ciuium vitam decies & quinqua- 
55 gies cétena millia numùm crogauit5& quof 
55 dafenatorij ordinis delegitjqui agros eme- 
55 rent 5 eolque egenis diuiderent . Onde po- 
trebbe perauentura tal medaglia clTcre Ra- 
ta battuta in tempo della diftributione di 
quella Ibmma di N umÌ5Ìquali ridotti al va- 
lor della moneta de’ tempi nollri 5 alccndo- 
no à tre milioni di feudi. 


4 



DI TRAIANO. 

I N RAME. 

La medaglia di Traiano giade^di 
bel metallo , con lettere , che dicono, imp . 

CAES. NERVAE. TRAIANO. AVO. GER, DAC.P, M. 

TR. p. cos. V. p. p . Ha per riuerlb vna fia- 
tila cc^ueflre di Traiano^armato , che va ad- 
dofToagliinimici^cóvndardo nella delira 
mano^con lettere di fòpra. s.p. r. ©pti- 

Mo. PRINCIPI. &.S.C. Quella medaglia fu 
battuta à particolar onore di Traiano? 


ftt MBDAGLìB ilHTICHl tlj 



La medaglia diTiaianOjdibcImc 
tallojgrandcjconlettere tali. IMF. caes. ner 

VAE.TRAIANO.AVG.GER. DAC.P. M. TR. P. COS* 

v.p.p. Ha per riùerfb vna figura fèdéte jcon 
vna mano lottò le guance in mefto fbmbian 
tc,con alcune Ipoglic lòtto ,* & auanti detta 
j figura,ui è un trof eo^con lettere tali. 9. p. 

R. OPTIMO. PRINCIPI. 9. C. dilÒttO* QuC 

fta medaglia fu battuta^per gloria di quefto 
principe, doppo la efpèoìtione della Dacia 
ratta da lui. Percioche andato Traiaiìo-à 
queUaimprefà,mifc ih fugai nemici Daci, 
& doppo l’efièrfi infignorito di quel paelc, 
& delle loro armi & inlìruméti bellici, prole 
Decebalo loroRe,il quale dinanzi ITmpcra 
dorè menato prigione,prolhato à terra ^ lo 
adorÒ 4 Et da queltempo Traiano fu appel- 
lato Dacico;& allora àncora à perpetua me 
moria di quella imprelà j fu la prclente me * 

duglia 


s 


II 8 D:r c H RAie AT r o N é •: 

• 

daglia battuta . Quella figura fedente (opra 
le fpoglie è il detto Rè di bacia, & quel ero 
feo è per la uittoria di detta prouincia . 


. La MEDAGLIA di Troiano grande di 
bel metallo,con lettere tali, imp , c'aes. ne- 

VAE. TRAIANO. AVO. GER. DAC. P.M.TR.P. COS. 

v.p.p. Ha per riuerfbvna gran figura ueftì 
ta,convn corno di douitia nella miiftra,& 
uno ramo di olino nella deftra,che pone Tu 
•no de piedi fopra una tefta umana. Quella 
medaglia fu battuta al medefimo tépo del- 
la uittoria della Dacia,& la tclla fotto a’ pie 
di è del medefimo Re diDacia.La figura col 
ramo di olino in mano è la Pace . Percioche 
ritornato che fu Traiano dalla vittoria de’- 
Daci in Italia, & menati etiadio àRoma i Le 
gati del Re,introdotti quelli in Senato umili 
& fupplicheuoli,il Senato ratificò loro la pa 



• . ' f 


pi MEDAGLIE Antiche iip 
ce. Onde quella* medaglia fu battuta in tal 
tempo, & ha le iflelfe lettere &.S.C. • 



La medaglia diTraianOjgràndein 
ramejgrecajdi tnal maeflrojcon lettere tali. 

AYT.TPAIAN.rBPM. aAKIK .qÌO è.lMP. 

TRAIANO. GER.DAc. Ha per riucrio un coT^ 
ro di quattro clefanti,con una figura trion- 
fante, che ha uno ramo di lauro nella delira, 
& nella finiftra una mazza. Quella meda- 
glia è Hata battuta non in Roma,ma da aku 
. na delle città della Grecia Ibggetta al Ro- 
mano imperio , in tépo di qualche trionfo. 
Et la figura Ibpra il carro è rimperadorc 
trionfante. Ma di quale natione , ò città fia 
fiato il trionfo , dimcile làrebbe Tindouina- 
re,per non haucrui alcune lettere dal riuer- 
lò,& per efière etiandio fiate tante le gen .i 
& le nationi lùperate da Traiano , & per ha- 


! 

V 


aio D I c H lA R ATI O N E 
uere egli hauuti piu triófì delle uittorie . ba- 
da che à tempo di qualche trionfo da dler- 
ui è llata battuta^Sc è fenza,s.c. 


La medaglia di Traiano grande,!!! 
ramcjgrecajcon lettere tali.A y t.t p a i a n . 
c £ B.cio è. iMP. TRAiANvs. AVO. Ha per ri- 
uerlb un carro , con due bellilfimi caualli di 
buon rileuo,& il carro ha lòpra una uittoria 
alata,che ha nella delira una corona triotifa 
le,&nella liniftra un ramo.Q^efta medaglia 
medclìmamente fu trattura da edemi, & da 
alcuna delle città foggette della Grecia,per 
onorare Tlmperadore Traiano di alcuna 
uittoria di tante & tante nationi lòggioga 
te.Etèfenza s.c. 



: » ■ ‘ 





PI MEDAGLIE' ANTICHE 221 



La medaglia di Traiano Romana, 
grandcjin bel metallo^con lettere che dico- 
no. IMP. CAES. NIRVA. TRAIAN. AVG, GERM. 

DACicvs.p.M. Ha per riucrfoquattrq figu- 
re 5 una dell’Imperadore fopra uno palco, 
con due altre fopra elfo palco , & un’altra à 
ballo, che afende fopra una foala. Le figu- 
re fopra il palco hanno certe mifure in ma- 
no , & euui ancora fopra elfo palco vn’altro 
inftrumento lungo, penfo fia vna mifura, co 
lettere intorno , che dicono . cos . v . con- 
ciar. secvndvm.& s.c. di lòtto. Quella 
medaglia fu battuta per onorare la liberali- 
tà di Traiano , in tempo del fecódo congia- 
rio,dato al popolo da elfo Traiano,& erano 
quelli congiarij cèrte miliire di grano dillri 
buite , per la liberalità de gli Imperadori, al 
, popolo,! quali donatiui fi fàceuano ognità 
to tempo,quando in grano,6c quando in de 



. 2 2 2' - Die H I A' R A 'T I O N fe 
nari,à tarìti'per ciafeuno , sì come nelle me- 
daglie di Nerone habbiamo dichiarato • 



La me'daglìa di Traiano grandejdi 
bel metallojcon lettere tali . imp.caes.ner- 

VAE. TRAIANO. AVG.GER.DAC . , .Ha periì- 

uerlb due fìgurej’una lèdente lòpra una lè- 
dia 5 Taltra m una donna dauanti à quella fi- 
gura fedente, co alcuni fanciulli, có lettere 
lo tto,che dicono, alim.ital. cioè. Alimc 
ta.Italùs. &. s.c. & s. p. r. optimo. prin- 
cipi. Quella medaglia fu battuta per glo- 
ria di Traiano , in quel tempo , ch’egli fece 
un decreto , che in Italia Iblamente foflèro 
diftribuiti gli alimenti a’ fanciulli, & alle fan 
ciullc bifoenofc.Percioche Icriuono gli ilio 
rici, che’l detto Imperadore rileuò le città 
af’flitté,& che ordinò & comandò, che i fan 
ciuUi & fanciulle,nati di parenti poucri, per 


DI MEDAOLIB ANTIiC«S ^22^^ 
Je città dellltaliajfoflfèronòdriti del publj- 
co . La figura lèdente /è .Traiano;, l’iutra di 
donna è la Italia,che con i fanciulji^a piedi 
& nelle braccia fi apprelènta alllmperadc^ 
re,per riceuere gli iimcnti.Il che ci fa.tefti- 
monio della gran bontà di quello principe. 



L a m e i> a g l I a di Traiano , grande^ 
di bel metallojcon letteré,che dicono, imp; 

CAES. HEKVAE. TRAIANO. OP.TIMO . AVG. GER-. 

dac.-parthico.p. M. . . Ha per riuerlb una 
gran figura armata , che calca con l’uno de' 
piedi un’altra figura, & dall'una & dall’altra 
paite di detta figura ui fono due fiumi , con 
lettere tali intorno. Armenia, et. mesopo- 

TAMIA. IN. POTESTATEM. P. R. REDACTAE . & 

s. c. Quella medaglia fu battuta , per onor 
di quello Principe, nel tempo che per la uir 
tù ai Traiano/Armenia,& la Melopotamia 



i 


air4 CH lAR ATIO NB 

& rimperio de* Parti uennero Cotto la figno 
ria de’ Romani . Onde allora determinò 
•il Senato, che Traiano ad onor fuo foflè 
chiamato optimo. come fi uede in quefta 
medagliaj& gli confermò etiandio il Sena- 
• to ikognomc di ParticOjSÌ come gli iftorici 
fcriuono . Adunque la figura in piedi arma 
ta è Traiano uincitorei& delle tre figure fot 
to lui,i due fiumi,fono quelli delle due prò- 
uincie Armenia & MefopotamiaJ’altra che 
fta fotto a* piedi dell’Imperadore,fi può giu 
dicar che fia il Re de’Parti foggiogato da ef 
fo Traiano . Però tal medaglia gli fu fatta p 
onor di cotale imprefà-Et benché dal riuer- 
fo non fia fatta mentione della prouincia 
jde Particolare che la filmalo moltracpofiìa 
xno ciò comprendere dalle dette lettere in- 
torno alla tefta, che dicono. PAKTHICO. 


DI- MEDAGLIE antiche 225 



Là medaglia di Traiano grande 5 & 
di bel metallo 5 con lettere tali. imp. caes. 

NEK.VAE. TRAIANO. AVG. GER. DAC. P. M. TR,P. 

cos.v.p.p. Haperriuerfbunbelliffimopo 
te (òpra vno fiumejcon certi edificij dauan- 
ti al ponte , & vna barchetta nel fiume con 
lettere, s. p. r. optimo. principi . & s.c. 
Quella medaglia fu fatta àgioria & onore 
della magnanimità di Traiano , per lo edifi- 
cio di quefto ponte.Percioche Icriuono gli 
iftorici jche d tenmo della guerra feconda 
di Dacia Traiano (opra il fiume litro fabri- 
cò un ponte di pietra , opera veramente ma 
rauigliofii5& molto memorabile , & piu che 
tutte le altre opere di Traianoj Ibpra il qual 
ponte ellò Imperadore fece valicare al Ilio 
ellèrcito il detto fiume litro, per allàltare i 
Daci. Della qualità del qual ponte, Icri- 
ucndogUiltorici, dicono quelle parole . 


1 


• . / • 


V 


’ jDr I C H;I A R A T I * O HÈ j ^ r 

i) XX . llant ex quadrato lapide pilae , quarum 
55 altitudo c. & L. pedum prcetcr fundamcnta 
55 habeturjatitudo lx. pedes continet , diftat 
55 inter le c. lxx. pedibus/ornicibus vero có- 
55 iunguntur. ! Impenfa profe(5tò ingcns,& vix 
credibilis . , Et quello che maggior maraui 
glia ci por^e,è, comejin tanta altezza d’ac- 
qua,& COSI rapido fiume , & inalageuole, fi 
h^bblano le colonne di qucfto ponte potu 
to fermare i fondamenti di tanto pelo 
liabilire. Onde fii veramente impreia mol- 
to ardua & faticofa , edificare in quella par- 
te del fiume vn ponte;& da ciò fi può cono- 
Icere la grandezza deiranimo di Traiano. 
Però accioche refialTe à i poderi un teftimo' 
nio dell ’onor di TraiaiiOjper tale edificio,fit 
in Roma la prefènte medaglia battuta cof 
ponte nel riuerfo. Sono alcuni, che penfii- 
no, q uefto ri uerlb eflère vn porto,& non fo 
lòtto quale difègno ciòfi muouano à crede 
re 3 conofeedofi chiaro per vn ponte,& non , 
per porto. ^ 




DI" MBDAGII* * ANTICHE .227 



La medaglia di Traiano grande, 
con tutto il petto armato, di bel metallojcó 
'quefto legno J imprcflò nel metallo , & 
.con lette tali, traianvs, avg. cos. ini. p, p. 
.Ha per riuerfo tre figure , luna delle quali è 
idi vna prouincia lèdente, con la mano lotto 
vna guancia,mefta in viftaj’altra è vna figu^ 
j:a grande & nuda in piedi con le mani lega- 
,te,& l’altra è figura di vn cattiuo , legato in 
terra. Quella medaglia non fu battuta in 
.Roma,ma da alcuna altra città di fuori, & 
«penlo doppo la vittoria Dacica, per onorar 
tquelto illuftre Principe . La prouincia me- 
•fta ledente è la Dacia foggiogata , la figura 
-nuda in piedi è Decebalo Re de’ Daci , & il 
prigione gittato à terra è vno de* Daci fat- 
:to cattiuo. . Molteveggiamo delle altre me 
daglic di Traiano variaméte dilègnate , che 
’ furono per onorc>&pcr memoria dì quella 
P 2 imprelà 


y 


DICHIARATIOKB* ' 
imprefà battute^in rame3& in argento •: 



La medaglia di Traiano grande^di 
•bel metallo, col petto armato , con lettere. 

IMF. CAES. NER. TRAIANO. OPTIMO. AVO, GER, 
DAC. PARTHICO, P.M. TR.P. COS. VI. P. P. Ha 

per riuerlb una figura Ibpra vn palco (èden- 
te,con vn’altra figura di dietro, & due altre 
figure à balloj una, eh e incoronata, l’altra, 
che fé le pone inginocchioni dauati, con let 
tere tali intorno, rex. parthis. datvs.& s. 
c. Quefia medaglia fu battuta à Traiano 
in Roma,p memoria,& nbl t^o ch’egli die 
de òc afiègnò à i Parti il loro Re , come nel- 
la vita di cllb Traiano da Dione viene fcrit>- 
to , con tai parole del traduttor Latino, che 
faranno più communemente intefè , che le 
Greche fteffe dell’Autore. IntereaTraianus 
nou^um rerum anxius Parthis, qui iam ad 
f defedionem 


DI WBDAGLIB ANTICHE 229 
» dcfedionem (pe( 5 lantes imperia detrcdti- 
» bantjRegé dare conftituitjpropiuiq; Crefi- 
y> phontaprofedusjb patcntcs campoSjRo- 
manos umili & Porthos in conclone vocat. 
yy atq; ex fuggeftu multa pr^Fatus fuper ijs, 
5, qua? egifTet , Parthenalpate Regem parthi 5 
5, ^demate impofìto deugnat. Però ad ono- 
re di eflb Traiano quefta medaglia fu batta 
ta*5& della incoronatione di quefto Re^ noi 
in eflà veggiamo il tcllimonio elpreilb. 



V 




/ 


i 35 1 C M t A R A 1 1 O N X 7 ' »* 


-‘La medàglia' di Traiano grande, di- 
bel metallo,con lettere tali. imp. caes. ner- . 

VAE. TRAIANO. AVO. CER. DAC. P. M. TR. P. 

cos. VI. p. p. Ha per riuerfb vna bella figu- 
ra in piedi veftita , che nella delira tiene vn 
ramo,& nella finilèra vn’altra colà , che mal 
fi può difeernere quello che fia, con vn’ani- 
male à i piedi , che s’alfimiglia ad vno llruz- 
20,& ha lettere tali intorno, s. p. q. r. opti- 
Mo. PRINCIPI. & altre lettere tali di lotto. 
ARAB.ADQvis.ciò è Arabia Adquifita.& s.c. 
Quella medaglia fu battuta ad onor di Tra 
iano,& in queLtépo,ch egli acquillò l’Ara 
bia 5 fecódo che nella liia vita Icriue Dione. 

„ Per idem tempus Palmas Syrùe pracfe( 5 lus 
, eam Arabia? parte , qua; ad Petram vergit, 
edomuit. Di tali medaglie con quello ri- 
uerlbjlitruouano ancora di mezane in ra- 
me. La figura in piedi è di Traiano, & quel 




DI ■ MEÌDÀGLIE ' ANTICHE 25 I 
lo ftruzzo animale è fignificato p l’Arabia. 



La MB da GUI a di Traiano, di belliffi-- 
mo mctallo,& di mezana grandezza, con la 
corona in tefta,& col petto,con lettere tali. 

IMP. CAES. NERVAE. TRAIANÒ.AVG. GER. DAC. 

p. M. TR . p. cos. Ha p riuerlb vna belliillma 
colóna,che ha vna figura in cima,la qual co 
lóna è fondata lòpra vn ampia bafc , & per 
qiiàto dal ilegno di quella li può fcorgere, 
è tutta d intorno iftoriata,có lettere tali.s.c. 
& à. p. R. opTiMo. PRINCIPI . Quella me 
daglia fu battuta in Roma , à particolar* 
onor di Traiano,sì come à memoria & glo- 
ria fua fu in Roma ancora quella bella co- 
lonna dirizzata, la quale fino aldi d’oggi li 
uede in quella città, beliiJiima infra le altre 
antichità. Ha quella colonna nella baie da- 
uantivnaportaj«Scfopra quella due Vitto- 

P 4 rie 


2S1 DIGHIARATIONE ' 
rie alate,che (òftengono vn’ epitafiojCÓ let- 
tere tali. IMP. CAESARI.DIVI. NERVAE. F. NER 
VAE. TRAIANO. AVO. GERMANICO. DACICO. 

PONT. M. Vi fi vede intorno fcolpita vna bel 
la ifioria de i fatti di Traiano^nó fojfè di più 
iprefejoucro fe la iftoria fia particolare del- 
la fola efpeditione, ch’egli due volte fece 
cótra i Daci . Si veggono molte cofe in tal 
colóna fcolpite.I viaggi di Traiano alle im- 
prcfcjmolti fàcrificijjcó le are,i fàccrdotÌ5& 
gli animali da làcrificare,ciò è i torijgli arie 
tÌ5e’l porcojcó tutti gl’iftruméti al làcrificio 
appartenenti. Si veggono molti parlamen 
ti à gli cfic! citi deirimperadore , & le infè-: 
gne militarijCon le aquile5& con le imagini 
del principe , & co le vere & proprie forme 
di elle inlegne , che i Romani portauano al- 
la guerra . Veggonfi ctiandio le armate na- 
uali con le belle & uarie forme delle naui 
antichcjdue trofei bcllifllmijcon vna Vitto 
fia grandcjche ferine entro ad vno Icudojla 
qual vittoria fi diccjefièrc nel mezo di tutta 
la coIonna3& hauendo due trofei j l’uno da 
vna parte , & l’altro dall’altra ^ noi potrem- . 
mo dircjche qucfti foflèro /colpiti per me- 
moria delle due vittorie acqui/late da Ti a- 
’ano contra i Daci,che fu la prima , & la fe- 
conda 


DI MEDAGLIE ANTICHE 2 J ^ 

conda voltajquando Decebalo loro Re, c5 
tra i patti, & le conucntioni fatte co i Roma 
ni fi ribcUò,da che venne poi la Dacia in po 
ter del popolo Romano • Sono in quella 
Icolpiti vari] combattimenti , & vittorie de 
gli efièrciti Romani & alcuni Ibldati che 
portano le tefte de’ nimid dauanti Tlmpcra 
dorè Traiano, alcuni alTalti & battaglie lòt- 
to le muraglie della città, col modo di far la 
teftudine, fariete , la catapulta, & altre ma- 
chine di guerra antiche di Romani,& fabri- 
che di fortezze. Le legioni Romane, &U 
vari] .abiti della militia antica, i veliti ò pre- 
curfori,che diciamo cauai leggieri,gli arde 
ri,i legionarij,gli imaginiferi,che portauano 
certe infegne con le imagini del Principe, 
gli infigniferi, che portauano l’inlègne , & 
gli aquilifcri, che portauano le aquile , & li 
Dragonarij,che Ibpra certe afte portauano 
vn dracene 5 i quali Ibldati, oltre à gli altri 
abiti della perlina, portauano certi ornarne 
ti in tefta,à fomiglianza di vna tefta di leo- 
ne, per dimoftrarfi in quella guilii più teiribi 
li,& Ipauentofi à i nemici. vi li veggono an- 
cora i carri , che conducono le vittouaglie 
airellèrcito,& i lbldati,che ragliano legna- 
mi,per fare il campo & gli fteccati de gli ef* 


aj4 dichiarà^tuoni : i 
fcrcitiiVeggonfi due figure,che moftrano à 
molte altre figure vna tefta,ciò è la imaginc 
d un Principe nimicoyvari; combattinìenti 
& fatti d’arme contra popoli Barbàri,& nel 
le vittorie animali carichi di vafi d’argento, 
ouer di oro,acquìftati perauétura nelle pre-» 
de . Si veggono alcuni , i quali fiipcrati, per 
non venire nelle mani de’nimici prigioni , fi 
beono il veleno , & fi muoiono volontaria-» 
mente. Veggonfi gli abbruciatoti, che van- 
no metten3o fuoco intorno vna città, & gli 
aflàltii che danno i Romani ad altre cirtàw 
Sonoui (colpiti ponti, (òpra barche fabrica- 
ti , & vi fi vede il belliifimo ponte , fatto da 
Traiano (òpra il fiume Danubio , del quale 
habbiamo detto poco à dietro particolar- 
mente. Vedefi il campo Romano, & quel 
luogo,doLie (èrbauano, & guardauano i Ro 
mani le vittouaglie,& le naui ancora rie fili 
mi,doue carkauano i vini,& le vittouaglie, 
per condun*e al campo.Et in tale (coltura (i 
vede ancora Adriano, che andò con l’Impe 
rador Traiano alla gucrra.Vi fi veggono i le 
gionarij Romani , che portano oltre alle al- 
tre armature gli elmetti attaccati al petto,- 
i quali marchiano, & portano (òpra certe 
afte le co(e nece(Iàrie alla vita per carni- 

'no. 




DI Nft^>AOLlm;ANTICfitf 
BO.Vi fi vede tutta la caualleria Romana , li 
tubicini,© trombetti, con la Varia forma del 
le trombe antiche, ciò è lunghe , & torte.Il 
caftro Pretorio . Et fifialmente in quefta co 
lóna,di così bella {coltura & iftoria illuftra- 
ta,fi conofce,& fi feoree tutta la militìa and 
ca dei Romani. Quefta, inficme con la co- 
lona d’ AntoninoPio,{òno due belliffimi edi 
ficij in Roma , iquali pieni di vna varia ifto- 
ria, contégonò 1 Chiari fatti d’ambedue que 
fti PricipLDi q^uefto notabile edificio in Ro 
ma (criuc cosi nella vita di Traiano Dione 
iftorico gi*eco,facédo. teftimonio , che folle 
drizzata quefta colonna nel foro,có tali pa- 
„ role. Bibliothecasextruxit,&inforoin- 
„ gentem columnam ftatuit, fiue vt ca prò fé-, 
„ pulchro e{Ict,fiue in oftetationem eius ope 
„ ris,quodiUe circa forum egit . Da che fi- 
può perauentura congetturare , che quello 
bell edificio folle il fcpolci o di Traiano . ^ 



dichiart^tioni 


la 



XN ARGENTO 


LA MEDAGLIA di Troiano in argen- 
to, con lettere tali. imp. traiano. avg. 
CER. DAC. p. M. TR. p. Ha pct riucrlo vna 
figura lèdente con vna mano fotto le guan- 
ce Ibpra molte Ipoglie, fcudi,& armi, in me- 
fto fembiante,& con lettere tali lòtto, dac. 
CAP. dò è. dacia. CAPTA. Et altre lettctc ìh 

tomo. COS. V. P. P. S. P. R. OPTIMO. PRINC. 

Quella medaglia in argéto fu battuta dop- 
po la vittoria acUa Dacia , & quelle fono le 
armi de i Daci tolte daTraiano in quella vie 
toria , & la figura lèdente fopra quelle Ipo 
glie è il loro Re Decebalo , & fu fatta , per 
onore di quello Principe , per tale imprelà, 
per memoria della quale più medaglie, sì in 
rame , come in argento furono vaiiamente 
battute. 



t ' 



di'Viedàglie antiche aj7 


'n< 'GB j / 






La medaglia di TraianOj^andc^n 
rame5& di eccellente artefice , có lettere ta 


IL IMP. CAES. NER, TRAIANO. OPTIMO* AVÒ. 


ger. dac. p. m, tr. p. cos. vi, p. Pii Ha per ri 
uerib tre figure fopra vn palco , delle quali 
Ili è viia figura fedentejche parla, & al baflb 
fono cinque ò fei figure armate, che fan fom 
bianza di afooltare il parlamento,& vi fi leg 
gono lettere tali di fotto.iMPERATOR. vini. 
& s. c. Quefta medaglia fu battuta in tem* 
po della elpeditione di Traiano contra i Da 
ci,ad onòr fiio & per memoria di tale imprc 
dei quali popoli Daciefiò ottenne due 
memorabili vittorie, & fu all'ultima vitto- 
ria prèfo il loro Re Decebalo, & morto,co- 
me nelle altre medaglie di eflò Traiano, bat 
tute per memoria di tale imprelà habbiamo 
dichiarato. La figura fedente fopra quel pai 
co è Traiano Imperadore,che fa il parlarne 



w 

35 

35 

35 

35 

35 

33 


= :DIC H I A jR:A^r o N « : i 
to à quell’altre figure à baflb, che fono i ca- 
pi delle legioni , ouero i foìdati , ne iquah fi 
veggono le armature antiche co le inlègne 
militarÌ5& fi fcorgono etiandio quei foldati 
che chiamauano Dragonarij^i quali /opra 
certe afte portauano vn dracone ì & che ol- 
tre à gli altri abiti della perfona , portauano 
certi omaméti in tefta,à fomiglianza di vna 
«èflà di leone per dimottrarfi in quella gtiilà 
.più terribili & feroci à i nimici. Q^el titolo 
^.fottojcolettere^che dicono, imperatore 
V m i.è poilosperciochc Traiano fu chiama 
to nouc vòlte Imperadore,hauendo elfo ta 
te fiàtje meritato quefto titolo , per le mob 
te,& memorabili vittorie àcquiftateJl qual 
titolojprimo Giulio Gelare meritòjcomefà 
fede Dione iftoricojnel hb. 4^ . douc parla 
di elfo Cefare vittoriofo , & di tutte quelle 
cole^che allora gli furono dal pop.Romano 
cócclfo ; co parole che in lingua noftra così 
dicono. Io adunque hòlcritte quelle cofò 
nel fine dèi fermone , accbchc niuna delle 
colè fatte da Celare follerò ignote ad alcu- 
no,ma nella vittoria fua il Senato determi-j 
nò quelle cofeje quali io ho dette , & oltra 
di quello lo chiamò liberatore, & lo Icriue-r 
uano nelle lettere, & edificarono per decre? 


e. 




to 


I 


DI” MEiMGLI-E A ANTICHE f2'SP 

y, to publico il tempio della libertà, &: glLdic- - 
„ jderóil titolo d’Imperadore, non quello, il 
„ quale era vlitato, & così- egli,comc gli altri 
„ io haucuano acquiftato per alcune vittorie, 

„ nè come Quello,ilqualqdenotaua integra fi 
„ gnoria,òalcun’altralicentia,maroJamcnte, . 
„ quello,ilqualefidààgliImperadori:delte4 ,, 

„ po noftfo. Colìui fu il primo., il quale lo ri- , . 

„ ceuè,come vnacofa propria & ringol^c,& , . 
„ vlàronovna tanta adulatione, &determina 
„ tono p decreti, che i Tuoi fìgliuolij&ikpoti 
„ fblTero nominati in quefto modo, non hau6 . • 
„ do egli alcun figliuolo , & eflendo già vec- . 
„ chio. Onde quefto titolo dapoi peruonne 
„ à tutti gli altri Imperadori, come proprio di ... 
„ quella preminentia , & oltra di quello gli 
„ peruenne ancora il nome di Celare. Niente 
,, di meno pèr quefto Tantico modo non fu . 
„ annullato, ma l’uno & l’altro fi olTeruaua, 

„ & per quefta cagione gli viene attribuito la- 
„ feconda volta, quando confeguono alcuna 
„ vittorLiJa quale meriti quefto. Coftoro nel 
„ principio fono clùamati bnperadori, & han, 

„ no quefto titolo prio , come nelle vittorie.» 

„ Ma quegli che hanno comeflb alcun nobil 
„ fatto,coftoro allora riceuono il nome d’Im>. 

„ peradore vfitato aniic^ncnte,& f c queflQ> 


‘^^0 t) rCKf AÌIÀTIÒ ME ^ 

55 alcunó la feconda & la terza volta , & tante 
» volte quante gli è conceflò , fono nominati 
Imperadori . Il medefimo Dione ancora 
nel lib . $ 3 . parlando di quello nome d’Im- 
55 peradore,dice così . Ilnomc d’Imperadorc 
55 fomprc è attribuito non (blamente à coloro 
55 iquali hanno confoguito alcuna vittoria, ma 
55 à tutti gli altri , per fignificatc & denotar la 
55 piena & intera pollànza loro 5 &quefto no- 
55 me fupplifce in luogo di Re,ò di Dittatore, 
55 perche tal denominatione no è inviò, eden 
55 do già vna volta caduta fuori della Republi 
ca,macófermanorefFettodiedàcol nome 
35 ' dlmperadore , & per quelli nomi elli pren- 
55 dono licenza di conuocar genti & cumula- 
55 re danari,& di elegger la pace& la guerra, 
55 &d’eflèrfèmpre egualmente fuperiori à cit 
3, tadini&àforeftieri, &c. 

Et poi, che noi habbiamo parlato col 
teflimoniodegliiftorici di quello nomeò 
titolo dlmperadore , che in tutte le meda- 
glie antiche li legge , diciamo ancora del 
nome di Augiifto . Il medefimo Dione a- 
dunque nel lib. 45. facendo mentione di 
Ottauiano,il quale fu adottato daCelkre,& 
' dicendo , ch’egli era à que’ tempi confuctu- 
dine , quando vno era adottato , di prende- 



re. 


s 


DI MEDA<5LI1 ANTICHE 24 I 
re vn’altro nome dal padre adottatore,& di * 
ritenere vno de’ primi nomi,trasfonnato in • 
qualche modo , Ibggiugne , che Ottauio d’ 
allora in poi fu nominato Caio Giulio Ce- 
» iàreOttauiano. Ma dice; Io non lo nomine 
5, rò Ottauiano,ma Celare, pcIie à tutti qucl- 
5, li, i quali hanno confeguito Timperio Ro- 
„ mano , fi attribuilce quefto nome do è Au- 
gufto , per lo quale tutti gli Imperadori fè- 
n guenti furono nominati Àugufti . 

Ma molto meglio , & più copiofamente il 
medefimo Dione dichiara quefto nome di 
Augufto al lib. 5 s. parlando pur di Ottauia 
no, con tali parole. 

„ Et poi che in effetto furono compiute que 
„ fte cofe, cofi allora egli riceuette il nome di 
„ Augufto dal popolo & dal Senato ; perche 
1 „ volendo chiamarlo per vn nome diftinto 

„ da gli altri,& alcuni loggiugnedo,& eie®- - 
„ gendo quefto, alcuni quello, Celare defiae 
raua grandemente di eftère nominato Ro- 
„ molo;malèntendo, che per quefto egli era 
„ lò^tto , che non appetiflè il Regno, dapoi 
„ non fe lo volle attribuire , ma fu nominato 
„ Augufto, come che folle più venerabile, 
j „ che qualunque altro huomo; percioche le 
„ cofèonoreuoMime^facr^ùf&melòno^ 


V- minare 




9 


2^1 D I C H t A R ATI O NE 
minate Augufte , onde lo chiamano ancora 
Sebaitojquafi parlado in lingua Greca, che 
” lignifica reucrendiflimojcosì adunque allo- 
5 ) ra tutta lapotentia del popolo & del Sena- 
■ w to fu trasferita in Augufto. 

Ma quell’altro degno cognome di Padre 
della patria , che nelle medaglie de’ Celàri 
apprcilb i fòpradetti titoli fi legge , hebbc 
primieraméte origine da M. Tullio Cicero- 
ne, il quale primo meritò quefto onoreuole 
titolo, quado difciolfe quella feditìoia con- 
giura di Catilina p Tua prudétia &■ configlio . 
& cefsò vn tanto pericolo,che fburafiaua al 
la Romana Repub . Del qual cognome da- 
to à Cicerone ferine così Appiano Alefiàn 
drino nel fecondo lib. delle guerre Ciudi. 

5, Et finalmente per ricordo di Catone fu ap 
5, pellato padre della patria , il qualonore & 

„ fpkndoredi nome fuunitifsimamenteap- 
„ proiiato da tutto il popolo . E' commune 
„ opinione,che tal cognóme & appellatione 
„ hauelfeorigine Se principio da Cicerone,& 

' „ dapoi fuccedcfic ne gli Inmeradori,& maf- 
„ fimamente in quelli, che fi portauano de- 
„ guarnente . Percioche non fu quefto fplé- 
5, dido & gloriofo titolo così flibitamentc da 
5j principio dato ancora à quelli, che regnaua ^ 



no 


} 


1 


. ‘ 4 

DI MEDAGLIE ANTICHE 24 J 
» no infieme co gli altri cognomijma nel prò- 
5> cdlb del tempo fu attribuito àgli huomi- 
ni grandi & Angolari in tcltimonio delle lo- 
ro virtù . Et quefto bolli per haucre à loffi 
cienza dichiarato la origine & la cagione di . 
quejE ti’e titoli . imperador? . avgvsto.& 
PADRE. DELLA. PATRIA . chc Ìli tUttC Ic medo 

glie de’ Celàri li leggono . 



2,44 DICHIARATIONtt 


I N R A ME, 

La medaglia di Elio Adriano jgra 
de 5 & di bel metallo 5 con lettere tali, ha- 
drianvs. AVG. cos. III. p;p.Haper riuerlb 
vna figura in piedi, che porge la mano ad 
vn altra figura 5 che le fta inginocchiata da 
uanti 5 la quale è vna prouincia , con lettere 

tali .R'ESTITVTORI. BITHYNIAE. & 

s. c . Quella medaglia fu battuta in tal té- 
po, ciòèdapoiche Adriano mandò Seue- 
ro in Bitiniajdoppo la guerra Giudaica. Per 
cioche la detta prouincia hauea bilbgno di 
un prefidcte,& gouemator giullo& fàggio. 
Et cosi coftuijper ordine & comandaméto 
di Adrianojle cole della Bitinià, così priua- 
tamentCjCome publicamente di tal manie- 
ra dilpofe 5 & correllè , che tutti i Bitinij per 



DI ELIO ADRIANO. 


ogni 


DI MEDAGLIE ANTICHE Ì45 
Ogni tempo ne tennero memoria. Et così 
quefta medaglia doppo la rcftituùone del- 
la Bitinia^in onore dclllmperadore fu bat- 
tuta in Romajper decreto del Senato . On- 
de la figura inginocchiata è la prouincia del 
la Bitinia , & la figura in piedi 5 che porge la 
mano à detta prouincia , è l’Imperadore. 


Lambdaglia di Adriano , grande, 
di bel metalloidi eccellete maefcOiCÓ let 
tere tali . hadrianvs. avg. cos. iii.p, p. 
Ha per liuerlb due figure, Tuna iginocchia- 
ta di vna donna, che porge la mano ad vn’al 
tra figura in piedi & vi è vii ualb in mezo,có 
lettere tali . restitvtori. achaiae. &. s. c. 
La figura della dona inginochiata è l’Acha 
ia prouincia, che porge la delira alllmpera- 
dore Adriano . Quella medaglia fu battuta 
doppo la nauigatione ddlAchaia . Percio- 


. / 








i 


1^6 DICHIARATIONB ' 
che dice Elio SpanianOjnella uita di Adria- 
no 5 parlando de Tuoi uiaggi quelle parole ^ > 

5> Poli hoc per Aliam , & Inmlas ad Acha- ' 

iam nauigauit , & Eleulinia' làcra e^femplo 
35 HerculiSjPhilippiq; fufcepit, multa in Athe ^ 

35 nienlcs contulit,& prò Agonotheta refèdit. > 
Etin Achaia (|uidem ctiam illud oblèrua- •: 
rum feruntjquod cùm in iàcris multi cultros 
habercnt , cum Hadriano nullus armatus 
ingrclTus eli . 

Si uedc adunque,che tal medaglia fu fat- 
ta nel Tuo Confolato tcrzo^per memoria del 
la nauigatione dell’ Achaia . 



DI MEDAGLIE ANTICHE 



L A M E D A G L I A di Adriaiiò 5 grande , 
di bel metallojCon lettere tali, hadrianvs. 
AVG. eos. III. p. p. Haperriuerfoduefìgu 
re luna in piedi, che porge la mano ad un’al 
tra figura Iginocchiata,cne tienealcune fpi 
che di frumento dauanti , & alcune altre in 
mano,co lettere tali intorno, restitvtori . 
africae. &S.C. Omertà medaglia fu bat- 
tuta ad onore di Adriana , doppo il ritorno 
{ho di Africa à Roma , & per memoria de i 
beneficij fatti à quefta prouincia,come feri- 
ne Elio Spatriano nella vita fua, con tali pa 
» role. IndeRomamuenit,atqueex eain 
» Africa tranfijt ac multum beneheiorum prò 
» oincijsAfricanis attribuir. 

■ La figura in gioncchiata è la prouincia del 
l’Africa , l’altra figura in piedi , che porge la 
dcftra alla inginocchiata è rimpeiedore 
Adriano. 



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DI MEDAGLIE ANTICHI 24^ 
doje quali egli nominò Adrianojjoli , quafi 
cinà di AdrianO) di maniera che li può affer 
mare, che quello Principe foflè benemeri- 
to del monoo tutto , come da quella meda- 
glia veggiamo, ellèr lui chiamato rellitutor 
del mondo . La figura inginocchiata in for 
ma di prouincia 5 è difegnata per il mondo, 
portando ellò mondo ancora in lèno,& Tal 
era figura in piedi H’imperadore . 


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DICHZARATIO'NB ì.»' 


La medaglia df Adriano , grande 
di bel metallo^ con lettere tali, hadrianvs. 
AVO. cos.iii.p.p. Haperriuerlbdue fìgu- 
rej’una delle quali fta inginocchiata covn 
ramo di oliuo nella finiftra , & con la delira 
porge la mano ad ua’altra figura in piedijCÒ 
lettere tali intorno, restitvtori. hispa- 
NiAE.&s. c. Quella medaglia fu battuta 
in Roma à gloria di Adriano , per memoria 
delfuouiaggioin Ilpagnajdc delle buone 
opere fatte in quella prouincia, come Ieri 
uè Elio Spartiano nella firn uita . 

55 Poli ha?c Hilpanias petit , & Tarraconas 
55 hyemauitjubi fumptu luo aedem Augufti re- 
55 ftituit. Omnibus Hilpanis Tarraconam in 
55 conuentum uocatis 5 detóumqj ioculari- 
55 ter5Utuerba iplàponit Marius Maximus, 
55 detredatibus Italicis uehementifsimè,cx- 
55 teris prudétcr5& cautè cófuluit. La figura 



c 



DI MEDAGllB ANTICHfi 

inginocchiata è la prouincia della Spagna , 
che porta il ramo aclla oliua in fcOTo di pa- 
ce l’altra figuràiin piedi è deulmpera- 
dore . 


La MEDAGLIA di Adriano di bellifsi- 
mo metallo , grande , con lettere tali . ha- 
DRiANvs, AVG. cos. IH. p. p. HapeTiiuer 
fo vna figura di vna prouincia giacente^con 
vn corno di douitia nell’ una delle mani , & 
con vno Icorpione nell’altra5& vno ceftonc 
à i piedi 3 pieno di (piche di frumento , con 
lettere tali . africa. & s. c. di (otto . Ome- 
tta medaglia fu battuta à particolare onor 
di Adriano. Et è da fapere , che efib Adria 
no fu per lignaggio Africano5& sì come egli 
mai non volle andare alla patria fiia come 
ferine Dione Greco , così accrebbe quella 
di grande onore,& doni, & molte co(c pre- 




V 


25 2T D I C H I A R A T I O N E 
dare à quella diede. Et parimente fece mol 
ti benefici; alle prouincie AfTÌcane,quando 
daRoma paftò in Africa.Et fcriuono gl’illo 
ricijche quando dfo Adriano venne in AfH 
ca, all’arriuar di quello, cadde la pioggia, 
doppo cinque anni, che non hauea piouuto 
in quella prouincia . Et per ciò Adriano da 
gli Af ricani fu molto amato . Onde io giudi 
co,che à tal tempo,ciò è doppo il Ilio ritor- 
no d Africa à Roma, per memoria de’ be- 
nefieij fatti alle prouinde Africanejfofie in 
Roma quella medaglia ad onor d’ Adriano 
battuta. Quella figura di prouincia dal riuer 
lo è la prouincia dell’Africa , la qual per ciò 
tiene lo feorpione nella delira mano,per- 
chc in quella prouincia nalcono molti di 
quelli feorpioni, & altri animali velenofi ; il 
quale Icorpione in tale medaglia lignifica 
dia prouincia dell’ Africa. 


DI MEDAGLIE ANTICHE 


La medaglia di Adriano , grande 
di bel metallo 5 con lettere tali, jmp.cae- 

SAR, TRAIANVS, HADRIANVS. XvG. Hapetri- 

uerlb due figurej’tina arn;iata3 che fiede fb- 
pra alcune Ipoglie 5 & Taltia in piedi, che 
porge la mano alla figura ledente, con lette 
re di lòtto tali, adventvs. avo. &s. c.&có 
altre lettere intorno, pont. max. tr. pot* 
cos. 1 1 . Quella medaglia fu battuta in Ro 
ma quando Adriano , doppo alcun uiaggio 
ritornò à Roma, & fu fatta per tal memoria 
del ritorno dell’Imperadore à Roma . La fi 
gura annata ledente è vna Roina , & quella 
in piedi, che all’altra porge la delb a è Adria 
no Imperadore . Fu battuta nel Iccódo Ilio 
Confolato, elTendo ancora Adriano gioqa- 
ne,il quale di vna i alti a prouincia tralcorré 
do, circuì quali tutte le parti del mondo, 
quando in Occidcnte,& quando in Orien- 


( ' 



S 



te 


ì154 . I> I ctì I A R AT I O N E 


tepaflàndo. Et giudico > che tal medaglia 
gli folle fatta , doppo il primo ritorno lìio à 
Roma,che fu in principiojch egli prelè l’Im 
perio 5 Quando che ritornato otf Antiochia, 
per la Uliiia venne à Roma, 


Vn* ALTRA MEDAGLIA di AcHanO, 

di metallojgrandejCon lettere tali, had ri a- 
Nvs. eos. III. p. p. & è di piu matura età del 
la fopradetta . Ha per riuerfo due figure in 
piedi ,runa armata , & l’altra che porge me 
defimamente la delira à quella , con lettere 
taliintomo. adventvs. avgvsti. &s, c. 
Quella medaglia parimente fu battuta in té 
po di uno ritorno dell’Imperadore in Ro- 
ma 5 nel Conlblato fuo terzo. Percioche ha 
uendo ellb Adriano fatti molti viaggi , per 
molte parti del módo^dc da ciò elTèndo più 
fiate à Roipa tornato tali medaglie gli li bat 




teuano 


DIaMEDAGLIB ANTICHE 255 
teuanOjpcr memoria del Tuo ritorno . La fi 
gura armatale vna Roma,& Taltra è Tlmpe- 
radore. . . 



Vn’ ALTRA MEDAOLIA dì AdriailO, 

di bel metallosgrande, con lettere tali . ha-* 

DRiANvs.AVG.cos. III. p.p. Hà perriuerfo 
due figure, l’una di dona, che facrifica (opra 
un'ara, & ha un corno di douitia nella fini- 
ftra, & un uitulo a piedi p (àcrificare ; Talna 
è Adriano,la figura della dona è della Italia, 
co lettere tali intorno . adventvi. ^vg. ita- 
li ae. & s. c. Qi^efta medaglia fu medefima 
mete battuta à tépo di vn ritorno dell’Im pa 
dorè nel cófòlato Tuo terzo.Et ftimo,che fo( 
(e fatta,quando puenuto Adriano, doppo il 
uiaggio deirAfia , in Achaia , doppo quella * 
nauigò in Sicilia, & in Italia, & à Koma, che> 
fujcome è detto, nclfuo terzo cofefolato.La 

y figura 


^^6 DICHIAH'ATIONE 
figura della donna è la Italia , che alla prc- 
fentiadell’ Imperadore fa làcrifìcioper lo 
fuo felice ritorno. 


La ‘medaglia di Adriano , di bel 
metallo, grande , con lettere tali . imp. c ae- 

SAR . TRAIANVS . HADRIANVS . AVO. P. M. TR . 

p. cos. III. Ha per riuerlò vna bella figura 
in piedi , che riguarda verfo vn vccello,con 
lettere tali . providentia . deor vm . & s.c . 
Quefta figura dal riuerfò di tal medaglia è 
rimperadore Adriano, che prende gli au- 
guri] da gli vccelli . Percioche, oltre che gli 
antichi Romani trametteuano nelle cofe lo 
ro lèmpre gli auguri] , llmperadore Adira- 
no Ipecialmente fi dilettò molto di auguri], 
diuinationi , & facrifici] magici, come ren- 
dono ceflfinonio gli illorici. 



1 



DI MbdaglIE antiche 257 


La ìiedaglia di Adriano, col petto, 
in rame, di mezana grandezza, con lettere ta 
li, in parte dall’ antichità corrofè. • . ha- 
DRiANo. Ha per riuerlòvn tempio con tre fi 
^e dentro eflb tempio , penlb fieno di tre 
dei, con lettere intorno . col. a po. lènza s.c. 
Quella medaglia non fu battuta in Roma, 
ma da alcuna Colonia d’Italia, lòggetta al 
Romano Imperio . Le quali colonie fi veg- 
gono haucr battute molte medaglie de gli 
Imperadon, per cagione di gratificarli ilo 
ro Principi. 



t • 



258 D I C H I A R AT I.OK 


La MEDAGLIA di Adriono , dclk fof 
ma piccola , in bel metallo , & di buon mac 
ftro 5 con lettere tali . hadrianvs . avo. . . • 
Ha per riuerfo vna bella figura di vna vitto- 
ria alata , con un ramo di olino in mano , & 
5. c. Quefta medaglia fu battuta, doppo la 
imprefa della Giudea , & per memoria di 
quella gran uittoria c’hcbbe Adriano, nella 
quale furono tante rouine di edifici , & ab- 
bruciamenti in Giudea , doue furono uccifi 
più di cinquanta mila huomini . Da che tut 
ta la Giudea reftò defolata . 



\ 




DI MEDAGLIE ANTICHI 



5J 

55 

55 

55 


La medaglia in rame , Greca , di 
Adriano, con (juefte lettere . ayt.kai.tpal 

AAPIA.CEB. ciò è. IMP. CAES. TRAI. HADRIA. 

AVO. &è col petto 5 di buon maeftro. Ha 
per riuerfb una bellilfima tefta di un Giouc 
Capitolinojcol petto , lènza lettere . Que- 
fta medaglia non fu battuta in Romajma da 
alcuna Greca città , & credo in tempo , che 
Adriano edificò un tempio à Gioue Capito 
lino 5 ritrouandofi efib Adriano in Giudea, 
percioche dice Dione iftorìco nella fua uita 
così. Interea Hierolblyma pridem euerfà, 
rurfushabitariiulfit, atque urbcm Aeliam 
Capitolinam appèllauit. loui item ex aduer 
fo templi sedem excitauit. La ondei Giu- 
dei molTero una grane guerra, prindpalmen 
te per tal cagionejperche non poteuano (bf 
ferire, che nel paeiè loro fi facelfero (àcrifit 
eij elterni,dc follerò dirizzati Te^ & im^ 

R' gim 


2^0 DICHIARATONE 
gini de’ Dei ertemi . Potrebbe ancor eflè 
re rtata battuta querta medaglia in onore di 
Adriano da gli Ateniefi, percioche rtriue 
Spatriano , che Adriano doppo il luo ritor- 
no di Africa à Roma, (libito andò in Orien- 
te,& fece il uiaggio per Atene . Et coli egli 
dedicò quelle ^ere , che appreflo gli Ate- 
niefi hauea prcfe,come fu un tempio dì Gio 
ue Olimpio, & à (è uri ai*a.Dice ancor il me 
defimo Dione nella fua uita. Hadrianus per 
55 hcec tempora iedem louis Oympij-,in qua & 
55 ipfius rtatua fuit, Athenis oedificauit . Onde 
q^uerta opinione piu mi piace i & giudico , 
elle tal medaglia fia rtata da gli Ateniefi bat . 
tuta , hauendo detta medagfia dall’ una par- 
te la terta di Adriano , & dril’altra quella di 
Gioue,sì come ancora nel tempio di Gioue 
era la rtatua di efiò Gioue, & quella diAdria 
no. Potremmo ancora dire,che foflè querta 
medaglia battuta da alcuna delle città della 
Grecia, per fimplice adulatione di Adriano, 
attribuédogli la pfbna di Gioue.Percioche 
sì come à Gioue uolfèro gli antichi ,che 
s’appartenellè il regriméto del módo,così 
per la terta diGioue dal riuerfo porta di tale 
medaglia, fi dimortrafle la prouidentia di 
quello Pricipe, & il gouemo dell’I mperio. 


DI MEDAGLIE ANTICHI l6 l 


La medaglia di Adriano , grande, 
di bel metallojcon lettere tali. imp. cassar. 
tRAiANvs. HADRiANvs. AVG. Hapertiuet- 
fo una bella figura di donna, con un corno 
di douitia nella linifl:ra,& un caduceo nella 
delira , con. s. c. & altre lettere tali. pont. 
MAX. TR. poT. cos. III. La figuta dalriuerib 
di quella medaglia è la Dea Felicitàda qual 
figurali uede in Rame ne i riuerfi della me- 
daglia di Galba,& in quei di Velpalìano,di 
Tito,& di Domitiano , & d’altre medaglie. 
Il comocopia è fegno di abondantia, e’I ca- 
duceo legno di pace . I quali due beni li ri- 
chieggono,& li afpettano da un buon Prin- 
cipcjondc auiene a fuoi fogctti la felicità pu 
blica. 




252 DICHIAH. ATIONl ' ^ 



' La medaglia grande di rame , di 
AdrianOjGrecajCol pettOjdi buon maeftro, 
con lettere tali.AYT. Kai. tpai. a^pi a . c e b.- 

cioè. IMP. CAES, TRAIAN, HADRIA. AVO. Ha ' 

per riuerlb una belliffima figura di dona già 
cente,con un timone a piedi , & giace , co- 
me in uno lettifternio, con lettere. . . , 
Quefta figura è la Dea Fortuna , do è fatta 
per la fortuna di AdrianOsSc penfb die fia la 
ftatua di quella Fortuna aurea , che in carne 
fa de gli Imperadori fi foleua riponere,men 
tre che uiueano , & che reggeuano llmpc- 
rio 5 come per la loro Fortuna.Di che in più 
luoghi appreflb gli iftorici leggiamo . 






®I MaDAGLIE ANTICHE 


26 s 



La medaglia di Adriano ) in rairc» 4 
Greca , fcnza lettere per elTer quelle dallan 
tichità corrofe . Ha per riuerfò una quadri- 
ga 5 con un carro trionfale , che ibpra porta 
una figura trionfante5& euui un altra ngura 
auanti.Io giudico, che quefta medaglia fia 
(lata battuta, da alcuna città della Grecia, 
foggetta al Romano Imperio , per onorare 
rimperadore Adriano ai alcun trionfo di 
qualche impreià. La figura ibpra il carro ue 
Rita di abito trionfale è Tlmpcradore , che 
trionfa. 


l 


\ 


V: 



254 1>ICHIARATI0NB ì 


La medaglia in rame di Adriatìo, 
Greca , con lettere in tutto corrofe dall’an- 
tichità. Ha per riuerfb una figura , che ha il 
petto nudo3& dall’ombilico in giù è ueftita 
con un ramo nella finiftra , & un’ afta nella 
deftra , che ha un ferpentc riuolto intorno. 


Quefta medaglia fu battuta da alcuna delle 
città della Grecia , à tempo ( per quanto fi 
può comprendere ) che Adriano era aggra- 
uato di lunga & incurabile infìrmità , quan- 
do egli, fi come fcriuoiio gli iftorici,eIcggé- 
do morire , pur non potea , & che nè confi- 
glio de’ meàci,nè forza di medicine, gli po 
tea la fua perduta fànità racquiftare . La fi- 
gura in piedi dal riuerfò della medaglia è il 
Dio Efculapio,tenuto Iddio della medici- 
na. Et penlòfia fiata fatta da alcuna Gre- 
ca città lòggetta al Romano Imperio , per 
gratificarii il f^iiicipc,ouero per icun noto 




fatto 



DI MfiDÀGLrE ANTICHE ^ 6 $ 
fatto ad Efculapiojpcr la fua falute. Ma ciò 
noi non polliamo fermamente confeguire, 
nè intendere, lìduo che per congettura dal- 
leiftoric. ' 





La medaglia di AdrianOjRomana, 
di bel metallo , & di eccellente maeftro gra 
de con lettere tali, hadrianvs. avo. cos. 
iii.p.p. Haperriuérlb una bella figura di 
un fiume, giacente con un corno di douitia, 
che ha un cocodrilo fotto , & s.c.Et da una 
parte una figurina in piedi, co l’ippopotamo 
animai del Nilo , & con lettere lopra deila 
figura.NiLvs.Quefta medaglia fu battuta in 
Roma,per decreto del Senato, & fu per me 
moria del uiaggio di Egitto, & della nauiga 
rione del Nilo che fece Adriano^ Percio- 
che Icriuono gli iftorici , che elio Adriano, 
per la Giudea, pafsò in Egitto, & iui faciifi- 


266 DI CHI A RATIO NE- 
GÒ à Pompeo Magno & al fuo lèpolcro ag- 
» giunfccjueftoucrìo. 

- Olla uiri magni tenui qua claulà lèpulchro. 

Et dicono , che reftaurò & rinouò il Ilio 
lèpolcro rouinato , più magnificamente fa- 
bric^dolo . Et inm ellò Adriano nauigò 
per il Nilo. figura del fiume è il Ni- 
lo,& il lègnp è il Cocodrilo, con l’Ippopo- 
tamq cauallo del detto fiume.Onde tal me- 
daglia fu battuta doppo quello uiaggio,ad 
onore di Adtiano. 




O' •' 


DI Medaglie antiche 1^7 



La MED a gli a di Adriano Greca, gra 
de, in rame , col petto , con lettere tali cor- 
rolè in parte dairantichità.A tt. k a i. . . . • 
Ha per riuerfo una gran figura di un fiume 
giacente, che ha un corno di douitia nella 
Iiniftra,& nella deftra un ramo, & fotto det- 
to fiume è un Cocodrilo. Q^efta medaglia 
io giudico, che fofiè battuta in Egitto, fi co 
me la fbpradetta fu battuta in Roiiu . Et 
, quefta ancora fu fatta,credo da gli Egitti] m 
tempo,che Adriano fi trouò in Egitto, & fc 
ce la nauigatione per il Nilo . Vi e il fiio fè- 
gno il Cocodrilo . Quello fiume porta nel 
luna delle mani il corno di douitia , perche 
è fiume fertile, ilqualecrefcendo fuole in- 
grallàre i terreni , & ilpaefè di Egitto , & fa 
produrre tutte le cole abondeuol mente. 
Onde al tempo, che efib fiume inonda i cam 
pi Egitti], i paefàni fanno grande allegrezza, . 

fperando ^ 



a68 DICH I A R ATI O N E 
fperando da tale inondatione abondantia. 
Il legno del corno di douitia ci dinota opu 
lentia3& abondantia, così pollo nelle mani 
de’ fiumi, Ipetialmente nauigabili , come in 
mano di altre Deità. La onde in molte me- 
daglie noi potremmo ueder tali corni di do 
uitia , che ci dan legno di liberalità, di felici 
tà,di concordia,di pace, di lentia , di abon- 
dantia , & finalmente di tutto quel bene , 
che lieto & opportuno all’uman legnag 
. gio fi pollà intendere. 





DI MEDAGLIE ANTICHE 25p 





f 

4 

f 

r 


^ • I 


LA MEDAGLIA di Adrìano , grande, 
beUifIìma5& di bel metallo,con lettere tali. 

IMF. CAESAR. TRAIANVS. HADRIANVS . • 

Ha per riuerfb due figure fopra un pal- 
co, con un altra, che tiene non foche in 
mano , & giù del palco ui è un’altra figu- 
ra , che alcende una ficaia , & pare , che ri- 
ceua alcuna colà dall’altre figure, che fono 
(òpra il palco, co lettere tali mtoriio. font. 
MAX. TR. FOT.cos . . . Etleggoufi altTckt 
tere tali di (otto, liberalitas. avg.&s. c. 
Quella medaglia fiu battuta in Roma, per 
onorare Adriano della fina liberalità, per lo 
congiario ò donatiuo dato al popolo ; & in 
tal tempo fu eflà medaglia battuta , come 
ueggiamo ancora,chc ad altri Principi, per 
memoria de i congiarij da loro dati al po- 
polo , furono tali medaglie battute . Di 
quello congiario di Adriano fa mentione 

Elio 


f 


17 ® dichiaratione 
Elio Spartiano nella uitaiua> con tai pa- 
role. 

5) Etadcomprimendamdefèfamanijcongia 
, M rium duplex prjcfens populo dedit . Temis 
M iamperfingulps aureis fè ablènte diuifìs. 
Quelli donatiui fi faceuano da gli Impera- 
dorijquando in denari^Sc quando in mifure 
dicano , sì come in altre medaglie hab- 
biamo (piegato . La figura maggiore,ch e 
nel palco ledente Ibprauna lèdiajè l’Im- 
peradoreAdriano , ad onore di cui fu fatta 
quella medaglia • 



, ì 


ifi Medaglie antiche 271 



di eccellente artefice, & di bel metallo,con 
lettere tali, hadrianvs. avo. cos. m. 
p. p. Ha per riuerfo una belliffima figura 
grande eiacéte,che con la deftra mano por 
ge non & che auanti , & con la finilba fi ap- 
poggia ad un celione di uarij frutti, &da- 
uanti a piedi (òpra una colà rileuataèuno 
augellojcon lettere tali di Ibpra . aegyptos. 
& s. c. Quella medaglia fi truoua grande, 
& di mezana grandezza,& fu battuta à Ipe- 
dale onore (fi Adriano, per memoria del 
filo uiaggio in Egitto, & delle colè da lui 
fatte in quella prouincia , fi come nella 
medaglia precedente habbiamo detto , co- 
me Icriue Dione Greco nella uita lua. 

Inde per ludaeamin Acgyptum tranfiirit, 
ubiPompeio parentauit,carmenquc tale 
addidit. 

Ollà 


272' tilCHIARATIONE ' 

3, Offe uiri magni tenui qùaclaufà fèpulchro. 
35 Tum difiedum monimehtum inftaurauitjat 
3, que protinu^in Aegyptum uenics, urbem, 
33 quam Antinoi nominauit, condidit. 

La figura proftrata è la prouincia dell’Egit- 
to.Il ceftone di ffuttijfopra il quale appog- 
gia il fìniftro bracciojci dimoftra la fertilità 
del paefe dell’Egitto . 



DI MEDAGLIE ANTICHE 27J 



La medaglia di Adriano, grand^, 
di bel mctallo,& di eccellente maeftro,con 
lettere tali, hadrianvs. avo. cos. iii.p. p. 
Ha per riuerfo una bdli/Tima naue roftrata, 
ciò e una galea co i Tuoi ordini de’ remi , & 
ben guemità , & alcune figure dentro , con 

lettere tali.FELiciTATi. AVO. Et di lòtto det 
ta galea.cos.il i.p.p.&.s.c.Quefta medaglia 
fu principalmente battuta ad onore , & per 
memoria di Adriano Principe ,p dimoftrar 
con tal riuerfo la fua felicità ; percioche per 
qiicfta naue roftrata, noi intendiamo la feli- 
cità,sì come in alcune altre medaglie, per 
quefto fegno nelle parti riuerfè efpreflo , ci 
è fignificata la felicità di quei Principilo no 
me de’ quali furono quelle medaglie batta 
te, fecondo che le lettere ci fcuoprono chia 

ramente in tutte, felicitati. AVG. 




S 


274 dichiaratione 



Il medaglione di Adriano , di bel 
metallo 5 Ìngipuenilc età, con lettere tali. 
HADRiANvs. AVG. cos. III. p. p. Hapetriuer 
fò una bellilTima figura ledete di una prouin 
cia,che nella delira ha una inlegna militare, 
& nella linillra una palma uittoriofajcon let 
terc Torto, dacia. & s. c. Quella medaglia 
Tu battuta in Roma à ueneratione di Adria- 
no,& gli Tu f atta per memoiia delTimprefà 
& della uittoriaDacica,alla qual gueiTa ellb 
Adriano 11 ritrouò inlìeme con Traiano, co- 
me fa Tede Elio Spamano nella Tua ulta , co 
tai parole. 

„ Poli quxfluram adla Icnatus curauit , atq; 
5 , adbellum Dacie um Traianum Tamiliarius 
„ proTecutus efl. 

Et altroue,diccndo,che Traiano gli diede 


/ 

DI MEDAGLIE ANTICHE 275 
alla (ècondaimprela della Dacia il goucr- 
no della prima legione, fciuc così . 

55 Secuda expcditiohc DacicaTraianus cum 
» primx legioni Mincriiia? prerpofuit, lecunq; 
55 duxit,quandoquidem multa egregia eius fa 
tìa claruerunt. 

Ma che Adriano an daflè inficme con Ti a- 
Lino à quefta imprefa della Dacia, ci fa tefti 
monio lajcolonna di Traiairo in Roma, nel- 
la cui bella fcoltiira , che rapprc lenta tutta 
, la imprelà della Dacia, li uede chiaro la fìgu 
ra di Adriano al naturale,che andò con l’ì in 
pcrador Traiano à quella guerra , fi come 
noi pur dianzi nella Tua medaglia della co- 
lonna habbiamo clpofio. La medaglia fu 
battuta in tepo,che Adriano era fiato elet- 
to Imncradore.nei memoria di tarimprclà. 

• I 

\ 


« 

S 2 


I 


D I C H I A R A T ì O N“ a 


ay5 



Lamedaglia di Adriano, di meza- 
Tia grandczza,in rame, & di eccellente mae 
ilro, con lettere talL hadrianvs. avg. cos. 
•III. p. p. Ha per riucrlò la tefta di Sabina 
lìia moglie, con lettere. sabina. avgvsta. 
HADRiANi. AVG. p. p. Qucfta iTicdagliaiu 
battuta in Roma, per onorare Tlmpeiadore 
Adriano,& Sabina Tua moglie. 


DI MEDAGLIE ANTICHE X7.7 



Il medaglione di Adriano, in ra- 
mejdi eccellente maellro , fenza corona in 
tefta,& con lettere tali, hadrianvs. ayg. 
cos. III. p. p. Ha per riiierlb un bel fi-: 
eurone in maeftà di un’ Ercole ignudo , le- 
dente Ibpra la pelle leonina, che ha fotto 
alcune fpoglie, & nella deftra tiene la cla- 
ua appoggiata ad una corazza , & con la fi- 
niftra (bftiene un Trofeo con lettere lòt- 
to. s . c . Quella medaglia fu battuta in 
Roma per onorare Adriano. Et per quella 
gura di Ercole s’intende la Idea di tutte le 
uirtù, & la claua di Ercole ancora è lìmola- 
ero di ualore & di vinù , fi come ne i riuerfi 
di altre medaglie ancor ueggiamo . La Ipo- 
glia del Leone dimollra una gencrolà tor- 
tezza d’animo . La qual uirtù in quella me 
daglia fu à quello buon principe attribuita. 


DI' MEDAGLIE ANTICHE 
di Anrinoo . Quefto Antinoo fu un gioui 
netto di marauiglioià bellezza nato in una 
città di Bitinia , & tenuto nelle delitic di 
Adriano . Morì egli in Egitto,© caduto nei 
Nilo, come Adriano fcriue , onero che elio 
Antinoo folle facrifìcato,sì come pare, che 
fìa il vero. Conciofia cofa,che Adriano cu- 
riofiflìmo delle magiche arti , hauelTe bili)- 
gno,per alcune cofe che preparaua,deirani 
ma dVn’huomo,che volontariaméte morif 
fé, Etcosìlitiene,chelofacelIè làcrificare 
ò immolare. Adriano fece dirizzare, come 
fcriuono gli iflorici,le ftatue di quello , per 
tutte le terre del módo,& così le fue effigie 
uollc che foifer formate. Diceua egli di ha 
ucr veduto vna ftclla,che era di Antinoo,& 
prendeua piacere,che fi dicefiè,che dcU'ani 
ma di Antinoo neramente fofiè nata vna 
ftella,che allora era apparita. I Greci ( così 
comandado Adriano)dro Antinoo con fa- 
orarono , & Adriano gli edificò un tempio, 
& gli ordinò à fuo onore {acerdoti,dicendo 
che da lui fi dauano oracoli,! quali Adriano 
hauea compofti. Però fi veggono le fue me 
daglie,& fi tmouano principalmente per le 
terre di Oriente,có tai lettere. Di Antinoo 
Eroc.ciò è di Anrinoo deificato.Perciochc 

S 4 quegli 


2So D I C H r A R A T I O N E' ' 
quegli huomini illulbrijCh* efièndo mortali, 
per la loro virtù aggiugneuano allaeccellè 
ria diuina,a*edeuano gli antichi,che doppc 
morte paflàlTèro nel numero de gli Iddij, 
quelli chiamarono Eroi, come ancora chia 
mauano Eroi anco in vita coloro, che fol 
^ fcr nati di padre Iddio, & di madre mortale, 
come Ercole nato di Gioue,& di AIcmena, 
ò di madreDea,& d’huomo mortale, come 
Enea,Achille,& molti altri. Onde Antinoò 
fu chiamato nelle Tue medaglie Eroe, per ef 
fère flato cófàcrato doppo la morte‘da’Gre 
ci 5 di comandamento di Adriano. Et così 
quella medaglia dalle città della Grecia ad 
onore & eterna memoria di Antinoo fu bat 
tuta, per gratificare Adriano. 

..q 


Dt MEDAGLIE' ANTICHE l8f 



La medaglia di Antinoo , Greca , 


grandc,di eccellente maeftro, in rame, con 
Imcretali. antinoOc .HPnG. -cìòc.An- 
tinous. Heros. Ha per riuerfb vn bcUilTìmó 
ariete , con alcune lettere Greche intorno, 
che rofe dairantichità,non fi poilòno legge 
re. Quefta medaglia,!! come lealtre,fu baf 
tuta da’ Greci à particolare onore , & me- 
moria di Antinoo , doppo la Tua morte, & 
perauentura à (bdisfacimento di Adriano'i 
nelle delicie del quale fu quefto giouiiict-» 
to tenuto. Morto Antinoo, elio Adriano fe 
cc dirizzare le Tue ftatue per tutto il mon- 
do, & così le Tue effìgie ; & i Greci parimen 
te,così comandando Adriano , lo confacrà 
rono , come (criuono gli iftorici , & come 
hoi habbiamo ancora detto nell’altra fu t 
precedente medaglia . L’ariete dal riuerfb 
di quella medaglia dà fegno di afFctc ^ \ cnc 


l8l DICH I ARATI O Ni: 
reo. Percioche l’ariete in molte antiche me 
morie, è notato per tale fignifìcamento, fe- 
condo che leggiamo nelle iftoric,che in al- 
cun fìmolacro antico di meretrice , fi vede- 
uararietefcolpitOjfignificante la libidine 
di quella mcretiice , come fopra il fèpolcro 
di Laide à Corinto anticamente fi uedeua. 
Et apprefTo gli Elei, popoli della Grecia, 
nel tempio di Venere, fi uedeua la ftatua di 
quella Dea, fedente fbpra un’ariete ( opera 
eccellente di Scopa)per dinotare il medefi- 
mo . Aduque quello legno dell’ariete,pare 
che nelle medaglie ancora di Antinoo pofi- 
la riceuere rifteflo fignificamento deU’afFct 
to uenereo. Vn’altra medaglia,hoio anco- 
ra ueduta in rame , antica di Antinoo , che 
ha per riuerlb il Dio Priapo . Et un’altra 
ctiandio antichiffima ho appreflo di me gra / 
de, in rame, che da una parte ha la tella col 
petto di Adriano Impcradore , di maniera 
Greca , con lettere tali, a y T. K a i c. t p a- 
1ANoC.AaPIANOC.CEB. cioè. IMP. 

CAES. TRAIANVS. HADRIANVS. AVO. La qUal 

medaglia ha per riuerlb una bellilfima tefta 
di un giouinetto con tutto il petto-, & con 
un braccio fuori ignudo,& ha fopra il cape 

una 


I 


r>I MEDAGLIE ANTICHE 
una coùi in guilà di un Gioue capitolinojco 
una palma dauanti , & lettere abbreuiatc 
di dietro tali. uh. Quella tella^sì perla 
fomiglianMjComc per ogni altro legno è 
di Antinoo3& fu,per quanto fi può compre 
derc, battuta doppo la Tua morte , quàdo fu 
deificatojconciolia colà, che la palma ci dia 
fcgno in quefta medaglia di innocentia & 
di pietà, attribuita ad Antinoo Eroe deifica 
to doppo la morte da Adriano j còme già 
di Ibpra se detto. . a . .1 

' . 'j I n A a‘:i 1 / a -1 


. . q . 5 . ) 


’ 'i l 



4 


3rS4 D I c H I A R A fio N E ' ^ 
« 



IN R AME. 

La medaglia di Elio Celare, in ra- 
me, di mezana grandezza,con lettere talLt. 
AELivs. CAESAR. Ha pct riucrlb unafigura 
in piedi,con un’afta in mano,& una corona 
in tefta,con lettere tali, pannonia. & altre 
lettere intorno, tr. pot. cos. ii.& s. c. 
Quefta medaglia è di ElioCelàre,che fu"da 
Adriano adottato , & riceuuto nella fami- 
glia de gli Elij,il quale non fu Imperadore, 
ma dal detto Adriano gli fu conceftb il no- 
me di Celare. Et fubito,che egli fu adotta- 
to,gli diede diuerfe dignità,&Io difegnò la 
feconda uolta C'ólblo.Oltre à ciò lo prcpo- 
fè alla Pannonia,& di quella prouincia lo fe 
ce capo & gouemadorc . Et perche era in- 
diipofto del corpo, morì tofto , lenza poter 

perue?ìire. 


DI MEDiGLie ^ANTICH-E 
pcruenire,&fucccdereneirimperio. Quc- 

fta medaglia gù rii battuta per onore, in té- 
po ch’egli fu creato da Adriano, rettore del 
faPannonki,al gouemo della cjuale egli nó 
mancò. La figura dal riuerfo di detta meda 
glia è la prouincia della Pannonia. Fu Elio 
di bello & reale afpetto, &per ciò molto 
grato ad Adriano. 


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b' I C H I a R a T I ONE 



La medaglia di Elio Celare , gia- 
de 5 in rame. Greca, di aliai buon maelh o , 
con lettere tali . aiaI oc . kaicap ciò è ae- 
Livs . CAESAR . Ha pet riuerlb vna bella ligu 
ra , lèdente fopra vna lèdia , di donna , con 
vn comocopia à canto , & con lettere Tor- 
to Greche, tali, o m o N o i A.&: altre lettere 
intorno.AHM . esOyc . yhat . B.cio è con- 


cob.dia.tr.:pot.cos.ii. Quella meda- 
glia fu battuta dalle Città della Grecia , ad 
onore di L. Elio Celare , peraucntura per 
gratificarli il padre Adriano . Del quale E- 
lio non Icriuono gli illorici cofa notabile , 
percioche villè molto poco . Conciofia co 
la , che ritornato dal gouerno della Panno- 
nia finì la Tua vita. 



DI MEDAGLIE ANTICHE 287 




I 

DI ANTONINO PIO. 


c 


IN RAME. 


La MEDAGLIA di Antonino PiOjgfa- 
de,in rame, con lettere tali antoninvs. 
AVO . PI vs . p. p. Ha per riuerfo vna bella fi- 
gura incoronata , fedente fopra il mondo , 
con vn corno di douitia nella delira , & co 
vno feettro nella finillra, con lettere tali • 
ITALIA .& s. c. TR. poT. cos. IH. Quclla fi- 
gura è la Italiana quale fedente fopra il mo 
do 5 ci dimollra la Signoria di quello , nel 
felice Imperio Romano. Giudico che per 
auentura quella medaglia Ila Hata battuta 
per memoria del gouerno , c hebbe .^to- 
nino della Italia , commelfali da Adriano , 
diche Icriue Giulio Capitolino in quclla 
forma. Ab Hadriano inter quatuor cófula 
res, quibus Italia committebaturjcleólus 



*\l88 D I C ri- 1 A R A T r O N E 
’’ eft ad eam partem Itali* rcgendam^ qua 
plurimum pofsidebatjVt Hadrianus viri ta- 
IÌS3& honori confuleret5& quieti . Huic , 
cum Italiani rcgeret, imperi) omen faólum 
di . Qui fi vedejche Antonino Pio hebbe 
il reggimento dellltalia da Adriano,& per 
tal memoria credo, che folTe poi detta me- 
daglia battuta . 





DI MSDAGLia ANTICHE 



t* Là MB Itagli A di Antonino graiidc, 
in rame, con lettere tali . imp. caes. t. aeu 

i^ADR. ANTONINVS. AVO. PIVS. P. P. Ha peT 

riueHb vna bella figura fedente (òpra vna 
ièdia ) che tiene nella ddlra il monao^& ha 
di dietro vna figurina di vnà vittoria^ che 
corona la dena figura , con lettere- tali . tr. 
póT.xv.cos.iiii.&s.c. Quella medaglia 
fu battuta per fimplice & fblo onore di An 
tonino 5 & quel riuerfo ci dinota vna vitto- 
ria , che incorona Antonino , ( eh e la figu- 
ra fedéte ) dell’ Imperio del mondo . Le let 
tere intorno alla tella , no flanno così i altre 
fue medaglie • Tito . Elio . Adriano • Haue- 
ua etiandio Antonino altri cognomi, ciò è. 
Tito . Aurelio. Fuluio. Boionio. Antonino# 
Pio. 


Jl>CHIAR AT IO NHì f 



'La medaglia di Antonino , grande, 
in rame , di eccellente macftro , con lettere 

tali. ANTONINVS. AVO. PIVS. P. P, TR. P. Ha 

perriuerfbvnabellifsima figura grande in 
piedi 5 che tiene vn ramò nella delira, & yn 
corno di douitia nella finiftra, con s. c.& 
altre lettere tali intorno, honori. a vo, cos, 
un. Quella medaglia fi vede chiaro., che 
non ad altro fine fu battuta , che per onora 
re Iblamente Tlmperadore, nel Tuo Conio- 
lato quarto. La figura in piedi dal riuerlò 
della medaglia è il Dio onore. ■ 

V ■ • • 


I 


' VI MBDAGLIfi ANTICHE 2pt 



.La medaglia di Antonino, gran- 
de, in rame, con lettere tali, antoninvs . 
AVO. Pivs. p. p. TR.p. XII. Ha per riucrfò due 
comi di douitia , che hanno due tefte fqpra 
di fanciulli , con lettere tali . tbmporvm. fe 
LICITAS.& s. c. & di lotto, cos . mi. Le te 
ftc , che fi veggono Ibpra (juefti due corni, 
fono de i figliuoli di Antonino ; il qual riuer 
fo ci dinota la felicità dell* Imperadore . La 
medefima medaglia in rame di forma picco 
la , fi troua ancora con rillelfo riucrlb, di cc 
celiente maefiro. 


api DlCHrAR ATwIONl 


‘L A , M E D A G L I A di Antoiiino Piojfeii- 
za corona , grande , in rame, belJilfima, con > 
lettere tali. imp. t. aeli vs: caesar.antoni- ^ 
Nvs. Ha per riuerfò vna bella & gran figu 
ra velata,della Dea Pietà, che làcrifica daua 
ti vn’ ara , con lettere tali (otto . pietas . Et 
altre lettere intorno . trib. pot. cos. & s. c. 
Quefta medaglia fu battuta in Roma à par- 
ticolare onore di Antonino , & è varia oalle 
altre medaglie di quefto Imperadore, non 
hauendo dalla parte della tcìla il cognome 
di Pio , ma dal riuerlb la Dea Pietà . Di que 
fio cognome di Pio , Giulio Capitolino nel 
la vita tua così dice . 

„ Pius cognominatus eft à Senatu , vel 
„ quòd focerum fella iam etate manu praefèn 
„ te Senatu leuauerit . Quod quidem non là- 
3, tis magn<B pietatiseft argumcntum, cum 
n impius lit magis , qui ifla non faciat , quàm 



plus 




DI MBDAGLIE ' ANTICHE * ZP ^ 
„ pius qui debitum rcddat. Vel quòd cos, 
55 quosHadrianus per malam valetudine oc- 
55 cidi iufTerat , reièruauit . Vel quòd Hadria- 
55 no centra omnium ftudiapoft morteminfì- 
55 nitos 5 atquc immenlòs honores decreuit . 
55 Vel quòd cum fc Hadiianuslntcrimere vel- 
55 let5Ìi^eq^icuftodia& diligentia fecit5^ne 
55 idporietadmittere. vel quòd vere natura 
55- clementirsimus , & nihil temporibus fuis 
55 aiperumfccit. 

. Adunque 5 per tutte quelle cagioni meritò 
, Antonino quello cognome di PÌO5& egli 
,lo riceuene etiandio dal Senato 5 sì come 
accettò poi ancora dalmedelimo il nome 
di padre della patria ; i quali titoli poi fi vi- 
dcro in tutte le fue medaglie. 



’ f 




a^4 dichiarati oh b 



Vn*aitha medaglia di Antonia 
no Pio 5 grande , di bel metallojcon lettere 

tali. ANTONINVS . AVO. PIVS.P. P. TR. P., XXIII. 

Haperriuerlbvna bella figura di donna , 
che nella finiftra mano porta vn fanciullo , 
& due altri fanciulli ha dall Vno & Taltro ca 
to. con s. C.& lettere intorno tali, pieta- 
Ti. AVG. cos. mi. Quella medaglia li fu bat 
tuta 5 per onore della fua pietà, & della cle- 
mentifsima fua natura , hauendo , come di 
(òpra se detto , riceuuto dal Senato il co- 
gnome di Pio . Quella figura con quei fan- 
ciulli à canto è fatta perla Dea Pietà Ja qua 
le 1 più altri modi fu da gli antichi figurata . 






0 



, PI KIDAGIIB antichi 2 ^$: 



* L A M É D A G L I A di Antoiimo^grande, 
di bel metallo , con lettere tali . antoni- 
Nvs, AVO. pivs. p. p. TR. p. Ha per riuerfb vn 
carr p trionfale, con quattro caualli • Que- 
fta medaglia fu battuta per onorare Anto- 
nino di vn trionfo di a uiche vittoria . Per- 
cioche icriuono gliiltorici,che Antonino 
molte guene fece, per fuoi legati & com- 
milTarij . Vinfei Britanni, domòi Mauri, 
ruppe & feonfiCTe i Germani,i Daci , & mol 
te altre genti , & i Giudei rubelli , per fuoi 
prefidenti, capitani , & legati . Et così nell* 
Achaia,èc nell’Egitto raffrenò le ribellioni. 
Però tal medaglia fu battuta in Roma,dop- 
po il trionfo di qualche imprefà . 


^5 D I r H I A R' A T I O' M I 1 t 



Vm’aItra MEDACLtA dì Antoiil- 
no 5 greca ^ grande , ili ramc:^ di aflài buon 
macitrojcó kterretali. ^NTnNiNOC . ceb . 

EY. , 4 ciÒCANTONINVS. AVO. PIVS. Ha 


per riuerfò vn bel carro trionfale > tirato da 
q uattro caualli , con \Tia figura fòpra .Que- 
ft’alrra medaglia fu battuta da alcuna delle 
cktà della Grecia , ad onore medefimamen 
tedeirimperadore, perii trionfo di qual- 
che imprelà . La figura (òpra il carro è il me 
defimo Antonino trionfante.Et male fi po- 
tria indouinarc in tali riuerfi lènza lettere^di 
imprela follè il trionfo. 



DI MIDAGIIE ANTICHI 



La medaglia di Antonino, fénza la 
corona in tefta , grande , & di bel metallo , 
con lettere tali, ANTONiNvs.AVG. pivs .p.p. 
Ha per riucrlb quattro figure , tre delle qua 
li fono fopra vn palco, con lettere tali di fot 

tO.LIBERALlTAS .& intOtllO . . . COS . II .& 

». c. Quella medadia fu battuta ad Antoni 
no , nel fiio fecondo Confolato, elTcndo ef- 
fo ancora giouanc, nel principio, ch’egli 
prefo rimperio, per onorarlo della fua libe- 
ralità , che fu quando,eflo Antonino diede 
il congiario al popolo , e’I donatiuo à i ibi- 
dati, come foriuc Giulio Capitolino nella 
„ fua vita. Congiarium miKtibus,ac po- 

yy pulo de proprio dedit , 6c ea, qua? pater prò 
„ miforat . Et altrouc . Congiarium popu 
yy lo dedit, militibusdonatiuumaddidit. La 
figura ledente fopra il palco è llmperado- 
n: . Et di quelli riuerfi col congiat io , fo ne 
, veggono 


f • 


DLCHIARATION B i 
veggono ancora in altri Imperadori^chefi 
battcuanop memoria della loro liberalità. 


La medaglia di Antonino, col pct i 
to, Greca , di mezana grandezza, & di eccel 
lente maeftro,con lettere tali . a y T o k . . , 

AaP. ANT nNEINOC.ciÒ è IMP.HADR, ^ 
ANTONI Nvs . Ha per riuerfo vn’altra tefta di 
donna , col petto , che ha fopra il capo alca 
ne torri, ò città con lettere.. . euNTxin ,* 

KA I. AAOAiKEnN . Quefta medaglia fti 
battuta ad onore di Antonino da alcune cit 
tà della Grecia , da i Laodicenfi , & altri po 
poli . La tefta dal riuerfò credo, che fia d^a 
città di quei popoli , che fecero battere la ^ 
detta medaglia , ouero è la tefta della Dea j 

Cibele. Ma Quella Dea è figurata nelle al^ ^ 

tre medaglie óreche, coronata di torri firn? 
plicemente , doue quefta ha in cima del ca 



po, 



DI MIDAGLIl 'ÀNtlCH^t 
po 5 come due città giunte infieme, quafì fi- 
gnificante le due città di quei due popoli , 
che fecero quella medaglia ad Aotonino • 
Perciochc in altre medagIieGreche,chc no 
fono d’ImpcradorÌ5& Ipecialmcte i rame, fi 
veggono dallVna parte queftc tefte di don 
ne coronate di torri , le quali, per le lettere, 
che dal riuerfo lo moftrano, erano in dette 
medaglie figurare per quella Città, doue 
era fiata la medaglia battuta . 



’ V 


• i 


I 


^0© AR. ATIp.NB* r 



. La medaglia di Antonino , granr 
de 5 di bei metallo , Greca , con lettere tali 
corrolè dallantichità . . . ap. ANTn.ciò è 
CAESAR . ANTONiNvs . . & è in matUTa età. 
Ha per riuerlb vn bellifsimo tempiojcon vn 
Idolo dentro al tempio , con lettere intor- 
no greche tutte corrolèj& lotto.E * ec i n N. 
Quella medaglia fu medefimamente battu 
ta da vna città Greca, ad onore di Antonino, 
ciò è da gli Efefij popoli , & cjucfto tempio 
dal riuerlb di detta medaglia e il tempio di 
Diana Efelia notifsimo , & quell’idolo den 
tro al tempio è di Diana . 


DI 



I 


■ -• .'i. ■ 

J 4 

»-.•»# r4 


MEDA'CLIB ANTICH» JQI 



tOÒo/:i 1 

ihzq orf) 


La medaglia di AhtcMiinograndey 
Romana , di bel metallo» con lettere talk 
ANTONiNvs. AVO. pivs wE* p.HaijJcr riuérlo: 
vh bellifsimo tempio 5 ibftenuto da alcune, 
colonne , con alcune figurine di /opra, & d*. 
intorno, & due altreiìgurine dentro ad et* 
(b tempio , con lettere tali . templvm, div* 
AVG. E EST. ciò è.Templù. Diui .Augufti. Re 
(litutu . con s. c. & di fono. cos. mi . Que- 
fta medaglia fu battuta in Roma ad'Antoni- 
no nel Tuo Confolato quarto , per memoria 
della reftitutione di vnTempio di Adriano 
padre , fatta da Antonino ,* percioche fcriuc 
Giulio Capitolino , parlando de gli edifici* 
diAntonino,così. 

Opera eius haec extant Roma? . Tem- 
plum Hadriani honori patris dicatum , gr?- 
coftafium poft incendium reftitutum Jnftau 
ratumamphitheatrum « Sepulchnim 

driam 


nmc H I A R A"TI O N È 

» driani.TemplumAgfippa?. tt 

Di modo 5 che noi pofsiamo , per cola cer- 3 k 

ta afFcrmare ) che tal medaglia , che ha dal ffi 
riucrfò quello tempio dedicato ad onore di pi 

. filo padre Adriano , & dal détto Antonino fit 
poi reftauraÉ^.,j(ìa ftata battuta à memoria tri 
di cotal reftaùtapione . Et lappiamo appreC- co 

fò dalle iftorie , die il detto Antonino dop- . i 

po’ la morte» di Adriano , centra il voler di iit 


tutti, volle collocare il padre nel numero de 
i Diui 5 & chclo.chiamò Diuo . Dice anco- 
ra Elio Spaniaao , parlando della morte di 
Adriano- i 

9) • In mortuumeiimàmultis multa funt di- 
n da.Adaeius irrita fieri Senatus volebat, 

55 ncc appellatus elièt Diuus , nifi Antoninus 
55 rogallet . Templum deniqj ei prò lèpulchro 
55 apud Puteolos conltìtuit 5 & quinquennale 
55 ccrtamen , & flamines , & fodales , & mul- 
55 ta alia, qujj ad honorem quali numinis per- 
55 tinerent. 

Pare , che ancora in quello caftello poco di 
ftante da Napoli , ellèndo Adriano morto à ; 
Baia 5 Antonino in vece di lèpolcro , eli fa 
cellè fare vn tempio, ma Icriue Capitofino, ^ 
che morto Adriano à Baia5 furono le lue cc \ 
«cri portate à Remai & quiui riucrentemé- 
. - ‘ tc 



ANTICHI 

teda Antonino (èpoltc. Onde noi habbia- 
mo à dire , che non (blamente àPozzuolo , 
ma in Roma ancora Antonino lafciairc Tem 
pi al padre, & fepolcri , onorando la morte 
fua , così là doue egli era mancato , come 
etiandio in Roma, hauendolo con (aerato 
colnomediDiuo. Ma quefto^empio dal 
riuerfodital medaglia (i dee credere, che 
fo(Te il tempio^ Roma . , , r q v ^ ^ 



• .f .( 



l: > ; 

4 

r;n 







La medaglia di Antonino Pio,Grc 
cajgrandc , in rame, in età fenile, con lette- 
re tali . AYT.K . T. AIA.AaP.ANTH- 
NINOC.CEB .EYC. che in Latina lin- 
gua Tuona così. IMF. caes; titvs .aelivs. 

ADE.IANVS . ANTONINVS . AVO. PIVS. Ha pCf 

riuerfo i dodici Tegni celefti , & li Tette pia- ’ 
netijCÓ VII Gioue Capitolino in mezo,& fb 
no li dodici fógni celefH.L’ Ariete, il Tauro, 
i Gemini,il Cancro,il Leone, la Vergine, la 
Libra , lo Scorpione, il Sagittario ,il Capri 
corno , r Acquario, i Pefci . Li Tette pianeti 
fono rapprefentati nelle lor tefte oucro ima 
gini proprie , Saturno , Gioue , Marte, il So 
fe , Venere , Mercurio , & la Luna . Quella 
medaglia non fu battuta in Roma, ma da 
alcuna città della Grecia Toggetta al Roma 
nò Imperio , per veneratione di Antonino 
pio , attribuendola qucflo Principe la pcr- 
. ^ Tona 


' 3.64 mé tì VA H X ' 1 1 O N 


DI MEDAGLIE ANTICHE 505 
fona di Gioue , ftante nel mezo del mondo 
fra i corpi celeftì de' (ètte pianeti, & de i do 
dici fegni, volendo dimoftrare & onorare 
la prouidenna di Antonino , nel gouemo • 
dell’Imperio del mondo . Onero , (è pera- 
uentura noi dicefsimo,che tal medaglia fof 
fc battuta ad effo Antonino doppo la fua 
morte, per memoria, attribuendo à quel- 
lo la diuinità,sìcome noi leggiamo nelle 
iftorie , che fu doppo morte bilicato , per 
la fua pietà , bontà , & (àntimonia , come ci 
rende teftimonio Giulio Capitolino nella 
„ (ìia vita con tali parole . Cum iucundita- 
„ te à Senatu divvs eft appellatus , cun(fHs 
„ certatim adnitentibus,cum omnes eius pic- 
y, tatem,clementiam, ingenium, (kn^mo- 
„ niamlaudarent, decreti funt etiam omnes 
„ honorès,qui optimis principibus ante dela- 
„ ti funt . Meruit&flaminem,&Circen(ès, 
yy & templum , & fodales Antoiiianos . &<:• 
Onde, sì come da’ Romani fu col nome di 
Diuo conlarato , così noi poffiarao crede 
re , che doppo morte da alcuna città Greca 
folfe deificato , &per quella medaglia gli 
fodero idiuinionpri attribuiti* Percioche v 
fucoftumedi Greci adulare con eccefsiui 
titoli , & onori i lor Principi , & gl ’lmpera- 


V dori 





’ ^06 ‘PI:CHIARATI0K1 ' 
dori Roiliàniy & per gratifìcarfi quelli , at-j 
, tribuir loro quegli onori, che à §li Pei fi co 
ucngonojcomein altre medaglie Greche 
ancorafipuò conofeere, 



1 ").{ 


L A M E D A G L I A di Antonìno. 
Pio, grande 5 Romana, & di bel metallo 
fenza corona in tefta, & doppo la fua morte 
battuta , con lettere tali . divvs . antoni- 
Hvs . Ha per riuerfb vn belliTsimo edificio, 
che ha la bafe ampia & larga, & fi va verfo la . 
cima riftrignendo , & è adomato di varie:, 
figurine intorno , & ha nella cima vna figu- 
rina, & certi cauallijcó s.c. & altre lettere ta . 
li intorno . coNSECRATio, Quella meda-, 
glia fu battuta per memoria di Antonino, 
doppo la fua morte , & è in età lènile,come 
dimoftra la effigie fua , & per quanto fi può 
giudicare, nella età della fuamorte,che.fu , 

i V V ' 


DI^ MEDAGLIE’ ANTICHI 507 
di anni (èttanta, gli fu fatta, per onore , 
pcrcioche morto fu chiamato dal Senato 
Divo,&fucon(àcrato. Del quale (crine 
» Giulio Capitolino . Cum iucunditate à 
» fenatu di v vs eft appellatus,cù( 5 lis certatim 
» adnitentibus , cum omnes eius pietatem , 
» clementiam , ingenium , (ànótimoniam lau- 
» darent. Decreti funt ctiam omnes hono- 
» res , qui optimis principibus ante delati 
» funt. Meruit&flaminem,&Circen(ès,& 
53 templum , & (òdales Antonianos . Qui (t 
vede, che Antonino fu chiamato Diuo dop 
po la dia morte , & fu confecrato , & gli fu 
conftituito vn tempio . Il bello cdincio , 
ebe dal riuerlb della fua medaglia fi vede è 
la fua fepoltura , la quale oggidì ancora, co 
sì maeffreuolmente fabricata, fi vede in Ro 
ma . Però tale medaglia gli fu , per decre- 
to del Senato fatta, ad onor fuo ; & per me- 
moria della fua confacrationc . 



t La medaglia di Antonino Pio, in 
rame , di mezana grandezza , con lettereta 

li , ANTONINVS . AVG . PI VS . P. P. TR . P . XII» 

Ha per riuerfo vn bellifsimo elefante , con- 
lettefe tali intorno . mvnificentia. avg. 
& di fotte il detto elefante . cos. mi. s. c . 
Quella medaglia, sì come molte altre de gli 
altri Imperaradori,fu battuta per onora- 
re la munifìcentia di Antonino , nel rappre- 
lèntare tali fpcttacoli al popolo , di tali ani- 
mali , & fu perauentura battuta in quel tem 
po . De i quali Ipettacoli Giulio Capitoli- 
no nella fua vita , Icriue così. 

” Ad indulgentias pronifsimus fuit, edita mu 
’’ nera, ih quibus elephantos, & crocutas, 
’’ & tigrides , & rhinocerotas , & crocodi- 
los etiam atque hippopotamos , & omnia 
” extotoorbeterrarum,cum tigridibus ex- 
hibuit . centum edam leones vna mifsione 

. edidit. 


DI MEDAGLIE ANTICHE ^OP 
cdidit - Per memoria adunque di tali Ipet 
tacoli, nc i quali furono moflrati ancora 
elefanti, fu la prefènte medaglia battuta , 
ad onore di quello principe . 



La medaglia di Antonino Pio,gr£- 
de,in ramc,bellifsima,fenza corona in teda, 
in età fenile, con lettere tali intorno, divvs^ 
antoninvs . Ha per riuerfb vna bella colo 
na,chehavnafigura in cima, drizzata fo-, 
pravn’ ampia ^ bella ba(è,la qual colon- 
na , per quanto in fi picciola forma fi può 
comprendere, è tutta iftoriata intorno . Et 
haletteretalr. DIVO. PIO. & s. c . Quella 
medaglia fu battuta in Roma , doppo la 
morte( per quanto io giudico)di Antonino, 
per memoria &onorfuo,& la colonna dal 
riuerfo di tale medaglia è , & ci rapprelenta 
quella bcllilsima colonna, che ancora og- 

V i gi 


dichiarationi 

gidì fi vede in Roma , che fu anticamente 
drizzata à (pccial gloria, & memoria di que 
fto principe. La quale colonna è grandif* 
fea 5 & fondata lopravriampia baie, che 
è tutta di figure bellifsime maefti euolmen- 
telauorataj&ladetta colonna è tutta in- 
torno di eccellente (coltura ornata , la qua- 
le ci moftra di quefto Principe vna varia 
& bella iftoria. Vi fi veggono Telpeditio- 
ni di ouefto Principe alle imprcfe, molte 
battaglie di efferciti , & ancora combatti- ^ 
menti nauali , i (àcrificij deirimpcradorc 
con gli animali (àcrificati, gli alloggiamen- 
ti de gli eficrciti , le vittorie , le fpoglie , & i 
trofei de’nimici , cofe tutte appartenenti^ 
alla gloria,à i chiari fattÌ 5 & à i trionfi di An- 
tonino . La qud colonna in que’ tempi gli 
fu drizzata per memoria fua, si come ctià- 
dio la prelcnte medaglia battuta . 





» 

n 

n 

n 

» 

n 

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DI medaglie ANTICH 5 JIl 

-oL:-:: i. 

^ 5ì:^.. 

oh:'.’.. 


La MED agli A di Antonino Pio in ra 
me di mczana grandezza , & con lettere ta- 

1Ì.ANTON1NVS .AVO PIVS. P. P. IR. P. COS. Ili* 

Hy)erriuer{bdue bellifsimi Icudi , molto 
diflferentidiformadagli altri feudi comu- 
ni 3 con lettere di (òpra tali IMPERATOR. Il • 
& s. c. & altre lettere di, (òtto . ancilia. 
Quefta- medaglia fu battuta à particolare 
onore di Antonino 3 & quegli feudi dal ri- 
uerlò della medaglia fono gli feudi Ancilij , 
{aerati à Marte . Dell’origine di quelli feu- 
di Ancilij chiamatÌ3fcriue così Plutarco nel- 
la vita di Numa Pompilio • Effendo già 
flato Numa Re 3 otto ann^ vn mal pcflilen- 
tiale occupando Italia , haueua aflalito Ro- 
.mà ancora. Perche ftando perciò ciafcu- 
no di mala voglia 3 diedi 3 che venne giù da 
cielo vno feudo di rame 3 & cafeò in mano 
di Numa • Del quale feudo haueua il Re 

V/ ' 4 vdito 


I 


* 


^12 DÌCHIàRATI ONE 
5, vdito dire alcune,còiè mirabili da Egeria, & 
s» dalle Mufe. Ciò è che quello feudo era Ila-» 
5 , to mandato da cielo , per làlute della città » 
yy &cheperciobilbgnaualàluarlo|,facendo- 
>, ne fare altri vndici della forma', ^andezza , 
yy & figura di quello *, accioche fomigliando 
yy tutti l’vn l’altro , quel ch’era venuto da cie- 
yy lo non fipotefiè cònofeere. Ora metten- 
„ doli gh artefici , per l’autorità & comanda- 
yy mento di Numa,àvolèr fare quegli feudi, 
„ che tutti fbmigliaflcro l’un l’altrp , & di ciò 
„ diffidandoli tutti gli altri, Veturio Mamu- 
„ rio, vno de’ piu eccellenti artcfici,che vi fof 
„ le, tutti gli fece tanto fimili ,che nè anco 
„ Numalteflòpiùgliconofceua. Et così fù- 
„ rono oi'dinati à guardare & làluar quelli 
„ feudi ilàcerdoti Salij . Ora quelli feudi fi' 
„ chiamano Ancilij dalla figura loro, percio- 
„ che elsi non fono tondi aflàtto, come lo 
„ feudo , che fi chiama pelta , ma fono vn po- 
„ co piegati , come la linea del Sòie , le cime’ 
^ del quie piegate, & grolTein loro llellè , 
fanno la figura d’vn mezo tondo , ò pur Ib- 
„ no così chiamati da Ày^v , ciò è gomito,ch* 
„ efli fanno . Pcrcioche così dice luba, volen 
„ do dcriuare dal Greco il nome loro . 

Dal riuerfo adunque di quella medaglia , fi 

riconolcc 


DI MEDAGLIE ANTICHE 5 

ricoriofce la forma & la figura di quefte ara- 
rne Ancilie 5 lècondo che ce le delcriue Pili 
tarco, come (è tali feudi noi gli haudTuno 
dauanti à gli occhi • 



La medaglia di Antonino Pio, gra 
de, di bel metallo , & di eccellente artefice, 
con lettere tali, antoninvs. avgvstvs. p.p. 
. . . Ha per riuerfovna figura in piedi arma 
ta,che porta fòpra le Ipallevn’itra figura 
di vn huomo di grande età , & tiene per la 
mano un fanciullo, con lettere tali intorno. 
. . . cos.iii. Quefta medaglia non fu bat- 
tuta ad altro fine , che per onorare la bontà 
& la pietà di Antonino,dcUa qual pietà noi 
habbiamo più uolte nelle dicmarationi del 
le alti e fue medaglie fatta mentionc.Et che 
quefio Principe fofiè di coftumi clemente 
& piaceuole di fua natura, Giulio Capitoli- 
no 


I 




V 


3 T‘4 DICHIARATI O^N B 7 
no nella fua aita ci rende ^^e^Hmonio , doue 
ancora pone le cagioni, perche egli fuco-, 
gnominato Pio dd Senato, & che gli fu at- 
tribuito il nome di padre, della patria. Quel, 
la figura in piedi 5 cne porta fopra le (palle 
queiraltra figura è Eneajchc doppo le roui 
ne della patria, fuggendo , porta il uecchio 
padre Anchilè (opra gli omeri, & tiene à ma 
no il Tuo figliuolo picciolo fanciullo A(ca- 
nio . Le quai figure nel riuerfb ^ tal meda- 
glia,(bno fignincate per la pietà di Antoni- 
no. Il medefimo (ìgnificameto di Pietà per 
tali figure ho uedutó in un’altra medaglia 
d’argento, che dall’alti-a parte haunatefta 
di vna Dea Pictà,con lettere. piETAs.che ci 
dichiarano il Tuo riuer(ò , ch’è il medefimo. 
Adunqueper lignificare la pietà di quello 
Principe, lu con tai figure dal riuerlb battu- 
ta quella medaglia ad onor Tuo. 

■ • 


^ t. 


• f • 


’ . ^ i - 

‘ > > 
. . 1 


' . * 'j<i; , 


DI RI^DAGLIE. ANTICHI ^ 1 ^^ 


grandcjin ramCjGrccOjCÓ lettere tali, a y t. 
AIA. AaPIA. ANTnNEINOC. ciò è. 

' IMP. AELIVS. HADRIA. ANTONINVS. Ha per' 

riuerfb una figura in piedi di un Gioue , che 
nella deftra tiene un fìilgurc , & nella man- 
ca mano una mazza^có lettere intorno tali. * 
♦lAinnono AiTnN. Quella medaglia 
non fu battuta in Roma , ma da una Greca 

• città di Macedonia chiamata Filippopoli, la 
qual fu già edificata da Filippo Re della Ma 
cedonia,& fu la medaglia fatta ad onorejÒc 
uenerationc di Antonino Pio. 



k 


f 




FILOSOFO.. 

INRAME, 

La medaglia di M. Antonino filo- 
fofo 5 grande , in rame, con lettere tali. m. 

ANTONINVS. AVG. GERM. SARM. TR. P. XXXI, 

Ha per riuerfò una figura in piedi,che (àcrifi 
cajCó lettere tali. vota. pvblica,.imp. viii. 
cos. III. p. p. & s. c. Quefta medaglia fu 
battuta ad onorp di quefto Principe, & la fi = 
gura in piedi è M. Antonino , che fa iacrifi- 
cio in abito di Pontefice. 


i 


-MEDAGLIE ANTICHE J 



• La medaglia di M. Antonino F3 o- 
fofojgrandcjin rame^con lettere tali.Div.vs- 

M.ANTONINVS.PIVS. Ha per lìuerfo UH c^- 

ro,con una imaginefopra il detto carro tira 
to da quattro elefanti , cqn.quattro figure, 
che c^ouemano i detti elefanti , ftando loro 
fopra,con s.c, di (òtto, & lettere tali intor 
no. coNSECRATio. Qi^lta medaglia fu bat 
tuta,doppo la morte di M. Antonino,il qua 
le fu conlacrato, & cliiamato doppo morte 
Pio da Romani,& gli furono deputate tut- 
te quelle cofe,che à i confacrati erano iii u(b 
àdeputarfu Quel carro con gli elefanti èil 
caiTO tirato nelle pope Circenfi,conlalla- 
tua aurea del Diub Antonino in memoria 
fua,chc era fegno della fuaconfacrationet 


‘r; 5 ■ j . 

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S'l 8 D I C H I A R A T I O N 1 


\ 


- La medaglia di M. Antonino, gra- 
de,di metallo giallo con lettere tali. m. a n- 

TONINVS. AVO. GERM.SARM. TR. P, XXXI. Ha 

per riuerfo un belMìmo cógiario, ciò è uno 
palcojcon quattro figure fopra,due fedenti, 
& due altre in piedi, luna delle quali dauan 
ti il palco ha nella finiftra un comocopia , & 
nella delira una mifura,& ui è poi un’altra fi 
gura à baffo, che afeende una Icala, con let- 
tere tali (otto. LIBERALITAS. AVO. III. &al- 
trelettere itomo.iMP.vm.cos.in. p.p.& s. 
c. Quella medaglia fu battuta in tempo del 
terzo conciario di M. Antonino. U primo 
cogito efiede M. Antonino al popolo,quà 
do diede la toga uirile à Comodo fuo figli- 
UDlo,Ilfecondo,quando lì fece Commodo 
collega nella Tribunicia Podcllà, hauendo- 
lo prima fatto Celare, & allora oltre al con- . 
giario diede etiandio bellilfimiljiettacoh*. 

Vltima- 



Dl-MEDAf5LIE- ANTICHE 
Vltimaméte il terzo cógiario diede al poj^ < 
lo,quado celebrò le nozze dello fteflb Co^ 
modo fuo figliuolo.Et così furono i Tuoi c6 
giarij al numero di tre , come fcriuono le 
iftoric. Pbcioche gllmperadori dauano 
quelli congiarij quando con le mifure del 
grano^quando con una tanta fonyna de- 
nari,& non fblo dillribuiuano i cógiarij,per 
farli grato dt beniuolo il popolo con U fibe 
ralitàjma ancora li dauano alle uolte à cer- 
ti tempi d’allegrezza . Le due figure dal ri- 
uerlo lopra il palco fedenti> lbno M* Anto- 
nino 3 & Commodo figliuolo.Perche Icriuor 
no gl’iftorici , che à t3 tempo ancora 
co trionfò col figliuolo, ritornato ch*ei fu 
à Roma d’alcune imprcfe di guerra , haucn- 
dofclo fatto collega. 


1 


52Ò t) I C H I A R ATI o N B ^ 



La medaglia diM. AntoninOjgra- 
de,di metallo giallojcon lettere tali.M. an- 
ToNiNvs. AVO. TR. p. xxiiii. Ha per riuer- 
lò rimperadore M. Antonino armato , con 
un’afta à cauallo , & ui è una figura armata, 
che gli ua innanzi,& tre altre f^ure, che gli 
uanno dietro medefimamente armate , con 
lettere tali lotto, profectio. avo. & s. c. 
& con altre lettere intorno rolè dall’antichi 
tà. Quefta medaglia fu battutajper memo v 
ria d’un imprefàjche M. Antonino, & L. Ve 
ro fuo fratello fecero contra i Pani , & altri 
nimici infieme , dicendo tali parole Giulio 
Capitolino nella uita di Marco . 

» Proferii tamen fiint paludati ambo Impera 
tores Parthis & Marcomannis cunóla tur- 
ai bantibus,alij s etiam gentibus , qu2e pulfe à 
a> fuperioribus barbaris fugerant , nifi recipe- 
h rentur bellum infcrentibus . Nccparum 

prò 




I 


i 


DI 'MEDAGLIE ANTICHE ^11 

r* •' «n r» /% • A • 


Ite parole li Icorge il viaggio, che fecero 
ambedue quefti Principi à quella impre- 
£i. Sivedeetiandiola medaglia diL. Vero 
(ìio fratello , grande , di bel metallo , & di 
eccellente artefice, con quello medefimo 
riuerfo, & con lettere tau. profectio'. 
Avq. La quale ci dimollra chiarilfimo che 
:nco la medaglia fu battuta, per onore & 
memoria di tal’ imprelà à L.Vero fiio fratel- 
• io. Et così quelli due Principi fratelli , an- 
darono infieme paludati, ciò è co le inlègne 
& ornamenti militari,à guilà di Capitani , à 
cal’imprefa de’ Parti,conciofia colà che qua 
do Marco prelè Tlmpcrio , doppo la morte 
del Diuo Pio,dilcgnò il fratello L.Vero par 
recipe con lui deirimperio,& lo nominò 
Gelàre,& Augullo,& così infieme fino alla 
morte diL. Vero tennero il gouemo della 
repub . Et allora la prima uolta l’Imperio 
Romano incominciò ad hauer due Augnili 
compagni ndl’Iraperio . 





Jll DI CRIA RAT ione r 



La medaglia di Marco Antonino, 
grande,in rame 5 Greca con lettere, a Y T o- • 
KPATnP. ANTnNiNOC. CÌO è IMP ' 
antoninvs. Ha per riderlo una figura d’u- 
na Vittoria alata, con una corona nella de- 
lira , & una palma nella finiUra , con lettere 
tali intorno, ©ecc Aa onikexin. Que; 
Ita medaglia fu battuta da i Teflàlonicenfi 
popoli dellaGrecia,Ia cui citta orafi chiama- 
Salonicche,à gloria di quello Principe in té-' 
po della uittoriajC’hcbbe Marco, de gli Ar- 
meni,& de i Parti. )3a che fcriuono gli ilio 
rici , che riceuette il nome di Armeniaco, 

& etiàndio il nome di Partico. Per la qual 
uittoria Marco trionfò , & gli fu oltre à ciò^ 
dopata una corona Ciuica , fecondo che in • 

' mano di q nella vittoria nella medaglia fi ue 
de . La palma,che tiene la detta figura nel- 
la finillra lignifica tale Vittoria^sì come in 

molte 




1 





Df MEDAGLIE ANTICHE 
molte altre medaglie & Icolture antiche (i 
uede. Et la cagione, che la palma fia legno 
di uittoria è, come ferine Plutarco , percio- 
chejlèlbprail legno di queft’arborefia im- 
porto alcun pelo , la palma à niun modo n5 
cederne al baffo fi piega, ma piu toftojcrgen 
doli in contrario, refifte,& non cede. Da 
d^e hanno la Tua natura ti alportata gli anti- 
hi alia uirtu della uittoria. 


I 


DICHI AR ATTONE: 



* 


La medaglia di M. Antonino, 
de,dinietallp giallo, con lettere tali.M. a. 

TONINVS.AVG. GERM.SARM.TR.P.XXXI. Hapi- 

uerlb un trofeo , con una corazza , & feudi 
militarijcon altre uarie forti di armi, cori Ict 
teretali.iMp.viii.cos.nl. p. p. &difòtto 
altre lettere. de.germanis.& s. c. Q^efta 
medaglia fu battuta doppo la morte di Lu- 
cio Vero Ilio fratello, quando M. Antonino 
fbio molto migliore, & più uirtuofo Princi- 
pe tenne il goiiemo della Republica . Et in 
tempo , che egli domò i Marcomanni , Sar- 
mati, Vandali, & altri popoli, & fpecialmen- 
te, quando hebbe uittoria de i Germani, fe- 
condo che dimoftt ano le lettere. Quelle 
fpoglie , gli feudi , & armi militari fono de i 
éermani . Et fu battuta à gloria & onor di 
qucfto Principe . Da che riccuette ancora 
U nome di Germanico , & Sarmadco . 







MEDAGLIA di M. Antomno^gnui 
- 3 di metallo giallo , con lettere^ m* anto- 
iNvs, AVG, TR. p. XXVI. Ha pct riuerfò le 
due figure di L. Vero5& di M. Antonino fra 
' armati (opra un palco,& dauanti quelli 
agallò quattro altre figure armate , & con 
leinlegne militari,con un cauallo,& con lec 
tcre (òtto corrolè. provident 
■iuefta medaglia io giudico , che fia fiata 
battuta in tempo, quando doppo la prima 
cfpeditionc , che fece fblo L. Vero fratello 
contra i Parti, di confènfb del Senato,cfIèn- 
' do nata un’altra guerra Marcomannica furo 
no poi ambi i fratelli Lucio & Marco nel 
Senato difegnati capitani cótta i medefimi 
Partii& Mai comanni fbllcuati,& credo che 
queflo fia un parlamento de i due Principia 
i Capi delle legioni, & una prouifione ordi- 
' nata à tal imprefà , perche in tal medaglia fi 

X 5 ueggono 

n * ^ 



^%6\ DICHIARATIONB ^ 
ueggonoli due Principi armati in gui/àdi 
ordinare,& proucdere à tal imprefà, & i ca- 
pi armati delle legionij& con le inlègne mi- 
litari attenti à quello parlamentò. 


MEDAGLIA di M. Antonino,gi*yi- 
bel metallo, Greca,con tutto il pi c 
to,có lettere tali . m. a y p H A 1 o c. a N Tn- 
N I N QC.CEB.cio è M.Aurelius.Antoninus. 
Auguftus . Ha per riucrfo una bellilfima fi- 
gura di un’ Orfeo ledente con una ceterd, 
onero con un muficale iftrumento in mano, 
che luona, & intorno ni Ione molti animali, 
che Hanno ad alcoltar la miifica,& lbno,per 
quanto lì diicerne,al numero di quàttordicS 
tutti uarij,& dlòOrfeo tiene amendue li pie 
di r pra un corpo morto d’hiiomo o d’ani 
male, che li lìa . La uarictà de i detti animali, 
come fi uede,è talc.Prima ui fi uede un Leo 


DI NTEDAGLIE ANTICHE ^27 
' flc^vna Tigre,un Bue ftefb p tena,un Caual 
lo ^un Camcllojun’ Vccello, un Lupo , una 
Gruc >ò Cigogna , una Scimia, una Volpe, 
ùno Ai’ietc,&un Capro j medaglia ceito 
marauiglioia & molto rara. Quella non fu 
battuta in Roma, ma da alcuna delle città 
della Grecia, Ibggetta al Romano Imperio, 
er onorare,ouero per adulare quello Prin- 
^'eda qual città noi non ueggiamo in tale 
jcdagliacon lettere elprefla. Manoilàp- 
piamo, che M. Antonino filofofo , non Iblo 
per làntità] di uita , come Icriuono le illorie, 
ma etiandio per dottrina,& per gli ftudij del 
la fìlolbfia fu Principe , che auanzò tutti gli 
altri auanti di lui. Onde, per quello Orfeo 
mulìco fonante con la cetera , noi dobbia- 
mo intendere un* huomo foggio , & di tutte 
le gratie ornato. Percioche la cetera muli- 
cale fu prefo da gli antichi,per la uirtìi mora 
le. Conciolìa cola, che millcriofomente i 
Poeti ci dimollrino, che Orf eo con la muli- 
ca , & col foaue concento, ciò è con le belle 
&foggie parole habbia da prima la religio- 
ne à gli huomini mollrata,& di quelli gli 
agrelS & rozi collumi ridotti alla uita poli- 
tica. Le quai cofe da coloro,che fecero bat 
tere tal medaglia, furono à quello Principe 

X 4. attribuite. 


“DI chi a rat io ni ^ 
attribuite5ciò è la religionejia lànritàja dot* 
trinaia fìlofofìa5& la eloquentiajcllèndo l’a 
nima vmana di muficali proportioni compo 
fta. Peroche chiama Platone nel Tiineo la- 
nima concento;& concordia, & altri fìlolòfi 
la chiamarono armonia. Onde all’huomo 
fàggio, & pieno di filofbfia & dottrina il con 
cento mulicale è attribuito . Però per ucoe 
ratione & gloria di Marco fu da Greci 
medaglia battuta. . 

; -T* 






t. t J; 


■ i. ■ 


•■4 




11 



4 


MÌ.DAGLIE ANTICHE 


La mi da gli a di M. Antonino, gran 
dcj&di bel metallo, con lettere tali. imp. 

CAES. M. AVREL. ANTONINVS. AVG. P. M. Ha 

per riuerfo due belle figure , con lettere tali 
intorno • concord, avgvstor.tr. p. xv. 
cos. III. & s. c. Q^efta medaglia fu battuta 
in Roma , per onorai* M. Aurelio Antonino 
filolbfo , & le due figure dal riuerfo , che fi 
porgono la mano l’una all’altra fono di Mar 
co & di L.Vero fratelli,! quali furono infie- 
mecópagninell’Imperio,come Giulio Ca- 
pitolino foriue nella fua uita , co tali parole. 
„ Poft excelTum Diui Pij à fenatu coadus re- 
„ gimen publicum capere fratrem fibi partici 
5, pem in imperio delignauit , quem L. Aurc- 
„ lium Veru Commodum appellauit , Caefa- 
„ rcmq;atq;Auguftumdixit,atq;ex co pari- 
„ ter coeperunt rempub. regere. I.a mano, 
che qucfti fi porgono l’uno all’altro,ci dino- 




ta la cocordia5& la unione di quelli due fra 
telli nell’Imperio. 


de 5 in rame , belliflìma , con lettere t 2 i. m. 
ANTONiNvs. AVO. TR. p. XXVII. Haperiiucr 
fb un belliflìmo trofeo carico di Ipoglie 
di feudi di nemici, con una figura d’un catti- 
no in piedi, & con un’altra'figura d’una prò-' 
uincia,fedente con le mani lotto le guance 
& lettere tali intorno, germanico. Avc.iMp. 
VI. cos. III. & s. c. Quella medaglia fu bat 
tuta àparticolar onore di quello Principe, ^ 
doppo la uittoria Germanica, ciò è quando 
M. Antonino fuperò i Germani , per la qual 
uittoria fu appellato Gcrmanico.Di quella 
uittoria contra i Germani Giulio. Capitoli- 
no fcriuc in piu luoghi nella uita Tua , dicen- 
do. Proficifcensadbellum Gemianicum 



La MEDAGLIA di M« Atonitto, gran 


filiam 


di' medàglie’ ÀN’rtCM'E'^ ^ f 1 
» filiam fuam no decurfo luéhis tempore grà- 
» d^uo equitis Romani fìlio Claudio Pomt^- 
» ianodedit.Etaltroùc. Omni pr^terea dili- 
35 gentia parauit legioncs ad Germanicum & 
53 Marcomannicum bcllum. Et altroue parla 
> do poi di tale uittoria dice. Contra Germa 

nos res felicitar gelTit . Adunque per me- 

• moria di quefta imprefà à gloria di qucfto 

Principe ne fu la medaglia battuta.il trofeo 
con le fpoglie è de i fupcrati Germani. La 
; prouincia lèdente in metto fembiante è la 
Gennaniaj& il cattino è un Germano. * 





gran 

de,in rame , rariflìma,con lettere tali, m.an- 
TONiNvs. AVO. TR. p.xxvi. Ha pcr riuerfb 
un bellilTìmo ponte lòpra tre barche , fabri- 
cato (òpra un fiumc,nel quale paflàno fei fi- 
gure armate con le infegne militari, che han 
no un capitano auanti , & euui uno cauallo 
ancora, con lettere tali (otto, adventvs. 
AVO. & intorno altre lettere tali. imp. vi. 
cos. Il i. & s. c. Quefta medaglia fu battu- 
ta à particolaf onore di M. Antonino dop- 
po il ritorno della guerraGermanica & Mar 
comannica,doppo ch’egli ottenne uittoria 
contra quelle genti, sì come Giulio Capito- 
lino nella Tua uita rende teftimonianza. 
Ornili pr^terea diligentia parauit legioncs 
ad Germanicum,& Marcomannicum bcllu 
ne prouincialibus effet molcllus , aiiélio- 
nem rerum aulicarum j ut diximus , fccir in 

foro 


iSf MEDAGLIE- AUritli^^ 3 
n foro Dilli Traianijinqua^pr^ter ucftes,& 
pocula,&uaÌa aurea jcfiam figna cumfa- 
5> bulis magnorum artificum ucndidit. MarcA' 
» manos in ipfb tr^ujDanubij dcleait>& prse 
damprouincialibus rèddidit. - Itpcmtelb*- 
pra il fiume ci dinotaj^rè ftàto«|t)ri^to 
loprail Danubio, pe^fiirpaflare IcJegioni 
à quella impre(à,& in rriinedaglia (ì.fcór^ 
il ritorno di Marco da qìieìS ^idta uit- 
^oriofb. .. .^.4 .1 



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V Ì.4J4? . DI CHI AIIL A T.I.ON B 



Il medaglione con due tefte di .M 
Antonino , & di L. Vero fratellijbelliiiìmo, 
& rarOjdi metallo giallo , con le tefte uolte 
luna incòtto laltrasCÓ lettere tali uomo ad 
ambedue le tefte. imp. antoninvs. avo. 
cos. Ili, IMP. vERvs. AVG, cos. II, Ha peni 
uerfò un bel figurone di una uittoria alata, 
che con ambele mani tiene una corona ciui 
ca ,& ha' lettere tali intorno, victoriae. 
AVGVSTORVM.&S.C. Quefto medaglione 
fu battuto in Roma, ad onore di ambedue 
quefti Imperadori,Marco & L.Vero fratelli 
cópagnineirimperio,&fu loro battuta in 
tempo delle guerre efp^edite in Siria contra 
i Parti,& gli ArmenL Dalla qual uittoria ad 
ambedue loro fratelli fu dato il nome di 
Armeniaco,& di Partico,come rende tefti- 
monio Giulio Capitolino nella uita di Mar- 



BI MEDAGLIl ANTICHI 555 
35 CO . Ge% funt res in Armenia proìperè 
33 per ftatutum Prifcum artaxatis captis. Dela 
33 tumq; Armeniacum nomen utriq; principù. 
33 Quod Marcns per uerecundiam primo reca 
,3 fauitjpoftcatamen recepir. Profligatoauté 
33 bello uterq; Parthicus appellatus eft. Sed 
33 hoc quoq; Marcus delatù nome repudiauit, 
,3 quod poitea recepir. Falli erianmo men- 
tione di quella uitroria altroue da Giulio 

( Capitolino 3 & del trionfo di Lucio 3 & di 
MarcOjper quella imprelà felicemente for- 
nitajà i quali due fratelli oltre à dò fu dona 
tanna corona ciuicajcomelcriue Capitoli- 
,3 no. PolieaquamautemàSyriauidor rc- 
,. dijt frater, patris patrif nomen ambobuS de 
33 cretù ell.Cum le Marcus ab! ente Vero 3 er 
33 gaomneslènatorcsjatqjhomines modera- 
33 tiflime gelTilTet. Corona prf terea Cinica ob 
33 lata eli ambobus. Petijtq; Lucius ut lècum 
33 Marcus triumpharet. Dimaniera3chenoi 
ueggiamo3 quello medaglione ellère llato 
battuto in tempo della uittoria acquillata 
in Siria à gloria di amendue quelli Impera- 
dorijcomemollranp le lettere nella meda- 
glia. VICTORIAE,AVGVSTORVM.La qual UÌttO 
ria li uedejche con ambe le mani porge aua 
d la corona Ciuicajllacuita per quella uitto 

da 


« 





La MEDAGLiAcÌiM.Antoninogran- 
dejin rame 5 con lettere tali. m. Antoni nvs. 
AVG . . SARM. TR. p. XXXI. Ha perriuerlò 
molte fpoglie militari 3 & arme di nimici di 
uarie fòrti , con lettere tali di fòtto.DE. sar- 
MATi s. & s. c. & altre lettere intorno . imp. 
vili, cos. III. p. p. Quella medaglia fu bat 
tuta in Roma à M. Antonino filofòfo , per 
memoria della imprefà felicemente fornita 
in Germania contra i Sarmati , delia quale 
fa nella fua ulta mentione Giulio Capitoli 
5 , no con tali parole. Contra Germanos res 
„ feliciter gellìt. Speciale ipfè bellum Marco- 
3, mannicum 3 fed quanta nulla unquam me- 
33 moria fuit3 tum lurtutejtum edam felicitate 
3> tranfègit. Et eo quidem tempore3 quo pelli 

33 lentia grauis multa mdlia 3 &populai'ium 3 & 

militum 



DI KEDAGLIE ANTICHE jjy- 

» milituinteremerat.PannoniasergoMarco- 
» comannis , Sarmatis , Vuandalis^ìmul eòa 
QuadiscxtitóisjfèruitioJibcrauit. Et Ro- 
ss mfciim Commodo, quem iam Caefàrem 
s> fecerar , filio , ut diximus , fiio triumphauit. 
Quefte Ipo^c & armi uaric de nimici, che 
nel riuerlo m tal medaglia fi veggono , fono 
di quefti popoli Sarmati , per la uittoria de i 
quali,& infieme per altri popoli di Germa- 
i nia fiiperati,dfo Marco col figliuolo Cont» • 

> modo trionfò. 






Il medaglione di M. Antonino, in 
rame , con due tefk l’vna riuolta all’ incon- 
tro dell’altra , di eccellente maeftro , & fen- • 
za corona 5 con lettere tali imp. antoninvs, 

AVG.COS.III.IMP.VER.VS . AVG. COS.II.FIa pet 

riuerlb vn figurone di vn Marte , che con la 
finiflra tiene vno feudo , & vn afta , & pone 
la deftra mano fopra vn trofeo, carico di fpo 
glie , à i piedi del anale fiede vn prigione , 
con la mano forto le guance . Quella me- 
daglia fu battuta ad onore di qucfti due 
Principi fratelli, M. Antonino, &L. Ve- 
ro, nel tempo della lor vittoria contra i Par- 
ti , della quale nelle altre lue medaglie hab- 
biamo ragionato à pieno . A quefta impre 
là , come riabbiamo dctto,andarono amen- 
due quelli Principi compagni ncU’Imperio, 
& diuenuti vittoriolì ,'ambedue riceuerono 
il nome di Portico, & ritornati à Roma ti ió- 

farono 


DI MEDAGLIE ANTICHE 

Eurono. Adunque il trofeo, che dal riuerlo 
di quefta medaglia fi vede, è per la vittoria 
Partica,& il prigione appogeiao altrólco, 
c un Parto , 



A di M. Antonino, gra- 
de,di bcllifiimo metallo giallo co lettere ta 

li. IMP. CAES. M, AVREL, ANTONINVS, AVO. P* 

M.Ha jp riuerfo tre figure fbpra vn palco,duc 
lèdenti , & vna dinanzi con vn certo iitru- 
mcnto in inano cuui poi vna figura al 
baffo , che porge le mani in fu , & moftra di 
voler riceuerc alcuna colà . Et ha lettere ta- 
liincomo .LiB. avgvstor.tr. p. xv. cos. 
ixi.&s.c. ciò è Libcralitas. Auguftorum. 
Quella medaglia fu battuta ì Roma ad ono 
re di ambedue quelli Imperadori M. Anto- 
nino & L.Vcro fratelli nel principio che prc 
Icro infieme llmperio , ellendo elfi ancora 

Y a gioueni 



54^ Dr'cm AR At 1 O N B 

f ioueni , come dalla telh di Marco fi vede j 
quale in quefta medaglia fi fcorge di inol^ 
to giòuenile etadc, & fu fatta in tempOjche 
ambedue diftribuirono vna certa fbmma 
di denari ài foldati , come fa fede Giulio 
Capitolino nella vita di Marco con tali pa- 
role. Adlisigiturquse agenda fuerant in 
’’ fènatu 5 pariter caftra pretoria petiuerunt, 
” &vicenamillianumùmfingulis obpartici- 
35 patum imperi am militibus promilerunt , & 
CiEteris prò r^ta . N el qual tempo , per lo 
tcftimonio di quefta medaglia dobbiamo 
credere , che diftribuiti foftéro tali denari 
dai due Principi 5 lècondo la piomeftà. Le 
altre medaglie in rame di M. Antoiiino,che 
hanno la liberalità , da riuerfb , furono bat- 
tute doppo la morte di L. Vero ad onore & 
memoria della liberalità di Marco per i 
fuoi congiarij dati ad altri tempi , come da- 
uanti habbiam dichiarato, ma quefta meda- 
glia fu battuta ad onore di ambedue i fratei 
II, come le lettere inoltrano, he. avgvstor. 
che le altre dicono , liberali tas . avo. loia 
mente intendendo di iMarco . La Ibmma de 
i nummi promdfi da Marco & Lucio Vero 
ailòldatià tal tempo per giatificarfi quel- 
li con la liberalità, perla comunanza dell’ 

imperio , 


DI MEDAGIiIB -ANTICHE ^4! 

imperio , furono, riduccndo quegli à i dcna 
ri de’ noftri tempi , quaranta mila fiorini 
doro. 



IN AR.GENTO. 

La medaglia di M. Antonino filofb 
fo in argento , con lettere tali, antoninvs . 
A,vG. ARMENI ACVS. Ha pct riucrfò vna figu- 
ra giacente in terra , con vno feudo , & al- 
tre fpoglie à i piedi , con lettere lòtto , tali 
ARMEN . & altre lettere intorno . p. m. tr. p. 
XXIII. iMp. II. cos.'iii. Quefta medaglia fìi 
battuta in tcpo,che fu dato à M. Antonino 
il nome di Armeniaco , quando la impre- 
•là deir Armenia prolpcramentefu fornita. 
Et fu fatta à memoria di quella uittoria. La 
.figura giacente è dilcgnata , perrArmcnia 
prouincia , come ci dimollraiio le lettere 
ancora. ^ 



La medaglia di L. Vero, grandcjìn 
fame, con lettere tali. l. vervs. avo. arm. 
pARTH.MAx. Ha p riuerlb una figura in piedi 
di una uittoria alata, che ha nella deftra una 
palma uittoriola,& che abbraccia co la fini 
.(Ira un trofeo, co lettere fcritte entroad uno 
feudo tali . vic.PAR. do è. vidoria Parthica 
& altre lettere intorno, tr.pot. vi.imp.iiiì. 
cos. II. & s. c. Quefta medaglia fu battuta 
-p gloriadi L. Vero , p la uittoria Partica , & 
.in quel tèpo.Percioche di tale imprefà nella 
;uita di Lucio, ferine GiulioCapitolino così. 
Duces aiitcm confccerunt Parthicum beliti 
Statius Pnfeus , & Auidiu^s Cafiìus,& Mar- 
cius V erus per quadriennium , ita ut Baby- 
lonem,& Mediani peruenirent, & Armenia 


DI’ MEDAGLIE ANTICHE . S4S 
: ucnclicarcnt . Partumq; cftipfinomen Ar- 
- mcnicijParthicijMedicijquod etiani Marco 
Rom^ agenti delatum eft. Si uede adunq; 
queita medaglia cflcre ftata battuta dcppo 
la aittoria Partica,dalla qual uittoria 5 & dal-- 
TArmenia ancora fbggiogata L. Vero fi ac- 
quilo il nome di Armeniacoj 8c di Panico. 



- La MEpAbLi A di L. VerOjgrandejin 
rame, co belliflìma uernicc uerde,con lette 
retali. L. ayrel. vervs. avo. armeniacvs. 
Ha per riuerfb una bella figura di un Marte 
•GradiuOjOuero uincitore, co Telmo in tefta 
. & porca nella delira un'alta , & nella finiltra 
. ha un trofeo in fpalla có le Ipoglie, in legno 
'di uittoria,con lettere tali intorno, tr.p, 
un. iMp. II. COS.II.& s. c. Quella meda- 
glia ancora io giudico, che folle battuta al 
.medelimo tempo che la fopradetrajad ono- 

Y‘ + 


à 


\J44 di chi arati ONE 
Te di quefto Principe, do è doppo la prefura 
dell’Armenia , quando à L. Vero fu datoli 
nome di Armeniaco. 



La medaglia di L. Vero, grande, 
. di metallo giallo;; con lettére talL l. avrei. 
vERvs. AVO. ARMENiAcvs, Ha per fiuer- 
fo una bella figura armata di corazza , che 
fta in pTedijCon una mazza in mano , & è in- 
fra le infègne delle legioni , con lettere tali. 
TR. poT. V. iMP. ii.cos. ii.&s.c.. Quefla 
medaglia fu medefimamente battuta , per 
inemoria della imprefa dell’Armenia , che 
■fece L. Vero, quando di confèntimento del 
Senato fu dio mandato Capitano’à quella 
imptefa,&chcfoggiogata l’Armenia per 
fiioi cómi/Iàrij ,fi acquiftò il nome di Arme- 
niaco.La figura in piedi armata,ch’è infra le 
infegne militari è L. Vero , come capitano. 


DI* MEDAGLIA * ANTICHE J4$ 



• La medaglia diL.Vcro,grande5Ìn 
ratne>con lettere tali..Divvs. vERvslHap 
riuerìò un tépiojò méta, oucr fèpolcro, che 
egli fi fia,có quattro caualli in cima, co s. c. 

& lettere tali itomo.coNSECRATio.Quefta 

medaglia fu battuta p honorar queftoPrici 
pedoppo la molte. Àlquale cficndodaM. 
intonino fuo fratello ftatuiti tutti quegli 
onori,che à Diui fi foleuano attribuirc,& ef 
fendo fiato dal Senato confàcrato , gli fu pa 
rimente fatta quelta medaglia con quefto 
edificio,per riuerfb . Il quale potria pcraué- 
tura dière fiato il fèpolcro di L.Vero,ueden 
dofi de i fèpolcri antichi in Roma di quefia 
forma, come ancora neiriuerfi dcUc altre 
medaglie fi truoua. 



f i 


/ 


^4^ D I C H I A U A T rO:N E T ' 



' La medaglia di L. Vero, di mc2àna 
grandezza,in rame con lettere tali . . . ve- 
nvs. A vG. ARM. PAR. Ha pet riuerfò tre tro- 
fei carichi di Ipoglie di nimici , con tre pri- 
gioni à i piedi di ciafcimo de i detti trofei,& 
con lettere t;ili intorno, tr . p. v 1 1. imp. mi, 

. cos. I II.& s, c. Quella medaglia fu battu- 
ta in Roma , ad onore & memoria di L. Ve 
ro , in tempo che egli ottenne la uittoria di 
. tre prouinde,cio è de i Pai ti,de i Medi,& de 
gli Armeni , come rende tcllimonio Giulio 
Capitolino di Ibpra allegato nella fua vita. 
,, Duces autem confecerunt Parthicu bel 

55 lum Statius Prilcus , & Auidius Cafìlus , & 
55 Martius V erus per quadriennium , ita vt Ba 
35 bylonem , & Mediani peruenirent , & Ar- 
55 mcniamvendicarent.Partumqjeftiplì no- 
35 men ArmenicijParthicijMedicijq uod etiaui 
>5 Marco Roma agenti delatum cft . 



Da 


DI MEDAGLIE ANTICHE 3^47 
Bd qucfte tre imprefe fclicemcte forbite , 
acquiftò L.Vero quefti titoliceli Armeiiiaco3 
Panico , & Medico ^ 


La midaglia di L. Vero 5 grande, 
di bel metallo , & di eccellente artefice, con 
lettere tali . i- avrel. vervs.avg. armenia- 
cvs. Ha per riuerfo quattro figure fopra 
vn palco , fra le quali ve ne vna ledente , & 
cuui vn’ altra figura à balTo , che riceue vna 
corona in capo da quella , che fiede fopra il 
palco , con lettere tali di lotto . rex , ar-? 
men . DAT . & s. c. Vi fi leggono apprello al- 
tre lettere intorno tali. TR. P. IMI. IMP. II. 
cos. II. Quella medaglia fu battuta, per 
onorar L. Vero , & p memoria della guerra 
fclicemcte fornita nell’ Armenia,alla quale 
dfo Invero diede vn Re, che la reggelTc.Di 
che Giulio Capitolino nella fua vita, di tal 


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I 



^4^ D r C H l A R ATI O N E 
^erra parlando , fa mentione con tali paro 
39 le,. Confe(5io iànè bello , regna regibus , 

3> prouincias vero comitibus luisregedas de. 
dit . La figura in piedi à ballò è il Re dato a 
gli Armeni jche riccucin capo la corona 
dall’ altra figurafèdente fòpra il palco , ch’è 
L.Vero. 

I 



La medaglia di L. Vero 5 grande , 
in ramejlènza corona, co lettere tdi div vs. 
^ V E Rvs . Ha per riuerfò vn carro con vna ita 
tua (òpra , il quale è tirato da quattro bel- 
liflìmi elefanti , che hanno i l'uoi gonerna- 
tori fòpra,& giudico che ui fi leggeuano d’ 
intorno lettere tali, caduche per"^ i antichjtà. 
CONSECRATIO , & s. c. di fotto . Quella me 

daglia, per quanto fi vede, fu battuta dop- 
po morte, per memoria di quello principe , 
&perfuavencratione,efrendo quello fla^ 

• to 

’/ 




. 

DI MEDAGLIE ANTICHI S49 
to deificato,& dal Senato confacrato. Del- 
la qual colà parla Giulio G^itolino nella 
vita di Marco fuo fratello con . 

Tanta?’ante lànótìtatis fuit Marcus , vt 
Verivitia& cclauerit,& defendcrit, cum 
^ ei vehementilfimc dilplicerent, mortuuniq; 

eum Diuum appellauerit. Amitalq; eius, & 
” Ibroreshonoribusj&làlarijs decretis lub- 
” Icuauerit, atque prouexcrit, làcrilq; eum 
plurimis honorauerit, Flaminem , Antonia- 
” nos Ibdales , & omnes honores., qulDiuis 
^ habenruTjeidcm dedicauit. Et altvouc'. 
’’ Poftfratrem primum corpus eius Romam 
J ’’ deuedum di , & illatum maiorum fcpul- 
^ chris 3 diuini honores decreti . Deinde cum 
5 » gratiasageretlènatuiquòd fratrem conlè- 
crallèt 5 &c . Quelli elefanti che tira- 
no vn carro , erano menati nelle pompe Gir 
cenfi 5 i quali portauano Ibpra il can o la (ta- 
tua aurea di colui , ch’era (lato confacrato , 
come ci molkano le lettere intorno . con- 
sECRATio . Quelle pompe Circenll fi conce 
deuano dal Senato in Roma à coloro, che 
doppo morte erano^llati deificati & conlà- 
crau , à i quali fi dedicauano etiandio Tenv 
pi 3 come Icriue Giulio Capitolino 3 nella v i 
ta di Antonino Pio , doue la mcntionc de J 

la 


J 


* 5 fó D I C H I A RAT IONE** 

la morte di Fauftina (ila moglie. 

^ Tertio anno imperij fui Fauftinam vxorem 
perdidit 5 qip à fènatu confccrata eft , dela- 
’’ tis Circennbus , atque tempio , & flinihi- 
^ cis 5 & ftatuis aurcis , atque argenteis , cum 
^ .et ipfè hoc conceilcrit , vt imago eius cun- 
55 disCircenfibusponcretur. Ilmcdefimo 
riuerfb de gli elefanti col carro , fi vede an- 
córa nella medaglia in rame di Marco Anto 
nino fuo fratello, co le lettere . , conse gra- 
ti o . del quale habbiamo ragionato al fuo 
luogo. 


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V 



La medaglia di L. Vero, grande, di 
bel metallo, & di eccellente artefìce,con let 
terctali. L. vERvs. avg. arm. parth. Ha 
per riuerfò una figura ledete Ibpra certi leu- 
di & armi, che tiene una mano lòtto le guan 
ce in mefto fembiantc , & euui dauanti un 
tronco,che tiene certe arme appclè in guili 
di trofeo con lettere tali intorno, tr. pot. 
V. iMP.iii.cos.il. &S.C. Quella medaglia • 
tu battuta per onor di L. Vero,& giudico in 
tépo della uittoria dell’ Armenia,della qua 
le imprclà Giulio Capitolino nella uita di 
„ Marco fuo fratellodicecosì. Geltefunc 
„ res in Armenia prolj)crè per llatutù Prilèù 
5, Artaxatis captis. Delatumq; Armeniacum 
nomen utriq; principum. Et ancora il me-, 
defimo nella vita di L.Vero dice quello ftef 
io, ciò è ch’egli conquiflò l’Armenia,& che 
riceuetee il nome di Armeniaco , il che nel-. 


ì$z DrCHIAHATIONfe ^' 
le (ìie medaglie dauanti Habbiamo allegato*- 
La figura mefla , che fiede (òpra quelle i{>o- 
glie 5 è 5 per quanto io giudicoja prouincia 
dell’ Armenia. 



Là medaglia di L.VerOjdimezana 
grandezza , in rame , con lettere tali . imp . 
CAEs. L. AVREL. vERvs. AVO. Ha pei* lìuer- 
Ib un caual Pegalèo > con la figura di Perico 
fopra,che con un dardo in mano tira contra 
una fiera^ch’è un Leone che' ha una tefta di 
dracone appreilb la fua3& pcniò che fia una 
chimera ; & ha lettere tali intorno, gli cò r. 
Quefia medagliasfi come alcune altre di al- 
tri IraperadorijCon tali lettere, glicor .io 
non gmdicojchefoife battuta in Roma,ma* 
da alcuna altra città iòegetta al Romano- 
Impioj& fi uede che fu fatta p onorarejoue 
ro piu toftbpcradulare. L.Vero Imperado-* 



, mi M1I>AGLIB ANTICHE 55 J 
re^ Percioche il caual Pegalèocon Perfèo 
(òpra, fìgnifìca la uirtù ellStata dalla fama. 
La chimera fi può interpretare per il uitio;& 
così dare il fi^ficamentOjche il uitio fia do 
mato & fuperato dalla uirtù,attribuédo que 
fta uirtù port^a dalla fama , & che uola per 
la bocca de gli buomini/atta chiara, alla ^ 
fonadiqucftò'Principe,adonor del qude 
fu la preiente medaglia battuta. Quelle let- 
tere, gli cor. che in altre medaglie ancora 
fi ueggono,io no fkprei interpretare, ne trar 
nefenio alcuno,quantunquedaaltriiohab 
bia udite certe intcrpretàtioni date à quelle 
parole ^ per congettura & di arbitrio, le qua 
li , per efière molto fuori di propofito , al pa . 
rer mio , mi pare di tacerle ,& tale efoofitio 
ne lafciare à più perfetto giudicio . Concio 
fiacolà , che molte lettere fi trouino nelle 
medaglie , così Greche,come Romane,pun 
tate, delle quali per ellere molto difficile & 
dubbio il lèntimcnto , ci è paruto di lafciar- 
le lènza dkhiaratione . Percioche prdumé- 
do alcuno d’intenderle , col dire fredde & 
Iciocche elpofitioni Ibpra di quelle , più to- 
lto lelpofitorc ne riceueria biafimo , che al- 
tri potellc attenderne giouamento ,* & l’an- 
dar mal ficuroindouinando,& dichiarando 

Z tai 


^54 




1>I CHI A RATIO NI 


lai lettere d arbitrio, nò mi par ^ fia benCr '• 

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DI M. COMMODO. - 

, ' i 


La medaglia diM. Commodo5gra 
dejri Rame,in età giouenile,con un poco di 
lanugine al uoltojcon lettere tali. m. gommo. 
Dvs. ANTONiNvs. AVO. Ha per riuerfòtrefì 
cure ibpra un Palco,& un’altra figura al bai 
lo che afeende una fcala,con lettere (otto ta 
1Ì.LIBERALI TAS.AVO.&S.C.& altre lettere cor 
ro(è intorno . . . imp . . • .cos, ii. p, p. Que- 
lla medaglia fu battuta in tempo di alcuno 
congiario di Commodo . Percioche Icriue 
Elio Lampridio nella Tua uita così. 
Cooptatus inter tres fblos principes iuuen- 
tutis cum togam fumpfit , adhuc in pr^texta, 
puerili cógiarium dedit,atqi iplè in bafilica 

Tia 


r 


DI MEDAGLIE ANTICHE SIS 
Traiani prcfèdit . L’una di q uelle tre figu 
fesche fìede fopra una fèdia , è Commodo, 
che dà il donatiuo. Et un’altra figura gli fta 
dauantiache ha nella lìniftra il corno di doui 
tiajlegno deirabondàtia5& nella deftra ma- 
no una mifurà. Vn altra medaglia ui è in ra- 
me di Commodojch’è la mcdefima , con lo 
fteflb riuerfo del congiario, ò donatiuo, ò li- 
beralità che chiamare la uogliamo,có le me 
defime figure dal riuetfb lato , & ha lettere 
tali di lotto. LiB. AVO. mi. do è. Liberalitas 
Augufti quarta , che ci dimoftra ellère fiata 
battuta in tempo del congiario quarto difiri 
buito al popolo da Commodo, pcioche più 
di una uolta,fcriuono leifioriehauer dato 
Commodo tali donatiui. Et il medefimo Là 
pridio nella fua uita in un’altro luogo fcriue 
del Tuo congiario dato in quefia forma, 
i 99 Congiariu dedit populo,fingulisdenarios 
I 5 ) feptingentos uicenos quinos , circa alios 
j 99 omnesparcilfimusfuit.Quòdluxuri^fum- 
i 99 ptibus serarium minuerat. Là onde noi 
polliamo giudicare,che per onor della libe- 
ralità di quello Principe agli fieno fiate in 
in que’tcmpi,tai medaglie Wtute. Quefia 
fomma di denari] ridotta al ualore della mo 
neta de’ tépi noftri,può alcendere intorno à 

Z 2 ducaci 


35^ DI c H I A R'A TI O NI : 

ducati fcttanta d*oro , che rimperadore dP- 
ftribuiua per ciaicuno^nel fuo congiario. . r 





La medaglia di M. Commodo gra 
de,di metallo giallo, & in matura età , uefti- 
to di pelle leonina la tefta , con lettere tali. 

l.AEL. AVREI. COMM. AVO. P. PEL. cioèLu- 

cius.Aelius. Aurelius.Cómodus.Auguftus. 
Pius. Felix. Ha per riuerfb una corona,nel 
mezo della quale è una claua con lettere ta 

li. HERCVL. ROMANO. AVGV. & S. C. Qliefta 

medaglia fu battuta , per fimplice adulatio- 
ne à Commodo, per iodisfare alla Tua ambi 
^tione ,&uanità. Fu Commodo chiamato 
Pio & Felice,{econdo che (criue Lampridio 
P nella Tua uita in quella forma. Interh^c 
” Commodus Scnatu fernet tradente,cu adul 
” terum matris conf defignalièt, appellatus 
” eli Piusjcum occidiflètPereninium^appella*- 


DI M£DAGLIB ANTICHE 557 
35 tus eft Felix. Come Comodo fofìfè chiama- 
to Ercole Romano^il medefimoLàpridio ce 
33 lo (criue.Apj)ellatus eft etis Romanus Her 
33 cules,quòd reras Lanuuij in Amphiteatro 
occidiftèt. Et die elio Comodo ancorane 
ftiflè l’abito di Ercole , ne habbiamo il me- 
defimo rifcontro di Lampridiojil quale dice 
33 così. Accepitftatuas in Herculis habitu 
33 eia; immolatum eft ut Deo. & altroue il me 
33 deiìmo . Ciana non fblum Leones in uefte 
33 muliebri , & pelle leonia , lèd etiam multos 
^3 homines afflixit. Dimaniera>cheinque- 
fta medaglia di Commodo fi ueggonotut 
te le colèjche di lui (criuono le iftorie . Dal- 
l’una parte la tefta di eftb Commodojcon la 
pelle ìeonina3& co’ Tuoi titoli di Pio & Feli- 
ce . Dall’altra la ciana 3 arme di Ercole , eh* 
egli ponaua 3 & l’altro titolo di Ercole Ro- 
.mano. Da che fi conofte la ^ande ambitio 
ne3& ridicola uanità di quefto Principe . Si 
truoua ctiandio la medaglia medefima di 
picciola fonila in rame . 



Zi. 

I 


J 


558 DI C H I A R A T I O N » 



La medaglia diM.CommodOjgfS 
c^c^in ramCjfènza la pelle leonina in reità, in 
matura età , con letttere tali. l. ael. avrel. 
GOMMO. AVG.P. PEL. Ha per iiuerlò Una fìgu 
ra nuda in piedi , che nella liniltra porta una 
claua,& la pelle leonina, & con la defti a ma 
no corona un trofeo appelb ad un tronco di 
ipoglie, & feudi, con lettere tali intorno. 

HERCVLI. ROMANO. AVG.&S. C. La figUtadal 

riucrlb, sì p la fbmiglianza,come per la cla- 
'uai& la pelle leonina, è di Commodo.Que- 
fta medaglia penfò,che foflè battuta doppo 
qualche uittoria di Commodo,ò di Britan- 
nia ò della Dacia , Pannonia , Germania, 
ouer di altre prouiiicie, le auali , quantunq; 
egli in larciuia,& à Tua uoglia uiuellè, uinfè, 
per mezo de’ Tuoi commiJflarij & legati. 


« 


1>1 MIDAGLII antichi Ì$3 



La mhdagIia diM. Comodo^Gre^ 
.caj&inramCjColpettOj&Iaflài matura età 
.conlettere tii^KOMMO/^ oc. ANTnNi. 
do èjCommodus Antoninus. Ha perri- 
•uerfotina bella figura nuda, che nella de- 
lira ha la claua , & nella finiftra la pelle leo 
nina^ uelHta il capo della medefima, con 
lettere Greche intorno, corrolè in tutto dal 
Tantichità. Quella medaglia credo fia fia- 
ta battuta da alcuna delle dttà della Grecia 
per adulare la uanità di Commodo, figuran 
dolo dalla parte riuerlà della meda^a in 
abito di Ercole,(ècondo ch’egli da* Romani 
riccuettelefiatue» 


D I C H I AU ÀIr l-ONE 



La medaglia diM. Commodo , in 
rame^grande , in gioucnile età con lettere, 
che dicono* M. commodvs. ant.^ p,. felix, 
AVO. BKiT. ciò è. Marcus. Commodus. Anr 
toninus.Pius.Felix* Auguftus. Britannicus. 
Haperriuerfb una figura in piedi fbpraun 
palco,ch*è di Commodo Imperadore,& tre 
altre figure armate di feudi , & lance che gli 
ftanno dauanti à baffo, con lettere tali intor 

no. P. M. TR. P . . . . IMP. VII. COS, V. P. p. & 

s. C.& co altre lettere poi di fòtto.piD. exer 
c IT. ciò è.Fides Exercituum . Quefta me- 
daglia fu battuta à Commodo doppo la im 
prefa Britannica, & quefto è un parl^ento 
di Commodo à i fòldati, onero la fede , che 
gli danno gli cfferciti à quella imprefà. Che 
Commodofoffè chiamato Britannico , co- 
me qui fi uede nella medaglia, Lampridio 
fcriue così nella Tua ulta. Appellatus efl 

Commodus 



»I MBDAÒLItì 'ANTICHE 
» CoihmodusetiamBritannicusab adulato- 
yy ribuSjCumBritanietiiam Imperatorem con 
» tra eum deligere uoluerunt. Fu fatta que- 
lla medaglia a Commodo ad onorfuojouc 
roperadul^done. 


, -iV.' 'I • 


La medaglia di M. Comodo, Gre- 
ca, giade , di metalla giallo , in aliai giouenì 
le età 5 con lettere tali . aoykh.komoaÒc. 
KAiCAP.cioèL.Commodus. Cse%. Ha 
per riuerlb , due figure , luna lèdente Ibpra 
una lcdia,che è Gioue4*altra in piedi, che là 
crifica à Gioue,ch’è la figura di Commodo, 
con lettere tali Ibtto.N i k a i e n n . Quella 
medaglia fu battuta ad onore di Conuno- 
do da i Nicci popoli della Grecia. 





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-oup£/ 

'^UO^O' 


‘ .''lijj(èudh rt 
jÌj frm‘j £u CI 
.L^nj idi 
lA.isqoi 


La medaglia diM,Commodo,gra 
de, di bel metallo, in età molto giouenile,di 
buon rileupjCon lettere tali . l. avrel. com- 

MODVS.CAES.AVG.FEL. GERM. HapCrriueT 

(b una fìgura,ch’ nella deftra tiene un ramo, 
& nella nniftra un’afta. Et di dietro gli fta 
un trofèo carico di lpoglie,& ha lettere tali 
intorno. pRiNc. ivvENT.&s.c. Q^eftamc 
daglia fu battuta per onorar Commodo 
Principe della gioucntù ne gli anni fuoi gio 
uenili,& la figura dal riuerfo è di Gommo- 


1 


PI HiDAGIih^ ÀNTIGHf 


• La medaglia di M.Commodo,gra 
de>di bel metallo^in giouenile etài con lette 
retali, imp.l. avrbi. commodvs.avg.germ. 
sàrm. Haperrinerfo molte Ipoglie dine- 
micijcon lettere tali di lòtto, db. germanis. 
& intorno. TR. p. II. cos. ii . . & s, c. Que 
^ fta medaglia fu battuta ad onor di Gommo 
do^doppo la uittoriajch egli hebbe de i Ger 
manijcome fcriue Elio Lampridio nella Tua 
uita. Profeótus in Gcimaniam xiiii.Ca- 
„ lendas Aelìas , ut poftea nominauit jtijfdem 
55 coss .togam uirilem accepit , cum patte ap- 
55 pellatus Imperator. v. Calendas exuperato 
55 rias.Pollionciterumj&Apro coss.Triùnv. 

’ 55 phauit . X . Calendas Amazonias ijfdem 

59 COSS.&C. * > 





‘■'. La medaglia di M. Commodo , ► 
grande , in rame , di giouenile.età 5 con let- , 

tcrctali ANTONINVS . COMMODVS. AVO. . 1 

Haperriucrib vna figura fòpravn cauaUo. ' 
corrente , che tira vn dardo centra vn leo- • > 

ne 5 che le va all incontro, con alcune lette- j 

re intorno , così conrofe daU*antichità , che ‘ 1 
non fi poflono difeemere , & s. c . Quella, 
medaglia fu battuta à Commodo in Roma, 
peronorarlo della fua ferocità, & gagliar- .. 
dezza , per la vccifione , ch’egli fece di mol; . 
te fierec,omc fcriue Làmpridio nella fua vi- . . 

„ ta. Ferarumautemdiuerfàrummanujfua- . 

occidit multa millia , ita vt el^hantos oc- i 
^ cideret.. Etha^c fecit faepe ipe(5ìante po^ _ 

„ Ro. & altroue ancora . Ciana non iolun). .. 

„ leones in vefte muliebri , & pelle leonia,(èd 
„ etià multos homines afflixit . Et in vn’ al- 
„ tro luogo. Appellatuseftetiam Romanus 

Hercu- 


1 


DI ~ ME DAGLI® ^ANTICHfl 36 ^ 

Hcrcul€S,quòd feiàs Lanuùij in amphithea 
tro bccidiflèt . La figura à cauallo , che 
vccide il leone è Commodo , dimpftrante 
il valor fuo contraquella fiera . 


• La medaglia diM. Commodojgra 
de,in rame, di baflb rii euo , con lettere tali; * 

M. COMMODVS. ANT.P. FELIX. AVG. BRIT ; * 

Ha per riuerfo là figura di vna vittòria alata, • 
che tiene con ambedue le mani vna corona • 
vittoriofa , con due (cucii a’ piedi di ella vit- 
toria , che hanno s. c. dentro , & (òtto vno 
breue, che ha lettere tali fcolpite . cos. v. p. 
p. & con altre lettere intorno tali . victo- 
RiAE. FELICI . Quefta medaglia fu battuta 
in Roma , per adulare la uanità di Commo- 
do, &penfo in tempo, che efiò Commo- 
do fece vccidere Perennio , il quale era ere 
feiuto tanto in potcntia,& autorità, che 





ogm 



'j66 DI CHI ARA-TIO N * ^ 
Ogni cofà fi attribuiua , faceua vcciderc chi 
gE piaceua , violaua à modo fuo le leggi , & 
era diuenuto infoiente . Doppo la cuynor 
te, per tale vittoria Commodo fu appellato 
Felice, come foriueElio Lampridio nella 
55 fua vita CQn tali parole. Eo tempore in 
53 Sarmatia rcs bene geftas per alios duces, in 
53 filium fuum Perennius referebat. Hic ta- 
53 men Perennius , c^ui tantum potuit , fubito 
55 quòd bello Britamcomilitibus equeftrislo 
53 ci viros praefecerat , amotis lènatoribus prò 
53 dita re per legatos exercitus hoftis appella- 
53 tus,lacerandusq;militibusefi datus. Et 
altroue fcriue il medefimo, fi come di fopra 
53 dimoftrohabbiamo. Interh^c Commo- 
53 dus fenatu fernet tradente , cum adulterum 
33 matris cos. defignaffet, appellatus eft Pius, 
5, cum occidifièt Perennium, appeUatuseft 
Felix . Di maniera ch’io giudico , che que- 
lla medaglia in tempo della vittoria contra 
Perennio, quando fu occifodairefèrcito, 
per ordine del Principe, foflè in Roma bat- 
. tuta, dacheacquiftò Commodo il titolo di 
' Felice, come nell’altre fue medaglie vedere 
polfiamo , & le lettere dal riuerfo pare , che 
celo moftrino . victoriae . pelici . Le qua 
li fono molto differenti dalle lettere nelle 

altre 


Bf MfeI>AGLri ANTICHI 
altre medaglie notate , per memoria di qual 
che vittoria , perdoche fi truoua , che dico- 
no VICTORIA. AVO. ouero eia vittoria efpreT 
fa col nome della prouiftcia Aggiogata , o- 
ucro delle genti fiiperate, come in quella di 
Commodo giouane , in rame, che ha dal ri- 
uei^ lato le armi , & le fpoglie de* Germa- 
ni, con lettere tali (otto . DE.GERMANIS . 
Il che in molte altre medaglie noi diiaro 
fcorgeremo . Ma veramente la dichiaratio ^ 
ne di alcuni riuerfi delle medaglie, fa meftic 
ri 3 che noi piu tofio per via ai congettura 
ritrouiamo , che affermare con celta proua 
polliamo , che così fia, come habbiamo an- 
cora detto altroue • Le quah dichiarationi 
dubbie , più tofio le nommeremo difeorfi , 
che elpofitioni . r 




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3^*8 THI CHI A ». AT I O NI T 


Il mèdaglione diM. Commodo 
in rame , col petto , belliflimo , & in matura 
ctàjcon lettere tali. m. commodvs. anto- 
^ NiNvs. pivs. FELIX. AVO. BRiT. Ha per ri- 
uerlb due figuroni, l’uno di una Vittoria ala 
ta , che tiene con ambe le mani uno feudo, 
l’altro di una Roma, che fiede (òpra certe 
ipoglie, & ha un trofeo dauanti,con lettere 
ttlilotto.viRTvs.AVG.& intorno, p. m. tr. 
p. XI. iMP. VII. cos. V. p. p. Quello meda- 
glione fu battuto ad onore di Commodo, 
per le uittorie acquiftate , & perauéturaper 
memoria della uittoria contra i Britanni. 
Cóciolìacolà,che fieno lotto di lui flati uin 
ti i Mauri,! Daci,i Pannoni,i Germani , i Bri 
tanni , ciò è per mezo de’ fuoi legati , come 
poeo auanti noi dicenuno. 




di medaclib antiche 



La MEDAGLIA di Commodo>ffl:adc, 
in rame di molto giouenilc età , con Imerc 

tali. IMP. L.AVREL. COMMODVS. AVO» GERM. 

8ARM. Ha per riuerlb un trofeo carico di 
fpoglie>& a piedi di cflò trofeo,è una figu- 
ra d*una Prouincia^con la mano lòtto le gua 
ce^mefia in uifta>& dall’altra parte è un pii- 
gione>con le mani legate , & leggonfi lòtta 
il trofeo lettere talL de. germ. do è db. ger 
MAN I S.& s. c. con altre lettere intorno cor- 
rolè in tutto dall’antichità. Quella meda- 
glia fu battuta à Còmodo ancora giouinet- 
tOjper memoria della uittoria Germanica> 
come alcune altre ancorajche fi ueggono in 
ramc5& il trofeo è per tal uittoria. Lapro- 
uincia>è la Gcrmania,& il cattino è un Ger- 
mano. 


A a 


>*• 




t 

J 70 DI CHIARATlOl^» •' 



La MiDAGi.iAdi Commodo, Greca, 
grande, col petto , & di metallo giallo , con 
lettere tali.AYic.Ai a.ayph.komoaOC.cìo è 
Imperator.Caefar.Aelius.Aurelius.Commo 
dus . Ha per riuerlb una figura in piedi di un 
fàgittariojche par che corra,con Tarco & la 
(àctta,con lettere tali Greche intorno. Hr*E- 
lOYKAETOY.AAPiANOnOAEnC. Quefta me 
daglia non fu battuta in Roma , ma in Gre- 
cia dalla città di Adrianopoli, per onorar 
quefto Principe , come le lettere , che cipri- 
mono il nome della città, dimolbano. (^cl 
la figura del Tagittario,penlb io che folcii 
fegno della città loro , col quale uolcuano 
dare à conolcere , che quefta città di Adria- 
nopoli,hauefte à gloria di Commodo battu 
ta quefta medaglia . Il medefimo làgittariò 
fiuede ne iriuerfi di altre medaglie d’altri 
Imperadori > battute pqr dalla iftellà Città. 


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MEDAGLIE ANTICHI J7I 


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Il medaglione di Commodo , di 
bel metallojcon tutto il petto nudo,& di ec 
celiente arteficejcon lettere tali intorno, m. 

COMMODVS. ANTONINVS. PIVS. FELIX. AVO, 

BRiT. Ha per riuerfo un carro trionfale, CO 
la figura dell’Imperadore (òpra, che tiene 
nella finiftra una infegna militare,!! oual car 
ro è tirato da quattro bellilfimi caualli , con 
lettere tali intorno, p.m.tr. p.xi.imp . . • 


t cos. V. p. p. Quello medaglione fu battuto ^ 
^ in Roma ad onore di M. Commodo,per me > 

moria della uittoria, ch’egli hebbe de i Brita 
ni , de i quali trionfò. Di quefta uittoria fa 
5 ® „ mentione Lampridio nella fua uita. Vidi 
a* 5, funtfubeotamen,cumilleficuiueret,perle 
» 3, gatosMauri,uidiDaci,Pannonì^ quoqjco 
i® „ pofit?,inBritannia,in Germania & in Dacia . 
31 [ 3, imperiù eius reculantibus prouincialibus. 
i f Et altroue,dicendojch’egli fu chiamato Bri 

A a a tan- 


DI CH lAR ATI O NI 

5, tannicojfcriue così . Appellatus eft Com-> 
35 modus etiam Britannicus ab adulatoribus, 
33 cum Britanni etiam Impcratorem contra eu 
33 dcligereuoluerunt. Adunqj noi diremo, 
che in tempo del trionfo Britannico, foflè à 
Commodo la prefente medaglia battuta 
peradulatione. 



La mepaglia di Commodo, di 
Tana grandezza,in rame,con la ueriiice uer- 
de,in puerile età, con lettere tali, commodo. 

CAES. AVO. FIL, QERM. 9ARM. CÌO è. CommO- 

do. chiari. Augufti.Filio. Germanico. Sai- 
matico. Ha per riuerfo la medefimatcfta 
di Cómodo,& di una iftellà età, che ha quel 
le medefime lettere , che fi leggono intorno 
all'altra tetta. Quefta medaglia fi uede,che 
non fu battutaad altro fine , che ^er onorai 
re Commodo nella lua puerile età , quando 


DI MEDAGLIE ANTICHE $ 

egli era àncora Celare. Il che ci dimoftrano 
le lettere nel terzo calo , che à Commodo 
Celare figliuolo dell’Imperadore^lia Ihta la 
prelente medaglia battuta^do è à particola- 
re onor ilio. 



. 'La medaglia di Commodo , Gre- 
ca, grande, di metallo giallo, & in gioue- 
nile età, con lettere tali. A. A YP. . komo 
A ó c. K A I c A p. ciò è Lucius . Aurelius • 
Commodus . Casfar. Ha per riueifo vna 
Deità di vna Diana, che ha due cerui à can^ 
to,rvno alla delira, & l’altro alla lìniftra’, 
& ha lettere tali intorno .aptemic.e^b- 
clnN. cioè Diana Ephefiorum. Quella 
medaglia fu battuta ad onore & gloria di 
. Commodo ancora giouinetto da gli Efelij. 
Etqlla Diana è la Dea protettrice di que- 
fti popoli Et elìj.Percioche il tempio di Dia 

A a 3 na 


I 


374 ’I>I c H I AR ATI O NI ' 
na Efefia è talmente diuolgato da i poedjfic j 
da gli iftorici,che poco fa meftiero , che noi. i 
. ne parliamo. Quei ceruijche in compagnia { 
-di Diana fi ueggonojlbno efpreflì 5 perciò*- / j 
che Tempre al mnolacro di ella Diana aggiu 
gneuano gli antichi i cerui, dilettandoli , co^ 
me fcriue Homerojquefta Dea di tali anima 
li. Et quellojche efio Homero fcriue di Dia 
na 3 la quale per le cime de i monti errante, 
ua con le làette fèguitando i fugaci cerui, 
uiene leroglificamente interpretato , ciò è, 
che qlle fàctte , che feguitano il ceruo,figni 
ficano i raggi Solari , per lo ripercotimento 
de’ quali, cmcornijfccondo la conditione & 
lo fiato della Luna,appaiono & fi {coprono. 
Era etiandio cofiume ^preflò gli antichi, 
che l’ara di quella Dean facefiè de’comi,& 
chele tefie ancora de gliuccifi cerui nelle 
porte del tempio, & nelle murali conficcaf- 
lcro,& che al limolacro di ella Diana,come 
in quali tutte le medaglie fi uede , li accom- 
pagnafiè il ceruo.conciofia colà,che diccllc 
ro tali animali eflère lòtto la tutela di quella 
Dea, 


I 


BI'HBDAGLIB ANTICHB 



DI HELVIO pertinace. 

INT % AME, 

■ Uà m h> a g l 1 a di Heluio Pcrtmace,<fi 
piccola forma , & di bel metalloidi ailài ma' 
tura età, coronato, con lettere tali. helv. 
pERTiN.AYG. Ha per riucrfo unabclla figiH 
rina,che alza ambe le braccia in iìifb , & li ri 
uolgc quali con le mani giunte, uerlb una 
ftelÌa,có lettere tali intorno, prò videnti ab* 
DEORVM. Quella medaglia fu battuta , per 
onorare quello Principe.Et la Dea Prouidc 
tia , che nel riuerlb di q^uella medaglia figu- 
rata d uede , ci dinota u felice gouemo , & 
reggimcto dell’imperio , in Pertinace da gli 
Iddi] concelTo à i RornonL 



DI 



SETTIMIO SEVERO. 



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X N B. A M £• 

La medaglia diSeuerO)^ande^di 
un metallo giallo , con lettere tali. l. sept. 
sbvervs.pivs.avg. Haperriuerfo ducala, 
te uittorie , con una' Prouincia , à* piedi per 
ciafchcduna , le (mali con ambedue le mani 
tengono uno trofeojcon lettere tali victo^ 
riae. brittannicae.&s. c. di lòtto, Quc 
(b medaglia fu battuta in tempo della uitto 
ria Britannica ad onore di Seuero Iraperad. 
Nella uita del quale Elio Spartiano , Icriue 
così. Hcraclitum ad obtinendas Britanias, 
Plautianum ad occupandos Nigri libros mi 
fit. Di maniera che doppo la imprelà & la 
uittoria della Britannia , conolciamo quella 
mcdagliaellèrlillata battuta. Morì ancora 
Settimio SeueroihBritonnia^dcnefu dop* 

po 



DI MEDAGLIE ANTICHE 577 
po morte portato il corpo flio fino à Roma, 
comcfcriueil medefimo Spartiano. 

Corpus eius à Britannia Romam uiq; cum 
magny)rouincialium reuercntia fiilceptum 1 
cft.Et Icriuc ancora^che le ultime fue parole i 
furono tali. Turbatam remp . ubique acce* > 
pi^pacatametiamBritannisrelinqùo*... 



La medaglia diSeuerOjgrande^in 
rame 5 col petto armato con lettere tali.L, 
SEPT.SEV.PERT.AVG. iMP. Vili. Ha perii- 
uerfounbellillìmo cauaUo,con una figura 
fopra deirimperadore Seuero3& un’altra fi- 
gura a piedi armatajcon una infègna milita 
re in manOaSc s. c. di fbtt05& con altre lette 
re intorno, adventvi. avg. felicissimo,' 
Quefta medaglia 5 come chiaro fi uede^fu 
battuta in tempo di un ritorno di Seucro da 
qualche imprefà. Et credo che quello ritor- 



378" DI C H I AR ATI O N E :: 

nofofIe,quando Seuero combattè centra 
Emiliano & Pdeennio Nigro,& che ambe- 
due gli uccife. Et quando fece la imprelk ^ 
deir Arabia , & che domò i Parti , & cne in 
fuo potere liduflè gli Adiabeni popoli. On- 
de ^ dò^ritomato che fu Seuero àRoma^Sc 
dlcndoli ftatuito il trionfo , il quale eflò ri- 
fiutò^fu appellatoAi abico,Adiabenico,Par 
tico.Però quello ritorno di Seuero àRoma, ; 
doppo una guen a ciuile di tanta ii^ortan- 
za/elicemente fornita, uenne ad ellerlifeli- « 
ciflìmo . Il che fi comprende dalle medefi- 
me lettere del riuerfo della medaglia, che 

dicono. ADVENTVI. AVO. FELICISSIMO. 


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DI MEDAQ^I/I» AANTTl CaE 57P 



ramejCol pettajcon lettere tali. l. sept.sev. 
pERT. AVO. iMP. vili. Hapcrriuerfòunbel 
kfllthoelcfantejcon s, c. miòtto lettere 
tali intorno, mvuìficentia. avo. Quefta- 
medaglia fu battuta , come molte altre di al 
tri Imperadorijà Scuero, per Tuo onore del- 
la libcralità,che egli ufo in Roma nei giuo- 
chi Secolari. Percioche egli à quefti fpetta- 
coli introduccflè elefanti da cflère ueduti, 
& così fi ha da intendere la munificentia de 
^ grimperatoii in tai medaglie , i <juali alle 
uolte introduceuano tali elefanti à combat 
timentijouero à fare altre cofe marauigliolè 
da uedere,efsédo quefti animali così amma 
t cftrad da i loro goùernatori. Della qual mu 
nifìcentia & liberalità de i Principi , in dare 
> gli Ipettacoli ne i guochi Secolari di tali ani-. 

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jgó. »1 CHI AltfAt r 

malijcrano in Roma^battute le medaglie ad 



L A ‘ M B D A G L 1 A -di Scuero 5 grande^inr 
ramejGrecajCo lettere tali*-. . • c e y h p ò c* 
Ha per riuerfo un ferpente > con uarij giiri & 
riuolgiménti tutto il corpo annodato, & co 
lettere tali intorno Greche, corrolc in parte 
dall’antichità, fi chenon fi può trame il Tenti 
mento haytaaiac. Quella me- 

daglia fu battuta à' Scuero per onorfuoda 
qualche prouincia della Grecia . Et il legno 
di ciò è quel ferpéte , che p riuerfo della me- 
daglia fi uede. Perdoche i ferpenti fra gli al 
tri loro fignificamétii ci dinotano il mondo,^ 
le prouincie, & le regioni , fecondo che ua-^ 
riamente Icolpiti gli ueg^mo ; La onde in’ 
quella medaglia, per tal lerpentè noi intpn-j 
^ deremo 



DI MEDAGLIE ANTICHE 
deremo quella prouiucia , che à glorìadd 
Principe l’ha bàttuta, , , 


fiTJXlO'T rf 




• « Vx . « 


I l >1 e d a g l I o n e di Seuero^belliflt» 
mo j & molto raro , di metallo giallo , & di 
uno grande rileuo j con tutto il petto arma- 
to , & in aflài matura età j con lettere tali, u 

SEPTIMIVS. SEVERVS. PERTINAX. AVO. IMP. 

Ha per riuerfb una bella & grande figura di 
una uittoria alatajche camina , la quale con 
la deftra porge una corona trionfale auanti, 
& nella miiftra porta in ipalla una palma uit 
toriofa,con lettere tali intorno, vi ex. avo. 
p. M. TR. p. III. cos.ii. p. p.Queftomedaglio 
ne fu battuto (pecialmente, per gloria & 
onore di Settimio Seuero , & penlo doppo 
ch’egli hebbe ottenuta la uittoria contrai 
Parti. Della quale Elio Spartiano in più luo 

ehi 


! 


^Sìr H t Att AtlOf^E 

ghi delIaTuauitaFàmiehtiórie. Deihdédr- 
3j ca Arabiam plura gefTftjPithis etiàm in di- 
53 tionem redadis , nc.c non etiam Adiabenis. 
33 Qm quidem omnes cù Pefcennio (ènfcrat. 
33 atq; ob hoc reuerfus triumpho delato ap- 
33 pellatus cft Arabicus, Adiabenicus,Parthi- 
33 cus. Et altroue. Traiedo deniqj excrcitu 
33 à Brundufio continuato itinere uenit in Sy- 
33 riam 5 Parthofqj fummouit.Sed poftea in Sy- 
33 riam redijt, ita ut fe pararet,ac bellu Partms 
33 inferrct.Ét in un'altro loco. Inde in Syriam 
33 redijt uidor^Sc Parthicum deferentibus libi 
33 patribus triumphù iccircorecufauitjquòd 
33 coniìfterc in curru afifedus articulari morbo 
non poiièt . QuePi medaglioni erano i 
più onorcuoli , che li battellèro in Roma à i 
Principijper gloria & memoria loro , i quali 
anticaméte u {bleuano donare à chi pareua 
al Prencipe , & erano per memoria di detti' 
Principi & del nome lorojgratamente rice- 
uutij&hauuticari. 


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DI MEDAGLIE ANTICHE 



Il MEDAGL.IONE di Scucro 3 belli/fi- 
mo a d’un metallo di color d’oro , & di gran 
rileuoacon tutto il petto armatOa& di eccel- 
lente artefìceacon lettiere tali. l. septimivs, 

SEVERVS. PERTINAX.AVG. IMP.VII. Ha pCf ^ 

riuerfo un bel figurone ignudo di un Marte, 
con un poco di panno fbpra le fcalle, & con 
un’elmo in capoache con la deftra tiene un' 
afta con una corazza appreftba& con la fini- 
ftra s’appoggia ad uno feudo . Et ui fono 
quefte lettere intorno, divi, m.pii. f. p.m, 
TR. p.iiii.cos. II. p.p. cioè. Diui Marci, 
Pij , Filius j &c. Quello medaglione non 
fu battuto ad altro fine/ * 
re 


parente del Diuo M. Aurelio AntoninOaUel 
la famiglia del quale egli pafsò,& elio Seue ' 

ro 





584 dichiaratiome 


ro inilitò in tempo di Marco . Dell’eflèr lui 
entrato in quefta famiglia,ci rende teftimo- 
nioElio Spartiano n^a uita fua, dicendo 
la cagione, perche Seucro aggiunfè à Baffia 
no Tuo figliuolo maggiore il nome di Aure- 
lio Antoninojcon tali parole .Aliqui putant 
55 iccircoillumAntoninumappellatumjquòd 
» Seuerus iplè in Marci familiam tranfire uo- 
luerit. Però elio Seuero fi diflè parente 
& figliuolo di Marco, come quello , che nel 
tempo di Marcò da principio del Tuo impe- 
rio hebbe grado nella militia,come Icriue 
Giulio Capitolino nella uita di Marco. 

Et Seuerum turmis equitum Romanorum 
iamcos.defignatumcreauit.Etedenticum 
» collegis ludos (èuirales adfèdit, & in tiberi- 
namdomumtranf^ediiulfit,& aulico fafti 
gio renitentem omauit.Et in coUegia làcer- 
dotum iubente lènatu recepit,fècùdum ctia 
53 cos. defignauit, cu ipfe quaitu prius iniret; 
Da che li uede , che in tempo , che Marco 
dal padre Antonino era di tanti onori orna- 
to, Seucro ancora fu prepofto alle copagnie 
della caualleria Romana. Elio Spartiano an 
cora nella uita di Seuero dice . Làtum 

clauum à diuo Marco pctijt, & accepit , fa- 
p Ucce fibi Septimio Seuero a£ne iùo. 1 1 àam 



©I -MEDAGLIE ANTICHE 585 

„ confulari. Et poco più oln^-Tribunatum 
yy plcbis Marco imperatore decementepro- 
meruit^ eùq; ièueriilime exertiifime egicq; •' 



La medaglia diSeucrOjgrandCjdi 
bel metallojcol petto amiat05& <ìi cccellen 
tcartefice^con letteretalL severvs. pivs. 
AVO. Ha per riuerfb cinque figurejche fan- 
no un fàcrifìciojdelle quali da una parte ui è 
una figura che tiene in mano una cctera , &* 
dall’altra un’altra figura, che fi pone alla boc 
ca una tibia, inftrumento da fonare . Si uede 
ancora un’altra figura giacente di un fiume, 
ch’è il Teucre, & ui fi leggono quefte lettere 
intorno. SAECVLARIA. SACRA. & S. C. QuC- 
fta medaglia fu battuta à ueneratione,& per 
memoria di Seucro , in tempo, come fi può 
giudicare, ch’egli celebrò in Roma i giuochi 
SecolarLDe iquali giuochi Erodiano iltori- 

B b co 



^86 DI CHIÀ R A T I N* 

CO Greco nel lib. parlando di diuerfi giuo 

chi & magnifici Ipettacoli dati al popolo da 
” Seuerojlcriue dosi, Quanauam popularis 
effe in primis uolebat cdcnois omnifariam 
magnincentifiìmisfpeótaculis, centenis etià 
fsepenumero occifis belluis , quas omnibus 
^ regionibus noftris, barbarifq; conquirebat. 
^ Sed & cógiaria deàt uberrima, & certamen 
35 propoluit , undiq; accitis lulionibus atqj a- 
55 thleris. Vidimus item fub ilio quolHam om- 
35 nis generis ludos , cundis editos thcatris> 
55 fimulq; fupplicationes & peruigilia ad for- 
ai ma Cerehsinitiorum.SiEculareshituncap 
3, pellabàtur,celebratos,uc aiunt,decurlb triu 
3, Ipatio ^tatum : fiquidem urbe tota atqj Ita- 
33 lia precones itabant , cóuocatum omnes ad 
3, ludos, quos nec uidifiènt hadeniis,nec uiiu- 
5, ripoftmodo forent,ita Icilicetintcruallum 
3, pr^terit^ futur^q; cclebritati s fupra omnem 
„ elfehominuxtatéfignificàtes. Quefti era- 
no aduqj quei giuochi Secolari, che Setti- 
mio Seuero fece in fuo tépo celebrare, i q^ 
li fi faceuano fornito lo fpatio di tre età .Et 
ogni età era di anni trétatre, & mefi quattro 
come fcriueErodoto;si che ueniuano quefti 
giuochi à celebrarfi in capo di anni cento. 
Benché altri fermano che tali giuochi Seco- 
lari 


DI MEIXAGLIB ANTICHfi 587 
lari fi facefièro ogni cento c dicce anni. Fra 
quelle figure,che fecrificano lòpra quell’ara 
è Settimio Seuero ancora, & le due figure, 
che filonano, l’una con la tibia J’altra con la 
cererà, à quefto làcrificio fi ueggono . Per- 
cioche i làcrificij antichi fi celebrauano con 
la mufica,& il (àcerdote fàcrificaua Tanima- 
le al Tuono della tibia,& della cererà , ouero 
altro tale inftrumento muficale, che habbia 
Tarmonia nelle corde. Et la cagione di dò 
era , per credérfi , che il cielo col mouimen- 
to filo réda armonia.Quefti medefimiinfiru 
menti muficali , fi ueggono nelle medaglie 
inromedimezanagradezzadi Dominano, 
le quali hanno per riuerfb ilfacrifido nei 
giuochi Secolari, con lettere tali. cos. xim, 
LVD. sAEC. F^c. cio è. Conful. xiiii. Ludos. 
Sseculares.Fecir.chc furono parimente bat- 
tute nel tempo, che Domitiano fece ancora 
celebrar ’i giuochi Secolari.Scriuono gTifio 
rici che quefii giuochi Secolari furono da. 
prima in Roma inftituiti doppo li Rc,da Va- 
kiioPublicola , di che fa mentione Plutar- 
co nella uita di efiò publicola,così dicendo. 
Cum morbus ciuiiatem grauifiìmus inuafif 
fet,ita ut foetus pfedus nullus à mulieri- 
bus edereturjiic ex libris Sibyllinis & Dite 

Bb 2 placauit 


^88 DICHI AR. ATIONÈ . . ' 
placauit 5 & ludis quibufHam,qui oraculo’ 
n traditi erant, reuocatis, depulfo morbojciui 
93 tatem in fpem meliore adduxit . Di ma- 
niera che fcriuono gli autori tali giuochi 
efTer foliti à farli in que* tempi in Roma,per 
la (àlutc del pop. Roinano,per placar (upplì 
cheuolmete Tira de gli Iddi;, & per rimedio 
delle fèditioni, della peftilétia , & delle altre 
infermitàjouero publiche calamità , che (b- 
• prauenillèro . I quali giuochi per tre giorni 
& tre notti continue h faceuano . Et quefta 
diuotione de i uerfi,§c de i giuochi Secolari 
era in coftume,per due rilpetti. L’uno eftra- 
ordinariamente per acquetare & difcacciar 
la peftilcntia , ouero alcun* altro male dalla 
città , l’altro ordinario,per eiler già corfo lo 
fpatio de gli anni cento & diece,ne’ quali in 
Campidoglio da fanciulli, & da fanciulle 
tai uerh fi ìoleuano cantare. Et erano quelli 
giuochi come una certa purgatione y con la 
qual^U antichi purgauano la città da tutte 
le pallate pene,che de i lor peccati poteua- 
no afpettar da gl’ Iddij.Oncie eftimauano di 
rinouar la città fupplicando con quelle fi- 
ere cerimonie à gl lddij,una miglior uia , & 
modo di uiuere . Et così tali giuochi erano 
detti Secolari , pcrcioche in eiafeun fc jolo 
, una 


/ 


DI MEDAGLIE ANYICHfi ^8p 
una uolta fi celebrauano ; il qual fecolo fi 
' terminaua da un lunghiflìmo , & ultimo (pa 
rio della ulta umana. Et quatuq; uarle fieno 
fiate le opinioni de glilcrittori de gli anni 
del fecolo^nondimeno il fecolo de’ Romani 
nel quale i giuochi Secolari lì faceuano, le 
Ifiorie ci inlègnano edere fiato di cento e 
diecc anni.Ma doppo i giuochi Secolari ce- 
lebrati da Augufto 5 i Principi fuccelibri più 
, tofio ad arbitrio , che per uia di religione li 
‘ faccuano,non olTcruando quel religiolb or- 

dine de cento e diece anni.Et di quelli giuo 
chi Secolari lìa fin qui da noi detto à bafian 
za* 


♦ 


B h ^ 




in argento, 
d’afTai buon maeftro, con lettere tali, se v b- 
Rvs. PI vs. AVG. Ha per riucrib nel mezo una 
galea 3 & dalla parte di (òpra ui lòno alcune 
quadrighe di caualli , & dalla parte di fotto 
di eflà galea ui fono alquanti uarij animali, 
un leone,& un toro & quattro altri animali, 
che per la picciolezza loro mal fi poffono di 
foemerc, con lettere tali, laetitia. tempo- 
R vM. Quella medaglia fu battuta in Roma 
per onorare la munificenti & la liberalità 
di Seuero , nel dar quelli begli Ipettacoli al 

f )opolo,che erano il corfo delle quadrighe, 
e battaglie nauali,et le dimoRrationi di que 
Ili animali, ouero i cóbattimenti di elfi . Per- 
cioche gli Imperadori foleuano in diuerfi té 
pi far giuochi,& rapprefentar tali Ipettacoli 
al popolo , per intertenerlo con allegrezza, 

come 


ì 





©r MEDAGLIE ANTICHE ^pl 
come le lettere dimoftrano . L^titia tempo- 
rum.Delle quali colè quefta medaglia ci te- 
de tedimonianza. 



IN RAME. 

La medaglia di Antonino Caracal 
la, di metallo giallo,con lettere tali. m. av- 

REL.ANTONINVS.PIVS.AVG.GERM. Ha pet 

riuerlb due figure {Òpra un palco, con due 
ouer tre altre figure armate a balfo con le in 
(ègne militari & con lettere tali intorno, ?• 

M. TR. P. XVII. IMP. III. COS. mi. P. P. & S. C. 

Quefta medaglia fu battuta à particolar 
onor di quefto Principe, & in tempo dell’ap 
parecchio di qualche impre(à,eflèndofi An- 
tonino pofto ila guerra dell’ Armenia, Se al 
la guerra Partica. Quelle figure dal riuerlb 

Bb 4 della 



3P2 DICHIARATIONE 
della medaglia dimollrano un parlamento 
dell’ImDeradore à i cani degli esèrciti, sì co 
me in altre medaglie n uede. Acquiftò An- 
tonino,uiuendo il padre>il nome di Germa- 
nico,quado lòggiogò i GermanijCome dal- 
le lettere di quella medaglia li uede ,& fu 
chiamato ancora Partico. Hebbe etiandio 
il nome di Caracalla da una maniera di ue- 
ftimctojcome Icriue nella lìia uita Èlio Spar 
n tiano con tali parole. Caracalli nomenac- 
yy cepitjàuellimentOjquod populo dederat, 
» demillò ulq; ad calos,quod ante non fùcrat. 


DI mbdaglib antichi S9S 



La medaglia di Antonino Caracal 
lajgrade/irecajcli metallo giallo , & di aflài 
buon macltrOjCÓ lettere talL antanin oc. 
AYrOYCTOC. do è. Antoninus . Auguflus. 
Ha per riuerìb una bella corona,con lettere 
Greche tali dentro ella coronailcritteJCYZi- 
KHNnN.AiCNEOKOPnN. Quella medaglia 
non fu battuta in Roma, ma dai Ciziceni 
popoli della Grecia, à pamcolar onore di 
Caracalla. Conciofia colà che molte meda- 
glie in rame lilìen trouate,& alcune etiàdio 
in argento, de gli Imperadori Romani batta 
te da diuerìe città della Grecia,ò per onora- 
re , ouero per adulare i detti Prindpi . . 


* 3 H. 


dichiaration b 



La medàglia di Antonino Caracal 
lajgrandejdi belliflìmo metallo^& di eccelle 
te artefice,con lettere tali, m.avrel. anto- 
TóNiNvs. pivs. AVO. BRiT. Ha per riuerfo 
una bella figura federe , che punta i piedi ad 
una colóna,&fi pone luna delle mani al ca- 
po , & ha non fb che nell’altra manojcon let 
tere tali, secvritati. perpetvae. & s. c, 
Q^efta medaglia non fu battuta ad ^tro 6- 
iìCyChc per fèmplice gloria di quefto Princi- 
pe. I5h figura fedente dal riiierfbjè il limola 
ero della Dea Securitàjalludendojche lotto 
rimperio di Antonino i Romani doueflèro 
uiuere con ficurtà perpetua. Fu egli appella 
to Britanico,sì come meono le lettere nella 
medaglia, hauedo il medelimo Antonino ri 
ccuuto ancora il nome di Germanico, Parti 
eo,& Arabico, & Alemannko,dapoi c’heb- 


I 

»I MEDÀGtlI ANTlCrim S9S 
be iuperata la gente de gli Alemanni, come 
icriueSpartiano. - \ . 



La medaglia di Antonino Caracal 

l a, grande5Ìn rame Greca, col petto, con let- 
tere tali, a yt.k ai. m. a yp. ceyhp oc. 
A HT XI N E I N o C« cio è. Impcratot. CacHir 
M. Aurelius. Sciierus,Antoninus. & due let 
tere tali, una per parte della tefta . n .n . che 
fisnificano pater patrie. Ha per riuerfb uno 
Elefante , che ha una corona Ibpra la fchie- 
na,con certe lettere puntate intorno. m. a.k. 
. . .cioè Marcus Antoninus Cariar . Et (ot 
to il detto animale fono tali lettere ta p- 
COY -Et itomo alla medaglia pur dal riuerfo 
lato,ui fono poi altre lettere tali, antxin ei- 
NIANHC . CEYHP . . Quefta medaglia 
no fu battuta in Roma, ma dalla città di Tar 

lb, & quello riuerfo dell’c !efantc è per ono- 





S 9 ^ DICHIA RATTO NI . 
re della munifìcétia Antoniniana,cio è di ef^ 
(b Caracca nel rapprefèntarc ne glifpètta 
coli publici quefto animale ne i giuochi Sé- 
colarijSÌ.come in altre medaglie di altri Im- 
peradori habbiam moftrato . Là onde que- 
lla città di Tarlo fece battere à gloriadel 
principe tale medaglia. 


A MEDAGLIA di Antouitto Caracal 
la^grandejdi metallo giallojGreca con lette 
retali.AYT.K. m. ayp. cey. antaneinoc. 
ciò è. Imp. Csef Marcus. Aurelius. Seuerus 
Antoninus. Ha per riuerlò una bella figura 
fedente có torri in tefta,che nella delira ma- 
no porta una uittoria , éc nella linillra ha un 
corno di douitia, con lettere tali intorno. 
AAPiANOnOAEiTnN., Quella medaglia no 
fu battuta in Roma^ma dalla città di Adria- 
nopolijin Grecia ad onore di Caracalla . Et 

la 


V 


DI MEDAGLIE ANTICHE 5^7 
la figura fedente^turrita il capo è la detta cit 
tà, tenete in mano il corno di douitia>fcgno 
di abondantia.Et quefta medefima città bac 
tè niolte altre medaglie in rame ad altri Im- 
peradorijche fi truouano • 



La medaglia di Antonino Caracal 
la> gride, di un metallo nero,come ferro, la 
quale ha intorno un’orlo, con lettere tali . - 
, , ANTONINVS.PIVS, . . • ha per riueifo una 
decurfione di un cauallo, con una figura Ib- 
pra , con due altre figure armate à piedi con 
trofei in (palla, & con altre inlègne della mi 
licia, delle quali figure , l’una ua auanti al ca- 
uallo, l’altra dietro, con s, c, Quefta me 
daglia fu battuta in Roma,per gloria di Ca- 
racca 5 & penlb doppo la uittoria , ch’egli 
hebbe contra i Parti. Della qual uittoria 
Spartiono (criue così nella Tua ulta. 

Dehinc 


n 

35 

35 

33 


5p8 D r CH I A T». AT I O Ni' 
Dchinc per Cadufios fines Babylonios inr 
greffus tumultuarie cum Parthorum (atra- 
pismanum contulit, ferìs ctiam beftijsin 
noftes immiflìs. Datis ad Senatum quali 
poli uiéloriam literis , Parthicus appellatus 
eli. La figura à cauallo è deirimperadore, 
il quale uittoriolò ritorna da tale imprelà. 







'T 



DI MEDAGITR AT^TICHl S99 



Il medaglione di Antonino Cara 
calla^in ramejGrecOjCÓ tutto il petto arma- 
to,& con una mano fuon^che tiene un'afta, 
belliftìmo,có lettere tali, ayt.k. m. ayp. geo 
YHP.ANT iiNINOC.AYr. CÌO è. IM?. CAES. M, 
AVE. SEVER. ANTONINVS. AVG. Ha pet riuef 

fo un Carro trionfale,có l’Imperador fbpra 
che nella finiftra mano tiene una iniègna mi 
litare,con quattro belliftìmi cauallijche tira 
no il carro & lettere tali intomo.n e p.i n- 
. ©inN. NEnKoPftN. Queftamedagliafu.bat 
da i Pcmithij,popoli della Greciajà (peciale 
onor di Caracalla, per memoria della uitto- 
ria,ch’eftò hebbe de gli Armeni, & de i Par- 
ti, della quale imprela Elio Spatriano nella 
„ fua uita ferine così. Poft noe adbellum 
„ Armeniacum,Parthicumq; conuerfìis,ducé 
„ bellicum , qui fuis competebat moribus fe- 

- cit 


I 


1 


400 DICHIARATIONl. 
cit . Et altroue. 

99 Dehinc per Cadufios finesBabylonios in 
yy grelTus tumultuarie cum Parthorumfatra- 
5> pismanum contulitjferis etiam beftijs in 
99 hoftes immiflis . Datis ad fènatu quali poft f 
99 uidoriam Uteris Parthicus appellatus eft. II 
qual luogo noi habbiamo ancora di lòpra à 
tal propolito citato • 


Di -medaglie antichi 4PI 



DI ANTONINO GETA. 

IN RAM£. 

• ' 

LAMiDAOLiAdi Antonino Gctajdi 
metallo giallo , grande , con la lanugine al 
uoltOjCÓ lettere tali.iMp.cAEs.p. sept. geta. 
PI vs. AVO. Ha per riuerfo treEgurc 5 che fo- 
no dauanti un’ara, con alcuni ammali morti 
ftefi in tcrra,& con lettere tali intorno, pon- 
tifex.tr* p. II. cos • * . . & s. c. Q^cfto 
riuerfo ci dinota un (àcrifìcio di Geta, la cui 
figura qui fi truoua in abito di Pótefice , che 
fa facrificiojdoue fi ueggono ctiandio gli 
animali morti focrificau* 


i , ■ ; 

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. ili ihKf'-J. 'j • " 





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DI OPELIO MACRINO. 


I N B. A M E. '[ 

La MELAGLI A di Opelio Macrinoin ; 

• rame^di mezana grandezza, con lettere tali. 

IMP.GAES.M.OPEL. SEV. MACRINVS. AVG.Ha 

per riuerfb una quadriga con quattro caual- ■ 

fijche tirano un carro trionfale,che ha (opra 

- due figure, runa trionfante,chc porta un ra- 
mo in mano,& l’altra duna Vittoria, che di 
dietro la incorona , con s. c. & altre lettere. 

PONTIF. MAX. TR. P. II. &dÌ fottO COS.ll.P.P. 

- Qucfta medaglia fu battuta à gloria di Ma- ^ 
crino Imperadore,in tempo di qualche trio * ' 
io , percioche egli fece diuerfc imprefe, 

& ottenne uarie uittorie , come Giulio | 
(Capitolino nella fua uita Icriue con que- 
rce parole. Pugnauittamen& centra Par 
5> thos,& centra Annenios , & cétra Arabas, 

. .. quos j 


u 


DI MEDAÒLÌB ANTICHE 40^ 
^uos Eud^monès uocant,non minus forei- 
ter,cjuàmfdiciter. La figura foprail car>‘ 
ro trionfalejchc porta il ramo in mano è del 
rimpcradorej’altra figura , come s’è detto, 
c d’umi Vittoria,che l’incorona. 



IN ARGENTO. 


• Là'. »ii ib a o l 1 a di Opelio Màcrino, 
belliflìmajin argento,con lettere tali.iMt. c. 
M. OPEL. sev. MACRÌNV8, AVO. cìo è. Impera- 
tor. G*far. Marcus. Opelius. Seuerus. Ma- 
cfinus. Auguftus.Ha pcrriuerfo una bella fi 
gura ueftita di donna , che con là finiftra ma 
no s’appoggia ad una mazza ^ & co la deftra 
fta fopra una Colonna,con lettere tali intor- 
no.' secvritas.temporvm. Quefta meda- 
glia fu battuta per onorare quefto Prìncipe, 
attribuendogli lòtto il fuo Imperio la fccu- 

Cc a ria 


4©4 DICHIAHATIONl 

rìtà uniueriale.Quella figura è della Dea Se 
curità. 

DI ANTONINO DIADVMENO. 



IN RAME. 


La MiDAGLiA di Antonino Diadu- 
meno , grande j in rame,con lettere tali . m. 
OPEL, antoninvs. dìadvmìnianvs. caes. 
Ha per riuerfo una figura in piedi, che ha 
uno fccttro nella finiftra, & neUa deftra ma-,‘ 
no tiene le infegne militari,& due altre me- - 
de hme infegne ha dall’altra parte, con lette 
re tali, prin, tvvENTVTis.&s. G. Quella 
medaglia fu battuta,come le altre de ^ al^ 
tùImperadori,à fpeciale onore di Diadu-^r 
meno, & quella figura , che dal riuerfofì uc- 
dp 5 C di elio Diadumeno , ftantc con lo feet^ " 
troinJ:'ra.ifeg04*J^lÀt2y^i^ ellèndo 

egli 


PI MlDAGtll ANTICHE 405 
egli fatto participe dell’ imperio dal padre 
Macrino 5 militò etiandio con eflò lui nelle 
imprelc contrai Partiate cantra gli Armeni 
Scontra gli Arabi. 



La MiDAGLiA di Antonino Diadu* 
meno,in ramejdi mezana gradezza>còl pec 
tp , ma di mal maefìro , con lettere tali . • • 
ANT. DiADVMENiANvs. c. cio è Antonìnus. 
Diadumenianus. Qxfar. Ha per riuerib un‘ 
tempiojcon due figurine di due Vittorie > 
Un’altra figura coronata, che ha il mondo 
(òtto i piedi, & co lettere tali. col. ael. cak 
COMM • . F , Quefta medaglia non fu battu- 
ta in Roma , ma fuori da qiudche Colonia, 
ad onore di Diadumeniano , & la figura nel 
tempio coronata è di elfo Imperadore , che 
tiene il modo (òtto i piedi JEt il tempio , che 
ui fi uede dal riucriò fu ad eilò perauentura 

Cc i dedica* 



406 D I C HI AilAT I O N E' 

dedicato dalla colonia medcfim^chc gli fq 
cc battere quella medaglia. 

‘ f 

DI ANTONINO EUOGABÀLO. . 



IN RAME. 


La medaglia di Antonino EIio^t, 
balojgrande^in rame,con bella uernice uer, 
de,& con quelle lettere . imp. caes. m. avr, 
Àntoninvs.pivs.avg. Haperriuerlb una fi 
gura uellita in piedi, che nella linillra mano 
delie una mazza,& nella delira un pileo,.co 
lettere uli intorno, libertas. avgvstj..& 
s. c. & da una parte della medaglia ui è una 
llella. Quella medaglia fu battuta ad ono- 
re di Elagabalo,& quella figura è della Dea 
Libertà, che porta ilpileo inmano,lcgno^ 
della hbe:rtà 5 come fi uede ancora in ^trc 
medaglie. ’ Quella llella,è il Pianeta del So- 


I 


r»I MEDAGLIE ANTICHE 407 
• le 5 del cui tempio fu elTò Elagabalo Tacer- 
53 dotejcome fcriue Lampridio. Fuitautc 
35 Hdiogabali , vel louis 5 uel Solis faccrdos-, ’ 
35 atq; Antonini fibi nomea aiciucrat. 

Et altroue dice il mcdefimo Lampridio. 

35 Is fìlius Baffiani Caracolla ferebatur5crat au 
35 tem templi Heliogabali (àcerdosjhomo om 
35 nium impurilTimus , & qui fato quodam 
33 Romanum deformauerit'impcriiim . Scriue 
ancora Lampridio , che Antonino meritò il 
nome di Pio 3 ponendo la cagione. • ^ 




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408 D I C H I A R T 1 O N » . K ' 



balOjGreca, & piccola, in rame, con lettere 


tali . . . KAICAP. M. AYP. ANTONI .... 
ciò è Caefar. Marcus. Aurelius. Antoninus. 
Hapcrriuerib una tefta coronata del Sole> 
che ha un’ arbore dauanti , lènza altre let- 
tere. Quella medaglia fu battuta da alcu- 
na delle città della Grecia,per onorare Elio 
gabalo,& perche la medaglia Tua è in età 
molto giouenile,io pcnlb, che folte battuta 
in quel tempo,che il detto Antonino fu fat- 
to lacerdote del Tempio del Dio Eliogabì^- 
lo,il quale Dio era il Sole,comc fcriue Giu- 
• w lio Capitolino , nella uita di Macrino, 

5? NamHeliogabalumPhoenices uocantSo- 
« lcm,fed Heliogabalus pulchritudine,ac fta- 
5 > tura,& facerdotio conlpicuus erat,ac notus 
^> omnibus hominibus,qui ad templum uenie 
bant,militibus pr^cipuè. Et che Antoni- 
no 


I 


y> 

39 

33 

33 

33 


DI MEDAGLI» ANTICHI! 405^ 
no foflc facerdorc del DioEliogabalo.cio è 
del Sole, di fopra col teffimonio deiriftoric 
lohabbiam dimoftrato. Et che parimente 
dio da tal (àcerdotio riceueflc quefto co- 
gnome di Eliogabalo , Elio lampridio nella 
luauitacelo dimoftra con tali parole. 

Et hic quidemprius didus eft Varius . Poft 
Heliogabalus lacerdotio Dei Heliogabali> 
cui templuni Rom^ in eo loco conlbtuitj in 
quopriusfdes Horcifuit,quemè Syriafe-’ 
cum adduxit. dell’arbore, che in tal me 
daglialiuede all’incontro della teda del So. 
le e il lauro, confacrato ad AppoUo, com’è 
chiaro à tutti , con la cui fronde fi fbleuano 
anticamente coronare i fimolacri di quefto 
Dio. 


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410 D I c H I A fi AT I O N E 'a 



La MiDAGLiAdi Antonino Elioga- J • 
balojgrande , & di bel metallo , con lettere ] 

tali. IMP. CAES. M. AVR. At^TONlNVS. PIVS. 

AVO. Ha per riuerfò una bella figura nuda^có 
lin panno fopra le lpaUe,coronata , che por- | 
gc la deftra mano auanti,& tiene con la lini- j 

lira una sferzajcon lettere tali intorno, p- m. 

TR. p. III. cos. iii.p. p.&s. c, & all’incon- ; 
tro di detta figura euui una ftella . Quella 
medaglia fu battuta à particolar gloria di 
quello Principe,& la figura coronata dal ri- . 
iierlo 5 giudico che fia 3 Sole , ouero il Dio 
Eliogabalo , del cui tempio come di Ibpra 
se detto collui fu làcerdote.I-a ftella anco- j 

radauantilafiguralcolpita è medefimame ■ 
tc il pianeta del Sole. . » 


i 


Dir Mg^DAGtl R ANTICHE 4^*^ 



IN RAME. 


, La MEDAGLIA di Aleflàndro Scucìq ^ 

• • • ^ • 

grande,& di mezana grandezza , in ramejin . 
giouenile età , con quefte lettere, imp. sev, 
ALEXANDER. Avc. Ha pct riuerfo una quadri 
gadi quattro caualli , che ha una figura fo- 
pra un carr 05 & con lettere tali intorno p. m. 
TR. p. vili. cos. III. p. p. &s. c. Queftainc 
daglia fu battuta ad Aleffandro Seuero , in 
tempo della imprela , che egli fece contra i 
Peiiiji quali hauendo egli uinti , & m^o in 
fuga i loro Re, ritornato à Roma , trionfò; 
come fcriue Lampridio nella fua uita. 

55 Magno igiturapparatu inde in Perfas profc 
55 òlus 5 Artaxerxem regem potentiilìmum ui- 
[ 55 cit,cùmipfc Alexander comuaadiretjnùU- 

! ■ 55 tcs admoneretjfub idlus teli uerlàrctur,ma- 


I 


»41 2 D I C H I A‘R A T I O N ■ - • 

5, nuplurimumfaceretjfingulosqnofqjmili- 
5 , tes ad laude uerbis adduccrec . Fufò dcniq; 
5 , fugatoq; tanto rcge , quij cum fcptingcntis 
5 , clcphantis , falcatifquc mille & odingcntis 
3 , elibus ad bcUumuenerat,&c. Onde poi 
3 , dice. PofthocRomam uenitj triumphoq; 
33 pulcherrimoadojapud Senatum primum 
33 n^cuerba habuit. Et àncora dice altrouc, 
ponendoci 1 acclamatione del Senato à que 
ilo Principe doppo tale uittoria. Alexader 
AugufteDij te (cruent. Perifice maxime Dij 
33 te (mient-Verè Parthicus 3 uerè Pcrficus tro 
33 ph^a tua & nos uidemus 3 UÌdorias,& nos ui 
demus. Onde ueggiamo 3 che ad Aleflfàndro 
fu tal medaglia battutajpcr onore del trioni 
fo de Perii , il quale gli tu dato in Roma)]!* 
tornato da ólc impreià. 




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DI IkflDAGLlE antichi 4! J 



. La 111 DAGLI A diAlcflàndroScucra, 
grandcjin ràmc5& in giouenilc età , con let- 
tere tali. IMP. CAES. M. AVR, SEV. ALEXANDER* 


Ha per riuerfo due tori, cacciati da una figu- 
ra, che uà loro dietro , con una uerga in ma- 
no, con lettere tali lotto. COL. posTR. & in- 
torno. M. TR. A. ANDRi ANAE. Quefta meda- 
glia non fu battuta ùi Roma,ma io giudico,' 
che folle fatta da qualche Colonia loggetta 
al Romano Imperio, per Ipeciale onore di 
quello Principe , lì come fe ne ucggono del 
le altre battute da colonie,à uenerationc de 
gli altri Imperadori . 



414 D I C H I Alt A T IO N n. M 



La MiDAGLiA di Aleflàndro Scuc- 
Tb'jdi mezana grandezzajin rame, con lette- 
re tali. iMP.sEv. AL'fiXANDER. AVG.HapeTri- 
ilcrfo un cauallo , con una figura fopra , che 
ha un’afta in mano , & un altra figura duna 
vittoria le ua dauanti , con lettere tali intor- 
no. PBIOFECTIO, AVGVSTI. & S. C. Qucfta mC 

daglia fu mcdefimaraencc battuta, per ono- 
rare Alellàndro della felice imprefa, ch’egli 
fece contra i Perfi , quando riceuette uitto- 
ria^hauendo niello in fuga il loro potcntifli- 
mo Re Artaxerxe col Tuo elfercito . Onde 
doppotal imprelà con uittoiià fornita > fu 
per memoria di tale elpedicione, battuta 
quefta medaglia ad onore di qucfto Princi- 
pe.La figura fopra il cauallo è di Alellàndro 
& la Vittoria è quella , ch’egli pttenne de i 
Perfi. 


DI Medaglie àntUihe 415 





vr . 
•'j‘ t 


La me.^aglia di Aleflàndro Seucro, 
grande , iniame , con lettere tali. imp. sev. 
ALEXANDER .... Hapci riuerfò quattro fi- 
gure fopra un palco, delle quali una fi fta fe- 
dendo fòpra una fedia,& un’altra figurai 
baffo afcende una fcala , con lettere tali in- 

'tÒmO. LIBERALITAS. AVGVSTI. IIII. & S. C. 

Quella medàglia fu battuta in tempo del 
Congiario quarto di Aleflàndro , dato al 
popol^er gloria Tua. Di quelli congiarij 
di Aleflàndro fa in più luoghi mentione La- 
pridio nella fua uita.Et prima . Congiariu 
populo. III. dedit,donatiuum militibus.iii. 
carmen populo addidit .Et altroue, facédo 
mentione poi del fuo congiario quarto, ch’è 
quello in tal medaglia efpreffo,dice. Alia 

aie a(5lis Circenfibus , & item ludis fccnicis 
9 , deinceps congiarium populo Romano dc- 
dit. Quello che fodero anticamente quelli 


35 

3) 


33 


33 


1 




41 5 D1CHZArAtI.O K a i 

congiarij dati al popolo dalla liberalità de* 
Principi 5 se detto da noi altroue nelle efpo 
(ìtioni delle altre medaglie. 





La medaglia di Alellàndro , di mc- 
zana grand^zza,in rame, Greca> con lettere 
tali . . . m.AyP.ceoyhp.aaehanapoc.by- 

CEB. cioè. M. AVE. SEVER.ALEXANDEE.P1V5. 

Ha per riuerlò una bellillìma tefta de Gioue 
Ammone,có lettere tali intorno, l. teta. 
TOY. Quella medaglia non fu battuta in 
Romajnia da alcuna delle citta della Grecia 
foggetta al Romano Imperio , à ueneratio- 
nc & particolar gloria di Alellàndro Seuero 
nellanno Quarto del fiio imperio, come nx> 
Urano quelle lettere dal riuerlò tetapt oy^ 
do è anno quarto. Et perche quello Prind- 
pc hebbe il nome d’ Alellàndro, per elTer na 
zoìnun tempio dedicato al Magno Aleflàn 
: t ^ dro, 







/ 


DI MEDAGLIE ANTICHE 4I7 
TdrÒ3& ancora ^perche gli fù dato il nome di 
Magno,da che Fu (èmpre imitatore del det- 
to Ivlagno Aleflàndrojio giudicOjche dal ri- 
uerlb della fua medagliajgli ponelTèro la tc- 
ita di Gioue Amónejdi cui li gloriaua,& lì fa 
ceua figliuolo il Magno Alellàndro , attri- 
buendo ancora à quello Principe Icllcr fi- 
gliuolo di Gioue.Oltrc à ciò Icriue Lampri- 
dio nella Tua uita , che fi fece battere molte 
medaglie , co l’abito del Magno Alellàndro 
„ con quelle parole. Alexàdrihabitunumos 
„ pliirimosfigurauit5& quidem eleélrosali- 
55 quantos/eaplurimostamenaureos. Sì co 
me nel nollro difeorfo nel principio di que- 
llo libro habbiam conliderato . Apprellb 
nelle acclamationi del Senato, fatte in ono- 
re del detto Alellàndro,così Icriue Lampri- 
drio 5 che gridarono . Magne Alexander 
Dij te lèruét* Si Antonini nome repudialli , 
^ Magni prenorrKm fufeipe. Magne Alexader 
Dij te lerucnt. Et che egli lia uero, quan- 
to Icriuono le illolie,chc follèro battute me 
daghe, in onor d’ Alellàndro Seuero,con l’a- 
• bito del Magno Alellàndro5& ancora col ti 
tólo di Magno, fi uede quel bellilTimo meda 
glione di metallo, co la tella di quello Prin 
cipe,cheiia la pelle leonina in capo, & lette 

D d re 


41 8 : piCH.IARATItON;* j 

^taliihtoma. alexanprr^ colriucrfodef j 
Circa Mairimo.> done ftuedè il corfo.dcllc 
GuadtigliC)& di?,i c^ualli» Ancora fi. uedc un j 

dtra medagliajpiir del detto Alclfàndro^deli j 

la pellelepnina uelUtPiCÓletterq t^.Itorno^. j 

JVLEX.ANPER# MAQN.VS* MACEPQN» HS- dal fì- 1 j 

fó una figura in piedi> che tiene un.cauallò à. ^ 

Ciano 5 con due. altre fi^e di donne dirini:^ j 

petto à quella.Le quai dlie medaglie iojion £ 

lo dubbio, che non fieno di Aleliandj:o.Se-^ j 
ueroinon fdo per la effigie^che lo dimofira,. ^ 

fatta al naturale di quefto Principe, & per la ^ 

diflbmiglianza della uera effigie dell'altro; ( 
Macedone , ma ancora , per lo teftimonia j 
qui allegato de gli ifiprici . Noi ueggiama ^ 
nelle Greche medaglie in argentp di AleU , 
làndrodi Macedonia , la tetta Tua ueftitadi- 
una fpogUa di peUe leonina 5 dal cui riuerfo. 

fi uede una figura di Gioue fedente,chc con | , 

la manca mano s appoggiaad una mazM,. , . 
& nella dettra tiene un aquila>augel di Gio- . 
ue con lettere tali intorno. aaes anaPOY. / j 
jba, cagione di queft’abito è perche AleiTan-- J 

dro trafTe origine da Ercole, per Caranopri 
moRe i Maeedonia,il qual Ercole Tempre 
figurato fi uede , & uettito della fpoglia del 
Nemeo leone.. Oltre à ciò noi fappiamo , il 

Rq 


DI mbdaglib antiche 419 
Re Filippo Tuo padre 3 doppo di hauer prefi 
per moglie Olimpia > hauerfi fognato > che 
al uentre della moglie hauea impreflb un fi- 
cillr ^nel quale era fcolpitalaimagincdel' 
leonejfopra che facendo giudicio gl’ indoui 
ni>rifpofero3che la moghe era grauida,&: 
che ella douea partorire un figliuolo animo 
{©•Onde poi Alefiàndro in onor della ma- 
dre lèmpre fi dilettò della ljx)glia del leone; 
&per la medefima cagione, hauédo edifica- 
ta Aleflandria in EgittOjquella nominò Leo 
topoli>quafi città del leone ; benché dapoi i 
fuoifuccefibridal fuo edificatore piàtofto 
lauolelfcrochiarnareAlefiàndiia. Però lo 
ueggiamo ancora nelle fue medaglie uelti- 
to ddmedefimo abito. Adunque, per tal ca 
gione noi ancora diremojche dal riuerlò del 
fi medaglia di Alelfandro Seuero^fia figura 
ufi tefta di Gioue Ammone,ciò referendo 
ad Alelfandi o Macedone j & per fignificare 
ancora fi imiutionc,che quello Principe 
hauea con quello Uquale , di quefto Dio fi . 
gloriaua eficr figliuplo* 


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42rOt TA R> A TI*0 NyÉ 


IN KA M£ *, 


ÌLj^. M E » A ali I A di MailìminOjgrandbj, 
in rame 5 con lettere tali, maximinv-s. p-ivs,. 
AVO. GERM. Ha per riuerfódue figure in pie 
di, runa co un alta in manoj' altra èuna figu: 
ra di una Vittoi ia alata , la quale co la defurat 
mano Corona Taltra figura , & con la fìniflira 
porta una palma,& dauanti à*’piedi ui è un -- 
altra figurina di' unaprouinciajcon quelle 
lettere mtorno. victoria. germanica. & 
s.fe. C^éfta medaglia fu battuta in tépo,che 
Niallìmìno.fecenprera cotrai Germani, & 
che acquiftò di loro uìttoriaa:onciofìaGOÌà,, 
che ferina di lui Giulio Capitolino quelle 
parole. Poflh^c tranfijt in Germaniam cd 
omni exercitu.& Mauiàs , & Ofdroenis , 
Parthis^ omnibus, quos fecumAlexandcr 

ducebat: 



DI MEDAGLIE ANTICHB 42 1 
55 ddcebàt ad bcllum. Et altrouc , parlando 
fi dcllafuperata -Germania, ferine così. In- 
r> greffus igitiir Cermaniam rransrhenanam 
fi per.ecc . ilei . cccc . millia barbarici fòli ui- 
» C05 incendit,greges àbegit 5 pfi^das ruftulit, 
p l>arbarorum pUirimos interemit, militem di 
,5 iiitem reduxkjcepit innumeros, & nifi Ger- 
„ mani, per amnes^èc paludes,8t Syluas coni ii 
„ giflèntjomne Germaniam in Romanam di 
f, tionem redegiflet.AdunqLper gloria di que 
•Ro Principe della riceùuta uittoria contrari 
Germani tu ba^juta quefta medagliju 





V 


4W D I c H I A tl À T I O N E 



La medaglia diMaffimìnOjgrandc, 
in rame, con lettere tali. imp. maximinvs, 
pivs. AVG. Ha per riuerlb una quadriga di 
cauallijche tirano un carro trionfale , (Spra 
il quale fono due figure jl’una è dell’Impe. 
MaiTiminOjChc tiene in mano un ramo. Tal- 
tra è di una Vittoriajche rincorona,con let- 
tere tali. . . .TR. p. II. cos., . &S.C. Que- 
fta medaglia^er quàto io credo , fu battuta 
à quel medeumo tempo in onor di Mallìmi 
nojchelaprecedétcjcioèdoppo la uittoria 
Germanicaj& quello è il trionfo della detta 
uittoria 5 che ddriuerfo di tale medaglia fi 
uede.Però à fua particolar gloria fu battuta. 



. . I 


^1 ’WiDXÒLÌE ANTICHE 



DI massimo. 


In e a me. 

Il A MB dagli À di Maiffimò j.Wlliflì- 
tna,gràdc,di metallo giallo, in giouenile età 
conlettere tali. MàxìmVs. caes. germ. Ha 


per riuerfo quattro figure , con due figurine 
nei mczo di quelle, di prouincie,& le due fi- 
gure auanti fi pòrgono una uittoria Tunà al^ 
fakràjCO'n lettere intorno, victoria. a vgv- 
STO R V M. &. s. c . Quefta medaglki fu battu 
ta ad onòrc di Mafiìmò figliuolo di Malli- 
mino, in tempo della uittoria Germanica, 
quando efib infieme col padre, del quale fu 
compagno hcllìmperio , òttenne uittoria 
contra i Germani;della quale imprelà, oltre 
à quanto fi è detto nella medaglia di Mafli- 
mino, Giulio Capitolino fa mcntione. 

*> Et HCHus fa^ionis fuit tale,cùm ponte iun- 

D d 4 ao 


424^ DICHIARATIONS 
’’ (fto in Germanos tran/ìre Maximinus uellec 
” pJacuerat ut contrari] cum eo tranfirent. 

55 Et altroue . Vida igitur Germania litcras 
35 Romam ad Senatum3& popolum mifit fè di- 
53 dante eonfcriptaSj&c. Di mamera, che fi 
dee giudicare, che doppo taluittoria foflc 
quefta medaglia battuta.Le due figure aua- 
ti,che fi porgono la vittoria in mano luna al 
raltra,(bno del padre Mafìfìmino,& del figli 
uolo,& le figurine fra queftc,fbno le prouin 
ciè delle Germanie ; l’una delie figui*e de i 
Principi fi Icorge in giouenile età >la quale ‘ 
fu figurata per il figliuolo gioucne.Et le Ict-. 
terc ci moftano,che foflè di quelli due Pri- 
cipila uittoria commune. vi ero ri a. avgv- 
STORVM. Tiene Giulio Capitolino,che Maf- 
fimo fìa quello fleflò, che Pupicno, il qua- 
le,fè di cjuefto Maflimo parla , non è dub- 
bio , che e un’altro , uedendofi Pupieno , 
quello MafTimo ambedue molto differen 
ti nelle lor medaglie, così di effigie,come di 
nomi,& cognomi,efIèndo ancora attribui- 
to à Maffimo in tutte le fue medaglie il tito- 
lo di Germanico, sì come l’hebbe ancora 
Maffimino fuo padre,daila fuperata Germa-, 
nia,alla quale imprefà padre & figliuolo ari 
darono JÉrra etiadio il medefìmo Capitoli- 


DI MEDAGLIE ANTICHE 425 
no dado cognome no conuencuole à Mbi 
nojpcrcioche egli lo nomina Clodio Balbi- 
no,& le medaglie in rame di elio Balbino di 

cono. IMP. CAES. D. CAEL. BALBINVS. AVO. 

La onde fi uede eficre chiamato Decio Ce- 
lio Balbino , & non Clodio ; però differenti 
credojche fieno Mafiìnio, Pupieno,& Balbi 
no.Erodiano ancora nella Tua iftoria , nel IL 
y.dice , che hauen^o intefb il Senato & po-. 
polo Romano la morte di Gordiano il uec- 
chiojfpauentati dalla crudeltà,che attendc- 
' nano di MafTiminOjConucnnero infieme , & 
di tutto il fatto dilibcrado , ftatuirono di ap 
parecchiar la guerra contra efio Maffimino. 

Et eleficro due Capitanijche con pari podc 
fià la Republica gouernaffero, i quali di tut- 
to il numero furono quefti,Mafrimo5& Bal- 
binOjben che il Politiano,che tradufiè que- 
fto iftorico dal Greco 5 erralfc , chiaman- 
do Balbino Albino , come nel tcfto Greco 
dell’autore fi può uedcre . Soggiunge poi , 
che à quefti due fu aggiunto il giouanctto 
Gordiano , del quale parleremo , nepo— 
te del uecchio Gordiano , il quale foprajc , 
fpaile fu pqrtato in Campidoglio,& dal Se- 
nato con grande applaulò del popolo Cefà 
re chiamato & publicato . Nelle medaglie 

di 


t> t C H I À H À t i Ò N H 
di Pupienoinrame io truoùo uarij cognó- 
mi à coftui attribuitii& prima. ìmp. càes. 
•CLOD. PvpiEi^s. Avè. ciò è Impéràtór. C« 
iar. Marcus. Cloditó. Pùpiénus . Augu'ft^ 
Inurialtrapurinrame ttuóuó taTinfcrittio 

tic. IMP. CÀES.’PVPIENVS. MAXIMVS. AVO. Pè 

TÒ noi pòfiiamo dirè, die il Cognome di Mail 
mo in Pupieno, ila alili flato aggiùnto pet 
t)nore,& per ceccllcritia , & non c^ie qucllò 
■per ciòtìa il medefimo tò quello 'Mammò> 
'di cui ora parliamo,comc fi uede in altre rfiè 
•daglie afìCota.&pet darne lo dèmpio ^Yieì 
medaglioni in rame di CÒftantino,che haii^ 
"no lettere tali, cònstantpkvs.^ ax. avg. Et 
tion è dubbio,chc s'ingannano grandetnen 
te così quelli iìlorici,come alcuni inòdernì 
in tenere ,che quello Maffimò , ^ PupienÒ 
fieno le medefinie plbnc ; pche le fi porterà 
mete alla effigie deirunò & dell’altro, le tro 
ueremo in tutto differenti di lineamenti , & 
rii età,Maffimo giouànetto bello,& sbarba- 
to, Pupieno in matura età , & barbato > ile fi 
può dire, che quantunque fieno in diueifè 
età, poflàno efière li medcfimi,perciochc 
noi leggiamo nell‘illorie , che Maifimino ap 
preflb Àcquilégia fu uinto , & da i Tuoi me- 
ddimi uccilò , & portatone il capo fuo , & 





r 


DI MÉDAGLtE ANTICHE 417 
■ di quefto Maffimo fuo figliuolo à Raùenna, 
& aindi poi fu mandato à Rofnà.Dì modo, 
'xhe nonhcbbefpatioil douanetto Mafsì- 
• ino ^ farli uecchiojeflcndo Rato lui ìnficmc 
col padre uinto & uccilb . Ma alle dette ra- 
gioni aggiugnéremo ancora quella , che 
Erodiano ìftorico , chiama li due Capita- 
ni eletti Còntra Mafsimino , che furono 
Warco Clodio Pupìeno5& Dccio Celio Bai 
bino , uecchi , il che in modo alcuno non fi 
poteua intendere di Mafsìmo , il quale , Co- 
me habbiàm detto,in tutte le medaglie fi uc 
5, demoltogiouane, dicendo. Huncfinem 
5, uita!habuerunt,indigmim uidelicet , ac nc- 
5, farium,(àndi & ucnerabiles Senes , claritu- 

5, dine gencris,atqj egregi) smeritis ad impe- 

5, tij faftigium prouedi . Et poco auanti dice. 
„ Senem corripiunt utrunqj , & fenes Princi- 

„ pes ad nccemdcpofccbantj parlando dello 

fdegno,& del furiofo mouimento de' Iblda- 
ti, che gli uccifero.Ora, per no difeorrer più 
à lungo fopra quefto dubbio, noi haueremo 
per fcrmojche Pupieno no fia ftato Tiftefiò, 
che quefto Malfimo,quantunq; elfo riccuef 
le il co<mome , onero il titolo di Mafsimo; 
percioSie non fi può dire, che mai nelle me 
daghe quefto Pupieno riceuefte il cogno- 
me 

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41? D I C H -I A R A .T I <5 N B r 
me di Germanico, come Mafsimo , non h^- 
«endo'cgli hauaro dal Senato alcuna impre 
fa córra i Germani,comc hebbero Mafsirru- 
no,& quello Mafsimo Tuo figliuolo, che an- 
darono contra efsi Germani, & ne ottcncro 
uittoria.Dicono le iftorie , che Malsimo fu 
giouane di fingolar bellezza, & che di anni 
uintiimo , nel piu belfiore della Tua gioua- 
fiezza,fini la uita,& come olctiaifermano^dt 
diciotto,, 

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>{ ■MBUAGlIE ANTICM» 4*^ 



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IN RAME» 

La medaglia diPupienOjgrandéjiiL 
tamejin età fenilejCÓ lettete tali. imp. gaes. 
M. CLOD» RvpiENvs. AVO, Ha pcv riuerfa 
wna figura di donna (èdete , che nella deftra 
ha una paterajSc nella finiftra il corno di do 
uitia , con lettere tali intorno, goncordìa, 
AVGG. & s. c. Quefta medaglia fn battuta 
ad onor di Pupicno,in tempojch’eflb Pupie 
no infieme con Balbino fu creato Capitano 
dal Senato contra Mafsimino^di che Giulio 
Capitolino fa mentionc con quefte parole^ 
yy Hsec.ubi Romae nuntiata funt > Senatus 
yy Maixunini & naturalem , & iam neceflàriam 
yy^ crudelitatemtimcns,mortuisduobus Gor- 
» diaois , maximum Pupienum ex pra:fe<ftis 


4^a rrl C H l A R AT I O NB i 
» urbi 5 & qui plurimas <iigriitatcs priEcipuè 
>5 gefsHTet , ignobilem genere v fed uututibus 
» clarum , & Clodium Balbinum moribus 
delicatiorem Imperatores creauit . La fi- 
gura dal riuerfa èia Dea Concordia >dino^ 
tante in (^uefta medaglia la unione & il con 
corde aiumo di quelli imperadorij à tale 
imprelà.. 



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AN.TICH«^- 



• ^ IN RAME.. . r - ■ . 

hedaqlia diMbinOjgrandciir^ 
rame. , col pettOjjn lenil^ ct.àxCÓ lettere tali.. 

liMP.,CA4s. t>iCAEL. BALEIN.V.S..AVG.. Ha pCr 

riuerfo- una figura di.donna ueftita , la qiw 
QOn la finifiaaraano porta un corno di doui- 
tia>& nella deibra ha una mazza, col mondo 
à i piedi 3 ^ ha lettere tali intorno. ?rq.y;-* 
D;eNTrA..pEORVM. ^ s. c,. Quefta nied;^ljia 
f^battuta à particoiar’ onore di quello 
cipejnel mcdefimo tempojche la Precedcn 
te ‘3 & la. figura dal riuerfo di detta medaglia 
è dellaDea prouidentia.Coftui fii TaltroCa 
pitano eletto dal Senato contra la crudeP 
tàdiMtfsimino., 


( 


4^Z ^ICHIAr AYI ONE' f 



La medaglia di BalbinOjgrandc, in 
rame 5 con lettere tali. imp. caes. d.cael. 
lALBiNvs. AVG. Hapctriuerfo cinque fìgu- 
re.fopra un palco, delle quali tre fi ueggono 
ledenti, & ui è poi un’altra figura,che afcen- 
de fopra una ficaia , & leggóli lettere tali in-‘ 
intorno, liberali tas. avgvstorvm. & di 
lòtto . s. c. Quella medaglia fu battuta à 
particolar’ onore di Decio Celio Balbino 
in quel tempo, ch’egli co i due altri Principi 
Pupicno , & Gordiano il giouene haueua il 
gouemo della Republica Romana , dapoi 
che furono creati Capitani dal Senato con- 
tra ^afisimino,& allora che diedero tutti & 
tre il donatiuo al popolo.Le tre figure fiedé- 
ti fopra quel palco,fiono i fopradera tre Pri- 
cipi, Balbino, PupicnoT,& Gordiano, che da- 
llo il donatiuo. • • ■ 




chio,grande>in rame , di aflài iiutura etàjCÓ 
lettere tali.IMP.CAES.M.ANT.CORDIANVS.AFR. 

AVO. doèJmpcràtor.CsBfar.M. Antonius 
Gordianus. Africanus. Auguftus. Ha per 
riuet^una figura fedente K)praunafedia> 
che tiene una mazza in mano 5 & è della Dea 
Securità co lettere tali che lo dimoftrano.sH 
cvRjTAs. AVGG. & s. c. Quefta medaglia fu 
jbattuw à particolar’ onore di Gordiano il 
uecchio^lè la medaglia di quefto Imperado 
re( parlàdo del uecchio Gordiano)!! truoua 
in rame.Pcrcioche i Gordiani , che tennero 
rimperio di Roma , non furono due , come 
alcuni ignoranti Icrittori ofièrmano,ma tre, 
come icriuono Ariano 6c Dexippo inorici 
^ , E c Greci 


DI MiBDAGLIfi ANTICHI 4^^ 


454 DXCmARATION'ft \ 

Greci, & come etiandio dàlie liorapropric 
medaglie fipuò fcorgerc,molto Tuna dàJl'al.’ 
tra diferenti 4i effigie. Quello Gordiano,, 
§condo che Icriiie Giulio Capìtblino,elIca 
doProconlblo in Africa, fu dàll’ellercita ìj 
A fricano con una lùbita leditione fatto Im-/ ì 
peradore,huomo uccchio^^rauiffiino ; & 
infieme con lui un luo figliuolo , dà tutti gli; 
Africani fuchiàmato Augullo.Èt ctiadof i|; 
no. & l' altro dal Senatomedefimaméte Au- 
gnili nominati furono . Hebbero così Gor-. 
diano iluecchio,padre,come Gordiano gio. 
nane, figliuolo , il nome di Marco Antonio,, 

& di Africano & quello Giordiano il padre 
fu nominato Africano, non perche ellòinj 
Africa incomincialTe à fignoreggiare , ma. 
percioche egli dalla famiglia degli. Scipioni;' 
forigine traefl[è,come. ferine Giulio Capito. 
Uno. Fu quello Gordiano huomq mol to de. 
gno,& di ogni maniera di vùrtà ornato.^ Et; 
C^uantunque noi leggendo la commuhe opì 
mone di lopra habbiam detto , che quefe 
medaglia lia di Gordiano padre il uecchio,^ 
tutta uia dubito,che fia piu tollo il figliuolo 
di quellO,che il padre,& che perauenturain 
rame il nero Goi?diana ueeemo non fi truo-. 
ui. La ragione > che mi muoue à crederlo è, i 

che \ 


f DI .MEDAGLIE ANTICHE 4^5 
I ^he in tali medaglie 5 benché fi uegga in ma 
tura etàjnon pero ui fi uede uecchio , cócio- 
cia cofàjche Giulio Capitolino di coftui par 
5, landojdica. Eratautemiamoi^èogenanus 
! » & plurimis prouincijs ( ut diximus ) ante 
i> pr^fuerat. Et poco alianti dice ancora. Et 
» eratquidem lon^tudine Romana >canicic 
» decora 3 & pompali uultu,rubermagis qua 
,5 candidus,facie bene latajoculis, ore, fronte 
» uertndus* ** . Gorporis qualitale fubcraflùlus. 
Di maniera,che di tale età & di tali linearne 
ti nó fi uede Gordiano in medaglia di rame, 
nondimenoipcr non haueme io trouato de’ 
piu uecchi,lo ho pollo per il padre. 


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La medaglia di Gordiano ilfflòuar 
hcjfìgliuolo, grande , in rame , in frefca età, 
ton lettere tali. imp. caes.m. ant.gordia- 
nvs.afr.avg. Ha per riuerfo una figura di 
un Marte , armato la tefta , che apTOggia la 
delira mano ad uno feudo , & con la imiftra 
fi ferma fopra uno dardo5& ha quelle lette- 
re intorno, virtvs. a vgg. ciò è Virtus. Au- 


gullorum.& s. c. Quella medaglia fu bat- 
tuta,per onorar Gordiano figliuolo^! q^c 
io giudico,che medefimamente come il pa- 
dre 5 folfe cognominato Africano , & fi dee 
credere per certOjchefia il figliuolo, sì per 
la età giouenilc che rapprelènta,come etia- 
dio per le lettere dal nuerlb. virtvs. avgg. 
= polle per onorare la uirtù &il ualore di am- 
.. i* ' bedue 


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' DI MEDAGLIE ANTICHE 4J7 
bedue i Gordiani, pacfre, & figliuolo . Et è 

molto difièrcntc di effigie dal terzo Gor- 
diano, 


DI GORDIANO IL TERZO. 

IN A A MB. 

La midaolia diGordiano41terao^, 
che fii nepote del uecchio Africano, gride, 
ih rame, con lettere tali. imp. goadianvs» 
PI vs.FEL.Avo.Ha 0 riuerfb una figura arma- 
ta in piedi di unNferte,co lettere tali itomo 

MARTEM. PROPVGNATOREM. & .S. C. (^cfta 

medaglia ancora fu battuta ad onor di Gor 
diano Cefare.Quefto fu nipote del uecchio 
Gordiano , come s’è detto , & fu chiamato 
Cefàre, in quel tépo , che gli altri due primi 
Gordiani fur^o chiamati Augufti , come 
Giulio Capitolino fcriue , che tu gridato in 

£c i quel 


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55 

55 


4^8 dVc HIÀR ATt ONB . ^ . 

quel tépo.GordianiAugufti dij uos (èruró. 
Ambo felìciter agatis . Ambo felicitevim- 
peretìs. Nepoti (k)rdianipracturam decer 
nimus 5 nepoti Gordiani confulatum (pon- 
demus . Nepos Gordiani GaeÉir appelletur. 
Tertius Gordianus praeturàm .accipiat . Il 
qual terzo Gordiano nepote è qùefto di cui 
ora parliamo. Tiene Dexippo iftprico Gre- 
co, che qfto Gordiano il terzo fià flato figli 
uolo del lecódo, il qual Gordiano terzo in- 
(ìeme con Pupieno & Balbino , ancora fan- 
ciullo ottcnerlmperio , & doppò che furo 
no per feditionc de fbldati quelli vccili,dal 
popolo & dal Senato, con grande amore di 
tutti , & gratia fu nominato & pqbli^to 
Augufto ) d quale finì fua vita di anni vinti- 
' due. Sono altri iftorici ^ che-affennanq. 
Gordiano fecondo non hauermaihauuta 
moglie. Et coftuiueramenteeflcrnato^ 
una figliuola diGordiano il uecchio.Il quar 
to calo nelle lettere dal riuerfb di tale meda 
glia è colà notabile, martém. prorvostato- 
REM. ilqual cafo ho medefimamente ucdii- 
to in altre medaglie di. altra forte > uTato:cU 
gli antichi^ 




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ì. À M E b À G 1 1 À cU Gordiàfiò 
ìgranÀ^jin raniejGrecai^-colpctt con una 

'corona in capo 5 còhìétterc tan.rATO K. M. 
ÀNt. r'ÒPAlANÒ2.XY. do è.ÌMÌ>. CAES. M. 

ÀNT.óbRDìAN vs. AVO. Haperfìuerfo una fì 
^ura in piedi di un* Ercole > con la pelle leo-^ 
nina,checonlemani{fa:igne un ferocilTimo 
VórOjchein piedi ergendofi>{àltà>& quella fi 
giiralo tieti fermo per le comaj&haìctcere 
tali intorno. aapianoiioaeìTiìVi. X^^eftà 
ìnedaglià fu battuta dagli Adriahopoliti po 
poli della Grecia,pd onorar , oueró adular 
gordiano il teilò. La qual dttà di Adriano 
poli fu^ià edificata da Adriano Impcrado- 
re. La f^ura di Èrcole in quella medaglia (è 
guataci dinota la fortezzai& tanto più llan 
te in atto di doinar quel toro.Et il toro tcntì 
tó da Èrcole per le corna è fegno della ferO 
cita già domataocofe tutte attribuite allà uir 

■ir M 



Eè 4 tù 






44® DK3HIARTIONE 

tÙ5& al ualore di quefto Prlcipe dagli Adria 
nopolitijcheglifecero'batttere quella me- 


LIA .01 uoroianOjUgioue 
^.v>5t«v,w>inrame5CÓ lettere tali. imp. caes. 

M. ANT. GORDIANVS.AVG. Ha pCr riuerfÒ UH 

carro trioiifale,tirato da quattro caualli , co 
una figura foprajche tiene in mano una infi 
gna militare, con lettere tali. imp. tr. p. h, 
cos. p. p. &. s. c 

ta in Roma,à pamcolar onore di uoroiano 
il terzo in tempo , che e(Ib con Pupieno& 
Balbino ottenne la uittoria contra Maflìmi^ 
nojdella qual uittoria quelli tre Capitani>ri 
tornati à Roma , trion&ono , come mofira 
Giulio Capitolino , nellacdamatione , che 
fece il Senato , con tali parole . Maxime, 
Halbine,Gordianedi| uos fcruent. Vidorcs 

^ ho- 


1 

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1 


DI HBDAOLII ANTiCHr 44IV 

5> hoftium omncs defideramus . Pracfentiam • 
3> Maximi omncs ddideramus . Balbine Au- 
3> gufte dij te ferucnt . Prsefèntcm annum con 
3> uiles vos ometis , in locum Maximini Gor- 
33 dianus fufficiatur . Poft rogatus fentratiain 
» Cufoidius Celerinus h^c verba habuit . p.c. 
3> craio nomine Maximinorum 3 appellatisq; 
33 diuis Gordianis vigoria? caufà prmcipibus 
33 noftris Maximo 5 Balbino 3 & Gordiano fta- 
33 tuascumelephadsdeccmimusjcurrustri^^^ 
33 phalesdecemimus3ftatuasequeftresdecer 
33 nimus 3 trophfa dccemimus. Onde noi 
diremo , che doppo quefta vittoria in tem-' 
po del (iio trionro 3foiIè à Gordiano tal me • 
daglia battuta- • ‘ 




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44 ^ 


© I C H I A R 


Là Meda qua «i uoroiano u terzo> 
in argentOjCon letttìre tali. ìmp.gordìànvs. 
pivs. FEL. AVO. rià per riuerfb un caùaÙò 
cóvna figura che tiene ùn afta i mano co'let 
teretali. p.m. 'tr. i>. in. còs. p.p. Qaeftà 
medaglia fu battuta ad onore del lopradet- 
to Gordiano il terzo giouinectò-. Et fiiift 
quel tempo, ch’eflb andò alla impreìa cótta 
1 Perii , sì còme Icriue nella fuà uita Giulio 
,, Capitolino* Gordianus aperto lano Ge=- 
mino,quod fignum erat indiai belli , profii* 
duseftcontraPerfas cum exercitu ingen- 



PI MEDA 


IN, KAM£«. , - , 

• La MB CAGLIA- di Mk Giulio Filipp<^ 
•glande , in rame ;>eort lettere tali . imp. m* 

IVI. pHiLtppvsi AVO. Hapcr riuerlb quattro 
ii^re (òpra un palco , due delle quali fono 
feaeti, 3 t vn’alrra figura à bafTojChe afcendc ^ 
ima fcalajCOrt lettere tali intorno.LìBER Att* 
^As» AvGG. 11. Si B. e. C^cfta medaglia fu 
battuta 5 per onorar la liberalità di Rlippo 
^mperadore, in tempo del Tuo congiario lè* 
tondo dato al p<^olo; 8 r le due figure fopra . . 
il palco fedenti, fono di Filippo padre > & di 
•Filippo figliuolo 3 iquali ambedue danno il 
donatiuo,conciofia colà, che doppo la ucci- 
sióne del minor GordianOjdichiarato Filip- 
po Imperadore dall’efèrcito , eflb Filippo ^ 
fiprefe il figliuolopcr cópagno nellTinpe, 




col cerchio di 
ottone, di M. Giulio Filippo, di un ^an rile- 
tto, col petto i & di eccellente artefice , Con 
lettere tali, i mp. c a e s. m . . . p h i l i p- 


p V s . . Ha per riuerfò quattro belliflime fi- 
eure,runa delle quali dà il modo con la de- 
lira mano ad un’altra figura armata , che le 


Ila all’incontro con le inlègne della militia^ 
& ha lettere tali intomo.FÈLiciTATi.popvL. 
ROM. Quello medaglione fu principalmen 
te battuto , per gloria & riputatione di que- 
llo Principe. LafigUra,cheporgeconlade 
lira il mondo, è Gioue i & ha dietro di lui 1$ 
figura di Mercurio apprello , il quale fi dicci 
cllère nuncio di Gioue.La figura di ripetto, 
che riceue il mondo è Filippo Imperadorc, 
che ha dietro di lui un Capo de gli eflèrciti, 
con le infegne delle legionLLe lettercintòc 


t 


4 

i 







DI TillDACLÌl 445< . ^ 

no ci dimoftmo la felicità in qiid tempo 
delj>opolo RomanOjncU’hauer Gioue con- ^ 
ceflw ài detti Romani il gouemo dell’Impe \ 
rio in quello Principe . Il mondo dato da ^ 
Gioue nelle mani à Filippo ci dinota la prò- 
uidentia nel gouemo di detto Principe. / 
Le quali cofe tutte erano polle nelle meda- . 

glie da gli antichi, per adulare à i lor Princi- 
pi, & per gratificarlcli^ come altrpue anco- , 
rà da noi s’è detto. • ‘ - 


:» • 



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c 


II medaglione di M. Giulio FilippQ;jC^>ll 
cerchio di ottonCjCÓ tre tefte, IVna di Filip- 
po padre4‘altra.ch‘è fotto qfta della moglie 
&raltra tetta di rimpetto à queik due di Fi 
lippo figliuolo, di buon rileuo, tutte 
petto , con lettere intorno ^ concpruia ^ 
avgvstqrvm . Ha per riuerlò due figure di 
due Vittorie a che tengono nelle mani vno 
feudo , con lettere tali dentro, voti s.& con 
certe note numerali che confiimate dall an 
tichità non fi poflono leggere . Et con altre 
lettere intorno « victqriae . avcvstorvm. 
Quefto medaglione Fu battuto à commune 
^r de i Fitippi padre , figliuolo, & madre, 
per memoria della vittoria contrai Perfi. 
Percioche , come ferine Pomponio Leto 
nella vita di Filippo , volendo dio Filippo , 
doppo Fcntrata ch’egli fece in Roma alflm 

perio. 


•H r All A-T r o N » j , 


DI MEDAGLIE ANTICHE 44^ 
j^io j racchetar gli animi di coloro, tum , i 
cjuali r hauefléro imputato > eh egli haueflè 
cosi fattamente lafciato perdere quelle prò 
uincìe^cheiì era perdutCjrinoiwtii patti co'* 
Pcrfiani,mollè j^ro guerra, fperàdo per que- 
■tìa uia di poter leuariiquel biafimo , 'ch’egli 
fi hauea per ciò acquifótp.Pafs(^uefta^^ 
prela feriza che in ella. 6 fpargefie punto di 
tónguejpercipchei Pedani gli promilèro 
di reftituirgli quelle prbuinciejch'e erano te 
nute da loro. Lam.édaglia adunque ioquel 
tempo fu battùtaa gloria, diambedue i K- 
lippÌ5padre,& fig^uolojcpndofia cola, che 
entrando ejlb plippoal gouemo, fi tpl^le 
co compagno. neirimperio,& partccipè Fi- 
lippo il figliuolo , fi cònie ci dìmoftrano Ib 
lettere dafi’altra parte della tnedaglia; coi^r» 
èoapiA.Av GVST9RV M.Ma le lettere détto lo 
tèudo^ yoTis.. con quelle altre note nume-. 
irali>eranp (olite à fam in augunp^della iàlp- 
te de iprincipi, ò della Repu^lica . Et la in- ^ 
fcrittione di quelli uoti fi poneua ne i riuerfi 
delle medagliejpucro (opra gli archi trion- 
fali, quando il Senato & popolo Romano, 
faccuail uoto di fàcrificace, ouero di cele- 
brar giuochi,ò di conlàcrar Tempi,fe in tan 
(o fpatip prcicrittpde gli anni la Republica 

òil 


44^ ì> rcHiAi.ATiONm ' ! 

òilPrencipe fimantcnéuain auel medefi- 
ino flato, nel quale fioriua allora quando 
fiiceuano i uoti.Da che fi legge appreflfo gli 
iftoricijchei Romani alle uolte tralafliaua- 
no queflò augurio della iàlute per uinticin- 
que anni,& poi lo ritomauano. Queflo uo- 
to fi dichiara fopra un arco di Cóflantìnoà 
Roma con lettere tali, votis. xx; Et ne i ri- 
uerfidi molte medaglie dc^ Imperadori 
più ultimi 5 fi ueggono tali uttere. vot. x. 
voT.xxx.Et oflèruadofi o^ anno tale augu 
rio deUalHute 5 fi come fiicioglieua queflo 
obligo del uofo di dieccjdi uinti,ò di trenta 
anni, così i Romani,ne lafliauano le memo- 
rie à i pofleii nelle medaglie,ne i marmi , & 
negli edificij, fecondo che dalle lettere di 
tal medaglia fi comprende. 


. DI .Medaglie antiche 449 



La medaglia di Filippo, grande, in 
rame , & di aflài buon maellro , con quelle 
lettere . imp. m. ivl. philippvs . avo: Ha per 
riuerlb vn cauallo , con vna figura (òpra che 
tiene vna mazza in mano, con lettere tali in 
tomo ADVENTvs.AVGG. ciò è Aducntus. 
Auguftoi:um.& difetto. s. c. Queftame- 
da^iafubamitainRoma,adonor de iduc 
Filippi, padre & figliuolo, in tempo della 
guerra Perfiana , quando , hauendo Filippo 
mofiò la guerra contra i Perfiani, fornì quel 
la imprela, lènza Ipargimento di làngue, 
hauendo i Perfiani promeflb di reftituirli 
^ quelle Prouincie, che eran tenute da loro, 
SI come di fepra se detto . Et pare , che tal 
medaglia folle battuta doppo il ritorno de 
i detti due Filippi da quella imprelà • 


45 * 


DI C il r ARATI OK* ■ I 



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X ri IV V» t • . 

La MSDAOnAdiM. Giulio Filippo 
in argento , belliir.ma , con lettcr e tali^ mp. 

PHIÙPPV s. AVO. Ha per rmerfo vn belliffitno 
leone , con lettere tali intomo.sAEcvLAREs. 
AVGc. & di iotto .quefta nota . i. Q^cfta me- 
daelta fu battuta in tempo , che Filip^ ce- 
kbrò i «^iuochi chiamati Secolari , & ‘ u tat- 
ta per onorar lamunificentia di quefto Prm 
cipe , per tali fpettacoU dati al popolo . de i 
quali fcriuendo .Pomponio Leto nella vita 
di elfo Filippo, dice in quella forma. 

Ora l’ anno lècondo dell imperio di collui , 

auanti che venilTe il ventèlimo primo gior- 
no diMaggio , r anno miUefimo ddla edi- 
ficatione (fella città di .Roma , li celebrare).; 

no con pompa grandiflima, & gi an<felmie 

fpefc , & con fuperbo apparato i muochi 
^ chiamàu 


■ DI MIDAGLIB ANTI€ffE- 45 I . 
n chiamati Secolari. Furono in quelli giuo- 
„ chi tutte quelle fiere , le quali per lo trionfo 
,5 di Periìa,& per quelli giuochi erano Hate ri 
9, lèruate da Gordiano,cócio follè colà, chel 
giouane haue0è determinato di trionfare à. 
„ punto nel giorno natale di ella città . Dicc- 
3, li che le fiere 'c’habbiamo detto furo quelle. 
„ Trentadue elefanti, diece Alci , dicce Tigri, 
„ quaranta Leoni domellici , trenta Leopar- 
„ di diuenutimanfueti, diece Iene,unIppo- 
„ potamo, un Rinocerote , diece Arcoleonti, 
„ dicce Cameleopardi,uenti Alini làluatichi, 
„ quaranta Caualli feroci, mille para di Gla- 
„ diatori.Et elTendo^tutte quelle così fatte be 
„ llie condotte in un granaillimo circuito , & 
5, mollrate ad ognuno publicamentc, li uide- 
„ ro tutte infieme co’giuochi Icenici fatti nel 
„ Teatro di Pompeo, dauanti al popolo. 

Il Leone adunque,che dal riuerlo di tal me- 
daglia li vede , dimollra , come ferine que- 
lla illoria , che tali animali in quelli giuochi 
follèro rapprefentati dauanti al popolo . Et 
, quella nota numerale . i . per quanto li può 
comprendere , ci dinota il primo animale 
eflère llatoil leone, che in tali giuochi , ò 
Ipettacoli folle mollrato al popolo , & pe- 
rauentura nel primo giorno , che s’incomin 


45 a DI CHI AB. ATI ON* ^ 

ciarono à fare i detti giuochi , trouandofi al 
tre medaglie battute in tempo, & per occa- 
(ione di fimili fpettacoli , che han per riuer- 
fo altri animali, come Alci,rippopotamo, 
moftrati in tal tempo da Filippo con quelli 
nummeri . n . & lu . fecondo l’ ordine , col 
quale fi procedeua nel rapprenfentare alla 
giornata tali animali • 


91 - M»DAeLIE ■ ANTIC H» . 455 



DI FILIPPO FIGLIVOLO. ■>, 

I N R A M £• 

La medaglia di Filippo , figliuolo 
del fopradetto M. Giulio Filippo , grande , 
in rame , molto giouinetto , con lettere tali. 
M.ivL.pHiLippvs.cABs.Hapcrriuerlo vna 
figura , che nella delira tiene vn afta, & nel 
la finiftra il mondo, con quelle lettere, pri k 
c ipi.i V V ENT. La figura dal riueiiq è di Filip- 
po il giouene , & quella medaglia fu battu- 
ta à particolar onor fuo . 

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La mei>aglia di Filippo 3 giouane, 
grande, in rame Greca >^:on qucfte lettere 
AYTOk.k.M. lOYAI. 4.lAinnOC._C EB. 

do è. Imperator. Caelàr-Marcus. lulìus.Phi 
lippus. Aug.Ha per riuerfò un leone co una 
figura > che tiene nella deftra una mazza , la 
quale licde fopra 3 detto leone, con lettere 
Grece tali intorno. ©E A c. cypiac. lEPono 
AiTnN . do è»De i facri cittadini della Dea 
della Siria . Quella medadia fu battuta per 
onor di queftò Principe dalla Siria, prò uin- 
cia,& la figura fedentq fopra il Icone è della 
Dea Ifide . La eguale dalla Siria era adorata, 
come loro Deita^per la qual Dea era ancora 
la prouincia della Siria ngnificata . 







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Dir Medaglie antiche 455 



La mei>aglia di Filippo il giouenc, 
grande,in rainCjCon lettere tali. imp. m. i vl. 
PHILIPP vs.Avtf. Haperriuerfodue belle fi 
gurc fedéti (opra due fcdie^che porgono no 
lo che con la dcftra mano,con qucfte lette^ 
tcredifòpra.LiBERALiTAs. avgg. ih. cioè* 

Liberalitas.Auguftorum.Tertia.& s.c.Quc 
Ila medaglia fu battuta per onorar Filippo 
ilgiouanein quel tempo 5 che elio Filippo 
inlieme col padre,di cui fu compagno nell - 
ImpcriOjdicde il congiario al popolo la ter- 
za uolta sì come noi ueggiamo in altre me- 
daglie d’altri Imperadof ijlc quali fi batteu* 
no per memoria della liberalità loro , quali- 
dò faceuano mi doni al popolo, cialcuna 
uolta cheli faceuano, fecondo che nelle di- 
chiararioni di quelle medaglie habbiamo 
cljiofto.Quefta medefima med.aglia con Tir 
Itefib riuerlò fi uede in argento ancora. 

Ff 4 


45 DICHIARATION 1’ •: 



IN RAME. 

• > 

, Il medaglione di Traiano Dcdo, 
coronatojin rame , col petto , & con lettere 

tali. IMF. C. M. TRAIANVS. DECIVS. AVO. 

ciò è.Imperat. Caefàr. Meflìus.Quintus.Tra 
ianus Decius. Aug. Ha per riuerib un fìgu 
guronc di una Vittoria^che nella delira tie- 
ne una corona , & nella linillra una palma , 
con lettere tali intorno, victoria.avg. & 
s. c. Quella medaglia fu àparticolar onore 
battuta di Decio, in quel tempo , ch’egli 
combattendo con gli Sciti , ottenne di lo 
ro uittoria , come Pomponio Leto nella ul- 
ta di dio Decio d fa tellimonio • 


' , .. 

I 


i 



w mbdagiib. anticì^b 



Il medaglione di Traiano Dedo, 
coronato, in rame belliflìmojcol petto, & co i ^ ^ 
lettere talLiMp.c.M.(^ traianvs. decivs. 

. >vo . Ha per riucrfb una figura ueftita in pie 
di, che nella delira mano tiene un caduceo , 

& nella finiftra un corno di douìtia, con s.c* 

& altre lettere tali intorno . felicitas. sai^ 
cvLi. Quella medaglia medefimaméte fu 
battuta per onorar Tlmperador Dedo, & 
quella figura è la Dea Felicità • 




i 



L 'a' M 1 D A G L r A di Trcboniano Gal- 
•’ lo 5 ^ànde , in rame , con lettere tali . imp . 

* CAES. C. VIBIVS. TREBONIANVS . GAÙ.VS.AVG. 

■ Ha per riuerfb una figura in piedi , che nella 
'delira tiene un ramo, & nella finifh'a una 
' mazza ,ton lettere . pax.- a vgg. & Cc. Q^c 
lia medaglia fu battuta per folo onor di que 
fto Principe , & quella figura è la Dea Pace. 






BI^MlbAGtlt ANTÌCrfl 4^# 


xjb i| 1 i t i A/v^iuaiiv/ v^<c& 

lojin ramcjche ha da una parte due tefteju- 
na all’incontro dell’altra, che fono di Trebou* 
niano Gallo padre, & di Volufiano giouinet 
to fuo figliuolo, con lettere tali intorno cor 

rofe per l’antichità avg. 

Ha per riuerfo due Caualli , con due figure 
fopra,& dauanti efiì caualli camina una Vit- 
toria, & dietro à quelli foguono alcune fìgu 
re di foldati armate, con le infogne delle Ic- 
gioni,lc quali figure mal fi poffoiio difeerne 
re per l’antichità, có lettere tali intorno, ad- . 
V1NTY8. AVGo, Quefta medaglia fu battuta 
à fpcciale onor di Treboniano Gallo padre 
& del fuo figliuolo Volufiano , in quel tem- 
po,che effondo Gallo uenuto à Roma fece 
partecipe dell’Imperio foco Caio. viB.vo- 
IV SIANO, fuo figliuolo come forine Pompo- 



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^6p -BICHIARATIONB r 

nio Leto. Onde fu battuta , per la memoria 
di tal uehuta à Roma di quefti due Principi. 
Laqual uenuta fu in tépOjper quanto io ere 
dojche gli Scitiji Parti, & Ìtii popoli Barba^ 
rinimìci del popolo Romano aflàltaronoi; 
paefi deirimperio co ^oflì dferciti , dando I 
per tutto il guafto à più città, & facendo nc 
ipaefì molte Segrandiffime prede, / 


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PI MEDAGLIE ANTICHI 4^*.* 



IN RAME. 

'La MEDAGLiAcli Volufiaiio figlIuolo 
di Gallojgrandcjin rame co lettere tali. imp. 
cAEs. c. viB. voLvsiANo. AVO. Ha il medefi 
mo riuerlb , che ha la medaglia di Gallo (lio 
padre , ciò è una figura ueftita in piedi , che 
con la finifti a alza uno ramo, & tiene con la 
deftra un’ afta , con lettere tali intorno, pax. 
avgg. & s. c. Quefta medaglia medefima- 
mente fu battuta à fimplicc onor di Volufia 
no,& la figura con il ramo in mano è la Dea 
Pace. 



DI LICINIO VALERIANO. 


IN Jl A M E . 

^ L A' NfE D A G r I A di Licinio Valerìano, 

' grande, in rame 5 col petto 5 con lettere tali., k 

IMP, e f . Lie . . , VALERIANVS. AVO.. HapCC k 

riuerfo un’aquila in piedi , che porta non fo . c 
ciré in bocca, che non fi può dilcernere, k 

& ha-^di dietro una inlegna militare , con ] l 

lettere tdùcoL .. . rom, et . . . 
medaglia fu battuta fuori dì Roma da qual . c 
che Colonia,per onorare Tlmperadorc Va r l 
laianO;> de i RÒmà- • 

ni,che efll portauano ncìfa militia.' Et 1 elet- , 
tere dicono,che quella Colonia fece batte- 
re tale medaglia à onor di Roma^Sc di Augu 
fio . percioche le dette lettere dicono, ro- 

MAE.ET. AVGVSTO. 



I 



DI * A N W'C 



I N. R A M E 

• . 


, L A ^ t D A G L I A di.Galicno 5 grande 9 
inr.amc,eon lettere tali . . . gai-lienvs.a-vg,* 
Hxpcr riucrfò una. figura in piedi ueftita,-, 
che s’;appoggia ad uaa colonna, & tiene nel: 
lafinifirauna mazza >.& la delira alza lòp W' 
la tefia^cgn lettere tali, s e c v r i t a s>. av g. & 
s. c. (^efta medaglia fu battuta à fpecialc 
onor diGalicno,& la figura dal riuerlò è del : 
laDeaSecurità, . : 



• • 'iir il. 7 •i--... -- ^ ■ • 

- . 1 V " II ' j. '■ C ■ «' • . ' * ■* 

, . ...> 


V 



IN S.AME, 


La medaglia di Galicno figliuolo, 
grandc,in rame,col petto , in giouenile età, 

co lettere tali. IMF. CAES.P. LIC. GALLIENVS* 

AVO. Ha per riuerfo due teftej'una di Mer- 
curio,che ha di dietro il caduceo, & dauand 
la borfà,l’altra di una città , con lettere tali. 
COL. ,,ic.FEL.nEL, Quefta medaglia noii 
fii battuta in Roma, ma da qualche Colonia 
adonordiGalieno Salonino, figliuolo del 
predetto Galieno , & credo , che la telbi al- 
1 incontro di quella di Mercurio dal riuerfo 
(ia di quella città , che fece battere tal me- 
daglia. 



f 

DI MEDAGLIE ANTICHE 46 $ \ 



IN RAME. 


La medaglia di Conftantino , det- 
to per cognome Magno,in rame, grandcjco 
tutto il pettOjin gioucnile etÈ5& con lettere 
tali. coNSTANTiNvs. MAX. AVG.ha Dcr riucrlo 
un beUilTimo ponte co tre archi, K)tto il qua 
le , con e un fiume , con lettere tali di lòtto. 
DANVBivs . Et euui una figura giacente , la 
quale io giudico,che fia il detto fiume. So- 
pra qfto potè poi fi ueggono tre figure,l’u- 
na armata co un’alb in mano, &à quella ua ’ 
auanti una uittoria,chc tiene con una mano 
un prigione inginoccliiato , & alza l’altra 
mano,per mollrare il detto prigione uolgé- 
dolì con la faccia indietro uerlòla figura ai- 
mata,& ha lettere di Ibpra tali, salvs. reip. 
cioè Salus. Rcipubiicse. Quefta medaglia 

G g _i fu 


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9 


ì^66 biCHIARATIONE 
fu battuta, per onorare quefto gra principe, 
& per memoria della uittoria acquiftatacó 
traiSarmati.Della quale impreia Pompo- 
nio Leto nel lib. 2 .fa con quefte parole men 
rione, parlando tuttauia di Cóftatino . Egli 
w coniumò la maggior parte della fùa prima 
« fanciullezza in Cenante lotto la cura di Ga- 
^ lerio Maflìmiano,hauendolo il padre dato 
3» ad elTere ammacftrato nelle lettere , ne’ co- 
33 ftumi 5 nell’arte della guerra ; doue arriuato 
'33 all’età della giouanezza , fu da ellò Galerio 
33 mandato Capitano di uno ellèrcito contra i 
33 Sarmati, gente nel nero ferocilsima,& auez 
33 za al fare ftrage de gli huomini. Fè il gioua- 
55 netto in quell’ imprelà molto piu di granlu 
„ ga,chedairecàruanon s’alpettaua,& fuor 
„ della credenza d’ognuno ruppe i nimici,& 
„ tollè lor la uita.Menò lèco prigione à Gale- 
„ rio il Capitan de’ Sarmati , legato co una ca 
tena , &c. Adunque per memoria di que- 
lla imprelà felicemente fornita , fu tale me? 
daglia battuta.La figura armata (opra il pon 
te e di Conllantino^l prigione con la mano 
tenuto da quella uittoria , giudico io che fia 
il Capitano de’ Sarmari prefo , & menato à 
Galerio , le quali figure pafiano il ponte Ib- 
pra il Danubio fiume della Germania. Sì co 

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DI MEDAGLIE ANTICHE 4«T 
mefiueggono queftc lettere dal riuerlb di 
tale medaglia, salvs. reip. Scriuonogli 
iftoricijche Cóftantino fu chiamato, libera- 
tor di Roma, fondatore della pace, reftituto 
re della vmana generatióe, allargatore & ac 
crelcitore delfimperio Romano, & fondato 
re di una eterna ficurezza , & che fi acquiftò 
il cognome di Mafilmo . Óltre à ciò il fena- 
to & pop . Romano , doppo ch’egli hebbe 
f^erato & uinto Mafientio,giudicando di 
efiere fiato liberato dalla tirannia,fè fabri- 
carc in onorfuo un’arco di marmo, ornato 
di trionfi, fra il Palazzo & monte Celio. 



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di Cpnftatino MagnOjgrande , in ramcjcon 
bella uernice uerdc,con tutto il petto, & c6 

Ictteretali. D. N. coNSTANTivs. p. f. avo, 

do è.Dominus.Nofter. Conftantius. Pij. fi 
lius.Auguftus, Ha per riuerfo una bella figu 
ra ueftita , & armata lòtto , che nella del&a 
tiene un afta 5 & nella finiftra il mondo & 
à i piedi di quella è un’altra fì^a di uno 
prigione,con le mani legate di dietro , con 
lettere tali intorno, virtvs. avg. Quella me 
da^lia fu bartuta,per onore di Cóftàzo, che 
fu t uno de i figliuoli di Cóllantino Magno; 
& giudico, che gli folle fatta in quel tempo 
che il detto Cóftanzo,per far ucndetta dcl-r 
la mone del fratello Collante, prelè la guer 

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DI MEDAGLIE ANTICHE 4^^ 
ni córra Magnentio tiranno , del quale final 
mente, con terribile & mcmorabil battaglia 
à canto àMurrio ò Murfàjrimafe uittoriofb, 
con grandillìma ftrage de’nimici.Percioche 
f uron morti in quefto fatto d’arme piu di 
cinquanta quatro milia huomini dall’una & 
l’altra parte, sì come Pomponio Leto, nel 
lib.fecondo fa mentione . La figura in piedi 
dal riuerfb di quefta medaglia , che nell’una 
mano tiene rafta,& nell’altra il modo è C6- 
ftanzo , & quel prigione è de’ nemici , nella 
guerra, & uittoria contra Magnentio . In al- 
cune di quefte medaglie fi trouanodue pri 
gioni daU’una & l’altra parte della figura di 
Cóftanzo,ch e la medcfima.Le lettere intor 





no. viRTvs. AVO. dimoftrano il ualore di 
quefto Principe in tale imprefà. 


I^L FINE. 



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